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	<title>esodo &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Atlante dei campi profughi di Trieste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 11:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esodo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="799" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="1" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/1.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/1-300x175.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/1-1024x599.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/1-768x449.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Atlante dei campi profughi di Trieste 1"> Visitabile fino a domenica "Città nascoste", la mostra curata da Francesco Fait e allestita al Museo Carà di Muggia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/atlante-dei-campi-profughi-di-trieste/">Atlante dei campi profughi di Trieste</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Immagine dal campo di Santa Croce</em></span></p>
<p>Visitabile fino a domenica 16 febbraio al <strong>Museo &#8220;Ugo Carà&#8221; di Muggia</strong> la mostra &#8220;<em>Città nascoste. Atlante dei campi profughi di Trieste (1947-1975)</em>&#8220;.</p>
<p>L’esposizione, curata dallo storico <strong>Francesco Fait</strong>, ricercatore indipendente, è realizzata da <strong>ANVGD</strong> (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), <strong>CDM</strong> (Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana e Dalmata), <strong>FEDERESULI</strong> (Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati), in collaborazione con l’Archivio di Stato di Trieste e il Comune di Muggia, Assessorato alla Cultura, e gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Palazzo Chigi.</p>
<p>La mostra è <strong>aperta al pubblico </strong>con <strong>ingresso libero da giovedì a sabato </strong>in orario<strong> 10-12/17-19 </strong>e la<strong> domenica dalle 10 alle 12</strong>.</p>
<p>La mostra rappresenta la tappa intermedia di un <strong>progetto di ricerca</strong> che Francesco Fait sta conducendo da circa un decennio, con l’ambizione di raccontare in modo rigoroso ma nitido e accessibile a tutti l’epopea drammatica e in un certo senso epica dei campi profughi per istriani, fiumani e dalmati del territorio di Trieste: dal Lazzaretto di Muggia al Villaggio del Pescatore di Duino Aurisina oltre che ovviamente a Trieste centro e sull&#8217;altipiano.</p>
<p>Un progetto di ricerca che è anche e contemporaneamente progetto di attivazione sociale.</p>
<p>Nella ricerca (e nella mostra) la “Storia” e la “Memoria” si connettono intersecandosi.</p>
<p>Per prima viene la “Storia”, indispensabile per mettere a fuoco il tema attraverso i mezzi tradizionali della ricerca storica ossia, prevalentemente, lo studio delle fonti bibliografiche e soprattutto documentarie che si trovano presso i vari archivi, nella fattispecie Archivio di Stato di Trieste, Archivio Storico del Comune di Trieste, Archivio storico del Comune di Muggia, Catasto dei terreni e Ufficio Tavolare.</p>
<p>E in questo senso, l’esito della ricerca è stata la schedatura del più alto numero possibile di strutture e la restituzione cartografica delle principali e più rappresentative, cioé i campi baraccati: Santa Croce, San Sabba, Padriciano, Noghere ed altri ancora,</p>
<p>E dopo la “Storia” la “Memoria”, raccolta in un congruo numero di interviste appositamente realizzate con le persone che vissero nelle strutture del C.R.P, Centro Raccolta Profughi, talvolta essendovi nate.</p>
<p>Si tratta di testimonianze imprescindibili, fonti complementari rispetto alle archivistiche ma essenziali per restituire la complessità tratteggiando anche la quotidianità di quelle esistenze e di quelle vicende, sicuramente drammatiche ma non di rado culminanti in episodi e vicende di fratellanza, amicizia, convivialità e socialità.</p>
<p>Con la nota bipartita dell’8 ottobre 1953 i governi di Stati Uniti e Gran Bretagna annunciano la volontà di abbandonare la Zona A del mai costituito Territorio Libero di Trieste per consegnarla al governo italiano in tempi non definiti ma vicini.</p>
<figure id="attachment_62722" aria-describedby="caption-attachment-62722" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-62722" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/4.jpg" alt="4" width="1000" height="720" title="Atlante dei campi profughi di Trieste 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/4.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/4-300x216.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/4-768x553.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-62722" class="wp-caption-text">Campo profughi a San Giovanni</figcaption></figure>
