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	<item>
		<title>Dal Portogallo a Palmanova per le buone pratiche Unesco</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/dal-portogallo-a-palmanova-per-le-buone-pratiche-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 14:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[palmanova]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Delegazione lusitana di amministratori e operatori culturali ospiti nella città stellata per modello di gestione del sito seriale delle Fortezze Veneziane</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Delegazione-Portoghese-a-Palmanova-1.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/dal-portogallo-a-palmanova-per-le-buone-pratiche-unesco/">Dal Portogallo a Palmanova per le buone pratiche Unesco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>La delegazione Portoghese a Palmanova</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>PALMANOVA – La città di Palmanova ha accolto una delegazione di amministratori e operatori culturali provenienti dal Portogallo nell’ambito di uno scambio internazionale dedicato alla conoscenza e alla gestione dei siti UNESCO delle <strong>Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo</strong>, di cui la città stellata fa parte.</p>
<p>La delegazione, composta da <strong>10 partecipanti</strong>, includeva rappresentanti dei Comuni di <strong>Almeida, Marvão e Valença</strong>, della società di sviluppo culturale <strong>Spira</strong> e della <strong>CCDR Norte</strong>, ente pubblico regionale responsabile delle politiche di sviluppo territoriale e culturale del Nord del Portogallo.</p>
<p>La visita fa seguito a precedenti incontri online e aveva come obiettivo principale l’approfondimento del <strong>modello di gestione del sito seriale delle Fortezze Veneziane</strong>, considerato una buona pratica per l’integrazione tra tutela, pianificazione e valorizzazione del patrimonio.</p>
<p>Durante il soggiorno a Palmanova, la delegazione ha seguito un <strong>programma di visite, incontri istituzionali e approfondimenti tecnici</strong>, con particolare attenzione agli interventi di restauro e conservazione in corso, tra cui il <strong>cantiere del Baluardo Donato e Porta Cividale</strong>, la valorizzazione con la multimedialità attraverso sala e ascensore virtuale, oltre a focus sulla cornice normativa regionale per i siti UNESCO e sulle raccomandazioni del Comitato del Patrimonio Mondiale.</p>
<p>I Comuni portoghesi coinvolti sono impegnati nel percorso di candidatura UNESCO del progetto <strong>Fortezze Fortificate della Raia</strong>, un sistema difensivo sviluppato lungo il confine tra Portogallo e Spagna che mira al riconoscimento come Patrimonio Mondiale e alla costruzione di un’offerta turistica integrata.</p>
<p>«Ci hanno contattato per conoscere le buone pratiche di gestione del nostro sito seriale e questo ci onora, perché riconosce l’approccio responsabile che tutte le “Fortezze Veneziane” hanno saputo costruire in questi anni», ha dichiarato <strong>Silvia Savi</strong>, assessore alla Cultura del Comune di Palmanova.</p>
<p>«In questo contesto – ha aggiunto – abbiamo invitato anche la Regione Friuli Venezia Giulia, che con le scelte normative degli ultimi anni, i trasferimenti di risorse e l’istituzione del Tavolo UNESCO FVG ha svolto un ruolo strategico nel modello di gestione e valorizzazione del nostro patrimonio. Questo incontro con la delegazione portoghese si inserisce pienamente nel processo partecipativo del <strong>Piano di Gestione locale</strong> che stiamo redigendo e potrà portare nuove collaborazioni non solo in ambito di ricerca storica ma anche di pratica culturale e turistica, ad esempio per la valorizzazione e l’accrescimento della <strong>rievocazione napoleonica</strong>, che rispetto a quella veneziana ha una minore storicità a Palmanova e richiede quindi un ampliamento delle collaborazioni. La città di <strong>Almeida</strong> è il centro nevralgico di rievocazioni napoleoniche: l’evento principale, che si svolge tipicamente a fine agosto, ricostruisce con estremo rigore l’assedio del 1810, coinvolgendo soldati portoghesi, francesi, spagnoli e britannici».</p>
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		<item>
		<title>Da Bergamo a Palmanova in bicicletta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/da-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 16:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[palmanova]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata “La Via del Leone”, un itinerario cicloturistico di oltre 500 km che collega le due città e Peschiera del Garda nell'ambito della progettualità UNESCO</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presentazione-guida-2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/da-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta/">Da Bergamo a Palmanova in bicicletta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La presentazione della progettualità</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;">PALMANOVA &#8211; A otto anni dal riconoscimento Unesco delle “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo &#8211; Stato da Terra, Stato da Mar Occidentale”, Palmanova celebra il suo patrimonio con la <strong>presentazione di una guida fotografica e di una mappa cicloturistica</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Siamo particolarmente orgogliosi che Palmanova abbia coordinato la realizzazione di questa guida, pensata per offrire una <strong>panoramica completa delle città fortificate e del loro straordinario valore storico, culturale e turistico</strong>», ha affermato il Sindaco <strong>Giuseppe Tellini</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si è svolta oggi, nel Salone d’Onore del Municipio di Palmanova, la presentazione ufficiale della <strong>guida fotografica “Viaggio tra le fortezze della Repubblica di Venezia. Dalla Terraferma all’Adriatico</strong>”, realizzata nell’ambito del progetto “Turismo innovativo in viaggio tra le opere di difesa veneziane” sostenuto dal Ministero del Turismo. In video collegamento anche i rappresentanti dei Comune di Bergamo e Peschiera del Garda.</p>
<p style="font-weight: 400;">La pubblicazione di 131 pagine raccoglie le immagini più significative delle fortificazioni di <strong>Bergamo, Peschiera del Garda e Palmanova</strong> per la componente italiana, Zara e Sebenico per quella croata e Cattaro per quella montenegrina, testimonianze architettoniche uniche riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Unesco il 9 luglio 2017.</p>
