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		<title>Sutrio avvolta dalla magia del legno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 14:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[carnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="911" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/magia-del-legno.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="magia del legno" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/magia-del-legno.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/magia-del-legno-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/magia-del-legno-1024x683.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/magia-del-legno-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/magia-del-legno-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/magia-del-legno-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Sutrio avvolta dalla magia del legno 1"> Scultori e maestri artigiani lavoreranno dal vivo lungo le vie del paese. Una mostra-mercato, dimostrazioni, laboratori racconteranno una tradizione che appartiene all’identità più autentica della Carnia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/magia-del-legno.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/sutrio-avvolta-dalla-magia-del-legno/">Sutrio avvolta dalla magia del legno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per un’intera giornata il profumo del legno appena scolpito, i trucioli lungo i bordi dei vicoli, il suono degli scalpelli e il ritmo delle sgorbie torneranno a riempire le strade di <strong>Sutrio. </strong></p>
<p><strong>Domenica 6 settembre </strong>il borgo carnico ai piedi del monte Zoncolan, in Friuli Venezia Giulia, ospiterà <em><strong>Magia del Legno</strong></em>, tradizionale manifestazione di fine estate dedicata a una delle arti più radicate nella storia locale.</p>
<p>Lungo le vie, nei cortili e sotto i porticati, <strong>artigiani e scultori realizzeranno dal vivo pezzi unici</strong>, raccontando al pubblico tecniche, strumenti e segreti di un mestiere antico. In mostra e in vendita ci saranno <strong>sculture, oggetti d’uso quotidiano, complementi d’arredo, mobili, giocattoli, incisioni decorative</strong> e creazioni che uniscono abilità manuale, memoria e creatività contemporanea.</p>
<p>La <strong>lavorazione del legno</strong>, a Sutrio, non è soltanto una tradizione artigianale: è un <strong>tratto identitario</strong>, come testimonia lo straordinario <strong>Presepio di Teno</strong>, visitabile tutto l’anno in un’antica casa del paese.</p>
<p>Realizzato in trent’anni di lavoro dal maestro artigiano Gaudenzio Straulino (1905-1988), il presepio non è ambientato in Terra Santa ma proprio a Sutrio, con miniature in movimento che riproducono case, chiesa, botteghe, mulini, segherie, malghe e scene di vita quotidiana legate alla fienagione e alla falegnameria.</p>
<h3><strong>Un paese-laboratorio tra mostra mercato, antichi mestieri e attività per famiglie</strong></h3>
<p>Il cuore della giornata sarà la <strong>Mostra-mercato di artigianato del legno</strong>, che animerà il centro storico con espositori impegnati a lavorare davanti ai visitatori. Gli angoli più caratteristici del paese diventeranno piccole botteghe all’aperto, dove osservare da vicino le fasi della scultura, dell’intaglio e della rifinitura.</p>
<p>Il programma prevede inoltre <strong>laboratori a tema, chioschi enogastronomici, attività e giochi per bambini</strong> ed esibizioni di <strong>scultura e intaglio con motosega</strong> a cura dell’<strong>Eddj Team</strong>.</p>
<p>In alcune aree del borgo saranno <strong>rievocati i lavori di un tempo</strong>: i più piccoli potranno cimentarsi con vecchi giochi in legno, mentre gli adulti ritroveranno gesti e consuetudini della vita di montagna. A completare l’atmosfera, musica tradizionale dal vivo e menu tipici proposti negli stand e nelle trattorie.</p>
<p>La festa sarà anticipata <strong>sabato 5 settembre</strong> da un calendario di appuntamenti: visite guidate per <strong>Riscoprire la filiera del legno</strong>, laboratori creativi per bambini e famiglie con Picjots e, in serata, <strong>Not(t)e in cammino</strong>, concerto itinerante a cura del Coro Sutrio inCanta con la partecipazione del Coro Rualan di Valle di Cadore e del Grop Corȃl Vidulês di Vidulis di Dignano.</p>
<h3><strong>Il Presepe del Vaticano, simbolo di arte e sostenibilità</strong></h3>
<p>Tra le attrattive più significative spicca il <strong>Presepe che nel Natale 2022 fu esposto in Piazza San Pietro</strong>, realizzato da artigiani e scultori di Sutrio e del Friuli Venezia Giulia. Oggi l’opera è visitabile nel centro del paese, di fronte all’ufficio della Pro Loco in via Linussio 1.</p>
<p>Il presepe si sviluppa su una superficie di 116 metri quadrati e comprende 18 statue scolpite da 11 artisti; nelle ore serali è valorizzato da 50 punti luce che ne mettono in risalto forme, materiali e dettagli. Il progetto è stato concepito con particolare attenzione alla sostenibilità: <strong>nessun albero è stato abbattuto per ricavare la materia prima</strong>.</p>
<p>Emblematica, in questo senso, è la culla del Bambino, scolpita da Stefano Comelli, con l’artista Martha Muser, nella radice di un albero sradicato dalla tempesta Vaia. La cupola del presepe, sovrastata dall’Angelo, raggiunge i 7 metri di altezza e conferisce all’insieme un forte impatto scenografico.</p>
