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		<title>L&#8217;incanto del Festival delle Rose</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 11:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[nova gorica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla collezione del giardino del monastero francescano di Kostanjevica alle degustazioni di vini ed esperienze culinarie: la proposta del territorio di Nova Gorica</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Vrt-burbonk.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/lincanto-del-festival-delle-rose/">L&#8217;incanto del Festival delle Rose</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>La collezione di rose Bourbon nel giardino del monastero francescano di Kostanjevica</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>NOVA GORICA (SLO) – Visite guidate, mostre, concerti, laboratori, esperienze culinarie e wellness all’insegna della rosa, simbolo identitario della città.</p>
<p>Nova Gorica è conosciuta anche come “città delle rose”, grazie ai numerosi roseti che la impreziosiscono. Tra questi spicca la collezione di rose Bourbon nel <strong>giardino del monastero francescano di Kostanjevica</strong>: la seconda più grande collezione di questo tipo in Europa.</p>
<p>La rosa, simbolo universale di bellezza e amore, occupa qui un posto speciale, tanto da essere raffigurata anche nello stemma cittadino.</p>
<p>Proprio in questo contesto, a partire dal <strong>25 aprile</strong>, si terrà la <strong>21ª edizione del</strong><strong> <em>Festival delle Rose</em></strong>, organizzata dall’Associazione degli Amanti delle Rose della Goriška in collaborazione con il Gruppo Hit.</p>
<p>Il festival è pensato per un pubblico ampio e curioso – giovani nello spirito e nell’età, appassionati, esploratori e amanti dei fiori provenienti da vicino e da lontano – e offre <strong>un’esperienza multisensoriale unica</strong>, capace di coinvolgere vista, olfatto, udito e gusto.</p>
<h3><strong>La</strong><strong> collezione di rose Bourbon a Kostanjevica</strong></h3>
<p>Le rose sono tra le piante coltivate più antiche al mondo, con una storia che risale a migliaia di anni fa. Tra le numerose varietà, le rose Bourbon rappresentano una rarità storica oggi quasi scomparsa. A Nova Gorica questa preziosa specie ha trovato la sua casa nel giardino del monastero di Kostanjevica.</p>
<p>Le visite alla collezione saranno possibili dal <strong>25 aprile fino al 17 maggio (</strong>dal lunedì al sabato 10-17, visite guidate alle 11 e alle 15, la domenica 12-17 con visite guidate alle 12 e alle 15).</p>
<p>L’esperienza può essere arricchita con la visita al monastero francescano, alla cripta dei Borbone e alla Biblioteca Škrabec.</p>
<h3><strong>Novità 2026</strong></h3>
<p>Tra le principali novità, la visita alla <strong>Cantina dell’Amicizia e della Pace</strong>, situata nel complesso monastico, offre un’esperienza enologica unica.</p>
<p>Nella suggestiva cantina di 350 anni, sotto volte in pietra, i visitatori potranno scoprire la storia del luogo e degustare vini provenienti da zone con vigneti storicamente classificati già nel 1787, ai tempi dell’imperatrice Maria Teresa.</p>
<p>Saranno organizzate degustazioni, in particolare, <strong>venerdì 8 maggio</strong> andrà in scena il <strong>Piccolo Festival dei Vini</strong> (rosati e spumanti) con produttori selezionati provenienti dalla Vipavska dolina, Kras, Brda, Collio e dal Friuli.</p>
<h3><strong>Eventi tra le rose</strong></h3>
<p>Il giardino delle rose Bourbon ospiterà numerosi eventi tra cui: la lettura di poesia (25 aprile), la presentazione del libro <em>“Intuizione in aromaterapia”</em> di Eva Nedeljko (8 maggio), il concerto della cantante Tatjana Mihelj (9 maggio), la mostra di profumi (10 maggio), la dimostrazione di distillazione delle rose (15 maggio) e tanti altri.</p>
<h3><strong>Le rose come filo conduttore del territorio</strong></h3>
<p>Le aiuole fiorite del centro cittadino di Nova Gorica potranno essere scoperte con visita guidata domenica <strong>17 maggio alle ore 11:00</strong>, con partenza sotto i portici del Municipio (Kardeljeva ploščad 1).</p>
<p>Da non perdere anche il <strong>Parco Rafut</strong>, aperto tutti i giorni dalle 7 alle 19, e le esperienze culturali come la mostra <em>Città di confine</em> presso <strong>l’EIPCenter</strong>.</p>
<p>Il <strong>25 aprile</strong>, presso <strong>l’Xcenter</strong>, si terrà inoltre un laboratorio culinario “Sapori con le rose”.</p>
<p>Il festival invita anche a scoprire il territorio transfrontaliero: tra le proposte, la <strong>visita al giardino Viatori</strong> nella vicina Gorizia, una delle più importanti collezioni botaniche dell’area.</p>
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		<title>Sanità transfrontaliera: Gorizia gioca di squadra</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/sanita-transfrontaliera-gorizia-gioca-di-squadra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 11:31:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corsi di lingua e di guida, nuove attrezzature: il progetto "Sanitas" coinvolge personale medico e altri soggetti coinvolti nelle operazioni di risposta alle catastrofi naturali</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Skupna-slika-ITLS-B_Foto-di-gruppo-ITLS-B.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/sanita-transfrontaliera-gorizia-gioca-di-squadra/">Sanità transfrontaliera: Gorizia gioca di squadra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Alcuni dei partecipanti al progetto SANITAS</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – Corsi di lingua per il personale sanitario, attrezzature nuove, corsi di guida dedicata per veicoli d’emergenza: questi sono alcuni dei primi risultati tangibili del progetto SANITAS, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 e partito lo scorso giugno.</p>
<p>Il Gruppo europeo di cooperazione territoriale GO – GECT GO è uno dei partner di progetto, capofila invece il Comune di Aidussina, tra i partner progettuali ci sono inoltre l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina (ASUGI), la Gasilska enota Nova Gorica (Unità dei pompieri di Nova Gorica), e lo Zdravstveni dom Nova Gorica (Centro sanitario di Nova Gorica), tra i partner associati inoltre anche la Protezione civile del FVG e altri enti sanitari locali sloveni.</p>
<p>Tra le attività progettuali in corso attualmente ci sono <strong>corsi di lingua italiana e slovena per il personale sanitario e di emergenza</strong> che opera nell’area transfrontaliera.</p>
<p>I corsi hanno come obiettivo <strong>migliorare la qualità complessiva della comunicazione transfrontaliera tra il personale medico</strong> partecipante <strong>e gli altri soggetti coinvolti</strong> nelle operazioni di risposta alle catastrofi naturali.</p>
<p>Stanno per avviarsi in queste settimane due corsi di italiano base (livello A1 e A2) per i vigili del fuoco sloveni e lo staff medico, e corsi di sloveno base (livello A1 e A2) per il personale sanitario italiano.</p>
<p>Visto l’alto interesse per i corsi è stato deciso di estendere i gruppi: ci saranno quindi quasi 30 iscritti per il corso di italiano, che durerà 45 ore e sarà effettuato da LUNG (Università popolare di Nova Gorica).</p>
<p>Il corso di sloveno si tiene invece presso la sede di Gorizia IAL FVG per una quindicina di partecipanti, per un totale di 60 ore.</p>
<p>Inoltre, i partner GENG (vigili del fuoco di Nova Gorica), il Comune di Aidussina e lo Zdravstveni dom avvieranno nei prossimi mesi una serie di interventi mirati alla <strong>formazione del personale</strong> e al <strong>potenziamento delle dotazioni sanitarie</strong>.</p>
<figure id="attachment_71525" aria-describedby="caption-attachment-71525" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-71525" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Tecaj-ITLS-B_Corso-ITLS-B.jpg" alt="Tecaj ITLS B Corso ITLS B" width="800" height="545" title="Sanità transfrontaliera: Gorizia gioca di squadra 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Tecaj-ITLS-B_Corso-ITLS-B.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Tecaj-ITLS-B_Corso-ITLS-B-300x204.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Tecaj-ITLS-B_Corso-ITLS-B-768x523.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Tecaj-ITLS-B_Corso-ITLS-B-474x324.jpg 474w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-71525" class="wp-caption-text">Lezione pratica</figcaption></figure>
<p>Sono previsti infatti corsi per il conseguimento e l’estensione delle <strong>patenti di guida professionali</strong> necessarie per la guida di mezzi di soccorso specifici. GENG organizzerà corsi per il conseguimento della patente di categoria E destinati al proprio personale.</p>
<p>Il Comune di Aidussina attiverà corsi per la patente di categoria C rivolti a 10 partecipanti, mentre ZDNG realizzerà corsi per la patente di categoria C1 per 10 partecipanti.</p>