<p style="font-weight: 400;">Durante l’incontro è stata inoltre presentata e omaggiata ai partecipanti la nuova mappa tematica <strong>“La Via del Leone”, un itinerario cicloturistico di oltre 500 km</strong> che collega le tre città italiane di Bergamo, Peschiera del Garda e Palmanova, attraversando colli, acque e pianure, piazze, monumenti ed elementi architettonici e offrendo un viaggio lento e immersivo nella storia. Uno strumento cartaceo che sarà distribuito dagli infopoint turistici della tre città. <strong>Attraverso un QR code, è possibile scaricare la traccia GPX</strong> dell’intero percorso, pensato per valorizzare le fortificazioni veneziane lungo l’Adriatico e guidare il viaggiatore seguendo il simbolo del Leone di San Marco. Info e download su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.thevenetianfortresses.com/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.thevenetianfortresses.com&amp;source=gmail&amp;ust=1765870892076000&amp;usg=AOvVaw1ryqRF4WKtFu3YUEyh_iS2" target="_blank" rel="noopener">www.thevenetianfortresses.com</a></span></p>
<p style="font-weight: 400;">«Ringraziamo il Ministero del Turismo per il sostegno e la lungimiranza nel valorizzare la rete delle fortificazioni veneziane, auspicando che <strong>la guida e la mappa possano invitare al viaggio, alla scoperta e alla conoscenza di un patrimonio</strong> condiviso di eccezionale valore. In questi anni il nostro impegno è stato rivolto alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio dell’umanità; con questi strumenti innovativi contribuiamo anche ad accrescere nei cittadini e nei visitatori la consapevolezza di appartenere a un sito seriale transnazionale che unisce fortificazioni storiche in Italia, Croazia e Montenegro, di eccezionale valore», ha dichiarato l’assessore alla Cultura e al Turismo <strong>Silvia Savi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ai presenti è stato anche distribuito <strong>il Calendario 2026</strong>, realizzato dal Comune di Palmanova, che nei prossimi giorni sarà consegnato anche alle associazioni cittadine, con fotografie inedite dei diversi siti che compongono la rete Unesco.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il sito www.<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.thevenetianfortresses.com" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://thevenetianfortresses.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1765870892076000&amp;usg=AOvVaw2vaQSeDyY6vAcfLht5aty0" target="_blank" rel="noopener">thevenetianfortresses.com</a></span> è invece la piattaforma ufficiale dedicata alla promozione delle opere difensive veneziane del XVI-XVII secolo, con informazioni sulle fortezze, itinerari turistici e contenuti approfonditi legati alle tre città italiane.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70289" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presentazione-guida-1.jpg" alt="Presentazione guida 1" width="1000" height="608" title="Da Bergamo a Palmanova in bicicletta 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presentazione-guida-1.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presentazione-guida-1-300x182.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presentazione-guida-1-768x467.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Per l’occasione, nell’Atrio del Municipio, è stata allestita anche una mostra fotografica dedicata alle sei città che costituiscono il sito Unesco, con immagini e storie che ne raccontano la straordinaria eredità.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta%2F&amp;linkname=Da%20Bergamo%20a%20Palmanova%20in%20bicicletta" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta%2F&amp;linkname=Da%20Bergamo%20a%20Palmanova%20in%20bicicletta" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta%2F&amp;linkname=Da%20Bergamo%20a%20Palmanova%20in%20bicicletta" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta%2F&amp;linkname=Da%20Bergamo%20a%20Palmanova%20in%20bicicletta" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta%2F&amp;linkname=Da%20Bergamo%20a%20Palmanova%20in%20bicicletta" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta%2F&#038;title=Da%20Bergamo%20a%20Palmanova%20in%20bicicletta" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/da-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta/" data-a2a-title="Da Bergamo a Palmanova in bicicletta"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presentazione-guida-2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/da-bergamo-a-palmanova-in-bicicletta/">Da Bergamo a Palmanova in bicicletta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cividale nella rete delle Learning Cities UNESCO</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/cividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 16:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[cividale]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per l'impegno nell’offrire opportunità educative inclusive e di qualità. Unico sito in Italia assieme a Brescia a entrare quest’anno nel network</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/ponte-da-sotto-pizzin.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/cividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco/">Cividale nella rete delle Learning Cities UNESCO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Ponte del Diavolo a Cividale (ph. Claudio Pizzin)</em></span></p>
<p>CIVIDALE DEL FRIULI – Cividale del Friuli è stata <strong>ufficialmente riconosciuta come <em>Learning City</em> dall’UNESCO</strong>, entrando a far parte del <em>Global Network of Learning Cities</em> (GNLC).</p>
<p>In Italia nel 2025 solo Cividale e Brescia hanno ottenuto questo riconoscimento, che evidenzia l’impegno della città nell’offrire opportunità educative inclusive e di qualità, facilitando lo sviluppo e lo scambio di buone pratiche.</p>
<p>Cividale del Friuli entra così a far parte di una rete mondiale composta da 425 città diffuse in 91 Paesi.</p>
<p>Si tratta di un doppio riconoscimento per la città, che già nel 2011 aveva ricevuto il titolo UNESCO per il sito <em>Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)</em>.</p>
<p>Questo nuovo traguardo premia il lavoro costante del Comune e della comunità cividalese nelle attività culturali ed educative.</p>
