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		<title>Pierpaolo Mittica, il fotografo degli ultimi</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/pierpaolo-mittica-il-fotografo-degli-ultimi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 16:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[chernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mittica]]></category>
		<category><![CDATA[spilimbergo]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sue immagini danno voce ai paria del mondo, persone prive di volto e diritti. «Ho sempre messo al primo posto la libertà di scegliere i temi sociali dei miei scatti». Come il suo ultimo straordinario reportage da Chernobyl: «Un racconto di umanità e di amore eterno per una terra persa per sempre»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/apertura-1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/pierpaolo-mittica-il-fotografo-degli-ultimi/">Pierpaolo Mittica, il fotografo degli ultimi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Pierpaolo Mittica</em></span></p>
<p>La fotografia per <strong>Pierpaolo Mittica </strong>è lo strumento per narrare storie sepolte, crimini perpetrati ai danni del pianeta.</p>
<p>Un tramite per raccontare la vita di tanti ultimi, paria del mondo: lo sfruttamento da parte dei Paesi ricchi di una massa di senza voce, privi di volto e diritti.</p>
<p>Il suo motto “<em>I photograph because I need to photograph &#8211; fotografo perché ho il bisogno di fotografare</em>” è mediato dal rapporto con quello che lui definisce essere stato il suo maestro di fotografia e mentore di vita, Walter Rosenblum (1919-2006, fotogiornalista durante il grande sbarco D Day in Normandia nel 1944 e fra i primi a documentare l’ingresso americano nel campo di concentramento di Dachau).</p>
<p>«Ho conosciuto Walter e sua moglie Naomi a Spilimbergo – ricorda Mittica – dove ho seguito le sue lezioni. Era il 1997 e da subito è nata una bella amicizia con entrambi. Per me è stato un maestro spirituale. Un mentore di tecnica e di vita che mi ha trasmesso il suo modo di vivere in rapporto con ciò che ci circonda e fatto partecipe della sua etica nello sguardo verso l’altro, oltre la materialità. In questo senso utilizzo il termine spirituale, oltre la sfera religiosa, ma nella sua accezione di essenza civile per essere testimone e narratore».</p>
<figure id="attachment_57285" aria-describedby="caption-attachment-57285" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-57285" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_01.jpg" alt="Chernobyl 01" width="1000" height="668" title="Pierpaolo Mittica, il fotografo degli ultimi 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_01.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_01-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_01-768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_01-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_01-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-57285" class="wp-caption-text">La foresta brucia dietro la città fantasma di Pripyat. Il 27 aprile 2015 oltre 113 Km2 di vegetazione contaminata furono interessati da un grande incendio nella zona di esclusione di Chernobyl, spargendo nell’aria tonnellate di particelle radioattive (ph. P. Mittica)</figcaption></figure>
<p>I reportage del fotografo friulano da Chernobyl sono una delle testimonianze più dirette e vere a livello internazionale, paesaggi, cieli e genti che Mittica conosce, protagonisti nelle sue fotografie da oltre 20 anni, e dal 2012 nei video realizzati con l’amico regista <strong>Alessandro Tesei</strong>.</p>
<p>Il mondo così conosce storie altrimenti destinate a restare sotterranee, attraverso le pagine di <em>National Geographic America</em>, <em>Photomagazine</em>, <em>Daylight Magazine</em>, <em>Days Japan International</em>, <em>The Telegraph</em>, <em>The Guardian </em>e in Italia su <em>Internazionale</em>, <em>l’Espresso</em>, <em>Panorama</em>, <em>Repubblica</em>, <em>Il Sole </em><em>24 ore </em>e <em>Corriere della sera</em>. Queste infatti sono alcune delle testate che pubblicano il suo lavoro.</p>
<p><strong>Cosa significa fotografare per necessità?</strong></p>