<p>I percorsi formativi comprenderanno lezioni teoriche, attività pratiche ed esame finale. Un gruppo di 20 persone tra vigili del fuoco e operatori della protezione civile di Nova Gorica ha inoltre completato con successo un corso di ITLS (International Trauma Life Support), nel corso del quale hanno acquisito conoscenze nell’ambito della gestione tattica dei feriti, del lavoro di squadra durante gli interventi, del processo decisionale rapido in condizioni di stress e della corretta sequenza delle azioni in presenza di lesioni potenzialmente letali,</p>
<p>Parallelamente, il progetto prevede <strong>investimenti in attrezzature sanitarie</strong>. Il Comune di Aidussina procederà all’<strong>acquisto</strong> <strong>di un’unità sanitaria mobile</strong> nel 2026.</p>
<p>ZDNG acquisterà <strong>apparecchiature mediche avanzate</strong>, in particolare un sistema per l’ecografia e dispositivi per la rianimazione, che saranno forniti nel corso dell’implementazione del progetto.</p>
<figure id="attachment_71526" aria-describedby="caption-attachment-71526" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71526" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Jezikovni-tecaj_Corso-di-lingua.jpg" alt="Jezikovni tecaj Corso di lingua" width="800" height="600" title="Sanità transfrontaliera: Gorizia gioca di squadra 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Jezikovni-tecaj_Corso-di-lingua.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Jezikovni-tecaj_Corso-di-lingua-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Jezikovni-tecaj_Corso-di-lingua-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-71526" class="wp-caption-text">Il corso di lingua</figcaption></figure>
<p>I Vigili del fuoco sloveni hanno acquistato recentemente delle <strong>attrezzature per l’illuminazione dei siti sanitari in situazioni di emergenza</strong>.</p>
<p>Nel loro insieme, queste azioni contribuiranno a rafforzare le competenze del personale coinvolto e a migliorare l’efficienza, la sicurezza e la qualità dei servizi sanitari offerti alla popolazione.</p>
<p>Obiettivo ultimo del progetto è la stipula di accordo transfrontaliero che veda coinvolte le autorità sanitarie, i vigili del fuoco sloveni e la protezione civile italiana per la gestione congiunta delle emergenze.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Andrea Bellavite: già e non ancora</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/andrea-bellavite-gia-e-non-ancora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 10:34:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[cammino]]></category>
		<category><![CDATA[go2025]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel suo ultimo libro “Due città in una” ha sviscerato i temi fondanti della prima Capitale europea transfrontaliera della cultura. Perché Gorizia e Nova Gorica hanno piantato un seme destinato a crescere. «Ma un ruolo fondamentale lo ricoprirà Aquileia»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_a_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-3.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/andrea-bellavite-gia-e-non-ancora/">Andrea Bellavite: già e non ancora</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Andrea Bellavite all&#8217;interno della Basilica di Aquileia (ph. Mattia Vecchi)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>AQUILEIA –<strong> Andrea Bellavite</strong>, nato a Verona, risiede a Gorizia dal 1968, è giornalista, teologo, scrittore, convinto pacifista, viandante e direttore della Fondazione “Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia”.</p>
<p>Gli abbiamo chiesto una prima riflessione all’indomani di <em>GO! 2025</em>.</p>
<p>«La capitale europea della cultura – confida – è stata un’occasione straordinaria per comprendere in modo nuovo cosa significhi vivere in questo drammatico e affascinante territorio. Il messaggio è molto potente: un luogo in cui il nazionalismo e il razzismo hanno esasperato le conseguenze di ben due guerre mondiali, oggi viene additato all’Europa e al mondo come esempio di armonia, solidarietà e condivisione».</p>
<p><strong>Ora come continuare o da dove ripartire per non vanificare gli aspetti positivi di questo storico evento?</strong></p>
<p>«La parola chiave è insieme, <em>skupaj</em>. Pensarsi come un’unica realtà, quella che a me piace chiamare, con il duale sloveno, <em>Gorici</em>, forzando la grammatica “la due Gorizia”. Tutte le categorie sociali, culturali e produttive si devono incontrare e progettare insieme il futuro. È dunque indispensabile che si investano tempo ed energie per superare l’ostacolo delle diverse lingue, che ancora permane e in parte condiziona soprattutto la componente italiana».</p>
<p><strong>Quali aspetti positivi di superamento delle cesure storiche ha evidenziato <em>GO! 2025</em>?</strong></p>
<p>«Il momento in cui si è capito le potenzialità del territorio è stata l’inaugurazione. Per la prima volta tutti non si sono sentiti appartenenti a una parte o all’altra, ma felici di essere protagonisti di una nuova storia, dove ciascuno – anche gli immigrati da altre nazioni e continenti – si è sentito a casa propria, offrendo all’altro la bellezza della propria specificità. Credo sia stato il classico “già e non ancora”: già, perché si è dimostrato che è possibile superare i fantasmi del passato; non ancora, perché i passi da compiere per portare a normalità sono ancora tanti e lunghi».</p>
<p><strong>Quali invece i settori e i sentimenti su cui lavorare e migliorare, soprattutto pensando ai giovani?</strong></p>
<p>«C’è da pensare a un comune sistema scolastico, recuperando idee come quella del liceo internazionale di Celovec/Klagenfurt, dove gli insegnamenti sono in tre lingue. Inoltre è da potenziare il rapporto tra le università italiane e slovene, pensando alla creazione di nuovi posti di lavoro, valorizzando l’area di Centro Europa nella quale abitiamo, anche attraverso la conoscenza e l’ampliamento delle positive e ancora poco conosciute esperienze aziendali di nuova generazione, già presenti nelle Valli dell’Isonzo/Soča e del Vipacco/Vipava».</p>
<p><strong>Quale il ruolo di Aquileia, città patrimonio UNESCO, da un punto di vista storico-culturale?</strong></p>
<p>«La città di Aquileia, grazie soprattutto al coordinamento impresso da Fondazione Aquileia, sta assumendo un’importanza che definisco planetaria grazie alla straordinaria tradizione storica sintetizzata dai musei, zone archeologiche e ovviamente dalla Basilica. Sia sul piano simbolico che su quello sociale e politico, Aquileia è già adesso un importante punto di riferimento, ma non per anacronistiche rivendicazioni provincialistiche legate alla riesumazione di una Contea confinata nei meandri del passato. Potrebbe invece essere un’anima vivente – sul piano culturale e su quello dell’ispirazione spirituale e artistica – di un immenso spazio europeo dall’Ungheria alla Repubblica Ceca e alla Slovacchia, dalla Serbia alla Croazia e alla Slovenia, dall’Austria all’Italia del nord».</p>
<p><strong>Quali i progetti della Fondazione SO.CO.B.A. nel 2025?</strong></p>
<p>«Abbiamo quattro grandi progetti in corso: “<em>Basilica per tutti</em>”, sostenuto dalla Regione, come luogo di arte e cultura accessibile a tutte le categorie di persone, oltre le disabilità. “<em>Polyverse</em>” rientra nel progetto Europa Creativa, è centrato sulla valorizzazione del dialogo interreligioso attraverso la conoscenza di alcuni importanti luoghi d’arte cattolici, protestanti, ebrei e islamici, attraverso l’esperienza della musica. C’è poi un progetto di accessibilità digitale, in partenariato con il Comune di Nova Gorica e altri partner. Infine il Cammino da Aquileia a Sveta Gora nell’ambito dei progetti di <em>GO! 2025</em>».</p>
<figure id="attachment_71352" aria-describedby="caption-attachment-71352" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71352" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-7.jpg" alt="low andrea bellavite Mattia Vecchi 7" width="800" height="722" title="Andrea Bellavite: già e non ancora 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-7.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-7-300x271.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-7-768x693.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-71352" class="wp-caption-text">Andrea Bellavite lungo il cammino da Aquileia a Sveta Gora (ph. Mattia Vecchi)</figcaption></figure>
<p><strong>Quali saranno messi in cantiere nel 2026?</strong></p>
<p>«Oltre a continuare quelli indicati, siamo impegnati a far tutti partecipi di quanto la Basilica e l’intera Aquileia siano patrimonio dell’umanità senza esclusioni».</p>
<p><strong>Fra le sue numerose pubblicazioni molte riguardano il cammino, fisico e mentale, un <em>modus vivendi </em>spirituale e laico. Cosa significa camminare?</strong></p>
<p>«Il cammino è l’espressione del desiderio di sopravvivere. Camminano i migranti per poter superare il rischio della morte in guerra o per fame, veri “pellegrini” del nostro tempo, che affrontano pericoli e rischi enormi per trovarsi spesso una porta sbattuta in faccia dall’opulento Occidente. E camminiamo noi, fisicamente o anche mentalmente, per recuperare il senso della vita. Il boom dei cammini evidenzia la necessità di ritrovare un modo più “naturale” per vivere, imparando a riconoscere gli altri che incontriamo e salutiamo, ritrovandoci anche con noi stessi».</p>
