<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>erpac &#8211; imagazine.it</title>
	<atom:link href="https://imagazine.it/home_desk/tag/erpac/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<description>imagazine la voce autentica</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Jun 2026 08:34:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-imagazine_icona-150x150.png</url>
	<title>erpac &#8211; imagazine.it</title>
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il Merletto Goriziano e l&#8217;arte di Celiberti</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 08:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=75093</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da oggi allo showroom di Corso Verdi la mostra “Intrecci di segni e di fili" che mette in relazione il linguaggio artistico del maestro friulano con l’eccellenza delle maestre merlettaie </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti5.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti/">Il Merletto Goriziano e l&#8217;arte di Celiberti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il completamento dei gioielli realizzato con cura artigianale per ogni singolo manufatto da Sergio Mazzola, Generazioni Orafe – Udine</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – Le trame del Merletto goriziano raccontano da sempre una storia fatta di memoria, innovazione e futuro.</p>
<p>Riannodano il passato, interpretano il presente e aprono nuove prospettive creative. Da questo dialogo tra tradizione e ricerca nasce la mostra<strong> “<em>Intrecci di segni e di fili: Giorgio Celiberti incontra il Merletto goriziano</em>” </strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/events/celiberti-incontra-il-merletto-goriziano/">(clicca per tutti i dettagli)</a></span>, un progetto che mette in relazione il linguaggio artistico del Maestro friulano con l’eccellenza delle maestre merlettaie di Gorizia.</p>
<p>L’origine dell’iniziativa risale a diversi anni fa, quando <strong>Miriam Mauri</strong>, allora direttrice della Scuola Merletti di Gorizia, ebbe modo di conoscere <strong>Giorgio Celiberti</strong> e di apprezzarne la straordinaria disponibilità e sensibilità. In quell’occasione, il Maestro donò alla Scuola una serie di bozzetti, dando avvio a un percorso creativo che avrebbe portato alla realizzazione di opere inedite.</p>
<p>Le maestre merlettaie accolsero la sfida di tradurre in filo e tombolo il tratto intenso e profondamente evocativo di Celiberti.</p>
<p>Un lavoro complesso, reso possibile grazie alle competenze progettuali e artistiche coltivate all’interno della <strong>Scuola Merletti</strong>, dove l’attività didattica promossa dall’<strong>Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia</strong> – <strong>ERPAC</strong>, affianca all’apprendimento delle tecniche tradizionali lo studio della storia dell’arte, della progettazione e del disegno creativo.</p>
<p>Il risultato è una collezione di opere in cui i segni essenziali e laceranti dell’artista trovano una nuova armonia attraverso la raffinatezza del merletto goriziano. Le tensioni e le sofferenze espresse nei disegni si trasformano così in <strong>trame di equilibrio, bellezza e speranza</strong>, veicolando un messaggio di amore, libertà e fiducia nella vita.</p>
<p>Le creazioni realizzate sono entrate a far parte del patrimonio storico della Scuola Merletti nel 2019, ma vengono presentate al pubblico soltanto oggi. La mostra rappresenta quindi un’occasione preziosa per <strong>condividere questo patrimonio</strong> con la città di Gorizia e con i numerosi visitatori italiani e stranieri dello Showroom del Merletto goriziano.</p>
<p>L’esposizione assume inoltre un significato particolare perché testimonia un percorso ancora vivo e in continua evoluzione: nel 2026 la collaborazione con l’universo creativo di Giorgio Celiberti ha ispirato la <strong>realizzazione di nuovi gioielli e nuove sperimentazioni</strong>.</p>
<p>«È giunto il momento di condividere la preziosità di questi merletti con la città di Gorizia e con tutti i numerosi frequentatori italiani e stranieri dello Showroom Merletto goriziano – ha osservato la curatrice<strong> Antonella Ruggieri</strong> – anche perché nel 2026 la creatività si è ulteriormente rinnovata con nuovi gioielli di celibertiana ispirazione e la Scuola Merletti sta vivendo un periodo di grande crescita».</p>
<p>«“<em>Intrecci di segni e di fili: Celiberti incontra il Merletto goriziano</em>” – afferma <strong>Mario Anzil</strong>, vicepresidente e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Friuli Venezia Giulia – è molto più di un’esposizione: è un incontro tra linguaggi, una trama sottile in cui gesto artistico e sapere artigiano si riconoscono e si valorizzano reciprocamente. A partire da un primo dialogo avviato nel 2018, oggi riproposto con rinnovata intensità, prende forma un progetto che restituisce al pubblico la forza generativa della collaborazione tra visione contemporanea e tradizione».</p>
<p>«È con particolare soddisfazione – le parole della direttrice generale dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia,<strong> Lydia Alessio &#8211; Vernì</strong> – che presentiamo la mostra “<em>Intrecci di segni e di fili: Giorgio Celiberti incontra il Merletto goriziano</em>”, un progetto che nasce dall’incontro fra due linguaggi apparentemente lontani, ma profondamente affini: l’arte visiva di Giorgio Celiberti e l’antica sapienza manuale custodita dalla Scuola Merletti di Gorizia, realtà d’eccellenza gestita da ERPAC FVG. A nome dell’Ente desidero esprimere un sincero ringraziamento a Giorgio Celiberti, alle maestre della Scuola Merletti e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto».</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti%2F&amp;linkname=Il%20Merletto%20Goriziano%20e%20l%E2%80%99arte%20di%20Celiberti" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti%2F&amp;linkname=Il%20Merletto%20Goriziano%20e%20l%E2%80%99arte%20di%20Celiberti" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti%2F&amp;linkname=Il%20Merletto%20Goriziano%20e%20l%E2%80%99arte%20di%20Celiberti" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti%2F&amp;linkname=Il%20Merletto%20Goriziano%20e%20l%E2%80%99arte%20di%20Celiberti" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti%2F&amp;linkname=Il%20Merletto%20Goriziano%20e%20l%E2%80%99arte%20di%20Celiberti" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fil-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti%2F&#038;title=Il%20Merletto%20Goriziano%20e%20l%E2%80%99arte%20di%20Celiberti" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/il-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti/" data-a2a-title="Il Merletto Goriziano e l’arte di Celiberti"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti5.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-merletto-goriziano-e-larte-di-celiberti/">Il Merletto Goriziano e l&#8217;arte di Celiberti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FVG Settanta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/italia-settanta-304/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 10:35:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[gradisca]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74965</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="727" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="italia settanta" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta-300x160.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta-1024x545.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta-768x409.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="FVG Settanta 1"> Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70: a Gorizia e Gradisca il racconto di un decennio rivoluzionario</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/italia-settanta-304/">FVG Settanta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 27 giugno, le sale di <strong>Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia</strong> tornano a farsi scenario di un viaggio ravvicinato nella memoria visiva del nostro Paese con l’apertura della mostra <strong>“</strong><strong><em>Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design</em>”.</strong></p>
<p>L&#8217;esposizione, promossa dell’<strong>Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG</strong>, rappresenta il nuovo, attesissimo tassello di un articolato percorso che, dopo il successo dei precedenti appuntamenti dedicati agli anni Cinquanta e Sessanta, continua a documentare le profonde trasformazioni della società italiana del secondo dopoguerra.</p>
<p>In stretto collegamento con la mostra goriziana, a <strong>Gradisca d’Isonzo</strong>, il progetto <strong>“</strong><em><strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70</strong></em><strong>”</strong> della <strong>Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”</strong> riaccenderà i riflettori su un territorio — da Trieste a Udine, da Pordenone fino all&#8217;Isontino — che storicamente è stato un crocevia fondamentale di avanguardie artistiche.</p>
<p>Il fulcro dell&#8217;indagine della mostra di Gorizia, curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci e allestita dallo studio Roberto Festi, rimane l&#8217;affascinante e fitto dialogo tra i diversi linguaggi creativi — Arte, Moda e Design, appunto — mettendone in luce le affinità e le reciproche influenze sullo sfondo di un&#8217;epoca segnata da radicali mutamenti economici, politici e culturali.</p>