<h3><strong>Un itinerario tra sculture monumentali e memoria del borgo</strong></h3>
<p>A Sutrio il legno accompagna il visitatore a ogni passo: dai ballatoi delle case tradizionali alle <strong>sculture monumentali</strong> realizzate negli anni in occasione di <strong>Magia del Legno</strong>.</p>
<p>Proprio dal Presepe del Vaticano prende avvio un percorso che attraversa il paese e conduce alla scoperta degli scorci più suggestivi, intrecciando arte, storia locale e cultura della Carnia. Le grandi figure lignee si ispirano alle miniature del Presepio di Teno, reinterpretate in dimensioni monumentali dagli scultori.</p>
<p>Nel borgo sono presenti anche <strong>panchine artistiche</strong>, trasformate in elementi di arredo urbano e racconto identitario. Per l’edizione 2026 tornerà dall’Argentina lo scultore <strong>Tomas Franzoi</strong>, già autore di una monumentale Natività, che realizzerà una <strong>nuova statua a grandezza naturale dedicata alla “mede”, il tradizionale covone di fieno</strong> simbolo dei lavori in montagna.</p>
<p>Il pubblico potrà seguirlo all’opera già dalla settimana precedente la manifestazione.</p>
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		<title>I detenuti imparano a realizzare gli scarpets carnici</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/i-detenuti-imparano-a-realizzare-gli-scarpets-carnici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[tolmezzo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corso di formazione all'interno della Casa circondariale di Tolmezzo, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e il recupero degli antichi mestieri artigianali</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/Creazione-delle-Suole.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/i-detenuti-imparano-a-realizzare-gli-scarpets-carnici/">I detenuti imparano a realizzare gli scarpets carnici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>La creazione delle suole degli scarpets</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>TOLMEZZO – La <strong>Fondazione Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”</strong> ha avviato, all’interno della <strong>Casa Circondariale di Tolmezzo</strong>, un corso di formazione articolato in moduli e dedicato alla realizzazione manuale delle solette degli originali <em>scarpets</em> carnici, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e il recupero degli antichi mestieri artigianali.</p>
<p>L’iniziativa, nata all’interno del progetto <em>“Casa Gortani, tramandare il futuro. A scuola di scarpets e antichi mestieri delle eccellenze artigianali carniche”</em>, intende valorizzare la cultura come strumento di cambiamento e riscatto sociale.</p>
<p>Attraverso l’apprendimento di competenze artigianali, il progetto intende infatti offrire ai partecipanti un’opportunità di crescita personale e professionale, contribuendo al tempo stesso alla tutela e alla trasmissione di uno dei saperi più rappresentativi della tradizione carnica.</p>
<h3><strong>I partecipanti</strong></h3>
<p>Sono nove i partecipanti al laboratorio artigianale che, in questo primo modulo, avranno la possibilità di acquisire competenze specifiche nella realizzazione delle solette degli originali scarpets carnici e, in prospettiva, di contribuire alla produzione di solette su misura destinate alle artigiane che realizzano gli <em>scarpets</em> certificati con il marchio “Scarpetti”®.</p>
<p><em>«Siamo felici dell’avvio di questa attività che valorizza un’eccellenza artigianale del territorio montano della nostra regione come il progetto “Scarpetti, i scarpets de Cjargne”. Crediamo che la cultura e il saper fare tradizionale possano diventare strumenti concreti di inclusione e crescita personale. Per questo il progetto assume un significato particolare all’interno della Casa Circondariale, dove la formazione può contribuire a costruire nuove opportunità per il futuro. Ringrazio la dottoressa Irene Iannucci, Direttore della Casa Circondariale di Tolmezzo, insieme a tutta la Direzione e al personale per la collaborazione e la disponibilità dimostrate», </em>commenta <strong>Aurelia Bubisutti</strong>, presidente della Fondazione Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”.</p>
<h3><strong>Il primo modulo del laboratorio</strong></h3>
<p>Il primo modulo formativo prevede un corso di 30 ore, tenuto da due artigiane licenziatarie del marchio di certificazione “Scarpetti”®.</p>
<p>Il modulo si concentra sulla realizzazione interamente tramite cucitura a mano delle solette degli originali <em>scarpets</em> carnici.</p>
<p>I kit di strumenti necessari al lavoro sono forniti per la durata del corso dal Museo Carnico.</p>