<p>“Questo traguardo<em> – </em>afferma la vicesindaca e assessora alle Politiche e Programmazione europea, <strong>Giorgia Carlig </strong><em>– </em>rappresenta non solo il doppio riconoscimento UNESCO per la nostra città, ma è anche la chiara dimostrazione che il lavoro svolto negli anni, in particolare sulle attività legate alla cultura e all’apprendimento, meritava pienamente questo risultato. Una Learning City è un contesto urbano che pone l&#8217;apprendimento al centro per migliorare la qualità della vita, promuovere la crescita economica sostenibile e favorire l&#8217;inclusione sociale. Questo modello, promosso dall&#8217;UNESCO, si fonda sull&#8217;idea che l&#8217;apprendimento debba abbracciare ogni fase della vita e ogni ambito della società, andando oltre l&#8217;istruzione formale”<em>.</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fcividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco%2F&amp;linkname=Cividale%20nella%20rete%20delle%20Learning%20Cities%20UNESCO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fcividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco%2F&amp;linkname=Cividale%20nella%20rete%20delle%20Learning%20Cities%20UNESCO" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fcividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco%2F&amp;linkname=Cividale%20nella%20rete%20delle%20Learning%20Cities%20UNESCO" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fcividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco%2F&amp;linkname=Cividale%20nella%20rete%20delle%20Learning%20Cities%20UNESCO" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fcividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco%2F&amp;linkname=Cividale%20nella%20rete%20delle%20Learning%20Cities%20UNESCO" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fcividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco%2F&#038;title=Cividale%20nella%20rete%20delle%20Learning%20Cities%20UNESCO" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/cividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco/" data-a2a-title="Cividale nella rete delle Learning Cities UNESCO"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/ponte-da-sotto-pizzin.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/cividale-nella-rete-delle-learning-cities-unesco/">Cividale nella rete delle Learning Cities UNESCO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>No fotovoltaico: l&#8217;Unesco protegge il sito di Aquileia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/no-fotovoltaico-lunesco-protegge-il-sito-di-aquileia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 12:23:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approvata la nuova zona cuscinetto che passa da 245 a 391 ettari. Stop all'impianto in località San Zili</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/campanile.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/no-fotovoltaico-lunesco-protegge-il-sito-di-aquileia/">No fotovoltaico: l&#8217;Unesco protegge il sito di Aquileia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>L&#8217;area interessata dalla nuova zona cuscinetto</em></span></p>
<p>AQUILEIA – Il <strong>Comitato Internazionale del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO</strong>, riunitosi a Parigi nello scorso mese di luglio, ha approvato la proposta di <strong>allargamento della zona cuscinetto (<em>Buffer Zone</em>) del sito di Aquileia</strong>.</p>
<p>La comunicazione ufficiale è giunta alla Fondazione Aquileia dalla <strong>Direzione Generale Affari Europei e Internazionali del Ministero della Cultura</strong>, afferente al Dipartimento per l’Amministrazione Generale.</p>
<p>Si conclude così in maniera positiva l’iter avviato lo scorso mese di gennaio dalla Fondazione Aquileia, in quanto ente gestore del sito UNESCO per conto del Comune di Aquileia, per l’ampliamento della zona di protezione intorno al sito iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (Core Zone), con una procedura di modifica minore del perimetro (in termine tecnico <em>Minor Boundary Modification</em>).</p>
<p>Nella decisione che approva la variazione, il Comitato Internazionale “ritiene che la proposta di estensione della zona buffer contribuisce a mantenere il Valore Eccezionale Universale dei beni Patrimonio dell’Umanità e migliorerà la sua integrità e protezione”.</p>
<p>Il <b>presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo</b>: “Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione della modifica del perimetro della zona cuscinetto a protezione della Core Zone di Aquileia, frutto di un lavoro sinergico tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia e Ministero della Cultura, con il supporto tecnico di Fondazione Links di Torino. Questo era uno degli obiettivi prioritari del nuovo Piano di gestione, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Aquileia il 24 aprile 2024. Il nuovo perimetro di protezione abbraccia un’ampia zona a ovest dell’antica città. Vi sono inclusi anche i fondi interessati dal progetto di un campo fotovoltaico di ben 21 ettari in località San Zili &#8211; Casa Bianca, per il quale il Ministero della Cultura ha prontamente presentato un’opposizione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che la sta valutando attentamente. La decisione del Comitato Internazionale sancisce un principio fondamentale per un sito UNESCO come Aquileia: le esigenze, pur comprensibili, della transizione energetica non devono confliggere con quelle della conservazione di un sito Patrimonio dell’Umanità, che tutti siamo tenuti a rispettare, tutelare e trasmettere intatto alle future generazioni”.<u></u><u></u></p>
<p>Come si ricorderà, la <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/mega-impianto-fotovoltaico-a-rischio-il-parco-archeologico/">proposta progettuale di una campo fotovoltaico di San Zili</a></span>, di potenza nominale di 9989 KWp, era stata oggetto a inizio d’anno di una netta presa di posizione da parte della Soprintendenza, del Comune di Aquileia e della Fondazione, a causa della prossimità alla città antica, della sovrapposizione all’antico tracciato della via romana diretta a Trieste e dell’impatto che le opere di collegamento alla centrale di Belvedere, oltre a quelle per la realizzazione dell’impianto, avrebbero avuto sul patrimonio archeologico. Dopo provvedimento favorevole al progetto della Conferenza dei Servizi indetta dalla Direzione Regionale Difesa dell’Ambiente Energia e Sviluppo Sostenibile, la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MiC aveva predisposto la richiesta di opposizione al provvedimento positivo, subito accolta dal Ministro Giuli e prontamente inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.<u></u><u></u></p>
