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		<title>Festa del Pestith e dei Fermentati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 11:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[claut]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="782" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/vasetti-da-sopra-pestith.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="vasetti da sopra pestith" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/vasetti-da-sopra-pestith.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/vasetti-da-sopra-pestith-300x172.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/vasetti-da-sopra-pestith-1024x586.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/vasetti-da-sopra-pestith-768x440.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Festa del Pestith e dei Fermentati 1"> A Claut l'appuntamento dedicato a tradizioni gastronomiche della Valcellina e della Val Vajont. Con mercato dei produttori, laboratori, showcooking e degustazioni </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/vasetti-da-sopra-pestith.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/festa-del-pestith-e-dei-fermentati-2/">Festa del Pestith e dei Fermentati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Pestith in vasetti</em></span></p>
<p>Claut si prepara ad accogliere la seconda edizione della <strong><em>Festa del Pestith e dei Fermentati</em></strong>.</p>
<p>Un evento che celebra le tradizioni gastronomiche della Valcellina e della Val Vajont, con un focus particolare sui cibi fermentati e sul <strong>Pestith</strong>, il celebre pesto di rapa friulano riconosciuto come <strong>Presidio Slow Food</strong>.</p>
<p>L’appuntamento è per il weekend del <strong>12 e 13 aprile</strong>.</p>
<p>Dopo il successo della prima edizione a Cimolais, la manifestazione approda a Claut con un programma ancora più ricco e articolato, pensato per coinvolgere non solo gli appassionati di gastronomia, ma anche famiglie, produttori locali e professionisti del settore.</p>
<p>Il cuore della festa sarà il <strong>Mercato dei Produttori</strong>, un’area dedicata alle aziende agricole e agli artigiani del territorio, che presenteranno le loro specialità fermentate e altri prodotti tipici della Valcellina e della Val Vajont.</p>
<p>Qui sarà possibile conoscere i produttori, ascoltare le loro storie e acquistare direttamente le loro eccellenze.</p>
<p>Accanto al mercato, un’area ristorazione proporrà piatti ispirati alla tradizione, con chef locali e ospiti di rilievo che interpreteranno i sapori autentici della montagna friulana attraverso l’uso della fermentazione.</p>
<p>L’evento sarà arricchito da <strong>showcooking e degustazioni guidate</strong>, in cui chef e divulgatori gastronomici mostreranno dal vivo come la fermentazione può esaltare i sapori e arricchire la cucina quotidiana.</p>
<figure id="attachment_63478" aria-describedby="caption-attachment-63478" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-63478" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/Veduta_Claut-1024x768.jpg" alt="Veduta Claut" width="640" height="480" title="Festa del Pestith e dei Fermentati 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/Veduta_Claut-1024x768.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/Veduta_Claut-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/Veduta_Claut-768x576.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/Veduta_Claut.jpg 1366w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-63478" class="wp-caption-text">Veduta di Claut</figcaption></figure>
<p>Saranno inoltre organizzati laboratori tematici dedicati alle tecniche di fermentazione, dalla preparazione del pane e dei formaggi fino alle verdure fermentate e alle bevande.</p>
<p>Non mancheranno momenti di approfondimento, con <strong>incontri e talk </strong>che vedranno la partecipazione di esperti di fama nazionale e internazionale.</p>
<p>Tra gli ospiti, <strong>Angelo Floramo</strong>, scrittore e narratore appassionato del territorio, <strong>Laura Antoniacomi</strong>, divulgatrice enogastronomica e autrice della newsletter <em>La Dispensa di Toni</em>, e <strong>Carlo Nesler</strong>, esperto di fermentazione e fondatore di CibOfficina.</p>
<p>Il programma sarà arricchito anche dalla presenza della chef e food experience designer <strong>Inés Lauber</strong>, ambasciatrice dell&#8217;Alleanza dei Cuochi Slow Food Germania, e di <strong>Stella Palermo</strong>, bartender creativa tra le più note in Italia.</p>