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		<title>Fasjn la mede</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/fasjn-la-mede/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 16:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[sutrio]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="911" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/01-Sutrio_Fasjn-la-mede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="01 Sutrio Fasjn la mede" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/01-Sutrio_Fasjn-la-mede.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/01-Sutrio_Fasjn-la-mede-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/01-Sutrio_Fasjn-la-mede-1024x683.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/01-Sutrio_Fasjn-la-mede-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/01-Sutrio_Fasjn-la-mede-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/01-Sutrio_Fasjn-la-mede-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Fasjn la mede 2"> A Sutrio festa della fienagione nei prati dello Zoncolan: piatti e prodotti tipici per un picnic a km zero</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/01-Sutrio_Fasjn-la-mede.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/fasjn-la-mede/">Fasjn la mede</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(© Elia Falaschi / Alice Durigatto)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torna a <strong>Sutrio</strong> la tradizionale festa della fienagione <strong><em>Fasjn la mede</em></strong> (ovvero, dal carnico, “<em>Facciamo i covoni di fieno</em>”).</p>
<p>L’appuntamento è sui prati del monte <strong>Zoncolan </strong><strong>domenica 19 luglio.</strong></p>
<p>L’inconsueta festa è nata per ricordare, e soprattutto far conoscere alle ultime generazioni e ai turisti, uno dei più diffusi fra gli antichi <strong>lavori della montagna carnica</strong>, ovvero la <strong>fienagione in montagna</strong>, dalla falciatura dell’erba alla composizione di grandi covoni di fieno.</p>
<p>Un compito che era appannaggio principalmente del mondo femminile e che verrà riproposto da gruppi di <strong>donne </strong>di Sutrio vestite con gli <strong>abiti tradizionali</strong>, affiancate da <strong>uomini e bambini, pure in costume.</strong></p>
<p>Per tutta la giornata nei prati della località <strong>Suart</strong> (raggiungibili dal parcheggio) si susseguiranno le <strong>varie fasi della fienagione</strong>: gli uomini (i <em>setors</em>) che tagliano l’erba con la falce; le donne (le <em>vores</em>) che sparpagliano il fieno, poi lo raccolgono in altissimi covoni (la <em>mede</em>) e a mezzogiorno si siedono alla loro ombra per rifocillarsi con la <em>cjacule</em> (il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto).</p>
<p>Tutti saranno <strong>invitati a partecipare a questi momenti</strong>, e una particolare attenzione sarà rivolta ai <strong>bambini, coinvolti in giochi, animazione, corse nei prati</strong>: insomma una giornata di libertà e divertimento per i più piccoli con i semplici e fantasiosi giochi di un tempo, mentre i genitori si potranno rilassare, godendosi natura e paesaggi.</p>
<p>A fare da contorno a <em>Fasjn la mede</em> ci saranno un <strong>Mercatino agroalimentare e artigianale </strong>e dei<strong> punti ristoro a cura dei ristoranti locali</strong>, dove si<strong> </strong>degusteranno piatti tradizionali, ispirati alle ricette dell’indimenticabile chef carnico Gianni Cosetti: <strong>frico con polenta e<em> cjapus cu las frices</em>, cjarsons, vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco.</strong></p>
<p>Per chi volesse tuffarsi ancor più nell’atmosfera agreste saranno messi a disposizione <strong>coperta, cestino e <i>cjacule, </i>dove riporre i piatti o i gustosi<i> </i>prodotti della tradizione a km0 acquistabili sul posto, </strong>per preparare il proprio<strong> picnic </strong>personalizzato.</p>
<p>In programma anche la <strong>Mostra delle erbe spontanee </strong>a cura del Maestro <strong>Domenico Molfetta </strong>e delle<strong> Camminate con Ursula Puntel alla ricerca delle erbe </strong>spontanee per riconoscerle e conoscerne gli utilizzi e i segreti.</p>
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		<title>Dieci modi di interpretare i Cjarsòns</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/dieci-modi-di-interpretare-i-cjarsons/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 17:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[sutrio]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="909" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Festa-dei-Cjarsons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Festa dei Cjarsons" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Festa-dei-Cjarsons.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Festa-dei-Cjarsons-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Festa-dei-Cjarsons-1024x681.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Festa-dei-Cjarsons-768x511.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Festa-dei-Cjarsons-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Festa-dei-Cjarsons-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Dieci modi di interpretare i Cjarsòns 3"> Un tempo il piatto della festa, oggi simbolo della cucina carnica. Torna a Sutrio la festa di primavera</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Festa-dei-Cjarsons.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/dieci-modi-di-interpretare-i-cjarsons/">Dieci modi di interpretare i Cjarsòns</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Hanno radici lontane i <strong>Cjarsòns</strong>, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della <strong>Carnia</strong>.</p>