<p>Il destino della Zona B è segnato e quello che fino a quel momento era un flusso, anche copioso, diventa una marea oceanica: migliaia e migliaia di istriani lasciano la Zona B e raggiungono Trieste sistemandosi, nella maggior parte dei casi, presso parenti, amici, locatari, quasi sempre in spazi angusti e sovraffollati, non di rado sottotetti e cantine.</p>
<p>Una parte minoritaria, ma sempre ingentissima, viene prese in carico dalle autorità, in primis la Prefettura e il Commissariato generale del Governo presso il quale viene costituito il CRP, Centro Raccolta profughi di Trieste.</p>
<p>Al loro apice nel 1956, i centri simultaneamente in funzione saranno circa trenta: alloggi pubblici e scuole sottratte alla loro destinazione d’uso, case private e alberghi requisiti, fabbriche in disuso, scuole, caserme, campi di baracche e campi di edifici in muratura.</p>
<p>Si tratta di agglomerati di dimensione varia, che soprattutto nel caso dei campi baraccati assumono i tratti di vere e proprie città, con una viabilità interna, chiese, scuole, servizi sanitari e attività commerciali.</p>
<p>Città talvolta di dimensioni ragguardevoli, come nel caso di Padriciano che supera i 3.400 abitanti. Città nascoste, sebbene in molti casi situate in pieno centro cittadino: sia in quanto di norma bandite ai triestini, sia in quanto tenute “segrete” dagli stessi abitanti che salvo casi eccezionali non parlano del loro status con nessuno se non con i propri compagni di avventura (o di sventura).</p>
<p>Ecco quindi a cosa è dovuto il titolo della ricerca e della mostra che però, più &#8220;segretamente&#8221;, contiene anche una citazione letteraria, un omaggio alle Città invisibili di Italo Calvino, dato che &#8220;Città nascoste&#8221; è uno delle nove parti del libro che racconta nel complesso 55 città magiche, suggestive e fantatiche che Marco Polo svela a Gengis Khan, l&#8217;imperatore dei tartari nei loro incontri.</p>
<p><strong>Chi è interessato può ancora partecipare al progetto </strong>facendosi intervistare e mettendo a disposizione le proprie foto “vernacolari”,<strong> contattando il curatore della mostra Francesco Fait </strong>(<a href="mailto:cescofait@gmail.com">cescofait@gmail.com</a>)<strong>.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-62721" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/locandina-A3-707x1024.jpg" alt="locandina A3" width="640" height="927" title="Atlante dei campi profughi di Trieste 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/locandina-A3-707x1024.jpg 707w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/locandina-A3-207x300.jpg 207w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/locandina-A3-768x1112.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/locandina-A3.jpg 800w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<item>
		<title>Traffico: un sabato da bollino nero</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/traffico-un-sabato-da-bollino-nero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 09:11:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel fine settimana previsto il transito di circa 360mila mezzi sulla rete di Autostrade Alto Adriatico. Ecco giornate e punti critici</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Palmanova.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/traffico-un-sabato-da-bollino-nero/">Traffico: un sabato da bollino nero</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il casello di Palmanova</em></span></p>
<p>PALMANOVA – Tra sabato e domenica è previsto il <strong>transito di circa 360mila mezzi</strong> sulla rete di Autostrade Alto Adriatico.</p>
<p>Numeri che confermerebbero quanto già si è visto lo scorso fine settimana quando si è registrato un flusso di traffico in aumento del 5,8% sabato 3 (195mila transiti) rispetto al sabato omologo del 2023 e addirittura del 9,3% (168mila transiti) domenica 4 rispetto alla stessa domenica dello scorso anno.</p>
<p>Il segno più caratterizza principalmente i “caselli del mare” con <strong>Latisana</strong> che a fine giornata del sabato ha registrato un + 9,3% (17mila transiti) e <strong>San Donà</strong> che ha totalizzato un + 11,4% (11.300 transiti).</p>
<p>In testa si conferma la <strong>barriera di Trieste/Lisert</strong> con 23.200 transiti, circa 600 in meno rispetto al 2023 (-1,9%).</p>
<p>Differenza però che viene recuperata da <strong>Villesse</strong> (15.600 transiti, 800 in più rispetto al 2023) a dimostrazione che quest’ultima barriera viene sempre più impiegata dagli automobilisti come alternativa per chi è diretto verso Slovenia e Croazia.</p>