<p>«Walter Rosenblum ripeteva sempre, e io concordo pienamente, che la fotografia nasce da un bisogno, da una necessità e una spinta che scaturiscono dall’interno del nostro essere. Attorno a noi ci sono così tante cose che ci ispirano e commuovono, ci fanno incazzare. Vediamo tante ingiustizie, situazioni nelle quali i più deboli sono sopraffatti. Quello che sento dentro è l’urgenza e la necessita di raccontare. La fotografia è un mezzo come la scrittura o altre forme espressive. Dall’inizio della mia attività ho sempre affrontato argomenti poco conosciuti al grande pubblico e ai media mainstream. Storie forse destinate a restare nascoste. In modo particolare i temi ambientali e le conseguenze dell’esplosione del 1986 del reattore nucleare a Chernobyl, in Ucraina». Recentemente il CRAF, Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo, ha ospitato la mostra “<em>Chernobyl</em>”.</p>
<p>Esposte 76 fotografie scattate fra il 2014 e il 2019, divise in 8 capitoli, frutto degli ultimi sei anni di lavoro in quel territorio devastato. Immagini, raccolte anche in una pubblicazione, che raccontano la vita all’interno e all’esterno della zona di esclusione e le conseguenze del disastro nucleare sulle persone e sull’ambiente.</p>
<figure id="attachment_57286" aria-describedby="caption-attachment-57286" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-57286" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_14.jpg" alt="Chernobyl 14" width="1000" height="668" title="Pierpaolo Mittica, il fotografo degli ultimi 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_14.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_14-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_14-768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_14-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_14-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-57286" class="wp-caption-text">Maria Semenyuk nel 2015 nel villaggio contaminato di Paryshev, zona di esclusione di Chernobyl. Maria è deceduta l’anno seguente all’età di 78 anni (ph. P. Mittica)</figcaption></figure>
<p>Un racconto dell’immane violenza perpetrata contro la popolazione ucraina durante e dopo questa tragedia.</p>
<p>Un racconto di umanità e di amore eterno per una terra persa per sempre.</p>
<p>«Sono orgoglioso – sottolinea – di aver aperto una strada per far conoscere temi per me fondamentali: la violenza contro la terra, l’avvelenamento nucleare di vaste aree del pianeta dove vivono persone che non hanno scelta, non possono scappare, vivono sapendo di non avere futuro».</p>
<p>Mittica conosce bene la zona di esclusione dell’Ucraina dove i pochi anziani che ancora vivevano nei villaggi abbandonati hanno dovuto spostarsi, alcuni deportati in Russia e Bielorussia. Chi è testardamente rimasto vive isolato, contando sulle poche forze rimaste ed esigui aiuti umanitari. «Nonostante sia uno dei luoghi più contaminati della terra – spiega Mittica – la zona morta di Chernobyl era piena di vita prima della guerra. Oggi è diventata davvero area di esclusione totale al confine con la Bielorussia, ogni accesso esterno è vietato».</p>
<p>Pierpaolo Mittica è stato uno degli ultimi testimoni. Sono oltre 60 i premi internazionali che gli sono stati assegnati. Ultimo in ordine di tempo a Milano “<em>Umane tracce</em>”, con la pubblicazione del volume “<em>Semipalatinsk. Il crimine dei test nucleari</em>”, edito da Crowdbooks.</p>
<p><strong>Le persone che lei ha incontrato nelle terre contaminate hanno coscienza del pericolo nel quale vivono?</strong></p>
<p>«Da una parte subiscono qualcosa di cui non conoscono la gravità, dall’altra evitano di farsi domande perché senza speranza e alternative. L’inquinamento nucleare non si vede, eppure uccide».</p>
<p><strong>Il Friuli Venezia Giulia vanta una significativa tradizione nel campo della fotografia: molti i fotografi di rilevanza nazionale e internazionale, Elio Ciol e Italo Zannier solo per citare due maestri. Vivere lontano dalle grandi capitali è una scelta di libertà?</strong></p>
<p>«Vivere a Spilimbergo, vivace cittadina in provincia di Pordenone, significa vivere la normalità, lontano dalla confusione delle grandi città. Mi offre quel distacco che in questo periodo di crisi di giornali, riviste, in generale della carta stampata, è fondamentale per una visione oggettiva e libera da condizionamenti di sorta».</p>
<p><strong>Come imposta i suoi progetti?</strong></p>