<p><strong>La Regione, da sempre multiculturale e multilinguistica, dove dovrebbe volgere lo sguardo? In cosa investire?</strong></p>
<p>«Avere coscienza della centralità del Friuli Venezia Giulia nello scacchiere europeo e mondiale significa stringere legami sempre più forti con la Slovenia e l’Austria, per riprendere il progetto di Euroregione, incrocio tra Corridoio 5 Lisbona-Mosca e asse Capodistria/Koper-Amburgo. Serve inoltre una maggiore attenzione verso i più deboli e poveri con particolare sensibilità agli anziani nelle case di riposo e nella società».</p>
<p><strong>Un suo sogno per il 2026.</strong></p>
<p>«Scrivere un romanzo per raccontare con un linguaggio simbolico, semplice e avvincente, le esperienze spirituali, politiche, sociali e artistiche che hanno caratterizzato la mia esistenza. Ho la sensazione di avere un importante messaggio di speranza da trasmettere e vorrei proprio riuscirci».</p>
<figure id="attachment_71353" aria-describedby="caption-attachment-71353" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-71353" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-9-768x1024.jpg" alt="low andrea bellavite Mattia Vecchi 9" width="640" height="853" title="Andrea Bellavite: già e non ancora 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-9-768x1024.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-9-225x300.jpg 225w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-9-300x400.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-9.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-71353" class="wp-caption-text">(ph. Mattia Vecchi)</figcaption></figure>
<p><em>Andrea Bellavite è stato sindaco di Aiello del Friuli, dove fu parroco dal 1990 al 1995. Ha ideato e partecipato alla fondazione dell’Iter Aquileiense, da Aquileia al Monte Lussari, e dell’Iter Goritiense, da Aquileia a Sveta Gora. È direttore della Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, ha ricevuto la targa di benemerenza di Mestna občina Nova Gorica, per le parole e le azioni svolte a favore della convivenza tra popoli, lingue e culture. È titolare del blog giornalistico <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://storieviandanti.blogspot.com" target="_blank" rel="noopener">storieviandanti.blogspot.com</a></span></em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fandrea-bellavite-gia-e-non-ancora%2F&amp;linkname=Andrea%20Bellavite%3A%20gi%C3%A0%20e%20non%20ancora" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fandrea-bellavite-gia-e-non-ancora%2F&amp;linkname=Andrea%20Bellavite%3A%20gi%C3%A0%20e%20non%20ancora" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fandrea-bellavite-gia-e-non-ancora%2F&amp;linkname=Andrea%20Bellavite%3A%20gi%C3%A0%20e%20non%20ancora" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fandrea-bellavite-gia-e-non-ancora%2F&amp;linkname=Andrea%20Bellavite%3A%20gi%C3%A0%20e%20non%20ancora" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fandrea-bellavite-gia-e-non-ancora%2F&amp;linkname=Andrea%20Bellavite%3A%20gi%C3%A0%20e%20non%20ancora" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fandrea-bellavite-gia-e-non-ancora%2F&#038;title=Andrea%20Bellavite%3A%20gi%C3%A0%20e%20non%20ancora" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/andrea-bellavite-gia-e-non-ancora/" data-a2a-title="Andrea Bellavite: già e non ancora"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/low_a_andrea-bellavite_Mattia-Vecchi-3.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/andrea-bellavite-gia-e-non-ancora/">Andrea Bellavite: già e non ancora</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Dalla Bassa Friulana al Santuario di Brezje</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/dalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 16:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[bassa friulana]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=70895</guid>

					<description><![CDATA[<p>Numerosi fedeli hanno partecipato al pellegrinaggio con cui l'Unità Pastorale ha voluto inaugurare la nuova annata</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/brezje-03.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/dalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje/">Dalla Bassa Friulana al Santuario di Brezje</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>BREZJE (SLO) – Per la seconda volta, l’Unità Pastorale “Bassa Friulana” inizia l’anno con un pellegrinaggio comune.</p>
<p>La meta di quest’anno è stata la <strong>Basilica di Santa Maria Ausiliatrice di Brezje</strong>, a breve distanza dal lago di Bled.</p>
<p>Accolti da <strong>padre Robert</strong>, i pellegrini hanno visitato il santuario, dove è stata ripercorsa la sua storia bicentenaria.</p>
<p>Visitati i presepi esposti, è stata celebrata la messa bilingue.</p>
<p>La comitiva della Bassa Friulana poi si è recata in un tipico locale della zona per il pranzo a base di prodotti e tradizioni del luogo.</p>
<p>Sulla via del ritorno, il gruppo ha avuto la possibilità di visitare il presepe animato di Perteole.</p>
<figure id="attachment_70896" aria-describedby="caption-attachment-70896" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-70896" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/brezje-01.jpg" alt="brezje 01" width="800" height="534" title="Dalla Bassa Friulana al Santuario di Brezje 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/brezje-01.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/brezje-01-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/brezje-01-768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/brezje-01-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/brezje-01-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-70896" class="wp-caption-text">Foto di gruppo all&#8217;esterno del Santuario</figcaption></figure>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fdalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje%2F&amp;linkname=Dalla%20Bassa%20Friulana%20al%20Santuario%20di%20Brezje" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fdalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje%2F&amp;linkname=Dalla%20Bassa%20Friulana%20al%20Santuario%20di%20Brezje" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fdalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje%2F&amp;linkname=Dalla%20Bassa%20Friulana%20al%20Santuario%20di%20Brezje" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fdalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje%2F&amp;linkname=Dalla%20Bassa%20Friulana%20al%20Santuario%20di%20Brezje" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fdalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje%2F&amp;linkname=Dalla%20Bassa%20Friulana%20al%20Santuario%20di%20Brezje" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fdalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje%2F&#038;title=Dalla%20Bassa%20Friulana%20al%20Santuario%20di%20Brezje" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/dalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje/" data-a2a-title="Dalla Bassa Friulana al Santuario di Brezje"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/brezje-03.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/dalla-bassa-friulana-al-santuario-di-brezje/">Dalla Bassa Friulana al Santuario di Brezje</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Chirurgia pediatrica: il Burlo collabora con la Slovenia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/chirurgia-pediatrica-il-burlo-collabora-con-la-slovenia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 10:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[burlo]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=70453</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’IRCCS materno-infantile ha avviato un proficuo scambio in ambito transfrontaliero, contribuendo alla formazione dei professionisti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Lorena-Vatovac-e-Damiana-Olenik.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/chirurgia-pediatrica-il-burlo-collabora-con-la-slovenia/">Chirurgia pediatrica: il Burlo collabora con la Slovenia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L’infermiera Lorena Vatovac e la dottoressa Damiana Olenik</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE – Prosegue la collaborazione transfrontaliera avviata da tempo dalla <strong>Chirurgia pediatrica dell’IRCCS materno – infantile Burlo Garofolo di Trieste </strong>con il Dipartimento di <strong>Chirurgia pediatrica dell’Ospedale Universitario di Lubiana</strong>.</p>
<p>I professionisti del <strong>Dipartimento di Chirurgia del Burlo</strong>, guidati dal dottor <strong>Jurgen Schleef</strong>, chirurgo di fama internazionale, portano nelle sale operatorie d’oltreconfine l’esperienza maturata e, nel contempo, formano a Trieste gli specializzandi sloveni, grazie a <em>stage</em> della durata di sei mesi.</p>