<p>In questa nuova tappa, le arti visive affiancano gli altri ambiti assumendo valenza critica rispetto alle urgenze del periodo.</p>
<p>Gli anni Settanta si distinguono infatti per la straordinaria pluralità dei linguaggi artistici e per il venir meno di una direzione unitaria della ricerca. Accanto alle esperienze concettuali, che privilegiano il progetto e l’idea, si sviluppano pratiche che analizzano criticamente i fondamenti della pittura, mentre altre invadono lo spazio attraverso installazioni e interventi ambientali. Tra memoria e sperimentazione, citazione e innovazione, il decennio ridefinisce profondamente i modelli del fare artistico.</p>
<p>La selezione espositiva di arti visive – strutturata a partire dalle ambientazioni di moda e design – mette in relazione esperienze eterogenee: dagli echi della stagione Pop e delle ricerche degli anni Sessanta fino a pratiche che anticipano le sensibilità degli anni Ottanta, evidenziando continuità e trasformazioni all’interno di un quadro non lineare. Così, accanto a figure di riferimento come <strong>Alberto Burri</strong> e <strong>Afro</strong>, la sezione presenta protagonisti della ricerca pittorica e concettuale quali <strong>Gino De Dominicis</strong>, <strong>Giorgio Griffa</strong>, <strong>Rodolfo Aricò, Marco Gastini, Getulio Alviani, Carlo Ciussi </strong>e<strong> Lucio Saffaro</strong>.</p>
<p>Nel corpo della mostra non poteva mancare <strong>Ugo Nespolo</strong>, con la sua linea dinamico/futurista e per questo citazionista, insieme a un&#8217;installazione di <strong>Michelangelo Pistoletto</strong>, che apre alla dimensione ambientale e relazionale dell’opera. Questa sezione evidenzia chiaramente il rapporto tra le arti visive e le altre discipline: mentre design e moda si concentrano sulla dimensione della quotidianità e della funzione, l’arte sviluppa percorsi orientati alla sperimentazione di nuovi linguaggi e alla definizione di modelli espressivi in costante mutamento.</p>
<p>Il mondo della moda vive nel medesimo decennio una rivoluzione epocale legata alla definitiva industrializzazione del settore. L&#8217;alto artigianato cede il passo al prêt-à-porter e la figura del sarto d&#8217;atelier viene sostituita da quella, modernissima, dello &#8220;stilista&#8221; termine coniato a definire <strong>Walter Albini</strong>.</p>
<p>Milano si consacra come nuova capitale della moda e i grandi interpreti del Made in Italy dimostrano la capacità straordinaria di elevare la produzione di tipo industriale a livelli qualitativi eccelsi. La metamorfosi del costume si riflette in creazioni straordinarie, sospese tra moda e arte concettuale: ne è un esempio il cappotto-scultura <em>Cretto</em> di <strong>Roberto Capucci</strong>, che recepisce gli stimoli materici delle arti visive applicando elementi naturali insoliti sul tessuto come sassi, corda e bambù.</p>
<p>Accanto alle geometrie e ai celebri accostamenti cromatici dei capi in maglieria firmati da <strong>Missoni</strong>, il guardaroba quotidiano si ridefinisce attraverso i generi e le forme, trovando nella giacca destrutturata di <strong>Giorgio Armani</strong> il simbolo intramontabile di una nuova eleganza urbana e fluida. Questa spinta al rinnovamento intercetta anche le istanze dei più giovani e della cultura underground grazie allo stile pop e dirompente di <strong>Elio Fiorucci</strong>, capace di trasformare i jeans e l&#8217;abbigliamento unisex in un fenomeno di costume globale.</p>
<p><strong>Il design, </strong>dal canto suo, attraversa una stagione di eccezionale vitalità formale. Sulla scia delle grandi riflessioni sul nuovo panorama domestico, la produzione industriale sperimenta con audacia le materie plastiche, lasciando spazio a ironiche intuizioni visive. Emblematica di questa libertà espressiva è la monumentale poltrona <em>Joe</em> del trio <strong>De Pas-D&#8217;Urbino-Lomazzi</strong>, una seduta scultorea a forma di guantone da baseball che contesta apertamente il rigore del mobile tradizionale.</p>
<p>Questa spinta iconoclasta convive con il design industriale più puro e rigoroso, attento alla tecnologia e alla funzionalità dell&#8217;ufficio e della casa, magistralmente interpretato dalla calcolatrice portatile <em>Divisumma 18</em> disegnata da <strong>Mario Bellini per Olivetti</strong>, avvolta nella sua caratteristica e morbida membrana di gomma flessibile. Se la lampada <em>Valigia</em> di <strong>Ettore Sottsass jr</strong> esprime con la sua estetica geometrica l&#8217;idea di un design ironico e &#8220;nomade&#8221;, pronto a seguire le evoluzioni degli spazi abitativi, la produzione industriale milanese si conferma il cuore pulsante del settore grazie a protagonisti del calibro di Joe Colombo, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Richard Sapper e Gae Aulenti.</p>
<p>In contrapposizione a questa dimensione industriale, si palesa il desiderio di un ritorno alla natura, all’autoproduzione e all’uso di materiali poveri, come testimoniano i progetti di <strong>Enzo Mari</strong> e i mobili scultorei di <strong>Mario Ceroli</strong>. Un caso a parte è costituito dall’attività di <strong>Gabriella Crespi</strong>, creatrice di arredi sofisticati d’alto artigianato apprezzati da una ristretta clientela internazionale e oggi oggetto di grande riscoperta da parte dei collezionisti. La fine del decennio segna infine la transizione verso le provocazioni postmoderne: una stagione dominata dalla figura di <strong>Alessandro Mendini</strong> e dallo <strong>Studio Alchimia</strong> (fondato a Milano nel 1976 da Alessandro e Adriana Guerriero), che aprirà la strada alla straordinaria avventura del gruppo <strong>Memphis</strong>, creato da Ettore Sottsass nel 1981.</p>
<p>Con questo ricco intreccio di storie, visioni e oggetti indimenticabili, la mostra a Palazzo Attems Petzenstein si propone non solo come un esercizio di memoria storica, ma come una chiave di lettura fondamentale per comprendere le radici della nostra contemporaneità.</p>
<p>Il progetto “<strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70</strong>”, a Gradisca d’Isonzo, si articolerà parallelamente attraverso mostre, incontri, dialoghi, momenti di approfondimento e pubblicazioni. Si configura come un percorso articolato di ricerca, valorizzazione e divulgazione dedicato alla ricostruzione del panorama artistico regionale e nasce da un&#8217;approfondita attività di ricerca archivistica condotta presso fondi pubblici e privati conservati in diverse istituzioni culturali del territorio, tra cui la Galleria Regionale d&#8217;Arte contemporanea &#8220;Luigi Spazzapan&#8221;, il Museo Revoltella, Casa Zanussi &#8211; Centro Cultura Pordenone, nonché gli archivi di importanti realtà espositive private quali la Galleria Plurima e lo Studio Tommaseo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è riportare alla luce protagonisti, artisti, mostre, eventi, reti/relazioni e progettualità culturali che hanno contribuito a definire l&#8217;identità artistica del Friuli Venezia Giulia negli anni Settanta, evidenziando il ruolo svolto dalla nostra regione all&#8217;interno dei più ampi processi di rinnovamento artistico e culturale di quegli anni.</p>
<p>Si apre con “<strong>Per una nuova Galleria</strong>” (27 giugno – 20 luglio), dedicata alle origini della Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”, con opere provenienti dalle prime acquisizioni, materiali d’archivio digitalizzati e un video introduttivo sul progetto. Prosegue con “<strong>Nuovi modelli di ricerca</strong>” (23 luglio – 29 novembre), che ricostruisce le principali esperienze artistiche regionali attraverso opere, documenti e archivi organizzati per nuclei geografici e tematici, trasformando la Galleria in un centro di memoria visiva degli anni Settanta.</p>
<p>Tra gli appuntamenti collegati rientra la presentazione della <strong>donazione di Sergio Pausig</strong> (11 settembre – 11 ottobre), composta da opere realizzate negli anni Settanta e da lavori successivi destinati a ERPAC, cui si affiancherà un ciclo di eventi collaterali e conferenze (settembre 2026 – gennaio 2027) dedicati ai temi emersi dalla ricerca. Il percorso culminerà infine il 15 gennaio 2027 con un evento conclusivo in occasione del <strong>50° anniversario della fondazione della Galleria Spazzapan</strong>, in dialogo con il progetto <strong>Together</strong>, quale momento di incontro tra studiosi, istituzioni, artisti e comunità per valorizzare oltre cinquant’anni di ricerca e sperimentazione nell’arte contemporanea del Friuli Venezia Giulia.</p>
<h3><strong>Informazioni utili</strong></h3>
<p><strong>Mostra:</strong> Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design.</p>
<p><strong>Sede:</strong> Palazzo Attems Petzenstein, Piazza Edmondo De Amicis, 2 – Gorizia</p>
<p><strong>Periodo:</strong> Dal 27 giugno al 29 novembre</p>
<p><strong>Catalogo: </strong>Antiga Edizioni</p>
<p><strong>Allestimento: </strong>Studio Roberto Festi</p>
<p><strong>Grafica:</strong> Studio Polo 1116 – Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli</p>
<p><strong>Orari:</strong> lun &#8211; dom 9-19 e giovedì 9-22</p>
<p><strong>Contatti:</strong> <a href="mailto:didatticamusei.erpac@regione.fvg.it" target="_blank" rel="noopener">didatticamusei.erpac@regione.<wbr />fvg.it</a> / 0481 285335</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mostra:</strong><strong> </strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70</p>