<p>«In alcuni casi mi autofinanzio e successivamente le spese vengono coperte dalla vendita dei libri pubblicati, oppure parto già con un incarico da parte di testate italiane o internazionali. Alcuni progetti hanno la finalità di raccogliere fondi con obiettivi umanitari. Nel 2010 ho realizzato “<em>Tokai </em><em>Kora</em>”, dedicato ai bambini di strada a Dhaka, in Bangladesh (l’editore Torre del Vento ha pubblicato “<em>Tokai – A life in chains</em>”): 60 mila creature senza diritti, in schiavitù. In altre situazioni la spinta è sensibilizzare l’opinione pubblica su realtà di lavoro senza diritti e tutele come nel caso dei minatori di zolfo in Indonesia».</p>
<p><strong>Il suo rapporto con il denaro?</strong></p>
<p>«Discorso complesso. Qualsiasi professione deve avere un giusto compenso ma il “grande denaro” serve solo se condiviso. Misero chi tiene i soldi nelle sue tasche e, avendone la possibilità, non aiuta gli altri. Le nostre capacità devono anche servire per migliorare la vita delle comunità, anche facendo conoscere le loro storie. Questo per me è il risultato più appagante e bello».</p>
<p><strong>Mai avuto paura?</strong></p>
<p>«Sono stato arrestato in Bielorussia, lì ho temuto la polizia locale; trovandomi da solo e senza la possibilità di comunicare con l’esterno. Una situazione pesante».</p>
<figure id="attachment_57287" aria-describedby="caption-attachment-57287" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-57287" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_32.jpg" alt="Chernobyl 32" width="1000" height="668" title="Pierpaolo Mittica, il fotografo degli ultimi 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_32.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_32-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_32-768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_32-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Chernobyl_32-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-57287" class="wp-caption-text">Vladik, 7 anni, e suo fratello Igor, 6 anni, in una foto del 2015, nel piccolo villaggio di Radinka, molto contaminato e situato a soli 300 metri dalla zona di esclusione di Chernobyl (ph. P. Mittica)</figcaption></figure>
<p><strong>Con Alessandro Tesei realizza anche reportage video: quali le differenze rispetto alla fotografia?</strong></p>
<p>«La telecamera permette un altro livello di racconto rispetto alla fotografia. Un solo scatto rimane impresso ed è efficace, il video permette di approfondire la storia, comprendendo anche strumenti diversi come la musica, le testimonianze. Dà sollecitazioni diverse a chi guarda. Sono due concetti differenti, inoltre un <em>reportage </em>fotografico ha bisogno di tempo per essere realizzato, quello video è veloce, arriva prima al grande pubblico».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fotografo umanista conosciuto a livello internazionale, Pierpaolo Mittica nel 1990 consegue il diploma in conservazione, tecnica e storia della fotografia indetto dal CRAF. Studia con Charles Henri Favrod, Naomi Rosenblum e Walter Rosenblum. Le sue foto sono state esposte in Europa, Stati Uniti e Cina e la mostra “Chernobyl l’eredità nascosta” è stata scelta nel 2006 dal Chernobyl National Museum di Kiev in Ucraina come mostra ufficiale per le celebrazioni del ventennale del disastro nucleare. Mittica è relatore in numerose conferenze in Italia, Europa, Stati Uniti e Giappone e le sue foto sono state pubblicate da quotidiani e riviste italiani e stranieri.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Da Trieste a Odessa: donate altre forniture mediche</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/da-trieste-a-odessa-donate-altre-forniture-mediche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 10:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[asugi]]></category>
		<category><![CDATA[donazione]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[odessa]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’autoambulanza, sei defibrillatori e tre monitor per il monitoraggio dei parametri fisiologici per offrire servizi sanitari alla popolazione colpita dalla guerra</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/donazioneUcraina.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/da-trieste-a-odessa-donate-altre-forniture-mediche/">Da Trieste a Odessa: donate altre forniture mediche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE – ASUGI (Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina) comunica che è stato <strong>donato del materiale medico a favore del Comune di Odessa</strong>.</p>
<p>L’iniziativa si svolge all’interno della “Operazione TOM – Trieste Abbraccia Mykolaiv” con la collaborazione tra ASUGI, 118 e Comune di Trieste.</p>