<p>A novembre, inoltre, si è tenuto a <strong>Maribor</strong> il secondo <strong>Congresso nazionale di chirurgia pediatrica</strong> organizzato dalla <strong>SKOK</strong>, l’Associazione slovena di chirurgia pediatrica, e dal Dipartimento universitario di Lubiana, al quale hanno partecipato figure di spicco della disciplina a livello internazionale.</p>
<p>L’evento ha rappresentato anche un’occasione per celebrare il <strong>decimo anniversario</strong> del riconoscimento della Chirurgia pediatrica come Specializzazione indipendente in Slovenia.</p>
<p>Durante il convegno si è discusso di importanti tematiche scientifiche, tecnologiche ed etiche relative alla disciplina, con comunicazioni, letture e tavole rotonde con medici e operatori sanitari provenienti dalla Slovenia e dall’estero.</p>
<p>La delegazione del Burlo, composta dal dottor Schleef, dalla dottoressa <strong>Damiana</strong> <strong>Olenik</strong> e dall’infermiera specialistica della sala operatoria pediatrica <strong>Lorena</strong> <strong>Vatovac</strong>, ha presentato la tecnica innovativa BEST nell’ambito del trattamento delle malformazioni vascolari e illustrato le tecniche uro-dinamiche non invasive nel <em>follow up</em> dei pazienti affetti dalla malattia rara <em>Lichen sclerosus</em> (una patologia cronica infiammatoria della pelle).</p>
<p>Il congresso è stato un’occasione per consolidare i rapporti tra le strutture nel contesto transfrontaliero.</p>
<p>Da dieci anni, infine, la collaborazione si è estesa anche alla <strong>Bosnia</strong>&#8211;<strong>Herzegovina</strong>: giovani specializzandi, provenienti da quest’area, completano la loro formazione in chirurgia pediatrica frequentando il Burlo, in un contesto di arricchimento internazionale reciproco, che favorisce l’acquisizione di competenze, con l’obiettivo di migliorare il trattamento chirurgico del paziente pediatrico.</p>
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		<item>
		<title>Pedalando senza confini</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/pedalando-senza-confini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 15:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[collio]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=66803</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell’offerta della Capitale europea della cultura svelati nuovi itinerari cicloturistici comprensivi di tracciati gps scaricabili online. Per scoprire su due ruote le bellezze naturali tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistifinestracolliobrdaacormons.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/pedalando-senza-confini/">Pedalando senza confini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La finestra sul Collio a Cormòns (ph. PromoTurismoFVG)</em></span></p>
<p>Pedalare senza confini tra Gorizia e Nova Gorica, nel <strong>Collio italiano </strong>e nella <strong>Brda slovena</strong>, scoprendo il fiume Isonzo, la natura circostante o i luoghi della Grande Guerra.</p>
<p>PromoTurismoFVG lancia nuovi itinerari cicloturistici comprensivi di tracciati gps scaricabili on line (turismofvg.it/bike/go-2025) adatti a tutti, da percorrere in giornata, durante un fine settimana o all’interno di una vacanza più lunga.</p>
<h3><strong>Anello della Capitale Europea della Cultura</strong></h3>
<p>Il percorso si estende per <strong>17,3 km</strong>, con un dislivello complessivo di 245 metri. Si snoda tra paesaggi urbani e naturali, offrendo l’opportunità di esplorare luoghi simbolici e culturali delle due città.</p>
<p>Dalla stazione centrale di <strong>Gorizia </strong>si pedala lungo Corso Italia in direzione del centro storico. Con una breve deviazione si può raggiungere il Castello di Gorizia. Si attraversa piazza Vittoria, la galleria Bombi e si raggiunge il valico del Rafut.</p>
<p>Si prosegue per il monastero della Castagnevizza, si raggiunge il centro di <strong>Nova Gorica </strong>e poi si rientra a Gorizia attraversando la stazione Transalpina.</p>
<p>Infine, si pedala lungo il fiume Isonzo e lo si attraversa nel ponte ciclopedonale di Straccis. Si attraversa di nuovo il fiume sul ponte 8 agosto e si arriva in stazione da dove è iniziato il tour. <strong>Anelli dei Vigneti del Collio e della Brda</strong></p>
<p>L’itinerario si sviluppa su strade secondarie e ciclovie panoramiche per <strong>81,4 km</strong>, con un dislivello complessivo di <strong>987 metri</strong>. Si tratta di un itinerario ad anello che attraversa le colline del <strong>Collio </strong>e della <strong>Brda slovena</strong>, collegando località come <strong>Cormòns, Dolegna del Collio </strong>e <strong>Dobrovo</strong>.</p>
<p>Il percorso è adatto a ciclisti con un buon livello di allenamento, data la presenza di salite e discese che caratterizzano il paesaggio collinare. Consigliate le bici da corsa con copertoni scolpiti, mtb, trekking, gravel, e-bike di tutti i tipi. Fattibile in due giorni.</p>
<h3><strong>Anelli della Grande Guerra</strong></h3>
<p>Percorso lungo <strong>95,4 km</strong>, con un dislivello di <strong>1.408 metri</strong>.</p>
<p>Si pedala ai piedi del <strong>Monte Sabotino</strong>, si passa per il sacrario militare di <strong>Oslavia, San Martino del Carso </strong>e si arriva all’area sacra del <strong>Monte San Michele </strong>con il museo storico nazionale.</p>
<figure id="attachment_66805" aria-describedby="caption-attachment-66805" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66805" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistianellograndeguerra.jpg" alt="ciclistianellograndeguerra" width="1000" height="666" title="Pedalando senza confini 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistianellograndeguerra.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistianellograndeguerra-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistianellograndeguerra-768x511.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistianellograndeguerra-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistianellograndeguerra-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66805" class="wp-caption-text">Ciclisti sull’anello della Grande Guerra (ph. PromoTurismoFVG)</figcaption></figure>
<p>Il secondo giorno è dedicato ai monumenti in Slovenia come a <strong>Cerje</strong>, dove si trova il monumento per la Pace: una torre alta 25 metri da cui si ha una visuale sulla <strong>Valle del Vipava</strong>.</p>
<p>Si prosegue per Ranziano, Boccavizza e Monte Santo da cui si gode un magnifico panorama. Il percorso termina entrando a Nova Gorica. È fattibile in due giorni.</p>
<h3><strong>Anelli del fiume Isonzo </strong></h3>
<p>L’itinerario segue il corso del fiume Isonzo, offrendo la possibilità di praticare anche altre attività <em>outdoor</em>, come <em>rafting</em>, <em>kayak </em>e <em>trekking</em>.</p>
<p>Lungo <strong>77,8 km</strong>, ha un dislivello di <strong>577 metri. </strong>Raggiunta in treno <strong>Most Na So</strong>č<strong>i</strong>, si pedala in direzione Nova Gorica-Gorizia.</p>
<p>Verso sud si attraversa <strong>Kanal ob So</strong>č<strong>i</strong>. Da qui si pedala sulla ciclabile lungo Isonzo fino al nuovo ponte panoramico di <strong>Salcano</strong>, poco distante dalla stazione Transalpina.</p>
<p>Sul ponte di Straccis si segnala una bella vista sul fiume Isonzo. Si attraversano <strong>Farra d’Isonzo </strong>e <strong>Gradisca d’Isonzo </strong>(Borgo tra i più Belli d’Italia) con i suoi palazzi e parchi cittadini.</p>
<figure id="attachment_66806" aria-describedby="caption-attachment-66806" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66806" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistisulpontedistraccisagorizia.jpg" alt="ciclistisulpontedistraccisagorizia" width="800" height="741" title="Pedalando senza confini 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistisulpontedistraccisagorizia.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistisulpontedistraccisagorizia-300x278.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/ciclistisulpontedistraccisagorizia-768x711.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-66806" class="wp-caption-text">Ciclisti sul ponte di Straccis a Gorizia (ph. PromoTurismoFVG)</figcaption></figure>
<p>Passato il ponte a Sagrado si pedala fino a rientrare alla stazione Transalpina lungo il vecchio confine di Stato, ora parte della rete ciclabile cittadina. È fattibile in due giorni.</p>
<h3><strong>Girangoris</strong></h3>
<p>Poco distante da Cormòns, un incantevole anello di <strong>13 km </strong>e dislivello nullo, immerso tra natura e storia. Il percorso è adatto a famiglie con bambini dai 6 anni in su.</p>
<p>Una pedalata all’interno dell’azienda Tenuta Angoris, tra viali di cipressi, faggi e abeti secolari, con punto di partenza <strong>Villa Locatelli.</strong></p>
<h3><strong>Percorso Gorizia &#8211; Kanal (SLO)</strong></h3>
<p>Il punto di partenza è <strong>Gorizia</strong>, per una pedalata transfrontaliera immersi nella storia di questa terra dove il fiume Isonzo è il vero protagonista del percorso. L’itinerario cicloturistico di <strong>22,2 km </strong>e <strong>154 metri </strong>di dislivello, attraversa piccoli paesini sovrastati dalle montagne. Una volta arrivati a <strong>Kanal ob So</strong>č<strong>i </strong>(Canale d’Isonzo) impossibile non fotografare i riflessi del paese che si specchia nelle verdi acque del fiume.</p>