<p><strong>Sede:</strong> Galleria Regionale di Arte contemporanea Luigi Spazzapan, Via Marziano Ciotti, 51 – Gradisca d’Isonzo (GO)</p>
<p><strong>Periodo:</strong> Dal 27 giugno al 29 novembre</p>
<p><strong>Catalogo: </strong>Antiga Edizioni</p>
<p><strong>Grafica:</strong> Studio Polo 1116 – Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli</p>
<p><strong>Orari:</strong> mer &#8211; dom 10-13/15-19</p>
<p><strong>Contatti:</strong> <a href="mailto:galleriaspazzapan@regione.fvg.it" target="_blank" rel="noopener">galleriaspazzapan@regione.fvg.<wbr />it</a> / 0481 960816</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta-304%2F&amp;linkname=FVG%20Settanta" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta-304%2F&amp;linkname=FVG%20Settanta" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta-304%2F&amp;linkname=FVG%20Settanta" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta-304%2F&amp;linkname=FVG%20Settanta" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta-304%2F&amp;linkname=FVG%20Settanta" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta-304%2F&#038;title=FVG%20Settanta" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/italia-settanta-304/" data-a2a-title="FVG Settanta"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/italia-settanta-304/">FVG Settanta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Italia Settanta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/italia-settanta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 10:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[gradisca]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74963</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="727" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="italia settanta" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta-300x160.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta-1024x545.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta-768x409.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Italia Settanta 2"> La creatività come antidoto. Arte Moda Design: a Gorizia e Gradisca il racconto di un decennio rivoluzionario</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/italia-settanta/">Italia Settanta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 27 giugno, le sale di <strong>Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia</strong> tornano a farsi scenario di un viaggio ravvicinato nella memoria visiva del nostro Paese con l’apertura della mostra <strong>“</strong><strong><em>Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design</em>”.</strong></p>
<p>L&#8217;esposizione, promossa dell’<strong>Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG</strong>, rappresenta il nuovo, attesissimo tassello di un articolato percorso che, dopo il successo dei precedenti appuntamenti dedicati agli anni Cinquanta e Sessanta, continua a documentare le profonde trasformazioni della società italiana del secondo dopoguerra.</p>
<p>In stretto collegamento con la mostra goriziana, a <strong>Gradisca d’Isonzo</strong>, il progetto <strong>“</strong><em><strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70</strong></em><strong>”</strong> della <strong>Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”</strong> riaccenderà i riflettori su un territorio — da Trieste a Udine, da Pordenone fino all&#8217;Isontino — che storicamente è stato un crocevia fondamentale di avanguardie artistiche.</p>
<p>Il fulcro dell&#8217;indagine della mostra di Gorizia, curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci e allestita dallo studio Roberto Festi, rimane l&#8217;affascinante e fitto dialogo tra i diversi linguaggi creativi — Arte, Moda e Design, appunto — mettendone in luce le affinità e le reciproche influenze sullo sfondo di un&#8217;epoca segnata da radicali mutamenti economici, politici e culturali.</p>
<p>In questa nuova tappa, le arti visive affiancano gli altri ambiti assumendo valenza critica rispetto alle urgenze del periodo.</p>
<p>Gli anni Settanta si distinguono infatti per la straordinaria pluralità dei linguaggi artistici e per il venir meno di una direzione unitaria della ricerca. Accanto alle esperienze concettuali, che privilegiano il progetto e l’idea, si sviluppano pratiche che analizzano criticamente i fondamenti della pittura, mentre altre invadono lo spazio attraverso installazioni e interventi ambientali. Tra memoria e sperimentazione, citazione e innovazione, il decennio ridefinisce profondamente i modelli del fare artistico.</p>
<p>La selezione espositiva di arti visive – strutturata a partire dalle ambientazioni di moda e design – mette in relazione esperienze eterogenee: dagli echi della stagione Pop e delle ricerche degli anni Sessanta fino a pratiche che anticipano le sensibilità degli anni Ottanta, evidenziando continuità e trasformazioni all’interno di un quadro non lineare. Così, accanto a figure di riferimento come <strong>Alberto Burri</strong> e <strong>Afro</strong>, la sezione presenta protagonisti della ricerca pittorica e concettuale quali <strong>Gino De Dominicis</strong>, <strong>Giorgio Griffa</strong>, <strong>Rodolfo Aricò, Marco Gastini, Getulio Alviani, Carlo Ciussi </strong>e<strong> Lucio Saffaro</strong>.</p>
<p>Nel corpo della mostra non poteva mancare <strong>Ugo Nespolo</strong>, con la sua linea dinamico/futurista e per questo citazionista, insieme a un&#8217;installazione di <strong>Michelangelo Pistoletto</strong>, che apre alla dimensione ambientale e relazionale dell’opera. Questa sezione evidenzia chiaramente il rapporto tra le arti visive e le altre discipline: mentre design e moda si concentrano sulla dimensione della quotidianità e della funzione, l’arte sviluppa percorsi orientati alla sperimentazione di nuovi linguaggi e alla definizione di modelli espressivi in costante mutamento.</p>
<p>Il mondo della moda vive nel medesimo decennio una rivoluzione epocale legata alla definitiva industrializzazione del settore. L&#8217;alto artigianato cede il passo al prêt-à-porter e la figura del sarto d&#8217;atelier viene sostituita da quella, modernissima, dello &#8220;stilista&#8221; termine coniato a definire <strong>Walter Albini</strong>.</p>
<p>Milano si consacra come nuova capitale della moda e i grandi interpreti del Made in Italy dimostrano la capacità straordinaria di elevare la produzione di tipo industriale a livelli qualitativi eccelsi. La metamorfosi del costume si riflette in creazioni straordinarie, sospese tra moda e arte concettuale: ne è un esempio il cappotto-scultura <em>Cretto</em> di <strong>Roberto Capucci</strong>, che recepisce gli stimoli materici delle arti visive applicando elementi naturali insoliti sul tessuto come sassi, corda e bambù.</p>
<p>Accanto alle geometrie e ai celebri accostamenti cromatici dei capi in maglieria firmati da <strong>Missoni</strong>, il guardaroba quotidiano si ridefinisce attraverso i generi e le forme, trovando nella giacca destrutturata di <strong>Giorgio Armani</strong> il simbolo intramontabile di una nuova eleganza urbana e fluida. Questa spinta al rinnovamento intercetta anche le istanze dei più giovani e della cultura underground grazie allo stile pop e dirompente di <strong>Elio Fiorucci</strong>, capace di trasformare i jeans e l&#8217;abbigliamento unisex in un fenomeno di costume globale.</p>
<p><strong>Il design, </strong>dal canto suo, attraversa una stagione di eccezionale vitalità formale. Sulla scia delle grandi riflessioni sul nuovo panorama domestico, la produzione industriale sperimenta con audacia le materie plastiche, lasciando spazio a ironiche intuizioni visive. Emblematica di questa libertà espressiva è la monumentale poltrona <em>Joe</em> del trio <strong>De Pas-D&#8217;Urbino-Lomazzi</strong>, una seduta scultorea a forma di guantone da baseball che contesta apertamente il rigore del mobile tradizionale.</p>
<p>Questa spinta iconoclasta convive con il design industriale più puro e rigoroso, attento alla tecnologia e alla funzionalità dell&#8217;ufficio e della casa, magistralmente interpretato dalla calcolatrice portatile <em>Divisumma 18</em> disegnata da <strong>Mario Bellini per Olivetti</strong>, avvolta nella sua caratteristica e morbida membrana di gomma flessibile. Se la lampada <em>Valigia</em> di <strong>Ettore Sottsass jr</strong> esprime con la sua estetica geometrica l&#8217;idea di un design ironico e &#8220;nomade&#8221;, pronto a seguire le evoluzioni degli spazi abitativi, la produzione industriale milanese si conferma il cuore pulsante del settore grazie a protagonisti del calibro di Joe Colombo, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Richard Sapper e Gae Aulenti.</p>
<p>In contrapposizione a questa dimensione industriale, si palesa il desiderio di un ritorno alla natura, all’autoproduzione e all’uso di materiali poveri, come testimoniano i progetti di <strong>Enzo Mari</strong> e i mobili scultorei di <strong>Mario Ceroli</strong>. Un caso a parte è costituito dall’attività di <strong>Gabriella Crespi</strong>, creatrice di arredi sofisticati d’alto artigianato apprezzati da una ristretta clientela internazionale e oggi oggetto di grande riscoperta da parte dei collezionisti. La fine del decennio segna infine la transizione verso le provocazioni postmoderne: una stagione dominata dalla figura di <strong>Alessandro Mendini</strong> e dallo <strong>Studio Alchimia</strong> (fondato a Milano nel 1976 da Alessandro e Adriana Guerriero), che aprirà la strada alla straordinaria avventura del gruppo <strong>Memphis</strong>, creato da Ettore Sottsass nel 1981.</p>