<p>La loro origine è legata ai <strong>cramârs</strong>, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella <em>crassigne,</em> una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle.</p>
<p>Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i <em>Cjarsòns, </em><strong>agnolotti </strong>con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: <strong>spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche</strong>&#8230;</p>
<p>Quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della <em>crassigne</em>, dato che <strong>nulla doveva essere sprecato</strong>.</p>
<p>Ancora oggi in Carnia moltissime sono le <strong>ricette dei <em>Cjarsòns</em></strong> e il loro ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia: se ne contano <strong>oltre 50 variazioni</strong>.</p>
<p>Ogni massaia, ogni ristorante ne ha la propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: <em>ont</em> (burro fuso), una grattugiata di <em>scuete fumade </em>(ricotta affumicata) e spesso anche una spolverata di cannella.</p>
<p>A questa golosa prelibatezza (un tempo il piatto della festa, ora diventato simbolo della gastronomia carnica) <strong>Sutrio </strong>dedica una festa, divenuta ormai fra i più tradizionali e attesi appuntamenti primaverili del Friuli Venezia Giulia. Quest&#8217;anno la <strong>Festa dei Cjarsòns</strong> raddoppia e si tiene nel <strong>week end del </strong><strong>6 </strong>(solo a cena)<strong> e 7 giugno </strong>(tutto il giorno).</p>
<h3><strong>Cjarsòns: percorso del gusto in 10 tappe </strong></h3>
<p>Negli angoli più caratteristici del paese saranno allestite <strong>sabato 6 per</strong><strong> cena e domenica 7 giugno tutto il giorno (fino alle 18) 10</strong><strong> isole di degustazione</strong> dove <strong>10 associazioni del territorio</strong>, in rappresentanza delle vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale.</p>
<p>Si potranno così confrontare fra loro i sapori inconsueti di questo cibo e conoscere le diverse anime che caratterizzano un <strong>piatto giocato fra salato e dolce</strong> che, pur avendo un’origine povera e popolare, è complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione, con una <strong>nota speziata</strong> decisamente inconsueta nella gastronomia montana.</p>
<p>In degustazione ci saranno <strong><em>cjarsòns</em> salati o dolci</strong>, con l’involucro a base di patate o di pasta tirata semplicemente con farina 00, acqua e sale, insaporiti da erbe primaverili o con elaborati ripieni (come biscotti secchi, amaretti, cacao, uva sultanina, grappa, caffè e aromi di rhum, arancia e limone), con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, oppure addirittura con piccole scaglie di cioccolato fondente e con altri ingredienti più o meno comuni.</p>
<p>In abbinamento ai Cjarsòns, <strong>pregiati vini del Friuli Venezia Giulia</strong>, che saranno messi in mescita in 5 punti enoteca. Per produrre meno rifiuti la Pro loco di Sutrio, che organizza l’evento, invita a portarsi da casa il calice e le posate.</p>
<p>Per risparmiare tempo e assicurarsi il posto si possono acquistare in prevendita online i voucher degustazione sul sito prolocosutrio.com, senza costi aggiuntivi. La prevendita termina sabato 6 giugno alle 13.00.</p>
<h3><strong>Mercatino, corsi di cucina, passeggiate botaniche</strong></h3>
<p>A fare da contorno agli stand gastronomici, un animato <strong>Mercatino con i prodotti del territorio,</strong> <strong>musica dal vivo </strong>e una serie di <strong>attività</strong> per grandi e piccoli che prenderanno il via fin dalla mattina di<strong> sabato 6 giugno</strong>.</p>
<p>Fra gli appuntamenti, <strong>“</strong><strong><em>Impara a fare i cjarsòns</em></strong><strong>”</strong>, un corso di cucina pratico con degustazione finale tenuto dalla <em>foodblogger</em> carnica<strong> Chiara Selenati</strong> (alle 10 e alle 16) in Sala Kaiser (viale Valcalda 1), la <strong>Passeggiata per famiglie per riconoscere fiori e foglie e i loro utilizzi e proprietà </strong>con Ursula Puntel, erborista, divulgatrice e custode di antiche tradizioni (alle 16.00) con ritrovo presso l’ufficio Pro Loco in Via Linussio 1, il <strong>Laboratorio del legno per bambine e bambini</strong> a cura dell’Associazione Spazio Famiglia (dalle 17.00) e, a conclusione della giornata <strong>concerto</strong> con “I Mercatovecchio” alle 21.30 nell’Ort di Sior Matie.</p>
<p><strong>Domenica 7 giugno</strong> si ripeteranno il Corso per imparare a fare i cjarsòns (alle 10 e alle 16), la Passeggiata per famiglie per riconoscere fiori e foglie (alle 11), il Laboratorio del legno per bambine e bambini (dalle ore 11) e alle 14.30 si terrà l’incontro “<strong>Storie di Cjarsons: il racconto delle tradizioni racchiuse in un piatto”</strong> dedicato ai risultati del progetto Go!Pasta Fondo piccoli progetti (SPF) dedicato a GO! 2025 all’interno del programma Interreg Italia-Slovenija 2021-2027.</p>
<p>L’evento si svolgerà in sala polifunzionale (via Roma 35/A) a ingresso libero.</p>
<p>In caso di maltempo la Festa dei Cjarsòns sarà cancellata.</p>