<p>È possibile anche rientrare a Gorizia in treno.</p>
<h3><strong>Anello ciclovia Judrio &#8211; Versa</strong></h3>
<p>Lungo questo percorso con partenza da <strong>Cormòns</strong>, si pedala nella campagna abbracciati dalle colline del Collio delle retrostanti Alpi Giulie, alla scoperta delle specialità enogastronomiche della zona.</p>
<p>Si attraversa anche il colle di <strong>Medea </strong>da cui spicca l’<strong>Ara Pacis Mundi </strong>che permette di ammirare il panorama circostante.</p>
<p>L’itinerario è lungo <strong>22,2 km </strong>e ha un dislivello di <strong>33 metri</strong>.</p>
<h3><strong>Da Sagrado al Pump Track di Turriaco e ritorno</strong></h3>
<p>Questo itinerario lungo <strong>20 km </strong>e un dislivello di <strong>15 metri </strong>unisce natura, storia e divertimento ed è ideale per tutta la famiglia.</p>
<p>Si parte dalla stazione ferroviaria di <strong>Sagrado</strong>. Si costeggia <strong>Fogliano </strong>fino ad attraversare le località di <strong>San Pier d’Isonzo </strong>e di <strong>Cassegliano</strong>, mentre il fiume Isonzo accompagna i ciclisti nel percorso verso <strong>Turriaco</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I Trovieri in concerto</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/i-trovieri-in-concerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 17:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[trovieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=60226</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="829" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/trovieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="trovieri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/trovieri.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/trovieri-300x182.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/trovieri-1024x621.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/trovieri-768x466.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="I Trovieri in concerto 8"> La band goriziana si esibirà con il suo repertorio pop e folk in una serata di raccolta fondi per giovani disabili a Stara gora</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/trovieri.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/i-trovieri-in-concerto/">I Trovieri in concerto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti gli amanti della buona musica benvenuti <strong>venerdì 15 novembre alle ore 19.30</strong>, nella Casa dei Countrymen Negovan Nemec per un concerto acustico della nota band goriziana <strong>I TROVIERI</strong>.</p>
<p>I musicisti (cantanti, chitarra, batteria, tastiere, flauto, arpa) eseguono principalmente musica pop e folk italiana.</p>
<p>La band ReAcoustic (Minka Markič, Rene Fajt e Bor Križaj) con musica country e folk si esibirà come band di apertura.</p>
<p>Ingresso gratuito.</p>
<p>Si raccolgono contributi volontari per giovani disabili a Stara gora.</p>
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		<item>
		<title>Torrenti più sicuri: FVG e Slovenia fanno squadra</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/torrenti-piu-sicuri-fvg-e-slovenia-fanno-squadra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 14:02:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[torrenti]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Progetto coordinato dall'Università di Udine su sei bacini idrografici pilota per ridurre i rischi nella gestione. Finanziamento europeo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/torrenti-piu-sicuri-fvg-e-slovenia-fanno-squadra/">Torrenti più sicuri: FVG e Slovenia fanno squadra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Torrente Orteglas (Paularo), grande briglia in pietrame squadrato del 1930, ancora perfettamente funzionante</em></span></p>
<p>UDINE – <strong>Ridurre il rischio nella gestione dei torrenti in Friuli Venezia Giulia e in Slovenia</strong>, migliorando la pianificazione e la manutenzione delle opere di controllo di questi corsi d’acqua.</p>
<p>È quanto si propone il <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.ita-slo.eu/it/torrent" target="_blank" rel="noopener">progetto biennale “<em>Torrent</em>”</a></span> guidato dall’Università di Udine e cofinanziato con 717mila euro dall’Unione europea con il programma Interreg “Italia-Slovenia 2021-2027”.</p>
<p>La ricerca interesserà sei bacini idrografici pilota della regione e sloveni.</p>
<p>Partner del progetto sono la Regione Friuli Venezia Giulia (Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali ed ittiche – Servizio sistemazioni idraulico-forestali irrigazione e bonifica), il Centro regionale di sviluppo di Capodistria e l’Università di Lubiana. Torrent (“Pratiche comuni per la riduzione del rischio nella gestione dei bacini idrografici dei torrenti”) è coordinato da <strong>Federico Cazorzi</strong> che guida un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo friulano.</p>
<h3><strong>Sei bacini idrografici pilota</strong></h3>
<p>I bacini idrografici pilota in Friuli Venezia Giulia sono quelli del Moscardo a Paluzza, dell’Orteglas a Paularo, del Miozza a Ovaro e del Cella-Vuom a Camporosso (Tarvisio). In Slovenia quelli del Krvavec, a nord di Lubiana, e dell’Osapska a Osp, nella regione di Capodistria.</p>
<h3><strong>Linee guida transfrontaliere</strong></h3>
<p>Scopo finale della ricerca è sviluppare una metodologia innovativa congiunta fornendo linee guida d’intervento per i problemi di gestione dei bacini idrografici in Italia e Slovenia. Il progetto lavorerà sui bacini pilota per elaborare strumenti di lavoro condivisi, semplici, di facile e rapido utilizzo. Le linee guida saranno poi utilizzabili in tutti i bacini idrografici montani e collinari della Regione e della Slovenia.</p>
<h3><strong>Il progetto</strong></h3>
<p>Il lavoro è già stato avviato con la raccolta e la condivisione dei dati storici relativi ai processi idrologici, alle indagini geomorfologiche, ai dati delle opere di controllo e alle strategie di mitigazione. I primi risultati hanno già consentito di mettere a punto un indicatore dello stato di funzionalità delle opere di sistemazione idraulico-forestali (Maintenance priority index – Mpi) che possa essere utilizzato anche come indice di priorità negli interventi manutentivi.</p>
<h3><strong>Studenti coinvolti </strong></h3>
<p>Al progetto lavorano anche alcuni studenti dell’Università di Udine dei corsi di laurea in Scienze per l’ambiente e la natura e in Scienze agrarie (curriculum Sistemi montani e forestali). Nell’ambito delle proprie tesi di laurea gli studenti partecipano alle attività di rilievo in campo e di elaborazione dei dati.</p>
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		<item>
		<title>Adriana Iaconcig: humus creativo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/adriana-iaconcig-humus-creativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 13:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>
		<category><![CDATA[cividale]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[iaconcig]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=57126</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal suo Canada ha imparato i concetti di meraviglia e infinito. «Perché il paesaggio in cui nasci ti appartiene geneticamente». Cresciuta a Cividale, con le fotografie cattura l’accezione più selvaggia della natura. Anche nelle “sue” Valli del Natisone. Dove il rapporto tra Italia e Slovenia resta marchiato in modo indelebile dalla storia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/open.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/adriana-iaconcig-humus-creativo/">Adriana Iaconcig: humus creativo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Adriana Iaconcig in mezzo alla natura</em></span></p>
<p>Con il sorriso sulle labbra, ama paragonarsi a Benjamin Button, il protagonista del film ispirato al celebre racconto breve di Francis Scott Fitzgerald, che nacque anziano e morì neonato.</p>
<p>«Più divento adulta e più vitale è il sentire, con tanta voglia di dire, fare e farmi sorprendere ogni giorno da tutte le cose che la vita ci propone», confida da Londra durate uno dei suoi impegni artistici.</p>
<p><strong>Adriana Iaconcig, anche il suo percorso artistico è stato all’inverso?</strong></p>
<p>«Amo esprimere ciò che vivo e percepisco nella quotidianità tramite l’arte in tutte le sue declinazioni: è la mia modalità di stare a questo mondo. Un approccio multidisciplinare che ho appreso all’Accademia di Belle Arti, necessario passaggio per la mia crescita artistica, a cui mi sono iscritta a quaranta anni. È questo il percorso inverso a cui accennavo. Sposata molto giovane, ho avuto due bambini, ho lavorato come impiegata e poi ho deciso di studiare arte. Sono inoltre una persona estroversa che ha continuo bisogno di essere in relazione con gli altri per conoscere e approfondire i pensieri, in un dialogo reciproco di crescita».</p>