<p>Con questo ricco intreccio di storie, visioni e oggetti indimenticabili, la mostra a Palazzo Attems Petzenstein si propone non solo come un esercizio di memoria storica, ma come una chiave di lettura fondamentale per comprendere le radici della nostra contemporaneità.</p>
<p>Il progetto “<strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70</strong>”, a Gradisca d’Isonzo, si articolerà parallelamente attraverso mostre, incontri, dialoghi, momenti di approfondimento e pubblicazioni. Si configura come un percorso articolato di ricerca, valorizzazione e divulgazione dedicato alla ricostruzione del panorama artistico regionale e nasce da un&#8217;approfondita attività di ricerca archivistica condotta presso fondi pubblici e privati conservati in diverse istituzioni culturali del territorio, tra cui la Galleria Regionale d&#8217;Arte contemporanea &#8220;Luigi Spazzapan&#8221;, il Museo Revoltella, Casa Zanussi &#8211; Centro Cultura Pordenone, nonché gli archivi di importanti realtà espositive private quali la Galleria Plurima e lo Studio Tommaseo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è riportare alla luce protagonisti, artisti, mostre, eventi, reti/relazioni e progettualità culturali che hanno contribuito a definire l&#8217;identità artistica del Friuli Venezia Giulia negli anni Settanta, evidenziando il ruolo svolto dalla nostra regione all&#8217;interno dei più ampi processi di rinnovamento artistico e culturale di quegli anni.</p>
<p>Si apre con “<strong>Per una nuova Galleria</strong>” (27 giugno – 20 luglio), dedicata alle origini della Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”, con opere provenienti dalle prime acquisizioni, materiali d’archivio digitalizzati e un video introduttivo sul progetto. Prosegue con “<strong>Nuovi modelli di ricerca</strong>” (23 luglio – 29 novembre), che ricostruisce le principali esperienze artistiche regionali attraverso opere, documenti e archivi organizzati per nuclei geografici e tematici, trasformando la Galleria in un centro di memoria visiva degli anni Settanta.</p>
<p>Tra gli appuntamenti collegati rientra la presentazione della <strong>donazione di Sergio Pausig</strong> (11 settembre – 11 ottobre), composta da opere realizzate negli anni Settanta e da lavori successivi destinati a ERPAC, cui si affiancherà un ciclo di eventi collaterali e conferenze (settembre 2026 – gennaio 2027) dedicati ai temi emersi dalla ricerca. Il percorso culminerà infine il 15 gennaio 2027 con un evento conclusivo in occasione del <strong>50° anniversario della fondazione della Galleria Spazzapan</strong>, in dialogo con il progetto <strong>Together</strong>, quale momento di incontro tra studiosi, istituzioni, artisti e comunità per valorizzare oltre cinquant’anni di ricerca e sperimentazione nell’arte contemporanea del Friuli Venezia Giulia.</p>
<h3><strong>Informazioni utili</strong></h3>
<p><strong>Mostra:</strong> Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design.</p>
<p><strong>Sede:</strong> Palazzo Attems Petzenstein, Piazza Edmondo De Amicis, 2 – Gorizia</p>
<p><strong>Periodo:</strong> Dal 27 giugno al 29 novembre</p>
<p><strong>Catalogo: </strong>Antiga Edizioni</p>
<p><strong>Allestimento: </strong>Studio Roberto Festi</p>
<p><strong>Grafica:</strong> Studio Polo 1116 – Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli</p>
<p><strong>Orari:</strong> lun &#8211; dom 9-19 e giovedì 9-22</p>
<p><strong>Contatti:</strong> <a href="mailto:didatticamusei.erpac@regione.fvg.it" target="_blank" rel="noopener">didatticamusei.erpac@regione.<wbr />fvg.it</a> / 0481 285335</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mostra:</strong><strong> </strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70</p>
<p><strong>Sede:</strong> Galleria Regionale di Arte contemporanea Luigi Spazzapan, Via Marziano Ciotti, 51 – Gradisca d’Isonzo (GO)</p>
<p><strong>Periodo:</strong> Dal 27 giugno al 29 novembre</p>
<p><strong>Catalogo: </strong>Antiga Edizioni</p>
<p><strong>Grafica:</strong> Studio Polo 1116 – Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli</p>
<p><strong>Orari:</strong> mer &#8211; dom 10-13/15-19</p>
<p><strong>Contatti:</strong> <a href="mailto:galleriaspazzapan@regione.fvg.it" target="_blank" rel="noopener">galleriaspazzapan@regione.fvg.<wbr />it</a> / 0481 960816</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta%2F&amp;linkname=Italia%20Settanta" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta%2F&amp;linkname=Italia%20Settanta" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta%2F&amp;linkname=Italia%20Settanta" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta%2F&amp;linkname=Italia%20Settanta" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta%2F&amp;linkname=Italia%20Settanta" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fitalia-settanta%2F&#038;title=Italia%20Settanta" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/italia-settanta/" data-a2a-title="Italia Settanta"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/italia-settanta.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/italia-settanta/">Italia Settanta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Celiberti incontra il Merletto Goriziano</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/celiberti-incontra-il-merletto-goriziano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:57:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[merletto]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74847</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="916" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Merletti2" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti2.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti2-300x201.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti2-1024x687.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti2-768x515.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Celiberti incontra il Merletto Goriziano 3"> La mostra "Intrecci di segni e di fili" mette in relazione il linguaggio artistico del Maestro friulano con l’eccellenza delle maestre merlettaie di Gorizia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/celiberti-incontra-il-merletto-goriziano/">Celiberti incontra il Merletto Goriziano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><em>La rinascita</em>, pendente per collana progettata e realizzata dalla maestra merlettaia Elisa Franzin nel 2019/ FotoAltran Gorizia</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Le trame del Merletto goriziano raccontano da sempre una storia fatta di memoria, innovazione e futuro. Riannodano il passato, interpretano il presente e aprono nuove prospettive creative.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da questo dialogo tra tradizione e ricerca nasce la mostra<strong> “<em>Intrecci di segni e di fili: Giorgio Celiberti incontra il Merletto goriziano</em>”</strong>, un progetto che mette in relazione il linguaggio artistico del Maestro friulano con l’eccellenza delle maestre merlettaie di Gorizia.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’origine dell’iniziativa risale a diversi anni fa, quando <strong>Miriam Mauri</strong>, allora direttrice della Scuola Merletti di Gorizia, ebbe modo di conoscere <strong>Giorgio Celiberti</strong> e di apprezzarne la straordinaria disponibilità e sensibilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">In quell’occasione, il Maestro donò alla Scuola una serie di bozzetti, dando avvio a <strong>un percorso creativo che avrebbe portato alla realizzazione di opere inedite</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le maestre accolsero la sfida di tradurre in merletto il tratto intenso e profondamente evocativo di Celiberti. Un lavoro complesso, reso possibile grazie alle competenze progettuali e artistiche coltivate all’interno della <strong>Scuola Merletti</strong>, dove l’attività didattica promossa dall’<strong>Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia</strong> – ERPAC, affianca all’apprendimento delle tecniche tradizionali lo studio della storia dell’arte, della progettazione e del disegno creativo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il risultato è una collezione di opere in cui i segni essenziali e laceranti dell’artista trovano una nuova armonia attraverso la raffinatezza del merletto goriziano. Le tensioni e le sofferenze espresse nei disegni si trasformano così in <strong>trame di equilibrio, bellezza e speranza</strong>, veicolando un messaggio di amore, libertà e fiducia nella vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le creazioni realizzate sono entrate a far parte del patrimonio storico della Scuola Merletti nel 2019, ma vengono presentate al pubblico soltanto oggi.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra rappresenta quindi un’occasione preziosa per <strong>condividere questo patrimonio</strong> con la città di Gorizia e con i numerosi visitatori italiani e stranieri dello Showroom del Merletto goriziano. L’esposizione assume inoltre un significato particolare perché testimonia un percorso ancora vivo e in continua evoluzione: nel 2026 la collaborazione con l’universo creativo di Giorgio Celiberti ha ispirato la <strong>realizzazione di nuovi gioielli e nuove sperimentazioni</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">***</p>
<p style="font-weight: 400;"><u>INFO</u></p>