<p>Venendo ai <strong>bollini</strong>, sarà <strong>rosso</strong> <strong>venerdì 9 agosto</strong>, con traffico intenso sulla A4 in direzione Trieste per l’intero arco della giornata e al mattino sulla A57 Tangenziale di Mestre.</p>
<p><strong>Sabato 10</strong> sarà caratterizzato dal terzo <strong>bollino nero</strong> di questa stagione estiva e quindi si avrà al mattino e al pomeriggio <strong>traffico critico</strong> sempre sulla A4 in direzione Trieste.</p>
<p>Code potrebbero verificarsi nel tratto a due corsie <strong>San Donà – Portogruaro</strong>, in prossimità degli svincoli in direzione delle località balneari, in prossimità del <strong>Nodo di Palmanova</strong>, in uscita alla <strong>barriera di Trieste Lisert</strong> e in uscita alla <strong>barriera di Cordignano</strong> sulla A28 (Conegliano-Portogruaro).</p>
<p><strong>Domenica 11</strong> di nuovo <strong>bollino rosso</strong> e ancora una volta traffico intenso sulla A4 in direzione Trieste.</p>
<p>Il <strong>divieto di circolazione per i mezzi pesanti</strong> sarà in vigore dalle 16 alle 22 di venerdì 9 agosto, dalle 8 alle 22 di sabato 10 agosto e dalle 7 alle 22 di domenica 11.</p>
<p>Circa 220 le forze in campo nella sola giornata di sabato con la presenza anche dei <strong>presidi sanitari a San Donà di Piave e a San Giorgio di Nogaro</strong>.</p>
<p>Per ogni informazione sul traffico è possibile consultare il sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.infoviaggiando/" target="_blank" rel="noopener">www.infoviaggiando</a></span>, l’app Infoviaggiando, i canali di Autostrade Alto Adriatico su whatsapp e telegram e chiamare il numero verde 800996099.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ponte pasquale: traffico sostenuto in FVG</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/ponte-pasquale-traffico-sostenuto-in-fvg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 15:37:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[esodo]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[strade]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì e mercoledì saranno giornate da bollino rosso per la concomitanza della fine delle ferie e del ritorno dei mezzi pesanti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/transiti-terza-corsia-2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ponte-pasquale-traffico-sostenuto-in-fvg/">Ponte pasquale: traffico sostenuto in FVG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà un ponte pasquale caratterizzato prevalentemente da traffico sostenuto lungo l’autostrada A4 Venezia – Trieste.</p>
<p>Occhi puntati però ai rientri dalle ferie, quando oltre ai vacanzieri riprenderanno la marcia gli autoarticolati provenienti dal Centro Est Europa.</p>
<p>Stando alle previsioni di Autostrade Alto Adriatico, saranno <strong>martedì 2 aprile (nel pomeriggio) e mercoledì 3 (la mattina) le giornate più critiche </strong>per chi si sposta, con<strong> traffico da bollino rosso </strong>in direzione Venezia.</p>
<p>Andando con ordine, la Concessionaria autostradale segnala un aumento dei flussi di transito a partire dalla mattinata di giovedì 28 marzo lungo l’autostrada A4 in direzione Trieste e dal pomeriggio anche lungo la direttrice per Venezia.</p>
<p>Questo per effetto dell’inizio delle vacanze pasquali secondo il calendario scolastico, per i primi rientri verso il Centro Est Europa dei lavoratori stranieri e per il mini esodo dei turisti verso le grandi città del Nord Italia.</p>
<p>I flussi si manterranno sostenuti anche nell’intera giornata di venerdì 29 e nel pomeriggio di sabato 30 soprattutto in direzione Trieste.</p>
<p>Nel giorno di Pasqua (domenica 31 marzo) ci sarà una drastica diminuzione del traffico che riprenderà in particolare a partire dal pomeriggio di lunedì 1°aprile.</p>
<p>Come annunciato, la giornata più critica dell’intero ponte – e quindi da bollino rosso – sarà martedì 2 aprile quando, a partire dal pomeriggio, oltre al rientro dei turisti per la ripresa imminente delle scuole, torneranno a circolare i mezzi pesanti.</p>
<p>Occhi puntati in particolare sulla A4 lungo la direttrice Trieste – Venezia. Saranno possibili code o rallentamenti in entrata alla barriera di Trieste Lisert e in prossimità dei cantieri per la costruzione della terza corsia nei pressi di Portogruaro.</p>
<p>Code e rallentamenti in prossimità del cantiere saranno possibili anche nella mattinata di mercoledì 3 per l’arrivo di altri autoarticolati dal Centro Est Europa sempre in direzione Venezia.</p>
<p>Questo il <strong>calendario dei divieti di circolazione per i mezzi pesanti</strong> in base a disposizione del ministero dei trasporti e delle infrastrutture: venerdì 29 dalle 14 alle 22; sabato 30 dalle 9 alle 16; domenica 31 dalle 9 alle 22; lunedì 1 aprile dalle 9 alle 22; martedì 2 dalle 9 alle 14.</p>