<p>L’“Operazione TOM – Trieste Abbraccia Mykolaiv” mira a realizzare <strong>iniziative di solidarietà</strong> nei confronti dell’Ucraina organizzando la <strong>consegna di aiuti umanitari</strong>.</p>
<p>ASUGI ha donato oggi al Comune di Odessa – tramite il Comune di Trieste –<strong> un’autoambulanza, sei defibrillatori </strong>e<strong> tre monitor</strong> <strong>per il monitoraggio dei parametri fisiologici</strong> che saranno utilizzati per offrire servizi sanitari alla popolazione colpita dalla guerra.</p>
<p>All’ingresso del Municipio, in Piazza Unità d’Italia, è stato posizionato il mezzo donato.</p>
<p>L’ambulanza donata fa parte del parco macchine di ASUGI ed è un Ducato che, a causa dell’alto numero di chilometri percorsi, in Italia, per la normativa vigente non è più utilizzabile nei casi di emergenza urgenza e sarebbe da demolire. Il mezzo è però ancora funzionante e in buono stato.</p>
<p>I defibrillatori e i monitor per il monitoraggio dei parametri fisiologici donati fanno parte della strumentazione medica di ASUGI che è stata sostituita in quanto obsoleta.</p>
<p>Sia i defibrillatori che i monitor per il monitoraggio dei parametri fisiologici sono perfettamente funzionanti anche se figli di una tecnologia ormai superata.</p>
<p>Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il direttore generale di ASUGI, <strong>Antonio Poggiana</strong>, il vicesindaco di Trieste, <strong>Serena Tonel</strong>, l’assessore comunale al Bilancio, <strong>Everest Bertoli</strong>, il direttore Dai Anestesia e Terapia Intensiva, <strong>Umberto Lucangelo</strong>, il responsabile della SSD Emergenze Territoriali, <strong>Alberto Peratoner</strong>, la responsabile Operazione ToM, <strong>Beatrice Micovilovich</strong>, e l’assessore regionale alla salute, politiche sociali e disabilità <strong>Riccardo Riccardi</strong>.</p>
<h3><strong>Operazione TOM – Quanto fatto finora</strong></h3>
<p><em>Marzo 2022</em>: attivazione da parte del Comune di Trieste del conto corrente per raccogliere le donazioni con la causale “Trieste abbraccia Mykolaiv”</p>
<p><em>6 aprile 2022</em>: partenza del primo convoglio di aiuti umanitari organizzato da Comune di Trieste e dalla Protezione Civile nell’ambito della cosiddetta “Operazione TOM – Trieste Abbraccia Mykolaiv”, pianificata per portare medicinali e beni di prima necessità al popolo ucraino, con spedizione organizzata dal Comune di Trieste in collaborazione con la sezione ANA della Protezione civile di Trieste</p>
<p><em>30 giugno 2022:</em> partenza secondo convoglio con ulteriori 55 tonnellate di merci costituite da generi alimentari, medicinali e cibo per animali. Organizzazione a cura del Comune di Trieste.</p>
<p><em>Dicembre 2022:</em> raccolta e acquisto di giocattoli e dolciumi per il natale dei bambini di Mykolaiv, con il coinvolgimento degli istituti scolastici del Comune di Trieste. Organizzazione a cura del Comune di Trieste.</p>
<p><em>Agosto 2023:</em> donazione di un’ambulanza al Comune di Mykolaiv e n. 3 stazioni per erogare anestesie in sala operatoria corredate di filtri e apparecchiature. Operazione avvenuta grazie alla collaborazione tra ASUGI, 118 e Comune di Trieste.</p>
<p><em>Giugno 2024:</em> donazione di un’ambulanza e n.6 defibrillatori e n.3 monitor per il monitoraggio dei parametri fisiologici. Operazione avvenuta grazie alla collaborazione tra ASUGI, 118 e Comune di Trieste.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anfisa Bobylova e il suo pianoforte</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/anfisa-bobylova-e-il-suo-pianoforte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 16:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bobylova]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="911" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Anfisa-Bobylova.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Anfisa Bobylova" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Anfisa-Bobylova.jpeg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Anfisa-Bobylova-300x200.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Anfisa-Bobylova-1024x683.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Anfisa-Bobylova-768x512.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Anfisa-Bobylova-391x260.jpeg 391w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Anfisa Bobylova e il suo pianoforte 4"> La pianista ucraina proporrà un concerto con musiche di Mozart, Chopin, Beethoven e Respighi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovane astro del concertismo internazionale, già enfant prodige e oggi interprete pluripremiata, <strong>Anfisa Bobylova</strong> è pronta a ricevere gli applausi della platea del Palamostre. La pianista ucraina è infatti l’ospite del concerto organizzato dagli Amici della Musica di Udine mercoledì prossimo 27 marzo, con <strong>inizio alle ore 19:22</strong>.</p>