<p style="font-weight: 400;">Una mostra <strong>ERPAC FVG</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Dal <strong>25 giugno &#8211; 26 settembre 2026</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Nello <strong>Showroom Merletto goriziano</strong> in Corso Verdi 86, Gorizia</p>
<p style="font-weight: 400;">A cura di <strong>Antonella Ruggieri</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In collaborazione con <strong>Giorgio Celiberti</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Progetto allestimento di <strong>Pietro Bravin, Elisabetta Cudicio</strong> e <strong>Antonella Ruggieri</strong></p>
<p>CONTATTI</p>
<p><strong>E</strong> <a href="mailto:merlettogoriziano.erpac@regione.fvg.it">merlettogoriziano.erpac@regione.fvg.it</a></p>
<p><strong>T</strong> 0481 385300</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fceliberti-incontra-il-merletto-goriziano%2F&amp;linkname=Celiberti%20incontra%20il%20Merletto%20Goriziano" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fceliberti-incontra-il-merletto-goriziano%2F&amp;linkname=Celiberti%20incontra%20il%20Merletto%20Goriziano" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fceliberti-incontra-il-merletto-goriziano%2F&amp;linkname=Celiberti%20incontra%20il%20Merletto%20Goriziano" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fceliberti-incontra-il-merletto-goriziano%2F&amp;linkname=Celiberti%20incontra%20il%20Merletto%20Goriziano" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fceliberti-incontra-il-merletto-goriziano%2F&amp;linkname=Celiberti%20incontra%20il%20Merletto%20Goriziano" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fceliberti-incontra-il-merletto-goriziano%2F&#038;title=Celiberti%20incontra%20il%20Merletto%20Goriziano" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/celiberti-incontra-il-merletto-goriziano/" data-a2a-title="Celiberti incontra il Merletto Goriziano"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Merletti2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/celiberti-incontra-il-merletto-goriziano/">Celiberti incontra il Merletto Goriziano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Galleria Spazzapan: nuove opere dalla Collezione Antonio Cattaruzza</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/galleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 15:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[gradisca]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74762</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al secondo piano un percorso dedicato alla natura e al paesaggio in dialogo con la mostra “Flowers”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Sala.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/galleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza/">Galleria Spazzapan: nuove opere dalla Collezione Antonio Cattaruzza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>La sala allestita alla Galleria Spazzapan</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GRADISCA D’ISONZO – La <strong>Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan</strong> arricchisce il proprio percorso espositivo con una nuova selezione di opere, provenienti dalla <strong>Collezione Antonio Cattaruzza</strong>, dedicata ai temi della natura e del paesaggio.</p>
<p>L’esposizione si mette in dialogo con la mostra “<em>Flowers. Naturae, connessioni tra terra e arte</em>”, visitabile allo SpazioLab, ampliandone il campo di riflessione attraverso un itinerario che attraversa differenti stagioni e linguaggi dell’arte del Novecento.</p>
<p>Il nuovo allestimento offre infatti uno sguardo articolato sul rapporto tra arte e natura, mettendo in relazione esperienze maturate nel panorama nazionale con ricerche sviluppatesi nell’ambito delle regioni di confine e dell’area mitteleuropea.</p>
<p>La selezione riunisce autori di differenti generazioni, provenienze e orientamenti espressivi, restituendo una costellazione eterogenea di sguardi nella quale il riferimento alla natura non coincide mai con una semplice rappresentazione del reale, ma si trasforma, di volta in volta, in costruzione simbolica, memoria, evocazione poetica o sperimentazione formale.</p>
<p>Tra le opere esposte si segnalano “<em>Natura morta con vaso di fiori ed aragosta</em>” di Sante Monachesi (1950-1960 circa), “<em>Roma vista dalla Camilluccia</em>” di Mino Maccari (anni Quaranta del Novecento), “<em>Mazzolino di fiori</em>” di Carlo Sbisà (1951), “<em>La casa di Arturo</em>” (1997) di Salvo, “<em>Paesaggio Montano</em>” (1941) un acquerello di Willi Götzl e “<em>Paesaggio lacustre notturno</em>” un prezioso disegno di Josef Willroider: lavori emblematici della pluralità di interpretazioni che il tema del paesaggio e della natura ha assunto nel corso del secolo.</p>
<p>La Collezione Antonio Cattaruzza conferma anche in questa occasione il proprio valore di straordinario archivio di relazioni e dialoghi tra esperienze artistiche differenti, offrendo al pubblico l’opportunità di esplorare percorsi meno noti ma fondamentali per comprendere l’evoluzione della cultura figurativa del Novecento.</p>
<p>La nuova esposizione completa e arricchisce l’esperienza di visita della Galleria Spazzapan, che continua a presentare al piano terra opere del <strong>Fondo Biolcati/Corgnati</strong>, quelle dei maestri internazionali quali Max Ernst, Picasso e Léger oltre al percorso dedicato alla storia dell’istituzione, consolidando il proprio ruolo di punto di riferimento per la valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea del territorio.</p>
<h3><strong>La donazione</strong></h3>
<p>Nell’agosto 2024, ERPAC si è arricchito della prestigiosa raccolta di 196 opere d’arte donate dall’ingegnere e collezionista triestino Antonio Cattaruzza.</p>
<p>Questa comprende dipinti, disegni, sculture, grafiche, vetri e opere a tecnica mista.</p>
<p>La collezione riunisce artisti dell’Ottocento e del Novecento, con particolare attenzione a Trieste e al contesto mitteleuropeo, accanto a importanti nomi nazionali e internazionali come Joan Miró, Karel Appel, Pablo Picasso, Max Ernst, Jean Cocteau e Fernand Léger.</p>
<p>L’acquisizione ha rappresentato un importante segnale di fiducia nei confronti dell’Ente e ha arricchito il patrimonio culturale regionale con un insieme di opere che documenta la ricchezza e la pluralità dell’arte del Novecento e contemporanea.</p>
<p>ERPAC si impegna quindi a conservarle, valorizzarle ed esporle.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgalleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza%2F&amp;linkname=Galleria%20Spazzapan%3A%20nuove%20opere%20dalla%20Collezione%20Antonio%20Cattaruzza" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgalleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza%2F&amp;linkname=Galleria%20Spazzapan%3A%20nuove%20opere%20dalla%20Collezione%20Antonio%20Cattaruzza" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgalleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza%2F&amp;linkname=Galleria%20Spazzapan%3A%20nuove%20opere%20dalla%20Collezione%20Antonio%20Cattaruzza" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgalleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza%2F&amp;linkname=Galleria%20Spazzapan%3A%20nuove%20opere%20dalla%20Collezione%20Antonio%20Cattaruzza" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgalleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza%2F&amp;linkname=Galleria%20Spazzapan%3A%20nuove%20opere%20dalla%20Collezione%20Antonio%20Cattaruzza" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgalleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza%2F&#038;title=Galleria%20Spazzapan%3A%20nuove%20opere%20dalla%20Collezione%20Antonio%20Cattaruzza" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/galleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza/" data-a2a-title="Galleria Spazzapan: nuove opere dalla Collezione Antonio Cattaruzza"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Sala.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/galleria-spazzapan-nuove-opere-dalla-collezione-antonio-cattaruzza/">Galleria Spazzapan: nuove opere dalla Collezione Antonio Cattaruzza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riaprono Biblioteca e Archivio Storico di Gorizia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/riaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74631</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chiusi da settembre per interventi di riqualificazione, nuovamente accessibili al pubblico. Ecco gli orari</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/DSC05378.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/riaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia/">Riaprono Biblioteca e Archivio Storico di Gorizia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – Dopo la chiusura avviata lo scorso 15 settembre per interventi di riqualificazione, la <strong>Biblioteca Provinciale</strong> e l’<strong>Archivio Storico Provinciale di Gorizia </strong>– gestiti <strong>dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia</strong> – hanno riaperto in data odierna.</p>
<p>La Biblioteca sarà aperta al pubblico dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 13.00, con aperture anche pomeridiane il lunedì e il mercoledì dalle 14.30 alle 17.30.</p>
<p>Per informazioni è possibile contattare il numero +39 0481 546090 oppure scrivere all’indirizzo biblioteca.erpac@regione.fvg.it.</p>
<p>L’Archivio Storico Provinciale sarà accessibile <strong>su prenotazione</strong> dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 13.00, con aperture anche pomeridiane il lunedì e il mercoledì dalle 14.30 alle 17.30.</p>