<p>Per ogni informazione sulle previsioni e sul traffico in tempo reale è possibile consultare il sito <a href="http://www.infoviaggiando.it/" target="_blank" rel="noopener">www.infoviaggiando.it</a>, la app infoviaggiando e il numero verde 800996099</p>
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		<title>Il dramma dell&#8217;Esodo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-dramma-dellesodo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Pizzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 08:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[esodo]]></category>
		<category><![CDATA[ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=51475</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per tutto il mese di febbraio il Magazzino 18 a Trieste apre le sue porte al pubblico per far rivivere il dramma di istriani, fiumani, dalmati e delle vittime delle foibe</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/MIL6061.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-dramma-dellesodo/">Il dramma dell&#8217;Esodo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Magazzino 18 a Trieste (ph. Claudio Pizzin)</em></span></p>
<p>TRIESTE<strong> – </strong>Quest<strong>&#8216;</strong>anno ricorre il ventesimo anniversario dell&#8217;istituzione del <strong>Giorno del Ricordo</strong>, promulgato con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 affinché si conservasse e si rinnovasse la memoria della tragedia dell&#8217;esodo degli italiani dalle loro terre di istriani fiumani e dalmati e delle vittime delle foibe.</p>
<p>Per tutto il mese, <strong>l&#8217;IRCI </strong>(Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata)<strong> di Trieste</strong> apre ai visitatori le porte del <strong>Magazzino 18</strong> e organizza visite guidate per una settimana con il seguente calendario: <strong>martedì 13 febbraio alle ore 16, mercoledì 14 febbraio alle ore 15.30, giovedì 15 febbraio alle ore 16.</strong></p>
<p>Le visite guidate sono gratuite e aperte al pubblico previa prenotazione obbligatoria in quanto i posti sono limitati a un massimo di 30 persone.</p>
<p>Al <strong>Magazzino 18</strong> sono esposte le masserizie degli esuli istriani, fiumani e dalmati che per decenni erano state depositate negli antichi magazzini di <strong>Porto Vecchio</strong>.</p>
<p>Il dramma vissuto dagli esuli è ben testimoniato dalla realizzazione studio dell&#8217;<a href="https://imagazine.it/home_desk/lanima-del-barco/">artista gradese <strong>Dino</strong> <strong>Facchinetti</strong></a>, dal titolo <strong><em>Identità</em></strong>, che riporta all&#8217;ammasso di sedie che si trovano al <strong>Magazzino 18.</strong></p>
<figure id="attachment_51476" aria-describedby="caption-attachment-51476" style="width: 229px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-51476" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/PHOTO-2024-02-05-18-09-04-229x300.jpg" alt="L&#039;opera di Dino Facchinetti" width="229" height="300" title="Il dramma dell&#039;Esodo 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/PHOTO-2024-02-05-18-09-04-229x300.jpg 229w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/PHOTO-2024-02-05-18-09-04.jpg 762w" sizes="auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px" /><figcaption id="caption-attachment-51476" class="wp-caption-text">L&#8217;opera di Dino Facchinetti</figcaption></figure>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-dramma-dellesodo%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20dell%E2%80%99Esodo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-dramma-dellesodo%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20dell%E2%80%99Esodo" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-dramma-dellesodo%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20dell%E2%80%99Esodo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-dramma-dellesodo%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20dell%E2%80%99Esodo" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-dramma-dellesodo%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20dell%E2%80%99Esodo" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-dramma-dellesodo%2F&#038;title=Il%20dramma%20dell%E2%80%99Esodo" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/il-dramma-dellesodo/" data-a2a-title="Il dramma dell’Esodo"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/MIL6061.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-dramma-dellesodo/">Il dramma dell&#8217;Esodo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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