<p><strong>Lei vive a Cividale del Friuli: qual è il suo rapporto con la città e il territorio circostante?</strong></p>
<p>«Un rapporto conflittuale, come penso lo sia un po’ per tutti quelli che si dedicano alle questioni creative. Qualche volta mi sento contenuta e ho la necessità di uscire, andare lontano, avere contatti e confronti più vitali, stimolanti, che altri contesti offrono. È un allontanamento necessario per frapporre una distanza con il luogo d’origine, in cui viene meno anche l’aspetto emotivo, che molte volte ci blocca. Si guadagna una chiarezza di pensiero che deriva da una visuale nuova, depurata dal quotidiano. Di fatto, poi, i miei progetti sono contestualizzati, tutti, nel territorio in cui vivo e nelle aree geografiche limitrofe in cui mi immergo completamente e con cui sono molto connessa e coinvolta: il mio <em>humus </em>creativo».</p>
<figure id="attachment_57127" aria-describedby="caption-attachment-57127" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57127 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/FOTO-ADRI-BOSCO-300-15x15-1.jpg" alt="FOTO ADRI BOSCO 300 15x15 1" width="1000" height="1000" title="Adriana Iaconcig: humus creativo 9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/FOTO-ADRI-BOSCO-300-15x15-1.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/FOTO-ADRI-BOSCO-300-15x15-1-300x300.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/FOTO-ADRI-BOSCO-300-15x15-1-150x150.jpg 150w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/FOTO-ADRI-BOSCO-300-15x15-1-768x768.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/FOTO-ADRI-BOSCO-300-15x15-1-500x500.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-57127" class="wp-caption-text">Adriana Iaconcig all&#8217;interno del bosco</figcaption></figure>
<p><strong>Lei è nata in Canada, dove ha vissuto fino all’età di 9 anni. Dopo il trasferimento in Friuli, solo nel 2016 ha deciso di fare ritorno nel Paese natale, assieme alla sua famiglia, per riscoprire le proprie radici. Che esperienza è stata?</strong></p>
<p>«Fortissima, non lo avrei mai immaginato. Andando a ritroso alla ricerca dei segni delle radici mi sono persa e ritrovata nei grandi paesaggi canadesi, dagli orizzonti con cieli altissimi e le sconfinate e incontaminate foreste. Lì ho ritrovato il mio sguardo lasciato a nove anni e ho trovato il ritmo di un respiro lungo senza fine».</p>
<p><strong>“</strong><strong><em>Il paesaggio in cui nasci ti appartiene geneticamente</em></strong><strong>” sono parole sue. Cosa rappresenta per lei il Canada?</strong></p>
<p>«È un Paese in cui non potrei più vivere in quanto troppo grande e impossibile da confinare mentalmente. Di contrappunto sento che ha sedimentato in me i concetti di meraviglia e infinito, così preziosi per avere uno sguardo ampio da applicare come formula alla creatività».</p>
<p><strong>Quali sono gli aspetti che accomunano Canada e Friuli?</strong></p>
<p>«Una fraterna amicizia ed elevata stima per i friulani “grandi lavoratori”, là emigrati per necessità economiche. Quando a nove anni sono tornata per sempre in Friuli il preside della scuola primaria mi regalò diversi libri perché non dimenticassi il posto dove ero nata».</p>
<figure id="attachment_57128" aria-describedby="caption-attachment-57128" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57128 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IO-CHE-NUOTO-A-MISCEK.jpg" alt="IO CHE NUOTO A MISCEK" width="1000" height="872" title="Adriana Iaconcig: humus creativo 10" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IO-CHE-NUOTO-A-MISCEK.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IO-CHE-NUOTO-A-MISCEK-300x262.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IO-CHE-NUOTO-A-MISCEK-768x670.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-57128" class="wp-caption-text">Adriana Iaconcig mentre nuota a Miscek</figcaption></figure>
<p><strong>E gli aspetti che li differenziano?</strong></p>
<p>«In Canada c’è l’ampiezza di un territorio giovane; in Italia la profondità della sua storia millenaria, proprio come le coordinate di un piano cartesiano».</p>
<p><strong>La passione per la fotografia quando è nata?</strong></p>
<p>«Al corso complementare di fotografia all’Accademia di Belle Arti, con Guido Cecere come docente, che aveva la capacità di trasmettere tutta la sua passione per l’arte della fotografia, dagli albori fino ai suoi esiti più concettuali».</p>
<p><strong>Nelle fotografie di Adriana Iaconcig la natura e il paesaggio hanno un ruolo fondamentale: come mai?</strong></p>
<p>«Sono i ricordi della natura del Canada, nella sua accezione più selvaggia. Tornano con tutta la loro fascinazione cristallizzata in un tempo lontano, ricollocati in un nuovo dialogo con il territorio friulano e le sue parti più nascoste e incontaminate, alla ricerca di uno sguardo primordiale, i cui esiti sono stratificazioni temporali tra passato e presente».</p>
<figure id="attachment_57129" aria-describedby="caption-attachment-57129" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57129 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_8897.jpg" alt="IMG 8897" width="1000" height="1355" title="Adriana Iaconcig: humus creativo 11" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_8897.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_8897-221x300.jpg 221w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_8897-756x1024.jpg 756w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_8897-768x1041.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-57129" class="wp-caption-text">Adriana Iaconcig</figcaption></figure>
<p><strong>Quando è immersa nei boschi per scattare fotografie a cosa pensa?</strong></p>
<p>«L’immersione in un bosco permette di liberare momentaneamente le sovrastrutture del pensiero per un ritorno a uno stato di essere umano libero che non dimentica le sue paure, cercando in quello stato originario di dominarle».</p>
<p><strong>Fotografia e natura sono protagoniste del <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/tradizione-e-contemporaneita-sul-confine-orientale/">nuovo progetto, promosso dal Circolo Arci Cervignano e finanziato dalla Regione FVG</a></span>, a cui sta lavorando per valorizzare le tradizioni delle Valli del Natisone. In cosa consiste?</strong></p>
<p>«Montefosca, il paese interessato dalla mia ricerca artistica, ha dovuto sempre relazionarsi con una natura pervasiva. Un bene di sostentamento vissuto nello stesso tempo in un rapporto di rispetto. Lì ho trovato, casualmente, durante il tradizionale <em>Pust </em>(carnevale che ha luogo nelle Valli del Natisone), lo sguardo ancestrale dei <em>Blumarji</em>, vestiti della purezza del bianco e un altissimo copricapo colorato, che corrono leggeri nell’ultimo tempo d’inverno. Una corsa antica, propiziatoria e di saluto gioioso alla primavera in arrivo. Un atto di rinascita, quindi, anche dell’uomo. In quei territori in passato la vita degli abitanti dei paesi era strettamente connessa alle stagioni della natura, sentite proprie dell’uomo».</p>
<p><strong>Le Valli del Natisone sono un territorio di confine e il suo stesso cognome ha origini slovene. Nel 2025 Friuli Venezia Giulia e Slovenia saranno unite dalla Capitale Europea della Cultura: a suo avviso sarà l’inizio di un nuovo futuro nel rapporto tra queste terre?</strong></p>
<p>«Complicato e quasi impossibile. Sono difficilmente riconvertibili. Io comunque vorrei, con questo progetto, essere il testimone di una tradizione ancestrale, quasi magica, con una ritualità risalente a tempi remoti. Sarà un racconto, posto in essere da un punto di vista creativo, non documentaristico, di quella potente relazione tra l’uomo e i luoghi, prima che scompaia».</p>
<p><strong>Descrivendo il suo progetto “</strong><strong><em>Partitura (felice) in quattro tempi</em></strong><strong>” definisce la felicità come “un istante”. Cosa intende?</strong></p>
<p>«La felicità è un insieme di tanti istanti in cui siamo tutti chiamati a essere attori perché avvengano».</p>
<p><strong>“</strong><strong><em>La casa ora è dentro di te. Sei tu casa, sei tu custode della memoria della tua famiglia</em></strong><strong>”. Sono le parole usate per descrivere “</strong><strong><em>My house, my life</em></strong><strong>”. Casa e famiglia cosa significano per Adriana Iaconcig?</strong></p>
<p>«Sono un nucleo iniziale al quale aggiungere le relazioni esterne. La casa per me non è un contenitore chiuso, ma una porta aperta sul mondo dove confluiscono persone e cose».</p>
<figure id="attachment_57130" aria-describedby="caption-attachment-57130" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57130 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Fratelli_LENS.jpg" alt="Fratelli LENS" width="1000" height="708" title="Adriana Iaconcig: humus creativo 12" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Fratelli_LENS.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Fratelli_LENS-300x212.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Fratelli_LENS-768x544.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-57130" class="wp-caption-text">Due protagonisti dei “Ritratti ambientati”</figcaption></figure>