<p>Le richieste di consultazione dovranno essere inviate via e-mail all’indirizzo archivio.erpac@regione.fvg.it, specificando il tipo di ricerca e i propri recapiti.</p>
<p>Per informazioni sarà sempre possibile contattare l’Archivio Storico al numero +39 0481 546089.</p>
<p>La riapertura conclude gli interventi di miglioramento degli spazi e restituisce alla comunità un servizio importante per la ricerca, la consultazione e la valorizzazione del patrimonio documentario del territorio.</p>
<p>Sono previsti tuttavia ulteriori interventi nei prossimi tempi, che potrebbero comportare nuove chiusure temporanee.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Friaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia%2F&amp;linkname=Riaprono%20Biblioteca%20e%20Archivio%20Storico%20di%20Gorizia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Friaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia%2F&amp;linkname=Riaprono%20Biblioteca%20e%20Archivio%20Storico%20di%20Gorizia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Friaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia%2F&amp;linkname=Riaprono%20Biblioteca%20e%20Archivio%20Storico%20di%20Gorizia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Friaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia%2F&amp;linkname=Riaprono%20Biblioteca%20e%20Archivio%20Storico%20di%20Gorizia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Friaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia%2F&amp;linkname=Riaprono%20Biblioteca%20e%20Archivio%20Storico%20di%20Gorizia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Friaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia%2F&#038;title=Riaprono%20Biblioteca%20e%20Archivio%20Storico%20di%20Gorizia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/riaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia/" data-a2a-title="Riaprono Biblioteca e Archivio Storico di Gorizia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/DSC05378.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/riaprono-biblioteca-e-archivio-storico-di-gorizia/">Riaprono Biblioteca e Archivio Storico di Gorizia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ila Bêka: FOTONI</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/ila-beka-fotoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74545</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Trieste per la prima volta in mostra una selezione di oltre 300 fotografie tratte dall’archivio personale e inedito dell’artista, composto da circa 300.000 scatti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/imagazine.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/ila-beka-fotoni/">Ila Bêka: FOTONI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 27 giugno all’11 ottobre </strong>2026 il <strong>Magazzino delle Idee di Trieste</strong> presenta <strong><em>FOTONI</em></strong>, la prima personale, a cura di <strong>Barbara Casavecchia</strong>, che rivela al pubblico la ricerca fotografica di <strong>Ila Bêka</strong>, artista e regista friulano riconosciuto a livello internazionale per il lavoro filmico sviluppato insieme a <strong>Louise Lemoine</strong>.</p>
<p>Prodotta e organizzata <strong>dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC</strong>, la mostra raccoglie per la prima volta una selezione di 300 fotografie provenienti dall’ampio e inedito archivio personale di Ila Bêka, composto da circa 300.000 immagini realizzate nell’arco di quarant’anni di pratica artistica.</p>
<p>Il titolo <em>FOTONI </em>rimanda alla passione di Ila Bêka per la meccanica quantistica e alle particelle di luce al centro delle ricerche di Albert Einstein.</p>
<p>Più di un secolo fa, il fisico formulò l’ipotesi che l’energia di un raggio luminoso non si distribuisse in modo continuo nello spazio, ma fosse composta da “quanti” localizzati e in movimento, successivamente denominati fotoni. Una volta riflessi dalla materia, questi vengono percepiti e interpretati dal nostro cervello. Da qui il titolo della mostra, che l’artista sintetizza così: “<em>Vedere significa tradurre i fotoni in esperienza</em>”.</p>
<p>Come spiega Carlo Rovelli, la fisica quantistica ci invita a vedere il mondo come una rete di relazioni, in cui gli oggetti non hanno proprietà assolute, ma le acquisiscono attraverso le interazioni. Tutto ciò che ci circonda emette, riflette o trasmette luce.</p>
<p>Quando la luce entra nei nostri occhi, la retina la trasforma in segnali nervosi, e il cervello li interpreta come forme e colori.</p>
<p>La parola “fotoni” suggerisce anche una sottile dose di autoironia dell’artista per la scala di grande formato che alcune fotografie assumono in mostra, rispetto alla dimensione tascabile del repertorio d’immagini da lui scattate in maggior parte con il suo cellulare.</p>
<p>Per Ila Bêka, infatti, il cellulare assume la funzione di un taccuino di schizzi e annotazioni, uno strumento spesso in uso dagli artisti per sviluppare e affinare la propria grammatica del guardare, ancor prima del raffigurare. Vagando per le strade l’artista registra attese, piccoli eventi e il suo sguardo si cala nella quotidianità, rimanendo vigile e curioso, senza imporsi l’obbligo della perfezione formale o della completezza.</p>
<p><strong>Il percorso espositivo </strong>ripercorre un arco di quarant’anni di pratica artistica senza seguire un ordine cronologico. Le fotografie si susseguono liberamente, seguendo associazioni, intuizioni, emozioni e ricordi, come fossero pensieri in libertà dello stesso artista, spesso accompagnate da sue brevi annotazioni, simili a frammenti tratti dal suo diario.</p>
<p><strong>Affiorano in mostra due grandi filoni</strong>: <strong>il corpo</strong> e <strong>la luce</strong>. La tematica del <strong>corpo</strong> s’incontra nelle serie fotografiche emerse dall’adolescenza a Latisana (dove Ila – all’anagrafe Filippo Clericuzio – è nato nel 1967) e dalla vicina spiaggia di Lignano Sabbiadoro, dove le inquadrature giocano con i volumi dei corpi dei bagnanti.</p>
<p>La <strong>luce</strong>, invece, è il <em>fil rouge</em> che unisce la selezione di immagini più astratte e rarefatte, incentrate su di essa come materia primaria della visione e delle nostre esperienze percettive. Buio, tenebre, riflessi, baluginii diventano simili ad apparizioni “…<em>capaci di riempirci dello stesso stupore che, da piccoli, ci ha colti nello scoprire un raggio di luce che danza tra la polvere, o un micro arcobaleno che s’imprime sul palmo aperto</em>”, scrive nel suo testo critico la curatrice.</p>
<p>Molte delle fotografie esposte prendono corpo qui per la prima volta, stampate su carta fotografica. Le immagini non sono pensate secondo dimensioni prestabilite, ma possono assumere forme e formati diversi, così come sono tanti e diversi i possibili mondi simultanei ipotizzati dalla fisica quantistica.</p>
<p>Anche per questo, come osserva Barbara Casavecchia, <em>FOTONI </em>è “<em>una delle tante mostre che avrebbero potuto emergere da quel ricchissimo e assai intimo archivio personale, fin qui inedito</em>”.</p>
<p>La selezione delle opere esposte al pubblico nasce, nelle parole di Bêka, “<em>dalla volontà di capire, all’interno di questo flusso di immagini, quali siano in grado di riattivare </em><em>lo </em><em>sguardo e far emergere nuove percezioni</em>”.</p>
<p>L’analogia più efficace per raccontare questo processo è suggerita da Louise Lemoine: un montaggio cinematografico, capace di far nascere un racconto dalla massa informe del girato. Anche nei film di Bêka &amp; Lemoine il racconto non si fonda su una sceneggiatura strutturata, ma resta sempre aperto all’esperienza emotiva e all’incontro.</p>
<p>Proprio questa speciale sensibilità ha portato nel 2016 all’acquisizione da parte del MoMA di New York dell’intera opera prodotta dal duo fino a quella data, oggi parte della collezione permanente del museo.</p>
<h3><strong>Ila Bêka</strong></h3>
<p>Ila Bêka è nato a Latisana nel 1967. Si è diplomato in Architettura all’IUAV di Venezia e ha studiato all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville. Artista, regista, produttore ed editore, opera all’incrocio tra arti visive, cinema documentaristico e architettura.</p>
<p>Nell’arco di quarant’anni ha sviluppato un lavoro fotografico che costituisce oggi un archivio inedito di oltre 300.000 immagini, di cui oltre 300 sono presentate al pubblico per la prima volta in occasione della mostra <em>FOTONI </em>al Magazzino delle Idee di Trieste.</p>
<p>Come regista, ha cominciato realizzando una serie di 168 microfilm, i <em>Millimetraggi</em>, con i quali ha vinto il Festival du Film Très Court di Parigi, il Premio Massimo Troisi e il festival Maremetraggio di Trieste. Da vent’anni collabora con Louise Lemoine nel duo Bêka &amp; Lemoine. Insieme sperimentano nuove forme narrative e cinematografiche per esplorare come le persone vivono, percepiscono e si relazionano con lo spazio da un punto di vista emotivo, sociale, politico e culturale.</p>
<p>Nel 2016, il MoMA, Museum of Modern Art di New York ha acquisito per la sua collezione permanente l’intera opera del duo prodotta fino a quella data. Bêka e Lemoine hanno realizzato oltre quaranta film, tra cui l’odissea in quindici capitoli <em>Homo Urbanus</em> (2017–in corso); tra i più recenti <em>The World in a Square</em> (2026) e <em>Mundo Frágil </em>(2026, in uscita in autunno), e gli ormai classici <em>Moriyama-San</em> (2017), Tokyo Ride (2020) e <em>Koolhaas Houselife </em>(2008). Sono regolarmente invitati a tenere corsi e conferenze presso università come la GSD/Harvard University (USA), la GSAPP Columbia University (New York, USA), l’Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera) e l’Architectural Association School di Londra (Regno Unito). Nel 2023 hanno pubblicato il libro <em>The Emotional Power of Space</em> (B&amp;P ed.).</p>