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		<title>Fums, profums e salums</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/fums-profums-e-salums/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 08:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[sutrio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="839" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Fums-profums-salums_ph-Denis-Blarasin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fums profums salums ph Denis Blarasin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Fums-profums-salums_ph-Denis-Blarasin.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Fums-profums-salums_ph-Denis-Blarasin-300x184.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Fums-profums-salums_ph-Denis-Blarasin-1024x629.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Fums-profums-salums_ph-Denis-Blarasin-768x472.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Fums, profums e salums 4"> I prodotti affumicati della montagna protagonisti a Sutrio. Con il concorso per il miglior salame affumicato del FVG</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Fums-profums-salums_ph-Denis-Blarasin.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/fums-profums-e-salums/">Fums, profums e salums</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Denis Blarasin)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Appuntamento domenica 26 aprile</strong> a<strong> Sutrio</strong> con <strong><em>Fums, profums e salums, </em></strong>la tradizionale festa che <strong>questo</strong> pittoresco borgo fra i monti della Carnia in Friuli Venezia Giulia dedica da anni al meglio della norcineria del territorio, allargando il suo ambito a tutto ciò che riguarda l’<strong>affumicatura tradizionale dei prodotti di montagna</strong>.</p>
<p>Protagonisti della festa saranno <strong>prodotti artigianali di alta qualità, non solo derivati dalla lavorazione del maiale </strong>(come era stato nelle prime edizioni della manifestazione), ma anche <strong>prodotti affumicati di qualsiasi tipologia:</strong> quindi accanto agli intramontabili <strong>salami,</strong> sarà dato spazio anche alla <strong>trota,</strong> alla <strong>ricotta</strong> e ai <strong>formaggi</strong>, alle <strong>verdure</strong> delle aziende agricole locali, ai <strong>prodotti di selvaggina</strong> ed altro ancora.</p>
<h3><strong>Degustazione a tappe a cura dei ristoratori del territorio</strong></h3>
<p>Il <strong>percorso del gusto</strong> dedicato all’affumicatura si dipanerà in una <strong>decina di tappe</strong> scandite da stand disposti nel centro del paese e curati ciascuno da un <strong>ristoratore locale</strong>, che proporrà <strong>un</strong> <strong>piatto a base di prodotti affumicati </strong>elaborato dal suo chef seguendo <strong>ricette tradizionali oppure rivisitate</strong>, in modo che il pubblico possa conoscere lo stile della sua cucina.</p>
<p>Ogni piatto sarà abbinato a <strong>pregiati vini DOC del Friuli Venezia Giulia</strong>.</p>
<p>Fra gli eventi che arricchiranno la manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Sutrio, ci saranno il <strong>Mercatino agroalimentare</strong> con produttori del territorio, la <strong>musica dal vivo e vari appuntamenti</strong>, come l’<strong>incontro</strong> in Sala polifunzionale, durante la mattinata, un evento gratuito promosso dalla neonata <strong>Accademia delle erbe di montagna di Passo di Monte Croce Carnico</strong>.</p>
<p>Si parlerà di come allevare un maiale per la macellazione e di come avveniva quest&#8217;ultima a livello casalingo. Ursula Puntel, coltivatrice e laureata in tecniche erboristiche, proporrà un <strong>workshop su come preparare un sale aromatizzato per insaporire la carne</strong>, parlerà delle <strong>erbe che si usavano una volta per affumicare la carne</strong>, con consigli sul loro utilizzo.</p>
<p>Marie Louise Loos, chef di corte del Granduca Ereditario del Lussemburgo che oggi vive tra le vette del Passo Monte Croce Carnico, durante l&#8217;evento preparerà delle <strong>polpettine di maiale da accompagnare con una salsina alle erbe aromatiche</strong> con assaggio per i presenti.</p>
<h3><strong>Concorso per il salame affumicato più buono del FVG</strong></h3>
<p>Molto atteso è l’appuntamento con &#8220;<strong>Salat, fumat e mangjat!</strong>&#8220;, il <strong>Concorso per il salame affumicato più buono del FVG</strong>, giunto alla sua terza edizione. Vi possono partecipare sia macellerie che privati: il vincitore sarà decretato da una giuria di esperti alle 16.00 in Sala Kaiser (via Valcalda 1). Seguirà una <strong>degustazione dei salami in concorso aperta a tutti.</strong></p>
<h3><strong>L’affumicatura, arte antica in Carnia</strong></h3>
<p>Le radici dell’affumicatura in Carnia risalgono ai <strong>Celti</strong> che, non conoscendo l’uso del sale, <strong>utilizzavano erbe aromatiche e fumo per conservare gli alimenti</strong>.</p>
<p>L’affumicatura rappresenta una <strong>vera e propria arte in Carnia</strong>, dove la conoscenza di questa tecnica di conservazione si tramanda da tempi antichissimi. Infatti soprattutto in un territorio montano come la Carnia, caratterizzato da isolamento e difficoltà nei collegamenti, l’affumicatura era uno dei metodi più diffusi per conservare gli alimenti.</p>
<p>I <strong>salumi </strong>erano (e sono) i principali prodotti sottoposti all’affumicatura e in Carnia se ne è sviluppata una <strong>notevole varietà</strong>, dato che l’isolamento dovuto alle montagne e alle vie di comunicazione disagevoli ha fatto sì che quasi ogni paese avesse il proprio segreto nel prepararli.</p>