<p><strong>Non solo natura e paesaggi: nelle sue immagini troviamo anche ritratti, spesso di adolescenti. Come </strong><strong>mai?</strong></p>
<p>«Hanno uno sguardo puro, ancora non contaminato che ben si inserisce in una natura incontaminata anch’essa. Nelle foto dei “<em>Ritratti Ambientati</em>” cercavo questa fusione totale tra il soggetto e la natura sullo</p>
<p>sfondo».</p>
<p><strong>Nel suo futuro dove si vede Adriana Iaconcig?</strong></p>
<p>«Un po’ girovaga».</p>
<p><strong>Qual è il sogno che desidererebbe realizzare?</strong></p>
<p>«Una mostra in Canada, <em>of course!</em>»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nata a North York (Canada) l’1 giugno 1961, Adriana Iaconcig vive e lavora a Cividale del Friuli. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, è stata due volte finalista del Premio Celeste (2011 e 2013).</em></p>
<p><em>Ha partecipato, selezionata, nel 2014, 2015 e 2016 al SIFestOFF, Festival della Fotografia a Savignano sul Rubicone. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive sia in Friuli Venezia Giulia che nel resto d’Italia. È stata protagonista di residenze artistiche e docente in work-shop e conferenze.</em></p>
<p><em>Nel 2021 ha ricevuto la Menzione d’onore per la qualità del progetto nel Circuito Off 2021 di Fotografia Europea al Festival Internazionale di Fotografia a Reggio Emilia.</em></p>
<p><em>Il progetto in corso Blumari: Maschere del Pust – Tradizione e contemporaneità sul confine orientale, curato da Eva Comuzzi e Orietta Masin, e sostenuto anche dai Comuni di Pulfero e San Pietro al Natisone, dalla Comunità di montagna del Natisone e Torre, dall’Università di Udine e da numerosi sponsor privati.</em></p>
<p><em>Info: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.adrianaiaconcig.it" target="_blank" rel="noopener">www.adrianaiaconcig.it</a></span></em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fadriana-iaconcig-humus-creativo%2F&amp;linkname=Adriana%20Iaconcig%3A%20humus%20creativo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fadriana-iaconcig-humus-creativo%2F&amp;linkname=Adriana%20Iaconcig%3A%20humus%20creativo" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fadriana-iaconcig-humus-creativo%2F&amp;linkname=Adriana%20Iaconcig%3A%20humus%20creativo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fadriana-iaconcig-humus-creativo%2F&amp;linkname=Adriana%20Iaconcig%3A%20humus%20creativo" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fadriana-iaconcig-humus-creativo%2F&amp;linkname=Adriana%20Iaconcig%3A%20humus%20creativo" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fadriana-iaconcig-humus-creativo%2F&#038;title=Adriana%20Iaconcig%3A%20humus%20creativo" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/adriana-iaconcig-humus-creativo/" data-a2a-title="Adriana Iaconcig: humus creativo"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/open.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/adriana-iaconcig-humus-creativo/">Adriana Iaconcig: humus creativo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sui sentieri dell&#8217;Europa: in viaggio lungo il Confine Orientale</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/sui-sentieri-delleuropa-in-viaggio-lungo-il-confine-orientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 11:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[croazia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=56382</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ventisette tappe tra Italia, Slovenia, Austria e Croazia per approfondire il tema cardine del margine/confine/frontiera nelle sue diverse prospettive</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/progetto-E-sui-sentieri-per-lEuropa-2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/sui-sentieri-delleuropa-in-viaggio-lungo-il-confine-orientale/">Sui sentieri dell&#8217;Europa: in viaggio lungo il Confine Orientale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>NOVA GORICA (SLO) – Presentato il <strong>progetto “e”, dove “e” sta per Europa</strong>.</p>
<p>Un <strong>viaggio in 27 tappe lungo il Confine Orientale – tra Italia, Slovenia, Austria e Croazia </strong>– che prenderà il via mercoledì 26 giugno a Sankt Peter in Holz, in <strong>Carinzia</strong>, e si concluderà venerdì 30 agosto, a <strong>Trieste</strong>.</p>
<p><strong>Le 27 tappe del viaggio</strong>, come 27 sono i paesi che fanno parte dell’Unione Europea, sono state scelte per la loro valenza storica, a volte misconosciuta.</p>
<p><strong>Il nucleo centrale di “e” </strong>è rappresentato dallo spettacolo<strong> “<em>Sui sentieri per l’Europa</em>”</strong>, che prosegue la ricerca iniziata da <strong>Mattia Cason</strong> – antropologo, regista e performer, oltre che<strong> ideatore </strong>e<strong> direttore artistico del progetto</strong> – con il precedente “<em>Etiopjke/Le Etiopiche</em>”, con cui ha vinto il premio Scenario 2021.</p>
<p>La nuova pièce prende spunto dall’incontro degli attori <strong>Mattia Cason e Alessandro Conte</strong> – entrambi diplomati alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe – <strong>con Muhammad‘Abd al-Mun’im,</strong> editore, scrittore e poeta di Aleppo costretto ad abbandonare la Siria per le sue opinioni avverse al regime di Bashar al-Assad e ora rifugiato in Slovenia.</p>
<p>Ogni tappa del progetto<strong> “e” </strong>prevede una<strong> escursione nei luoghi che fanno da scenografia simbolica allo spettacolo </strong>– guidata da storici, archeologi, forestali, operatori culturali, pescatori – e la rappresentazione di<strong> “<em>Sui sentieri per l’Europa</em>” nella lingua lì più diffusamente parlata: tedesco, italiano, sloveno, croato o friulano</strong>.</p>
<p>Dopo la tappa iniziale di Sankt Peter in Holz, progetto “e” passerà per Pontebba, Konjska Dolina; Magdalensberg; Koprein-Petzen; Fusine Confine; Trenta; Bovec; Purgessimo; Rut; Montemaggiore; Caporetto; Monte Sabotino; Ad Pirum; Prvačina e Gradišče nad Prvačino; Visco; Gorizia e Nova Gorica; Marano Lagunare; Škocjan; Prosecco e Contovello; Bocche del Timavo e Monfalcone; Aquileia; Botazzo; Kaštel; Labin; Osòr; Trieste.</p>
<p>L’itinerario è stato suddiviso in<strong> cinque aree</strong>: l&#8217;area<strong> carinziana</strong>; l&#8217;<strong>alta valle dell&#8217;Isonzo</strong>; <strong>Gorizia e il Goriziano</strong>;<strong> Aquileia, la Bassa friulana e il Carso; Trieste, l’Istria e le isole</strong>.</p>
<p>In una delle 5 o 6 tappe di ogni area, dopo l’escursione guidata e prima dello spettacolo, il progetto prevede anche la realizzazione di un <strong>incontro volto ad approfondire, con il contributo di antropologi, storici, scrittori e studiosi, il tema cardine del margine/confine/frontiera nelle sue diverse prospettive</strong>.</p>
<figure id="attachment_56383" aria-describedby="caption-attachment-56383" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-56383 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/CASON-Mattia.jpeg" alt="CASON Mattia" width="800" height="600" title="Sui sentieri dell&#039;Europa: in viaggio lungo il Confine Orientale 13" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/CASON-Mattia.jpeg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/CASON-Mattia-300x225.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/CASON-Mattia-768x576.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-56383" class="wp-caption-text">Mattia Cason</figcaption></figure>
<p>Interverranno il medievista e scrittore<strong> Angelo Floramo</strong>, l’antropologa <strong>Špela Ledinek Lozej</strong> e il produttore culturale e musicista <strong>Emil Krištof</strong> (a Fusine Confine, il 7 luglio); le documentariste <strong>Nadja Velušček</strong> e <strong>Anja Medved</strong> e il presidente della fondazione Pot miru <strong>Zdravko Likar</strong> (a Caporetto, il 21 luglio);  il germanista, traduttore e scrittore <strong>Hans Kitzmüller</strong>, lo storico <strong>Renato Podbersiča </strong>e l’antropologa<strong> Giustina Selvelli </strong>(a Nova Gorica, il 4 agosto); il teologo e saggista <strong>Andrea Bellavite</strong>, l’antropologo <strong>Gian Paolo Gri</strong> e il giornalista e scrittore <strong>Giorgio Banchig </strong>(ad Aquileia, il 18 agosto); lo storico <strong>Egidio Ivetić</strong> e l’antropologa <strong>Roberta Altin</strong> (a Trieste, il 30 agosto). Modererà gli incontri l’illustratore, scultore, performer e scenografo <strong>Anton Špacapan Vončina</strong>,</p>
<p>Il viaggio di<strong> progetto “e” </strong>sarà seguito dalle antropologhe slovene<strong> Špela Ledinek Lozej e Nataša Rogelja </strong>del Centro SAZU, dall’antropologa tedesca<strong> Janine Schemmer </strong>e da un video-operatore al fine di realizzare un diario etnografico e un documentario.</p>
<p><strong>In ogni tappa gli spettatori verranno invitati a condividere direttamente le proprie riflessioni</strong> in dialogo con le antropologhe, o a esprimere anche in un secondo momento il proprio punto di vista via email o attraverso i canali social del progetto, <strong>quasi a formare una ideale “costituente” di una Europa diversa</strong>.</p>