<h3>Il programma</h3>
<p>La giornata di <strong>sabato</strong> si aprirà con tre appuntamenti nello Spazio Uno, dove Laura Antoniacomi condurrà “Fermenti in Festa”, una serie di degustazioni guidate con i prodotti del mercato, in programma alle 11, alle 12.30 e alle 14.30.</p>
<p>Nello Spazio Due, il primo workshop inizierà alle 10 con Giulia Faraon di Funky Fermenteria: un laboratorio teorico e pratico per imparare a preparare il kombucha, al termine del quale ogni partecipante riceverà uno starter e una guida per iniziare la produzione casalinga.</p>
<p>Alle 12, Alberto Lavarini della Bottega del Fermentista guiderà un approfondimento sul kefir di latte, con una dimostrazione pratica e la consegna finale di uno starter.</p>
<p>Alle 15, Carlo Santarossa dell’azienda agricola Saliet e Loris Boz dell’agriturismo Casa Mantova presenteranno una dimostrazione sull’antica lavorazione del Pestith e sul suo utilizzo in cucina, con assaggio conclusivo. Presente anche Franca Teja, biologa e autrice di un libro sulla storia del Pestith. La giornata si concluderà alle 17.30 con l’“Aperitivo spumeggiante!” curato da Stella Palermo, una proposta di cocktail e bevande fermentate per esplorare nuovi orizzonti nel mondo del drink.</p>
<p>Nello Spazio Tre, sabato mattina alle 10.30, Jessica de Il Fiore della Frutta proporrà “Prepara il tuo Kimchi”, un corso dedicato alla celebre preparazione coreana, con teoria, pratica e la possibilità di portare a casa il proprio Kimchi autoprodotto.</p>
<p>Nel pomeriggio, alle 15, Prima Radice presenterà “Fermentazioni possibili”, un percorso degustativo in sei tappe tra frutta, cereali e uva, con prodotti fermentati coltivati in azienda secondo i principi dell’agricoltura rigenerativa.</p>
<p>Sempre sabato, il programma include anche una passeggiata tematica a Claut proposta dall’Ecomuseo Lis Aganis: un’occasione per scoprire il territorio da una prospettiva culturale e naturalistica, in connessione con il tema del festival.</p>
<p>La giornata di <strong>domenica</strong> si aprirà nello Spazio Uno con un doppio appuntamento firmato Carlo Nesler.</p>
<p>Dalle 10 alle 12.30, il celebre maestro dei fermentati guiderà un laboratorio dedicato all’autoproduzione dell’aceto, che si concluderà con la consegna di uno starter per la produzione casalinga.</p>
<p>Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17 circa, sarà la volta di una raffinata degustazione dedicata a miso e shoyu, un viaggio sensoriale e storico alla scoperta dell’umami.</p>
<p>Nello Spazio Due, alle 11, lo studioso e narratore Angelo Floramo proporrà una lectio magistralis sulle tecniche di fermentazione nella storia e nella letteratura antica.</p>
<p>Alle 14:30, &#8220;L&#8217;agricoltore, la fermentatrice e la chef&#8221;: la chef berlinese Inés Lauber aprirà le porte della sua cucina per un evento incentrato su una proposta sostenibile, stagionale e gustosa, insieme a due produttori del mercato, Carlo Santarossa di Saliet e Giulia Faraon di Funky Fermenteria. I partecipanti potranno assistere alla preparazione e degustare un piccolo menù pensato per l’occasione.</p>
<p>Lo Spazio Tre vedrà domenica, alle 12, la sommelier Luana Bottacin con “Buoni e Cattivi: viaggio tra fermentazioni, lieviti e batteri nel vino”, una degustazione guidata di tre vini abbinati a tre assaggi a base di <em>pestith</em> e altri prodotti fermentati.</p>
<p>Alle 14.30 sarà infine il turno di Birra Galassia con “Birre al microscopio”, un percorso sensoriale tra stili birrari e processi fermentativi.</p>
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		<title>Festa del Pestith e dei Fermentati</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/festa-del-pestith-e-dei-fermentati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 13:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cimolais]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="803" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/vasetti-da-sopra-pestith.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vasetti da sopra Pestith" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/vasetti-da-sopra-pestith.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/vasetti-da-sopra-pestith-300x176.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/vasetti-da-sopra-pestith-1024x602.