<p>Alla tastiera dall’età di sei anni, i primi concerti a dieci, una musicalità innata e una tecnica sopraffina la portano a eccellere negli studi in pianoforte e composizione alla Lviv Specialized Music School, per poi passare all’Accademia Nazionale Ucraina Tchaikovsky e laurearsi con lode. Dal 2016 si perfeziona all’Università di Musica di Graz e segue le masterclass di grandi didatti, tra i quali Robert Lewin, Milana Cherniavska, Sergio di Simone, Sontraud Speidel, Chenxi Li, Jean Francois Heisser, Uta Weyand, Sofja Guljak e Oleg Stepanov. In pochi anni colleziona numerosi premi internazionali in Europa e negli Stati Uniti, suonando come solista sotto la guida di direttore quali Mariusz Smolij, Yuriy Bervetskyi, Taras Martynyk e Sergiy Rabiychuck. Dal 2017 è membro della Yehudi Menuhin Foundation.</p>
<p>Per il recital al Palamostre, la Bobylova ha scelto dal suo repertorio la Sonata in re maggiore K. 311 di Mozart (Allegro con spirito, Andante con espressione, Rondeau), la celebre Sonata n. 2 op. 35 di Chopin (Grave, Scherzo, Marche funèbre, Finale) e la Sonata n. 3 op. 31 di Beethoven (Allegro, Scherzo, Minuetto, Presto con fuoco). Poiché la serata segna un traguardo secolare nella storia degli Amici della Musica, ovvero il 100° anniversario della prima mondiale “Il Tramonto” di Ottorino Respighi, da lui diretta a Udine il 26 marzo 1924, il programma prevede anche l’esecuzione del Notturno per pianoforte di Respighi.</p>
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		<title>Salute mentale: delegazione ucraina a Trieste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 14:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[asugi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visita studio di professionisti e manager delle regioni di Kiev e Odessa presso l’Area Dipartimentale di ASUGI</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">La delegazione ucraina in visita a Trieste</span></em></p>
<p>TRIESTE – È iniziata oggi la visita studio di una <strong>delegazione ucraina di professionisti e manager della salute mentale</strong> delle regioni di Kiev e Odessa presso i Servizi dell’Area Dipartimentale Salute Mentale di ASUGI (Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina).</p>
<p>La visita è stata organizzata dall’ONG CESVI, con i fondi dell’Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo. Il referente sul campo di CESVI per la salute mentale <strong>Camilo Garcia Bernabè</strong> accompagna la delegazione.</p>
<p>La visita, che vede tra i partecipanti le due vice direttrici dei Dipartimenti di Assistenza Sanitaria di Kyev e Odessa – dottoresse <strong>Rokunets-Sorochan Oksana Mykolaivna</strong> e <strong>Ivanova Olena Leonidivna</strong> –, si inserisce nella cornice generale di una serie di riforme che il governo ucraino ha programmato per il periodo di ricostruzione post bellico e nello specifico costituisce un’opportunità per i partecipanti di conoscenza di Servizi territoriali di salute mentale.</p>
<p>“Già prima dello scoppio del conflitto – recita la nota stampa diramata da ASUGI – l&#8217;Ucraina aveva compiuto enormi passi avanti verso l&#8217;introduzione di nuovi servizi di salute mentale nell&#8217;assistenza sanitaria di base e nei contesti specialistici e verso attività di rafforzamento delle competenze degli operatori sanitari specializzati e non. Questi sforzi sono stati accelerati di recente con l&#8217;avvio del Programma di Salute Mentale per tutta l&#8217;Ucraina. Il Programma ha portato anche alla creazione di un Centro di Coordinamento per la Salute Mentale presso il Gabinetto dei Ministri dell&#8217;Ucraina”.</p>
<p>La visita di questa delegazione segue quella tenutasi a dicembre 2023 di una delegazione del Centro di Coordinamento per la Salute Mentale e delle referenti di OMS per l’area ucraina.</p>
<p>La delegazione resterà a Trieste fino al 21 marzo, alternando momenti di vista e conoscenza dei singoli servizi a momenti seminariali di approfondimento.</p>
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