<p>Tutti gli appuntamenti di progetto “e” sono a partecipazione libera e gratuita.</p>
<figure id="attachment_56384" aria-describedby="caption-attachment-56384" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-56384 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/CONTE-Alessandro.jpeg" alt="CONTE Alessandro" width="800" height="715" title="Sui sentieri dell&#039;Europa: in viaggio lungo il Confine Orientale 14" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/CONTE-Alessandro.jpeg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/CONTE-Alessandro-300x268.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/06/CONTE-Alessandro-768x686.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-56384" class="wp-caption-text">Alessandro Conte (© Alice BL Durigatto / Phocus Agency)</figcaption></figure>
<p>Incentrata sulla necessità di <strong>promuovere la costruzione di una Europa più unita</strong>, l’iniziativa, che fa parte del <strong>programma ufficiale di GO!2025</strong>, ha come capofila l’<strong>associazione culturale vicino/lontano </strong>di Udine e si realizza con il supporto di <strong>Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura 2025</strong> e <strong>della Regione Friuli Venezia Giulia.</strong></p>
<p>Ne sono partner il Centro di ricerca dell&#8217;Accademia slovena delle Scienze e delle Arti <strong>ZRC SAZU</strong>, il Centro culturale dell&#8217;Università di Klagenfurt <strong>UNIKUM</strong>, il Centro studi<strong> Nediža</strong> di San Pietro al Natisone, la Fondazione slovena <strong>Pot miru/Walk Of Peace</strong> e l’<strong>associazione culturale Bottega Errante</strong> di Udine. Vi collaborano il Centro sloveno per la Ricerca scientifica e l&#8217;Innovazione <strong>ARIS</strong>, il Centro di produzione <strong>En Knap</strong> di Lubiana, <strong>Tib Teatro</strong> di Belluno e l’Agenzia regionale per la lingua friulana <strong>ARLeF</strong>.</p>
<h3><strong>Programma</strong></h3>
<p><strong>26 giugno SANKT PETER IN HOLZ/TEURNIA</strong></p>
<p>19:30 escursione guidata al sito archeologico di Teurnia a cura del Landesmuseum Kärnten</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua tedesca)</p>
<p><strong>28 giugno PONTEBBA</strong></p>
<p>19:00 camminata guidata per Pontebba con lo storico Davide Tonazzi</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua friulana)</p>
<p><strong>30 giugno AMBULANTA E PREKO 4G</strong></p>
<p>18:00 visita guidata all&#8217;ospedale partigiano</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>3 luglio MAGDALENSBERG </strong></p>
<p>19:30 visita guidata al sito archeologico di Magdalensberg a cura del Landesmuseum Kärnten</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua tedesca)</p>
<p><strong>5 luglio PERŠMANHOF</strong></p>
<p>20.00 visita al museo Peršman a cura del personale del museo</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua tedesca)</p>
<p><strong>7 luglio FUSINE Pr JALEN </strong></p>
<p>17:00 esplorazione dell&#8217;area dello spartiacque a cura di Ksenija Jelen</p>
<p>19:00 incontro<strong> &#8220;Il corpo che cammina&#8221; </strong></p>
<p><strong> </strong>con<strong> Angelo Floramo, Špela Ledinek Lozej, Emil Krištof</strong></p>
<p>21:30 spettacolo (in italiano)</p>
<p><strong>9 luglio TRENTA</strong></p>
<p>18 ritrovo a Trenta e trasporto in pulmino fino a Mala Koritnica &#8211; Soče</p>
<p>18:30 a esplorazione dell&#8217;alto corso dell&#8217;Isonzo a cura di Marko Pretner</p>
<p>21.30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>10 luglio RAVELNIK </strong></p>
<p>18:30 ritrovo a Ravelnik (museo) e partenza in pulmino per Kluze</p>
<p>19:00 esplorazione della bassa valle della Koritnica a cura della Fondazione Pot miru; partenza dalla fortezza di Kluže e arrivo al museo all&#8217;aperto di Ravelnik</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>12 luglio PURGESSIMO </strong></p>
<p>18:30 visita guidata alle strutture della guerra fredda del monte Purgessimo a cura della Pro Loco Nediške Doline</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua friulana)</p>
<p><strong>14 luglio RUT</strong></p>
<p>18:00 esplorazione dei borghi di Rut e di Grant a cura dell&#8217;associazione KTT Društvo Baška dediščina. Partenza dalla piazzetta del tiglio millennario di Rut</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>17 luglio MONTEMAGGIORE</strong></p>
<p>18:00 esplorazione delle sorgenti del Natisone a cura del Corpo Forestale Regionale &#8211; stazione di Attimis</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua italiana)</p>
<p><strong>21 luglio KOBARID</strong></p>
<p>18:00 visita guidata alle pendici orientali del monte Baba e al sito archeologico di Tonovcov grad a cura della Fondazione Pot miru; partenza dal parco Mrzli studenec di Caporetto</p>
<p>19:00 incontro <strong>“Tra due fiumi”</strong></p>
<p>con<strong> Nadja Velušček, Anja Medved </strong>e<strong> Zdravko Likar</strong></p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>24 luglio MONTE SABOTINO </strong></p>
<p>19:30 esplorazione della cresta sommitale del monte Sabotino e delle trincee della prima guerra mondiale a cura di Bogdan Potokar; partenza dal Dom na Sabotinu</p>
<p>21.30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>26 luglio AD PIRUM </strong></p>
<p>19:00 visita guidata al sito archeologico di Ad Pirum a cura del Narodni Muzej Slovenije; partenza dalla Gostilna Stara Pošta</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>28 luglio GRADIŠČE NAD PRVAČINO/PRVAČINA</strong></p>
<p>18:00 esplorazione della media valle del Vipacco con visita al museo delle Alessandrine di Prvačina a cura di Tina Krog e Andrejka Humar; partenza dallo Spominski park di Gradišče nad Prvačino</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>31 luglio VISCO</strong></p>
<p>20:30 esplorazione del paese di Visco a cura di Ferruccio Tassin; partenza dall&#8217;ex dogana austro-ungarica oggi Museo sul confine</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua italiana)</p>
<p><strong>4 agosto GORIZIA-NOVA GORICA, CIMITERO ROZNA DOLINA</strong></p>
<p>18:00 visita guidata alla Gorizia ebraica a cura di Lorenzo Drašcek; partenza dalla sinagoga di Gorizia e arrivo al cimitero ebraico di Valdirose di Nova Gorica</p>
<p>19:00 incontro <strong>“Le Gorizie dell’altro ieri”</strong></p>
<p>con <strong>Hans Kitzmuller, Renato Podbersič </strong>e <strong>Giustina Selvelli </strong></p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>7 agosto MARANO LAGUNARE</strong></p>
<p>19:00 visita guidata alla riserva naturale della Valle Canal Novo; partenza dall&#8217;entrata della riserva</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua italiana)</p>
<p><strong>9 agosto ŠKOCJAN </strong></p>
<p>18:00 esplorazione dell&#8217;area delle grotte di Škocjan a cura dell&#8217;associazione Turistično društvo Škocjan; partenza dalla chiesetta di Canzio, Canziano e Canzianilla</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>11 agosto PROSECCO E CONTOVELLO</strong></p>
<p>19:00 esplorazione di Prosecco e Contovello con partenza dalla Trattoria Sociale di Prosecco</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua slovena)</p>
<p><strong>14 agosto BOCCHE DEL TIMAVO </strong></p>
<p>19:00 visita guidata all&#8217;area delle Bocche del Timavo a cura dello storico Roberto Todero; partenza dalla chiesa di San Giovanni in Tuba a San Giovanni di Duino</p>
<p>21:30 spettacolo all&#8217;Oratorio san Michele di Monfalcone (in lingua italiana)</p>
<p><strong>18 agosto AQUILEIA </strong></p>
<p>18:00 visita guidata al porto fluviale di Aquileia a cura di Daniele Pasini; partenza dal piazzale antistante il Museo Paleocristiano</p>
<p>19:00 incontro <strong>“L’Aquileia afroasiatica”</strong></p>
<p>con <strong>Andrea Bellavite, Gian Paolo Gri </strong>e<strong> Giorgio Banchig</strong></p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua italiana)</p>
<p><strong>20 agosto BOTAZZO</strong></p>
<p>19:00 esplorazione della Val Rosandra a cura di una guida locale con partenza dal rifugio Premuda ed arrivo a Botazzo</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua italiana)</p>
<p><strong>21 agosto KASTEL (CASTELVENERE)</strong></p>
<p>18:00 esplorazione della media valle del Dragonja a cura di una guida locale; partenza dalla piazza di Castelvenere vecchia</p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua croata)</p>
<p><strong>23 agosto LABIN </strong></p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua croata)</p>
<p>nell’ambito del Labin festival</p>
<p><strong>25 agosto OSÒR</strong></p>
<p>21:30 spettacolo (in lingua croata)</p>
<p><strong>30 agosto TRIESTE</strong></p>
<p>17:00 esplorazione di Trieste a cura di Gian Andrea Franchi; partenza dalla risiera di San Sabba e arrivo in Piazza della Libertà</p>
<p>19:00 incontro al teatro Miela <strong>“La rotta balcanica”</strong></p>
<p>con<strong> Egidio Ivetić </strong>e<strong> Roberta Altin</strong></p>
<p>21:30 spettacolo al teatro Miela (in lingua italiana)</p>
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