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/vasetti-da-sopra-pestith-768x451.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Festa del Pestith e dei Fermentati 3"> Degustazioni, showcooking e un vero e proprio mercato di produttori Slow Food per celebrare le eccellenze della Valcellina e Val Vajont </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/vasetti-da-sopra-pestith.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/festa-del-pestith-e-dei-fermentati/">Festa del Pestith e dei Fermentati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cimolais si appresta a diventare il cuore pulsante della gastronomia locale con la <strong>Festa del Pestith Presidio Slow Food e dei Fermentati</strong>, in programma nel <strong>weekend del 20 e 21 aprile</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento, promosso dalla Condotta Slow Food del Pordenonese in collaborazione con il Comune di Cimolais e la Pro Loco locale, si propone di celebrare le eccellenze della Valcellina e Val Vajont attraverso la valorizzazione del Presidio Slow Food del Pestith.</p>
<p>Tutto nasce da una <strong>rapa tonda dal colletto viola</strong>: è da essa, infatti, che da generazioni, in Valcellina e in Val Vajont si <strong>ricava il pestith, un pesto di rapa fermentata</strong> che per secoli ha nutrito gli abitanti di quelle valli, soprattutto d’inverno.</p>
<p>Grazie alla collaborazione con le amministrazioni comunali di Barcis, Claut, Cimolais ed Erto e Casso, la manifestazione si svilupperà su due livelli, coinvolgendo una vasta gamma di attività e offrendo un&#8217;esperienza completa ai visitatori.</p>
<p>Il primo si concentrerà nel comune di Cimolais e includerà un punto degustazione, dove i partecipanti avranno l&#8217;opportunità di assaporare il Pestith e altre prelibatezze fermentate preparate da rinomati chef regionali e internazionali affiliati a Slow Food. Inoltre, sarà allestito un mercato di produttori di fermentati, con la presenza di aziende provenienti dal Nord Italia e dall&#8217;estero, affiancate da produttori agricoli regionali che condividono i principi Slow Food. I laboratori del gusto e gli showcooking offriranno ulteriori spunti di approfondimento sui fermentati, che potranno vedere da vicino il loro utilizzo in cucina.</p>
<p>Il secondo livello della festa coinvolgerà i comuni di Barcis, Claut, Erto e Casso: numerosi ristoratori e agriturismi proporranno i loro menu a base di Pestith come parte integrante dell&#8217;evento. Un servizio di bus navetta sarà attivo lungo la valle, consentendo ai visitatori di spostarsi agevolmente e di degustare le specialità locali presso le varie strutture aderenti.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffesta-del-pestith-e-dei-fermentati%2F&amp;linkname=Festa%20del%20Pestith%20e%20dei%20Fermentati" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffesta-del-pestith-e-dei-fermentati%2F&amp;linkname=Festa%20del%20Pestith%20e%20dei%20Fermentati" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffesta-del-pestith-e-dei-fermentati%2F&amp;linkname=Festa%20del%20Pestith%20e%20dei%20Fermentati" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffesta-del-pestith-e-dei-fermentati%2F&amp;linkname=Festa%20del%20Pestith%20e%20dei%20Fermentati" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffesta-del-pestith-e-dei-fermentati%2F&amp;linkname=Festa%20del%20Pestith%20e%20dei%20Fermentati" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Ffesta-del-pestith-e-dei-fermentati%2F&#038;title=Festa%20del%20Pestith%20e%20dei%20Fermentati" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/festa-del-pestith-e-dei-fermentati/" data-a2a-title="Festa del Pestith e dei Fermentati"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/vasetti-da-sopra-pestith.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/festa-del-pestith-e-dei-fermentati/">Festa del Pestith e dei Fermentati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La forma della materia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/la-forma-della-materia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 16:35:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[inmuscla]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[pastrello]]></category>