<p>Il <b>direttore della Fondazione Aquileia, Cristiano Tiussi,</b> evidenzia l’entità dell’ampliamento della zona buffer: “Il Comitato Internazionale ha accolto favorevolmente la nostra proposta di ridisegnare i limiti della zona buffer allargandola nella zona orientale, seguendo da un lato il confine comunale e dall’altro i corsi d’acqua e altri limiti naturali ben definiti. Con questa modifica, la zona buffer del sito UNESCO di Aquileia passa da 245 a 391 ettari, determinando quindi, anche sul lato orientale, una migliore e più efficace azione di protezione della Core Zone”.<u></u><u></u></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_68408" aria-describedby="caption-attachment-68408" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-68408" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/mappa.jpg" alt="mappa" width="700" height="773" title="No fotovoltaico: l&#039;Unesco protegge il sito di Aquileia 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/mappa.jpg 700w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/mappa-272x300.jpg 272w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption id="caption-attachment-68408" class="wp-caption-text">In rosso: <em>core zone</em>; in blu: <em>buffer zone</em> prima dell&#8217;ampliamento; in giallo: ampliamento della <em>buffer zone</em></figcaption></figure>
<p>Il <b>sindaco, Emanuele Zorino</b>: “Apprese le novità contenute nel piano europeo sulla transizione energetica, abbiamo condiviso immediatamente, nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Aquileia, l’urgenza di ampliare la zona di tutela della buffer zone, avendo compreso da subito i rischi concreti che il decreto energia del 2022 poteva rappresentare per il nostro territorio. L’accelerazione di questi processi, anche alla luce del dibattito sul Green Deal, ci ha spinto a trasformare quella consapevolezza in un’azione concreta, volta a proteggere i nostri beni più preziosi. Oggi questo risultato, frutto di un lavoro intenso e sinergico tra Fondazione Aquileia, Comune, Ministero della Cultura, Soprintendenza e tutti coloro che hanno a cuore Aquileia, dimostra quanto forte sia la maturità della nostra comunità nel riconoscere il valore universale del proprio patrimonio.</p>
<p>L’ampliamento della buffer zone non è soltanto una misura tecnica: è il segno di una comunità che ha raggiunto una maggiore consapevolezza e sente di dover difendere e trasmettere integra la propria eredità culturale alle generazioni future. È una scelta che unisce identità e lungimiranza, fondata sul legame profondo con la nostra storia e sulla qualità della vita delle persone, per i cittadini di Aquileia e per tutti coloro che nel mondo amano, sono e saranno connessi alla nostra città.”<u></u><u></u></p>
<p>La <b>Soprintendenza, nella persona dei funzionari delegati Paola Ventura e Melissa Ricetti,</b> condivide  convintamente l&#8217;apprezzamento per la decisione del Comitato Internazionale del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO di approvare l’allargamento della zona cuscinetto del sito di Aquileia, anche nella prospettiva della tutela. Si sottolinea infatti che “la costante azione nel contemperare le esigenze della trasformazione del territorio con quelle della conservazione e fruizione del patrimonio deve sempre essere letta in maniera dinamica, come appare in un altro recente caso – con esiti decisamente positivi &#8211; che ha riguardato un&#8217;area anch&#8217;essa ora inglobata nell&#8217;ampliamento della buffer zone. Il progetto di un&#8217;infrastruttura di basso impatto e pienamente integrata in una valorizzazione sostenibile della città antica, quale è l&#8217;ampliamento della rete ciclabile nella zona di Monastero, ha dato avvio alla prescritta verifica archeologica preventiva: le indagini hanno portato alla scoperta di un importante ed articolato contesto di evidenze abitative, produttive e funerarie (databili fra I e V secolo d.C.), oggetto di indagini accurate, portate a termine senza pregiudizio per la realizzazione dell&#8217;opera. Si è pertanto da un lato ampliata la nostra conoscenza di questo settore del suburbio, ed in parallelo provveduto alla dichiarazione dell&#8217;interesse culturale &#8211; ai sensi della Parte II del Codice dei Beni Culturali &#8211; del sito: non si può quindi non vedere come l&#8217;estensione della buffer zone nella fascia orientale sia coerente e necessaria, convergendo con gli altri strumenti normativi a nostra disposizione per salvaguardare l’integrità e l’identità del sito, anche in vista di ulteriori interventi dai cui potrebbe essere interessato”.</p>
<p>.</p>
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		<title>Un nuovo patrimonio Unesco in Friuli Venezia Giulia?</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/un-nuovo-patrimonio-unesco-in-friuli-venezia-giulia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 15:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[muggia]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Muggia presenta la candidatura del sito archeologico di Elleri. "Nuovi scavi potrebbero portare alla luce importanti novità"</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Elleri.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/un-nuovo-patrimonio-unesco-in-friuli-venezia-giulia/">Un nuovo patrimonio Unesco in Friuli Venezia Giulia?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il sto di Elleri</em></span></p>
<p>MUGGIA – Il Comune di Muggia candida il <strong>sito archeologico di Elleri </strong>a Patrimonio dell’Unesco.</p>
<p>Lo annuncia il vicesindaco e assessore alla Cultura, <strong>Nicola Delconte</strong>, che precisa come “l’iter è indubbiamente complesso, ma vale la pena provarci, sia nell’ottica di una valorizzazione del luogo sia perché sappiamo che le potenzialità sono tante, considerando anche la possibilità di poter effettuare ulteriori scavi”.</p>
<p>In base alle regole disposte dall’Unesco, perché un sito sia iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, deve “<em>presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale</em>”.</p>