<p>Depositari di questo sapere erano i <strong><em>purcitàrs</em></strong> – i norcini locali, ciascuno con una propria ricetta per insaporire le carni ed alcuni ancora attivi – che erano invitati dalle famiglie a preparare i salami.</p>
<p>Sul gusto finale influiscono poi non solo gli ingredienti, ma anche il luogo di stagionatura, la cantina che gioca un ruolo fondamentale nel processo di maturazione, contribuendo a rendere ogni salume unico nel suo genere. Questo fa sì che i salami abbiano un sapore simile, ma mai uguale.</p>
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		<title>Tolmezzo premia i cortometraggi delle terre alte</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/tolmezzo-premia-i-cortometraggi-delle-terre-alte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[audiovisivo]]></category>
		<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[tolmezzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="838" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/spinotti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="spinotti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/spinotti.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/spinotti-300x184.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/spinotti-1024x628.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/spinotti-768x471.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Tolmezzo premia i cortometraggi delle terre alte 5"> Cerimonia di premiazione per "Cortomontagna", con i migliori lavori designati dalla giuria presieduta dal direttore della fotografia Dante Spinotti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/spinotti.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/tolmezzo-premia-i-cortometraggi-delle-terre-alte/">Tolmezzo premia i cortometraggi delle terre alte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Dante Spinotti durante le premiazioni della passata edizione</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le montagne di tutto il mondo tornano a raccontare le loro storie a <strong><em>Cortomontagna</em>: sabato 31 gennaio</strong>, a<strong> Tolmezzo</strong>, si terrà la premiazione dell&#8217;11ª edizione del concorso, con i migliori cortometraggi designati dalla giuria presieduta dal direttore della fotografia <strong>Dante Spinotti</strong>.</p>
<p>Nelle due nuove sezioni a concorso, <strong>“cortometraggi dal mondo”</strong> e <strong>“cortometraggi dall’Italia”</strong>, sono stati 815 i film iscritti, 114 quelli selezionati e 15 i titoli finalisti, offrendo uno sguardo ampio e articolato sul cinema d&#8217;alta quota contemporaneo.</p>
<p>Per l’eccezionale qualità visiva e sonora e la forza poetica del racconto, il <strong>premio della sezione cortometraggi dal mondo va a “Sea” di Xiaojyn Gu (Cina 2024)</strong>, che racconta la vita di una comunità che abita montagne impervie e innevate attraverso una narrazione intima e universale, capace di restituire alla montagna una dimensione profondamente poetica.</p>
<p><strong>Menzione speciale a “Nueva Obsesión” di Elena Infante Pérez (Spagna 2025)</strong>, un intenso racconto in prima persona in cui la protagonista dedica la scalata della parete <em>Postmortem</em> al suo cane Golfo, trasformando il lutto in un gesto simbolico di memoria e ossessione.</p>
<p>Nella <strong>sezione nazionale viene premiato “Le Orobie e i suoi abitanti” di Daniele Gangemi (Italia 2025)</strong>, documentario che si distingue per la qualità scientifica e visiva con cui restituisce le Alpi Orobie come ecosistema interconnesso. Dalle riprese della fauna alle eleganti visualizzazioni del micelio, il film traduce il wood wide web in una potente metafora di cooperazione ed equilibrio naturale.</p>
<p><strong>Menzione speciale</strong> a <strong>“Giro di vite &#8211; Crackdown” di Mario Cipollone e Michał Stenzel (Italia 2025)</strong>, per la capacità di affrontare un tema urgente e poco esplorato nel cinema di montagna. Ambientato in un piccolo borgo e costruito su un impianto essenziale di primi piani, il film restituisce con rigore visivo un clima di chiusura e conflitto, trasformando uno spazio quotidiano in luogo di confronto etico e civile.</p>
<p>I riconoscimenti saranno attribuiti nel corso della cerimonia, condotta dalla giornalista Francesca Spangaro, durante la quale verranno proiettati i film premiati, con il commento dei registi (<strong>ore 17, Nuovo Cinema David</strong>, ingresso libero).</p>
<p>Nell&#8217;occasione <strong>verranno anche presentate due esperienze cinematografiche realizzate in Carnia nel 2025</strong> e ispirate a storie locali.</p>
<p>Saranno proiettate in anteprima alcune scene del cortometraggio <strong>“Fischiosauro”</strong>, tratto dalla leggenda del Fischiosauro e ambientato tra le frazioni di Timau e Claulis, a Paluzza, che è stato realizzato nella masterclass di cinema con il regista Swan Bergman durante il Festival della Montagna della scorsa estate.</p>
<p>Verranno inoltre proposte alcune scene di <strong>“Madalene”</strong>, cortometraggio girato in Val Pesarina nell&#8217;ambito del corso di sceneggiatura e regia promosso da Cortomontagna con lo sceneggiatore Elia Adami e il regista Federico Gallo.</p>