<p>Accompagna la mostra il <strong>volume <em>FOTONI</em></strong>, edito dalla casa editrice Miracoli, che comprende un testo critico di Barbara Casavecchia e tre conversazioni distinte fra Ila Bêka e Barbara Casavecchia, Luca<strong> </strong>Galofaro e Louise Lemoine.</p>
<h3><strong>INFORMAZIONI</strong></h3>
<p><strong><em>Ila Bêka FOTONI</em></strong></p>
<p>A cura di Barbara Casavecchia</p>
<p>27 giugno – 11 ottobre 2026</p>
<p>Magazzino delle Idee<br />
Corso Cavour, 2 | Trieste</p>
<p>Inaugurazione: venerdì 26 giugno 2026 ore 18.00</p>
<p><strong>Orari</strong></p>
<p>Tutte le informazioni sono aggiornate al sito:</p>
<p>www.magazzinodelleidee.it</p>
<p>info@magazzinodelleidee.it | T +39 040 3774783</p>
<p><strong>Biglietti</strong></p>
<p>Intero € 8,00</p>
<p>Ridotto € 5,00 (65+; ragazzi 12–18; studenti fino a 26; persone con disabilità; soci TCI; FVG Card)</p>
<p>Omaggio (bambini fino a 11 anni; accompagnatori gruppi; insegnanti in visita con studenti; un accompagnatore per disabile; giornalisti con tessera dell&#8217;Ordine; tessera ICOM)</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fila-beka-fotoni%2F&amp;linkname=Ila%20B%C3%AAka%3A%20FOTONI" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fila-beka-fotoni%2F&amp;linkname=Ila%20B%C3%AAka%3A%20FOTONI" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fila-beka-fotoni%2F&amp;linkname=Ila%20B%C3%AAka%3A%20FOTONI" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fila-beka-fotoni%2F&amp;linkname=Ila%20B%C3%AAka%3A%20FOTONI" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fila-beka-fotoni%2F&amp;linkname=Ila%20B%C3%AAka%3A%20FOTONI" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fila-beka-fotoni%2F&#038;title=Ila%20B%C3%AAka%3A%20FOTONI" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/ila-beka-fotoni/" data-a2a-title="Ila Bêka: FOTONI"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/imagazine.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/ila-beka-fotoni/">Ila Bêka: FOTONI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gorizia: la Digital Art Gallery amplia gli orari</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/gorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 10:24:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[dag]]></category>
		<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74525</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l'arrivo della stagione estiva resterà aperta tutti i giorni fino a sera. Ingresso gratuito ma su prenotazione</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/DAG-3.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari/">Gorizia: la Digital Art Gallery amplia gli orari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – Con l’arrivo della stagione estiva, la <strong>Digital Art Gallery</strong> amplia il proprio calendario di aperture per accogliere cittadini e visitatori durante tutto il periodo di maggiore affluenza turistica.</p>
<p>Nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, <strong>la galleria rimarrà infatti aperta tutti i giorni</strong>, offrendo la possibilità di vivere l’esperienza immersiva sia nelle ore pomeridiane sia durante le serate estive.</p>
<p>Nel dettaglio, dal lunedì al venerdì gli spazi saranno visitabili <strong>dalle 15 alle 21, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi l’orario sarà esteso dalle 14 alle 23</strong>, consentendo al pubblico di fruire delle installazioni anche nelle ore serali, quando le atmosfere luminose e sonore della galleria acquisiscono una particolare intensità suggestiva.</p>
<h3><strong>La galleria</strong></h3>
<p>La Digital Art Gallery di Gorizia è la <strong>galleria digitale più grande d’Europa</strong>: 1.000 metri quadrati di un’installazione led curva di ultima generazione.</p>
<p>Nasce dalla trasformazione della <strong>Galleria Bombi</strong>, un vecchio tunnel cittadino, in un ambiente completamente immersivo dove le pareti diventano superfici digitali.</p>
<p>Qui l’arte non è più qualcosa da osservare a distanza, ma un’esperienza da attraversare fisicamente: il visitatore cammina dentro le immagini, circondato da luce, suoni e animazioni in continuo mutamento.</p>
<p>In questo contesto si inserisce l’opera di <strong>Refik Anadol</strong>, tra i principali artisti contemporanei nel campo della <em>digital art</em> e dell’uso dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>Il lavoro esposto, <strong><em>Data Tunnel</em>,</strong> è stato progettato appositamente per questo spazio e ne sfrutta appieno le caratteristiche: non è un’installazione “appoggiata” alla galleria, ma qualcosa che coincide con essa, trasformando il tunnel in una sorta di organismo visivo vivo.</p>
<p><strong>L’ingresso alla Digital Art Gallery è gratuito su prenotazione</strong>. Per tutte le informazioni consultare i seguenti link: <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://erpac.regione.fvg.it/it/dag-digital-art-gallery-gorizia-165754" target="_blank" rel="noopener">https://erpac.regione.fvg.it/it/dag-digital-art-gallery-gorizia-165754</a></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari%2F&amp;linkname=Gorizia%3A%20la%20Digital%20Art%20Gallery%20amplia%20gli%20orari" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari%2F&amp;linkname=Gorizia%3A%20la%20Digital%20Art%20Gallery%20amplia%20gli%20orari" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari%2F&amp;linkname=Gorizia%3A%20la%20Digital%20Art%20Gallery%20amplia%20gli%20orari" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari%2F&amp;linkname=Gorizia%3A%20la%20Digital%20Art%20Gallery%20amplia%20gli%20orari" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari%2F&amp;linkname=Gorizia%3A%20la%20Digital%20Art%20Gallery%20amplia%20gli%20orari" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fgorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari%2F&#038;title=Gorizia%3A%20la%20Digital%20Art%20Gallery%20amplia%20gli%20orari" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/gorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari/" data-a2a-title="Gorizia: la Digital Art Gallery amplia gli orari"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/DAG-3.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gorizia-la-digital-art-gallery-amplia-gli-orari/">Gorizia: la Digital Art Gallery amplia gli orari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intreccio dei virtuosismi goriziani e salentini</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/lintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 15:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[merletto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74470</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo Showroom della Scuola Merletti a Gorizia si arricchisce con nuove opere di pregio, grazie alla donazione da parte di Antonella Lombardo Renna</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/P1000805.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/lintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini/">L&#8217;intreccio dei virtuosismi goriziani e salentini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Bracciale in merletto goriziano disegnato e realizzato da Antonella Lombardo Renna (ph. fotoALTRAN-Gorizia)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – La<strong> Scuola Merletti</strong>, gestita dall’<strong>Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, </strong>ha recentemente arricchito la propria collezione di preziosi manufatti con una generosa donazione da parte di<strong> Antonella Lombardo Renna</strong>, maestra merlettaia e allieva esperta della<strong> Scuola Merletti di Gorizia.</strong></p>
<p>La donazione comprende un <strong>abito composto da gonna e corpetto</strong> con applicazioni in merletto, tecnica con la quale è realizzata anche la preziosa <strong><em>parure</em> con collier e bracciale</strong>. Il completo, destinato alle occasioni più importanti, è stato ideato e realizzato dalla maestra secondo i canoni più ricercati del Merletto goriziano.</p>
<p>Il completo destinato alle serate importanti è stato disegnato e realizzato dalla maestra secondo i canoni più raffinati del Merletto goriziano.</p>
<p>Vasta la gamma dei punti impiegati, tra cui spicca l’immancabile Fiandra a tre paia, emblema dell’inventiva goriziana.</p>
<p>La donazione testimonia ancora una volta come la <strong>Scuola Merletti di Gorizia</strong> non sia soltanto luogo di apprendimento, ma anche fucina di <strong>virtuosi scambi creativi</strong> tra maestre e allieve.</p>
<p>Attualmente la Scuola sta portando a compimento il <strong>percorso intensivo</strong> riservato ad allievi provenienti <strong>da tutta Italia</strong>, che raggiungono Gorizia per tre giorni al mese dedicandosi a una <em>full immersion</em> nel merletto sotto la guida dell’insegnante <strong>Mariagrazia Giacomini</strong>.</p>
<p>Il gruppo comprende sia allievi giovanissimi, che hanno già dimostrato grande talento, sia esperti provenienti da altre tradizioni regionali del merletto, <strong>desiderosi di confrontarsi con la tecnica goriziana e con l’apprendimento del disegno</strong>.</p>