		<category><![CDATA[valcellina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ultimo mediometraggio di Michele Pastrello è ambientato in Valcellina. Un’opera che, dalle immagini al linguaggio, riassume l’essenza più recondita del Friuli Venezia Giulia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Michele-Pastrello.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-forma-della-materia/">La forma della materia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il fiume e il vento portano mille vert à all’albero e al monte</em>” rifletteva lo scrittore friulano <strong>Beno Fignon</strong>, cantore della <strong>Valcellina</strong>. Ed è proprio la Valcellina, con le sue montagne, i suoi boschi, la sua parlata e i suoi misteri la protagonista indiscussa di “<em>Inmusclâ</em>”, mediometraggio del <strong>Michele Pastrello</strong>.</p>
<p>Un dramma onirico e un thriller psicologico, dal forte profilo allegorico, girato tra i luoghi incontaminati e innevati montani di <strong>Claut </strong>(Lesis), <strong>Barcis </strong>(lago e Val Pentina) e <strong>Andreis </strong>(Susaibes). L’opera, distribuita da Emerafilm, è disponibile sulla piattaforma online CHILI, quindi visibile da tutti dal proprio salotto di casa.</p>
<p><strong>Michele Pastrello, il cinema e il Friuli. Come nascono le connessioni tra questi tre elementi?</strong></p>
<p>«Cito un passaggio dal romanzo di due secoli fa di Ippolito Nievo, <em>Le confessioni di un italiano</em>: “<em>Così è  l’indole dei paesi montani che nelle loro creste di granito serbano assai a lungo l’impronte degli antichi tempi; ma siccome il Friuli è un piccolo compendio dell’universo, alpestre piano e lagunoso in sessanta miglia da tramontana a mezzodì, così ìvi si trovava anche il rovescio della medaglia</em>”. La connessione è quindi data dal fatto che il mio cinema è anche un cinema del paesaggio. I luoghi nelle mie messe in scena hanno sempre una funzione specifica, non sono semplici <em>background</em>. In tal senso il Friuli Venezia Giulia è terra generosa, anche perché soffre meno della cementificazione di cui il mio Veneto è vittima».</p>
<p><strong>Parole dure dette da un veneziano di origine… </strong></p>
<p>«Basta guardare la cosiddetta PaTreVe. Per i dati Ispra buona parte del suolo friulano non è ancora cementficata, speriamo che la politica friulana sia avveduta nel preservare questo territorio ancora così verde, dall’edilizia senza limiti e fatta di soli profitti immediati non lungimiranti».</p>
<p><strong>Nel suo ultimo mediometraggio “</strong><strong><em>Inmusclâ</em></strong><strong>” il Friuli, nello specifico i territori della Valcellina, sono protagonisti assoluti. Perché questa scelta?</strong></p>
<p>«L’attrice protagonista del film, Lorena Trevisan, mi invitò a visitare la Valcellina perché, conoscendo il mio percorso artistico, dedusse che potesse essermi da ispirazione. Ci andai nell’inverno del 2021 dopo una copiosa nevicata e, vuoi per destino o per caso, mi imbattei nei luoghi dove avrei proprio girato “<em>Inmusclâ</em>”. Avevo un’idea che mi frullava per la testa da tempo ma non le avevo mai dato forma, finché capii che la forma era lì, materica, davanti ai miei occhi: la Valcellina».</p>
<p><strong>In breve, di cosa parla “</strong><strong><em>Inmusclâ</em></strong><strong>”?</strong></p>
<p>«Il film può essere visto superficialmente come un <em>mystery movie</em>, un <em>thriller</em>. Ma la sua forma è altamente psicologico-simbolica e il paesaggio stesso diventa simbolo. Si narra di una donna che sta per compiere un misterioso viaggio a piedi, in una natura invernale spopolata, glaciale e inospitale. Quello che pare un inesorabile percorso che la conduce a perdersi, turbata, si rivelerà invece un cammino dentro un’imperscrutabile dimensione che le appartiene. Una dimensione dove ciò che minacciosamente la circonda non è quello che sembra».</p>
<p><strong>A proposito, perché la scelta di questo titolo?</strong></p>
<p>«<em>Inmusclâ </em>non è un termine conosciuto ovunque nel Friuli. È una locuzione traducibile con “<em>ricoprire di </em><em>muschio</em>”, “<em>avvolgere nel muschio</em>”. Il muschio, o meglio, la sua caratteristica infestante, ha un significato preciso nel film».</p>
<p><strong>Friuli non solo nei territori: la protagonista, Lorena Trevisan, è di Spilimbergo. Com’è stato lavorare </strong><strong>con lei?</strong></p>
<p>«Con Lorena abbiamo una rilevante sintonia. Lei è molto modulata nella recitazione e comprende al volo ciò che io desidero sia reso “attorialmente”. Questo mi agevola molto. Alla fine per ogni regista è importante avere collaboratori artisticamente o professionalmente affini».</p>