<p>Cortomontagna è realizzato da Asca, l&#8217;associazione delle sezioni Cai di Carnia, Canal del Ferro e Val Canale, con la collaborazione della Comunità di montagna della Carnia, il Consorzio Bim Tagliamento e il Consorzio Boschi Carnici, grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di numerosi enti e istituzioni.</p>
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		<title>In Carnia le olimpiadi degli Alpini</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/in-carnia-le-olimpiadi-degli-alpini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 15:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[alpini]]></category>
		<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="767" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/alpiniadi-Riunione-Arta-Terme-con-varie-rappresentanze.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="alpiniadi Riunione Arta Terme con varie rappresentanze" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/alpiniadi-Riunione-Arta-Terme-con-varie-rappresentanze.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/alpiniadi-Riunione-Arta-Terme-con-varie-rappresentanze-300x168.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/alpiniadi-Riunione-Arta-Terme-con-varie-rappresentanze-1024x575.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/alpiniadi-Riunione-Arta-Terme-con-varie-rappresentanze-768x431.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/alpiniadi-Riunione-Arta-Terme-con-varie-rappresentanze-1280x720.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="In Carnia le olimpiadi degli Alpini 6"> Gli atleti si confronteranno in tre discipline: la corsa in montagna individuale, la corsa a staffetta e la marcia di regolarità</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/alpiniadi-Riunione-Arta-Terme-con-varie-rappresentanze.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/in-carnia-le-olimpiadi-degli-alpini/">In Carnia le olimpiadi degli Alpini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Gli organizzatori dell&#8217;evento</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>La 5ª edizione delle <strong><em>Alpiniadi</em></strong> si svolgerà dal 2 al 5 luglio in Carnia dove gli atleti si confronteranno in tre discipline: la corsa in montagna individuale, la corsa a staffetta e la marcia di regolarità.</p>
<p>I percorsi si snoderanno lungo i sentieri toccati da sempre dalla storia e verranno coinvolti principalmente i comuni di <strong>Arta Terme</strong>, <strong>Paluzza</strong> e <strong>Tolmezzo</strong>, ma la Carnia intera è pronta ad accogliere i numerosi partecipanti e spettatori della manifestazione.</p>
<p>Sono ormai diversi mesi che la Sezione Carnica dell’Associazione Nazionale Alpini è impegnata, con i suoi 30 gruppi sparsi in tutta la Carnia, ad organizzare le <em>Alpiniadi</em> nella sua terra, cercando di coinvolgere il più possibile il territorio locale.</p>
<p>Sono quindi all&#8217;ordine del giorno le riunioni con le diverse realtà locali per fare il punto della situazione e organizzare l&#8217;evento.</p>
<p>Ultimo in ordine di tempo, l&#8217;incontro, tenutosi nei locali comunali di Arta Terme con la presenza dei rappresentanti dell&#8217;Ana nazionale e della Sezione Carnica, del consorzio turistico Arta Terme Benessere Alpino, impegnato a garantire l&#8217;ospitalità, e ovviamente del principale comune interessato: Arta Terme.</p>
<p>Le <em>Alpiniadi</em> saranno quindi una quattro giorni di sport e di festa per tutto il territorio, accompagnata da diverse iniziative collaterali che si aggiungono ai momenti agonistici delle gare e a quelli legati alla memoria.</p>
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		<title>Il Natale di una volta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-natale-di-una-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 15:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[moggio]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=70205</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Moggio Udinese il periodo delle festività natalizie ricrea atmosfere distanti dal consumismo frenetico. Facendo riscoprire il piacere dello stare assieme</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Abbazia-di-San-Gallo-.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-natale-di-una-volta/">Il Natale di una volta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Abbazia di San Gallo a Moggio Udinese</em></span></p>
<p>MOGGIO UDINESE – <em>Nadâl</em> <em>dai fruts, Nadâl di une volte</em>: a <strong>Moggio Udinese</strong>, <em>Mueç </em>in friulano, <em>Mosach </em>in tedesco e <em>Možac </em>in sloveno, alla confluenza del Canal del Ferro con la Val d’Aupa, 341 m s.l.m., circa 60 chilometri dal capoluogo friulano, il periodo delle festività natalizie ricrea l’atmosfera, colori, profumi e sapori che recuperano la semplicità, schiettezza e spontaneità dello stare assieme facendo riemergere valori, gesti e tradizioni di comunità che il consumismo mordi e getta non ha del tutto cancellato.</p>
<p>Con il coordinamento della Pro loco, le associazioni, i commercianti, i proprietari di aziende agricole e zootecniche, così come bambini e adulti hanno unito le forze per ricreare emozioni dei sensi, vista, tatto, olfatto e gusti attingendo alla tradizione, per stare assieme e accogliere il forestiero che <strong>fino al 6 gennaio </strong>vorrà unirsi a loro in un grande presepe vivo <em>en plein air</em>.</p>