<figure id="attachment_74471" aria-describedby="caption-attachment-74471" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-74471" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/DSC05305.jpg" alt="DSC05305" width="800" height="913" title="L&#039;intreccio dei virtuosismi goriziani e salentini 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/DSC05305.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/DSC05305-263x300.jpg 263w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/DSC05305-768x876.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-74471" class="wp-caption-text">Dettaglio in merletto goriziano dell’abito disegnato e realizzato da Antonella Lombardo Renna</figcaption></figure>
<p>A questa seconda categoria appartiene la maestra <strong>Antonella Lombardo Renna</strong>, originaria del Salento, che ha conosciuto fin da bambina il merletto lavorato a tombolo, una tecnica oggi quasi scomparsa nella sua terra d’origine.</p>
<p>Convinta che il merletto a fuselli debba essere preservato e tramandato, si è dedicata negli anni allo studio delle diverse tecniche dell’arte merlettaia in Italia e all’estero: da Cantù a Brioude, da Burano a Idrija, passando per Gorizia.</p>
<p>Diplomatasi come maestra merlettaia nel 2023 alla <strong>Scuola Merletti di Gorizia</strong>, forte anche dell’esperienza maturata come stilista nel proprio atelier, ha presentato una tesi dedicata alla storia dell’abito da sposa.</p>
<p>Nonostante il diploma già conseguito, <strong>Antonella Lombardo Renna</strong> continua a frequentare con passione e costanza i corsi goriziani: attualmente segue il <strong>percorso di specializzazione post diploma</strong> e, parallelamente, ha aperto la propria scuola nel Salento.</p>
<p>L’abito e la parure realizzati dalla maestra sono esposti al pubblico nelle vetrine dello Showroom Merletto goriziano di <strong>Corso Verdi 86 </strong>fino al 24 giugno.</p>
<h3>ORARI</h3>
<p>Da martedì a sabato dalle <strong>9.00</strong> alle <strong>13.00</strong> e dalle <strong>15.30</strong> alle <strong>19.30</strong></p>
<p>Lunedì e domenica <strong>CHIUSO</strong></p>
<p>Contatti</p>
<p><strong>E </strong><a href="mailto:merlettogoriziano.erpac@regione.fvg.it">merlettogoriziano.erpac@regione.fvg.it</a></p>
<p><strong>T</strong> 0481 385300</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99intreccio%20dei%20virtuosismi%20goriziani%20e%20salentini" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99intreccio%20dei%20virtuosismi%20goriziani%20e%20salentini" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99intreccio%20dei%20virtuosismi%20goriziani%20e%20salentini" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99intreccio%20dei%20virtuosismi%20goriziani%20e%20salentini" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99intreccio%20dei%20virtuosismi%20goriziani%20e%20salentini" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini%2F&#038;title=L%E2%80%99intreccio%20dei%20virtuosismi%20goriziani%20e%20salentini" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/lintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini/" data-a2a-title="L’intreccio dei virtuosismi goriziani e salentini"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/P1000805.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/lintreccio-dei-virtuosismi-goriziani-e-salentini/">L&#8217;intreccio dei virtuosismi goriziani e salentini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ruota libera</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ascanio Cosma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 08:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[codroipo]]></category>
		<category><![CDATA[erpac]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[villa manin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74214</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="911" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mostra bici Villa Manin 08" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08-1024x683.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Ruota libera 5"> A Villa Manin oltre 60 modelli d’epoca e contemporanei per un viaggio nella storia della bicicletta</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/">Ruota libera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(© Stefan Nita)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Curata dal collezionista <strong>Mario Cionfoli </strong>di Vicenza, l’esposizione propone un percorso narrativo che attraversa epoche e contesti diversi e racconta come questo mezzo abbia ampliato le possibilità di movimento, lavoro e scoperta per milioni di persone.</p>
<p>Il racconto prende avvio nel 1815, quando il barone Karl von Drais ideò la draisina, primo prototipo di bicicletta in legno, nato come risposta a una grave crisi climatica che aveva ridotto drasticamente il numero dei cavalli. Da oggetto costoso e simbolo di status, la bicicletta si trasformò progressivamente in un mezzo sempre più diffuso, diventando strumento di lavoro, mezzo di spostamento quotidiano e protagonista di nuove forme di competizione sportiva, con le prime gare ciclistiche e i grandi eventi sportivi che contribuirono a trasformarla in un’occasione di riscatto sociale.</p>
<p>In mostra <strong>62 biciclette storiche e contemporanee</strong>, provenienti dal museo “Bicicleria” di Vicenza, il Museo della Bicicletta di Salcedo (VI), la Collezione Renato Bulfon di Mortegliano e la collezione privata di Alessandro Gallici.</p>
<p>Tra i modelli esposti, figurano esemplari iconici della storia del ciclismo (come la Legnano di Gino Bartali del 1946, la Colnago di Tadej Pogačar, o la bici di Marco Pantani) accanto a biciclette che testimoniano l’evoluzione tecnica e progettuale del mezzo.</p>
<p>L’allestimento, organizzato in <strong>sezioni tematiche</strong>, è accompagnato da fotografie d’epoca, documenti originali e materiali d’archivio che illustrano l’evoluzione tecnica della bicicletta: dai telai in ferro e acciaio, all’alluminio e alla fibra di carbonio, dai primi sistemi meccanici fino alle innovazioni più recenti come il cambio elettronico e i freni a disco.</p>
<p>Ampio spazio è riservato anche al trasferimento tecnologico, per mostrare come molte innovazioni nate nel campo della bicicletta abbiano contribuito allo sviluppo di altri settori, dall’industria motociclistica e automobilistica fino all’aeronautica. In chiusura, uno sguardo al presente e al rinnovato interesse verso forme di mobilità più sostenibili.</p>
<p>La mostra mette in luce anche il ruolo della bicicletta nel processo di <strong>emancipazione femminile</strong>: la possibilità per le donne di salire in sella, inizialmente ostacolata da diffidenze e discriminazioni, rappresentò un passaggio importante verso nuove forme di autonomia. Figura simbolo di questo percorso è Alfonsina Strada, unica donna a partecipare al Giro d’Italia maschile nel 1924.</p>
<figure id="attachment_74215" aria-describedby="caption-attachment-74215" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-74215" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-14.jpg" alt="Mostra bici Villa Manin 14" width="800" height="533" title="Ruota libera 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-14.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-14-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-14-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-14-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-14-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-74215" class="wp-caption-text">(© Stefan Nita)</figcaption></figure>
<p>Con il suo intreccio di storia, tecnologia e cultura popolare, “<strong><em>Ruota Libera</em></strong>” invita il pubblico a riscoprire la bicicletta come uno degli oggetti più significativi della modernità. La mostra sarà visitabile fino al 30 agosto, dal martedì alla domenica; ogni prima domenica del mese è previsto l’accesso a prezzo ridotto.</p>
<p>Il calendario della mostra prevede inoltre eventi collaterali rivolti al pubblico. <strong>Per ulteriori informazioni: </strong><a href="http://www.villamanin.it" target="_blank" rel="noopener">www.villamanin.it</a> &#8211; <a href="mailto:info@villamanin.it">info@villamanin.it</a> &#8211; 0432 821211</p>
<h3><strong>ORARI MOSTRA</strong></h3>
<p>Dal 19 maggio al 30 agosto 2026</p>
<p>Da martedì a domenica dalle 10 alle 19</p>
<p>Ogni prima domenica del mese l’ingresso alla mostra è a prezzo ridotto</p>
<p>Aperture speciali: lunedì 2 giugno</p>
<h3><strong>BIGLIETTI</strong></h3>
<p><strong>Intero &#8211; </strong>€7,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €10,00)</p>
<p><strong>Ridotto* &#8211;</strong> €4,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €7,00)</p>
<p><strong>Ridotto gruppi** &#8211;</strong> €3,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €5,00)</p>
<p><strong>Omaggio &#8211; </strong>Bambini fino a 12 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tesserati ICOM; giornalisti con regolare tessera in servizio.</p>
<p><strong>Info e prenotazioni</strong>: telefono +39 0432 821211 email: <a href="mailto:bookshop@villamanin.it">bookshop@villamanin.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&#038;title=Ruota%20libera" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/" data-a2a-title="Ruota libera"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/">Ruota libera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