<p>La Lista Propositiva costituisce “<em>lʼelenco dei siti che, in attuazione della Convenzione, ogni Stato membro è tenuto a presentare al Centro del Patrimonio Mondiale per segnalare i beni che intende iscrivere nellʼarco dei successivi 5-10 anni</em>”.</p>
<p>Ogni anno vengono selezionate, a livello nazionale, le proposte complete da inviare al Centro del Patrimonio Mondiale.</p>
<p>“Abbiamo intrapreso questa strada – prosegue Delconte – inserendo Elleri, in un primo step, nella lista richiesta, dove di solito ci vogliono alcuni anni prima che sia preso in esame. Ma già questo passo è importante. Si tratta infatti di un sito che potrebbe essere valorizzato anche a livello turistico”.</p>
<p>“C’è poi il desiderio – conclude Delconte – di poter effettuare ulteriori approfondimenti sul sito e magari di riavviare anche gli scavi, in accordo con la Soprintendenza, perché ciò che vediamo potrebbe essere solo una parte di un patrimonio ancora più grande non ancora riportato alla luce”.</p>
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		<title>Palmanova rilancia i progetti Unesco in FVG</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/palmanova-rilancia-i-progetti-unesco-in-fvg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 10:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[palmanova]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella cena celebrativa per l'inclusione della città a patrimonio mondiale, il Club di Udine ha rilanciato la candidatura della Riviera Friulana</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/palmanova-unesco-2025-01.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/palmanova-rilancia-i-progetti-unesco-in-fvg/">Palmanova rilancia i progetti Unesco in FVG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La conviviale organizzata dal Club per l&#8217;Unesco di Udine</em></span></p>
<p>PALMANOVA – Anche quest’anno Palmanova ha celebrato l’ottavo anniversario della sua inclusione nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.</p>
<p>Nonostante il maltempo, il <strong>Club per l’UNESCO di Udine</strong> ha dato il via ai festeggiamenti con una cena conviviale in una pizzeria del centro, presieduta dalla professoressa <strong>Renata Capria D’Aronco</strong>, affiancata da <strong>Lucia Fort</strong>, ambasciatrice delegata del Club di Udine, e dal consigliere regionale <strong>Francesco Martines</strong>.</p>
<p>A giugno, Lucia Fort ha rappresentato il Club in Sicilia, promuovendo un messaggio di pace e dialogo tra i siti UNESCO del Friuli Venezia Giulia: Aquileia, Cividale del Friuli e Palmanova.</p>
<p>L’iniziativa ha coinvolto anche Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025, e ha aperto la strada a collaborazioni con Agrigento e altri Club UNESCO siciliani, in vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.</p>
<p>I club siciliani, tra cui Agrigento e Gela, hanno accolto con entusiasmo la proposta, avviando un percorso di cooperazione culturale.</p>
<p>Sabato 12 luglio il tempo ha permesso di proseguire con la cena in Piazza Grande, alla presenza di centinaia di persone.</p>
<p>La presidente Capria D’Aronco ha rilanciato la candidatura della Riviera Friulana come nuovo sito UNESCO, valorizzando luoghi come Villa Manin, Marano Lagunare, l’Amideria Chiozza e Ruda, patria mondiale del canto corale.</p>
<p>Tra le ricchezze naturali già tutelate dall’Unione europea figurano l’Isonzo, la laguna di Marano e Grado, le foci dello Stella e del Tagliamento, e Lignano con la sua spiaggia.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66978" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/palmanova-unesco-2025-06.jpg" alt="palmanova unesco 2025 06" width="800" height="800" title="Palmanova rilancia i progetti Unesco in FVG 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/palmanova-unesco-2025-06.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/palmanova-unesco-2025-06-300x300.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/palmanova-unesco-2025-06-150x150.jpg 150w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/palmanova-unesco-2025-06-768x768.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/palmanova-unesco-2025-06-500x500.jpg 500w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La serata si è conclusa con un <em>flash mob</em> per la pace, dove i partecipanti hanno formato la scritta “NO WAR” con le torce dei cellulari.</p>
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		<title>Mega impianto fotovoltaico: a rischio il Parco Archeologico</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/mega-impianto-fotovoltaico-a-rischio-il-parco-archeologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 09:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme ad Aquileia per il progetto previsto in località San Zili-Casa Bianca. Istituzioni unite contro la scelta dell'area</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Aquileia-dallalto-Porto-Fluviale_-Nicola-Oleotto-copia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/mega-impianto-fotovoltaico-a-rischio-il-parco-archeologico/">Mega impianto fotovoltaico: a rischio il Parco Archeologico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Aquileia dall&#8217;alto (© Nicola Oleotto)</em></span></p>
<p>AQUILEIA – Il progetto per la realizzazione di un <strong>parco fotovoltaico ad Aquileia</strong>, in località San Zili-Casa Bianca, a nord-est del centro abitato, ha fatto scattare l’allarme nel mondo istituzionale.</p>
<p>“L’impianto – sottolinea una <strong>nota stampa congiunta di ComFondazione Aquileia</strong> –, di potenza nominale elettrica pari a 9.989 kWp, si estenderebbe su una superficie complessiva di 210.000 metri quadrati e avrebbe una vita stimata di 30-35 anni. Per mezzo di un cavidotto interrato, l’impianto verrebbe collegato alla cabina primaria di Belvedere, con un tragitto di quasi sei chilometri in parte attraverso il centro abitato”.</p>
<p>“Ciò che desta molta preoccupazione – prosegue la nota – è la localizzazione a ridosso della zona “cuscinetto” (<em>buffer) </em>del sito UNESCO di Aquileia, che è stata approvata dal Comitato del Patrimonio Mondiale nel 2018 quale ulteriore protezione del perimetro del sito (<em>core zone</em>) divenuto Patrimonio dell’Umanità nel 1998. La scelta del luogo e il percorso del cavidotto comportano inoltre una pesante interferenza con importantissime evidenze archeologiche dell’antico centro, fondato nel 181 a.C. e divenuto la nona città dell’impero nel IV secolo”.</p>