<p><strong>Ancora Friuli: nell’opera la voce narrante è affidata alla poetessa clautana Bianca Borsatti, vincitrice </strong><strong>del Premio letterario Giuseppe Malattia della Vallata. Una donna di vasta cultura.</strong></p>
<p>«L’incontro con la poetessa Bianca Borsatti è stato determinato da un altro scrittore, Beno Fignon. In un suo libro, quest’ultimo parlava delle poesie di questa verseggiatrice clautana. Ho comprato quindi i suoi libri di liriche in clautano e ho letto una poesia in particolare che era, di fatto, il riassunto del mio film. L’incontro e la conoscenza con Bianca poi sono stati belli e, assieme, abbiamo deciso di collaborare. Bianca Borsatti è una istituzione in Valcellina, essendo anche l’autrice del vocabolario clautano, assieme a Renzo Peressini. Invito tutti a cercare le poesie di Bianca Borsatti, sono davvero emozionanti e toccanti».</p>
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<p><strong>“</strong><strong><em>Inmusclâ</em></strong><strong>” ha anche ottenuto il patrocino dell’Arlef e della Società Filologica Friulana per l’utilizzo </strong><strong>del friulano nell’opera. Per un veneto com’è stato girare un film in </strong><strong><em>marilenghe</em></strong><strong>?</strong></p>
<p>«Suggestivo. Come diceva qualcuno ben più noto di me, questa lingua sembra una poesia sonora. Mia madre è friulana di Precenicco e quindi da bambino ricordo che, quando venivamo nell’udinese, era bello sentirla parlare in quella strana lingua alle mie orecchie. In <em>Inmusclâ</em> la lingua friulana della voce narrante è nella forma clautana. Una scelta voluta perché il film è un enigma: far pensare la protagonista in questa parlata – sconosciuta ai più – ritengo contribuisca a far riverberare un misterioso fascino alla pellicola».</p>
<p><strong>Michele Pastrello si trova meglio in Veneto o in Friuli Venezia Giulia?</strong></p>
<p>«Sono nato vicino a Mestre e ho vissuto a lungo vicino a Treviso, due città abbastanza caotiche. Treviso è bellissima. Ora sono residente nella campagna friulana, a Vivaro, in un luogo dove la quiete è decisamente fuori dalla porta di casa. Non mi metto a fare classifiche: il Veneto è la terra dove sono cresciuto, il Friuli è la terra che ora mi sta accogliendo. Quando sono da una parte mi manca l’altra e viceversa».</p>
<p><strong>Dal mondo dell’infanzia a quello degli anziani: nelle opere di Michele Pastrello c’è molta attenzione all’aspetto psico-sociale. Come mai?</strong></p>
<p>«Quando esordii nel 2008 lo feci con “<em>32</em>”, un thriller-horror, e vinsi al ToHorrorFilmFest di Torino.  Ma fin dagli esordi, quello che raccontavo, anche se aveva le sembianze del cinema di genere, era sempre al di là delle prime apparenze. Nel mio cinema ho sempre cercato di mettere in scena immagini che, dietro i toni ora thriller, ora fantasy, ora emozionali, raccontassero della condizione umana. “<em>Il giorno in cui cominci a comprendere quello che sai è il giorno in cui inizi veramente a vivere</em>”, diceva il maestro spirituale indiano Nisargadatta Maharaj e con questa frase si può sintetizzare il mio percorso registicoartistico, un concentrato di evocazioni introspettive, esistenziali, fiabesche o filosofiche».</p>
<p><strong>Dopo “</strong><strong><em>Inmusclâ</em></strong><strong>” quali sono i nuovi progetti in cantiere?</strong></p>
<p>«Sto finendo di montare un cortometraggio con cui ritorno alle atmosfere dei miei esordi, dopo tanti lavori introspettivi e drammatici. Il titolo è “<em>1485 Khz</em>”. con Lorena Trevisan e con lo scrittore maniaghese Emiliano Grisostolo: si tratta di una <em>ghost story </em>tutto tondo girata tra Bosplans e Vivaro, che però rivela una riflessione sullo sfruttamento nel mondo del lavoro. Confido di presentarla a Roma nell’ambito di una retrospettiva dedicatami a un evento cinematografico in primavera. Ma si tratta solo di una parentesi, perché ora mi sto concentrando sull’esordio nel lungometraggio che, quasi sicuramente, sarà ambientato sulle montagne del Friuli Venezia Giulia».</p>
<p><strong>A proposito di futuro: in quale luogo del Friuli Venezia Giulia vorrebbe ambientare il prossimo film?</strong></p>
<p>«Cave del Predil evoca in me un certo fascino. Come anche il centro abitato di Casso, che sto seriamente considerando come uno dei luoghi del mio esordio nel lungometraggio».</p>
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