<h3>Ampliare la &#8220;zona cuscinetto&#8221;</h3>
<p>Come evidenzia il direttore della Fondazione, <strong>Cristiano Tiussi</strong>, e come documenta il parere della Soprintendenza, nei terreni interessati dal progetto passava infatti la strada romana che da Aquileia portava a Trieste, lungo la quale si allineavano ricchi recinti funerari di importanti famiglie, in parte individuati nell’Ottocento: non a caso, a breve distanza da qui fu rinvenuto il Grande Mausoleo, poi ricostruito nel 1956 all’interno del centro abitato, accanto al foro.</p>
<p>“Il cavidotto tra Aquileia e Belvedere – viene specificato nella nota stampa – si svilupperebbe per buona parte in adiacenza alla SR 352, sovrappostasi quasi perfettamente al cardine massimo di Aquileia, e quindi ancora una volta in una fascia a forte rischio di ritrovamento di contesti funerari, anche legati agli edifici di culto paleocristiani”.</p>
<p>Proprio in virtù di queste testimonianze del passato, nella <strong>Conferenza di servizi</strong> che si sta svolgendo in questi mesi sotto la guida della <strong>Regione FVG</strong>, la <strong>Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia</strong> e il <strong>Comune di Aquileia</strong> hanno espresso il proprio parere contrario, mentre la <strong>Fondazione Aquileia</strong>, come soggetto interessato, ha trasmesso una propria nota, evidenziando come il CdA della Fondazione avesse approvato, il 24 aprile 2024, il nuovo Piano di gestione, nella quale si è delineata una proposta di ampliamento della zona cuscinetto del sito UNESCO incompatibile con la localizzazione dell’impianto.</p>
<p>L’iter per l’approvazione del nuovo perimetro è in corso, grazie alla collaborazione dell’Ufficio UNESCO del Ministro della Cultura.</p>
<figure id="attachment_61721" aria-describedby="caption-attachment-61721" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-61721" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Mappa-Aquileia-ampliamento-buffer-zone-724x1024.jpg" alt="Mappa Aquileia ampliamento buffer zone" width="640" height="905" title="Mega impianto fotovoltaico: a rischio il Parco Archeologico 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Mappa-Aquileia-ampliamento-buffer-zone-724x1024.jpg 724w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Mappa-Aquileia-ampliamento-buffer-zone-212x300.jpg 212w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Mappa-Aquileia-ampliamento-buffer-zone-768x1087.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Mappa-Aquileia-ampliamento-buffer-zone.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-61721" class="wp-caption-text">In rosso il perimetro Unesco (core zone), in blu la zona buffer approvata nel 2018, in giallo la nuova proposta di zona Buffer. In verde la localizzazione del progettato impianto fotovoltaico</figcaption></figure>
<h3>Zorino: non deturpare il paesaggio</h3>
<p>“Aquileia è un luogo eccezionale, unico, – afferma il sindaco <strong>Emanuele Zorino</strong> – perciò le scelte relative alla collocazione di questi impianti andrebbero operate in maniera oculata e rispettosa della storia del sito e del territorio circostante, lunga più di duemila anni. Naturalmente non si tratta qui di disconoscere l’importanza che le fonti da energia rinnovabile hanno sulla transizione energetica perseguita dal nostro Paese. Al contempo, però, si deve evidenziare che Aquileia e il territorio circostante non sono un luogo qualunque, bensì rappresentano la culla della nostra Regione e il riferimento culturale di un’area molto più vasta dell’Europa centro-orientale.  Questi valori fondativi imporrebbero una sensibilità e un riguardo ben maggiore di quelli che le attuali indistinte normative in materia di impianti di energia rinnovabile permettono di ottenere”.</p>
<p>“L’impatto che l’impianto in oggetto avrebbe dal punto di vista paesaggistico-ambientale – evidenza il primo cittadino – sarebbe di per sé fortemente negativo così come fortemente negativi sarebbero gli effetti nei confronti della zona cuscinetto del sito UNESCO e dello stesso perimetro iscritto nel patrimonio dell’umanità. L’ipotesi di ulteriore allargamento della zona <em>buffer </em>testimonia la volontà della comunità di Aquileia di conferire ancora maggiore risalto e protezione ai valori eccezionali universali che stanno alla base dell’iscrizione di Aquileia nella lista UNESCO. Abbiamo la visione e il progetto per una Grande Aquileia capitale della cultura, che sia conosciuta come il Parco Archeologico più importante del Centro Europa e non sicuramente per il parco fotovoltaico che deturpa il paesaggio”.</p>
<figure id="attachment_61699" aria-describedby="caption-attachment-61699" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-61699" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/3.-IMG_0283-768x1024.jpg" alt="3. IMG 0283" width="640" height="853" title="Mega impianto fotovoltaico: a rischio il Parco Archeologico 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/3.-IMG_0283-768x1024.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/3.-IMG_0283-225x300.jpg 225w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/3.-IMG_0283-300x400.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/3.-IMG_0283.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-61699" class="wp-caption-text">Il Grande Mausoleo rinvenuto a non grande distanza dall’area di progetto e ricostruito all’interno del centro abitato di Aquileia</figcaption></figure>
<h3>Corciulo: rispettare il patrimonio Unesco</h3>
<p>Anche il presidente della Fondazione Aquileia, <strong>Roberto Corciulo</strong>, rileva gli effetti controproducenti dell’impianto in progetto: “L’impulso alla ricerca, le acquisizioni di terreni e di immobili, le valorizzazioni delle aree conferite stanno delineando in maniera sempre più definita i caratteri del Parco Archeologico di Aquileia, che è il fine statutario della Fondazione. Condividiamo perciò il parere negativo che il Comune e il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, hanno espresso. Mi sembra paradossale che non si possa trovare una collocazione diversa e più rispettosa di un sito patrimonio dell’umanità per un parco fotovoltaico, che è a tutti gli effetti un impianto industriale”.</p>
<p>“Mi chiedo anche – conclude Corciulo – come questa scelta possa conciliarsi con l’alto valore percettivo della Basilica patriarcale e del suo alto campanile, segnalato tra i punti di forza del sito UNESCO quale fulcro visivo anche da notevole distanza e da ogni direzione ad ampio raggio. Sarebbe davvero grave se questa improvvida scelta avesse delle ripercussioni sul mantenimento di quei valori eccezionali universali che abbiamo tutti quanti il dovere di trasmettere integri e inalterati alle future generazioni, mettendo a rischio magari il titolo stesso di patrimonio UNESCO come sta avvenendo per altri siti”.</p>
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		<item>
		<title>Aquileia: nuovi percorsi ludici al Parco CREAttivo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/aquileia-nuovi-percorsi-ludici-al-parco-creattivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 09:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[giochi]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugurazione alla presenza degli studenti, con le esibizioni di Claudia Contin Arlecchino e di Dj Tubet. Con focus sulle realtà UNESCO</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/parco-creattivo.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/aquileia-nuovi-percorsi-ludici-al-parco-creattivo/">Aquileia: nuovi percorsi ludici al Parco CREAttivo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il Parco CREAttivo di Aquileia </em></span></p>
<p>AQUILEIA –<strong> Martedì 3 dicembre </strong>alle ore 10.30,<strong> Maravee Projects</strong>,<strong> Comune di Aquileia</strong> e<strong> Fondazione Aquileia </strong>inaugurano il <strong>duplice ampliamento dell’originale Parco CREAttivo</strong> di via Gramsci con due eventi artistici.</p>
<p>Con l’apertura dei due nuovi percorsi artistico-esperienziali, il Parco CREAttivo di Aquileia ora  si presenta come un’<strong>area</strong> <strong>verde con sentieri e piattaforme colorate</strong> attrezzate con <strong>Pannelli ludici e Tavoli da gioco</strong> impreziositi da diversi interventi musivi.</p>
<p>Il progetto, ideato e diretto da <strong>Sabrina Zannier</strong>, è prodotto da Maravee Projects / Associazione culturale Maravee con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione, la collaborazione e il contributo di Fondazione Aquileia, la collaborazione del Comune di Aquileia, della Scuola Mosaicisti del Friuli e di aziende private.</p>
<p>L’inaugurazione di martedì 3 dicembre (in caso di pioggia rimandata a venerdì 13 dicembre), che vedrà la partecipazione delle scuole primarie e secondarie di Aquileia, vuole essere una festa dell’arte e del gioco fondata sull’interazione e la diretta partecipazione dei giovani.</p>
<p>Per sperimentare i nuovi <strong>Giochi interattivi</strong>, che dai pannelli sensoriali — destinati ai più piccoli, invitati a scoprire numeri, animali, frutti, simboli attraverso la percezione delle tessere musive che rilanciano nella contemporaneità le figure più ricorrenti degli antichi mosaici aquileiesi — si estendono nei tavoli da gioco per bimbi e adulti, dedicati invece alla scoperta dei Siti UNESCO del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia.</p>
<p>Alle ore 10.30 l’attrice-autrice <strong>Claudia Contin Arlecchino</strong>, elevando il proprio costume a simbolo delle diverse “tessere dell’umanità”, inscenerà una <em>performance</em> interattiva che nella formula del Lab coinvolgerà il pubblico in un’esperienzialità sensoriale a ridosso di sapori e profumi, quale artistica interpretazione del “Cammino Sensoriale”.</p>
<p>Alle ore 11.30 con i suoi funambolici freestyle <strong>Dj Tubet</strong> estenderà la festa con improvvisazioni di rima che lo annoverano tra i Rap più veloci d’Europa.</p>
<p>Messaggero del “Cammino per l’UNESCO”, accompagnerà il pubblico in questo viaggio che supera il confine inteso come limite, fisico-geografico e ideale, per approdare al Patrimonio mondiale dell&#8217;Umanità. Un viaggio attraverso i giochi &#8220;Giro UNESCO&#8221; e &#8220;Gioco dell&#8217;oca&#8221;, dove vincono coloro che per primi raggiungono tutti i Siti UNESCO del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia. Dieci Siti che si possono scoprire anche attraverso i video scaricabili con QR-Code dalla Mappa interattiva presente nel Parco.</p>
<p>I due percorsi di CREAttivo proseguiranno il 5 dicembre nell’ambito del Convegno “<em>Aquileia meta sostenibile</em>” per il 26° anniversario del riconoscimento di Aquileia sito UNESCO, organizzato da Fondazione Aquileia; e poi il 14 febbraio con l’inaugurazione della Mostra a Gradisca d’Isonzo al Polo culturale di Casa Maccari.</p>
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			</item>
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		<title>Cividale celebra 13 anni di Unesco</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/cividale-celebra-13-anni-di-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 15:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cividale]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[longobardi]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=56683</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="896" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/sergioMazzola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sergioMazzola" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/sergioMazzola.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/sergioMazzola-300x197.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/sergioMazzola-1024x672.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/sergioMazzola-768x504.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Cividale celebra 13 anni di Unesco 6"> In mostra al Monastero di Santa Maria in Valle le opere di Sergio Mazzola: fino a settembre "L'oro dei Longobardi"</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/sergioMazzola.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/cividale-celebra-13-anni-di-unesco/">Cividale celebra 13 anni di Unesco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del tredicesimo anniversario dell’iscrizione del sito seriale ‘<em>I Longobardi in Italia. I luoghi del potere</em>’ nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cividale del Friuli ha organizzato una mostra dedicata a <strong>Sergio Mazzola</strong>, l’artista friulano che ha fatto della cultura longobarda il punto cardine della sua attività artistica sia con le sculture che coi gioielli.</p>
<p><strong>Domenica 30 giugno </strong>la mostra<strong> “<em>L’oro dei Longobardi – Sculture e gioielli di Sergio Mazzola</em>” </strong>sarà inaugurata alle ore 17.30 presso il<strong> Monastero di Santa Maria in Valle</strong>, dove è allestita.</p>
<p>Il Comune di Cividale del Friuli ha disposto, per tale giornata, un’apertura straordinaria al pubblico del Monastero di Santa Maria in Valle &#8211; Tempietto Longobardo dalle 10 alle 22 con ingresso gratuito tutto il giorno.</p>
<p>“<em>L’oro dei Longobardi: Opere e gioielli di Mazzola</em>” è una mostra dove l’esperienza artistica del maestro viene presentata nella sua completezza: dai gioielli alle sculture, dalle riproduzioni fedeli dell’arte orafa longobarda alle reinterpretazioni più ardite e potenti. Un viaggio nella storia e nell’arte alla portata di tutti dove l’unico grande protagonista, oltre a Mazzola, è l’arte dei Longobardi da lui tanto amati.</p>
<p>“Una sua antologica completa, come mai realizzata prima d’ora, con la ricostruzione di quello che è stato il suo laboratorio, con le opere ed i manufatti artistici da lui creati, i gioielli e le sculture allestite nel complesso del Monastero di Santa Maria in Valle, consentiranno di ripercorre la storia di un popolo che ha segnato parte importante di Cividale del Friuli”, spiega l’assessore alla Cultura,<strong> Angela Zappulla</strong></p>
<p>“L’inaugurazione – aggiunge Zappulla – avverrà alle 17.30 alla presenza delle signore Clarice e Paola, figlie di Mazzola, che ringraziamo moltissimo per la preziosa collaborazione nel prestito delle opere, dell’architetto Bernardino Pittino che ha curato l’allestimento e della direttrice del Museo Archeologico Nazionale, Angela Borzacconi, che approfondirà gli aspetti scientifici legati all’oreficeria longobarda non solo in tale occasione, ma soprattutto durante una conferenza specifica che si terrà venerdì 5 luglio, alle 18, sempre in Monastero”.</p>
<p>“Sottolineo, inoltre, la presenza all’inaugurazione del celebre musicista Daniele D’Agaro che accennerà ad antiche melodie aquileiesi”.</p>
<p>La mostra sarà aperta al pubblico ogni giorno, nel Monastero di Santa Maria in Valle fino al 15 settembre, e sarà corredata da alcuni appuntamenti collaterali.</p>
<p>V<strong>enerdì 5 luglio alle ore 18</strong>, sempre nel Monastero di S. Maria in Valle si terrà la conferenza <em>L&#8217;Oro dei Longobardi. Suppellettili e corredi della cultura tradizionale</em> a cura della dott.ssa Angela Borzacconi, direttrice del MAN. <strong>Giovedì 11 luglio alle ore 17</strong>, si potrà partecipare ad una visita guidata al Monastero e al Tempietto Longobardo; <strong>venerdì 12 luglio alle ore 17 e alle ore 18</strong> presso il Museo Archeologico Nazionale<br />
si terranno due turni di visite guidate e laboratori per bambini e famiglie; <strong>sabato 13 luglio alle ore 17</strong> ci sarà una visita guidata al Museo Cristiano e Tesoro del Duomo con la direttrice, dott.ssa Elisa Morandini.</p>
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		<title>Siti Unesco: 620mila euro per Cividale, Palmanova e Caneva</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/siti-unesco-620mila-euro-per-cividale-palmanova-e-caneva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 15:01:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[caneva]]></category>
		<category><![CDATA[cividale]]></category>
		<category><![CDATA[palmanova]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione ha confermato il finanziamento annuale. Dal Museo del Monastero e Tempietto alla manutenzione dei Bastioni: ecco dove saranno destinati</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Bastione-e-fossato-della-Fortezza-di-Palmanova-foto-Comune-di-Palmanova-2-Large.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/siti-unesco-620mila-euro-per-cividale-palmanova-e-caneva/">Siti Unesco: 620mila euro per Cividale, Palmanova e Caneva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Bastione e fossato della Fortezza di Palmanova (ph. Comune di Palmanova)</em></span></p>
<p>TRIESTE – La Regione ha confermato il <strong>finanziamento annuale</strong> a sostegno di progetti e investimenti riguardanti i siti Unesco del territorio.</p>
<p>Per il 2024 vengono stanziati <strong>complessivamente 620mila euro</strong>, di cui <strong>195mila per il Comune di Cividale del Friuli</strong> (Museo Cristiano, Monastero di Santa Maria in Valle e Tempietto Longobardo), <strong>255mila per il Comune di Palmanova</strong> (Parco dei Bastioni e Fortezza) e <strong>170mila per il Comune di Caneva</strong> (Sito palafitticolo di Palù di Livenza).</p>
<p>Lo ha comunicato oggi il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, <strong>Mario Anzil</strong>, illustrando la delibera di Giunta regionale che definisce l&#8217;assegnazione di specifici contributi per tre siti Unesco regionali: &#8220;<em>I Longobardi in Italia. I luoghi del potere</em>&#8221; a Cividale del Friuli, &#8220;<em>Le opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo</em>&#8221; a Palmanova, &#8220;<em>Siti palafitticoli preistorici delle Alpi</em>&#8221; a Caneva.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Contributi ai siti Unesco" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/ssw6wnr17H8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Entrando nel dettaglio dei finanziamenti erogati, le opere oggetto di finanziamento per il Comune di <strong>Cividale</strong> riguardano principalmente la gestione ordinaria del <strong>Monastero di S. Maria in Valle</strong> e del <strong>Museo Cristiano</strong>, lo sviluppo di nuovi percorsi di visita al <strong>Tempietto Longobardo</strong>, la realizzazione del &#8220;<strong>Museo del Monastero e Tempietto</strong>&#8220;, attività didattiche e organizzazione di eventi dedicati.</p>
<p>Per il Comune di <strong>Palmanova</strong> sono previste attività di sfalcio e pulizia nel <strong>Parco dei Bastioni</strong> (con l&#8217;allestimento di alcuni punti di sosta), accoglienza turistica, produzione di materiale informativo e realizzazione di manifestazioni promozionali.</p>
<p>Tra gli interventi relativi al Comune di <strong>Caneva</strong> figurano, infine, la catalogazione e il restauro dei reperti rinvenuti durante varie indagini archeologiche, la pulitura dei sentieri, la realizzazione di nuovi percorsi naturalistici, l&#8217;organizzazione di visite guidate (anche con barchino elettrico) e iniziative culturali congiunte con il Comune di Polcenigo.</p>
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