<p>Dopo l’accensione dell’albero di Natale davanti al Comune avvenuta nei giorni precedenti, domenica 14 dicembre sarà una giornata speciale per vivere gioia e serenità condivise che hanno radici in tempi lontani quando erano i piccoli gesti e doni a fare la festa nel segno dei valori umani e religiosi.</p>
<p>Tutti i circa 1.500 abitanti sono coinvolti e protagonisti. Sin dal mattino nel centro di Moggio di sotto vengono allestiti stand dove fanno bella mostra di sé prodotti dell’artigianato e della tradizione culinaria, assaggi di piatti tipici dolci e salati, prodotti delle aziende del territorio, dalle carni insaccate e salumi ai formaggi caprini e vaccini, marmellate e sciroppi, con tripudio di dolci.</p>
<p>Il tutto in piazze e vie addobbate con gnomi e animali in legno, ghirlande di fiori raccolti prima che il freddo li facesse appassire, scritte benauguranti incise su tavole di legno in varie lingue, e i presepi allestiti nei giardini, davanti alle scale, sotto i portici sui ballatoi e finestre e nella <strong>Torre </strong>del complesso dell’<strong>Abbazia di San Carlo di Moggio alta </strong>raggiungibile con una passeggiata di un quarto d’ora circa. Rappresentazioni della Natività inedite, mai esposte prima.</p>
<p>«Tutti partecipiamo alla decorazione del paese con luci e addobbi – spiega <strong>Giuliana Pugnetti </strong>della Pro Loco Moggese –. Decori che sono rigorosamente fatti a mano con ramaglie, tavole decorate e colorate, fiori raccolti nei campi e messi a seccare o freschi stagionali, gnomi, renne e animali del bosco scolpiti o realizzati con la fantasia libera di chi crea con ciò che ha».</p>
<figure id="attachment_70208" aria-describedby="caption-attachment-70208" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-70208" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Giuliana-e-le-Giulie-Gruppo-della-Mojstrovka-Trenta-1.jpg" alt="Giuliana e le Giulie Gruppo della Mojstrovka Trenta 1" width="800" height="787" title="Il Natale di una volta 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Giuliana-e-le-Giulie-Gruppo-della-Mojstrovka-Trenta-1.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Giuliana-e-le-Giulie-Gruppo-della-Mojstrovka-Trenta-1-300x295.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Giuliana-e-le-Giulie-Gruppo-della-Mojstrovka-Trenta-1-768x756.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-70208" class="wp-caption-text">Giuliana Pugnetti</figcaption></figure>
<p>Tutti i sensi devono essere sollecitati e coinvolti. Le strade per i bambini sono campi per partite con la palla di pezza e della campana, classico gioco che consiste nel disegnare a terra una serie di quadrati, lanciare un sasso in ciascuno di essi e poi percorrerli saltando su un piede solo, senza toccare le linee.</p>
<p>I rami di abeti, larici e altre piante sono le fronde profumate. Ma sono i cibi che la fanno da padroni titillando il gusto e l’olfatto. Il profumo del <em>brovadâr </em>preparato dalle donne che fanno parte dell’omonima associazione stuzzica l’appetito.</p>
<p>«Un tempo – ricorda Giuliana Pugnetti – era preparato in forma di minestra, con o senza il <em>muset</em>. Oggi vi sono delle rispettose declinazioni contemporanee, lo si gusta su crostini, arricchisce i <em>cjarsons </em>o si accompagna all’orzotto».</p>
<p>Deliziosi i formaggi caprini che assieme al <em>brovadâr </em>sono, da poco, presidio <em>Slow Food</em>.</p>
<p>E che dire dei dolci, come il <em>pan di sartuc</em>, impasto di farina gialla e uvetta sultanina, i <em>clozis</em>, piccole mele invernali, e le <em>lopsche</em>, pere color ruggine dolcissime, cotte, caramellate e mangiate calde. Ma è con il <em>brustolar</em>, merenda di una volta, che il gusto della mela cotta si confonde ed esalta, lavorata con vaniglia e cannella. Una merenda tiepida che commuove e riporta emozioni lontane per i grandicelli e nuove e sane per i piccoli.</p>
<p>Oltre al mercatino di Natale quest’anno fra le novità vi saranno il Laboratorio dei <em>Scampanotadôrs </em>di Gorizia, suonatori di campane che insegneranno a piccoli e grandi su campanili didattici questa arte antica.</p>
<p>La sera poi, dopo la consegna dei premi ai vincitori del concorso di presepi allestiti nella Torre di Moggio alta, arriveranno in paese i <em>Skaupaz</em>, demoni buoni dei boschi che, con i lori campanacci, abiti di pelli e corna sopra le maschere, sfileranno e si esibiranno in spettacoli di fuoco.</p>
<figure id="attachment_70209" aria-describedby="caption-attachment-70209" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-70209" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presepe-.jpg" alt="Presepe" width="1000" height="667" title="Il Natale di una volta 8" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presepe-.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presepe--300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presepe--768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presepe--391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Presepe--272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-70209" class="wp-caption-text">Uno dei presepi di Moggio Udinese</figcaption></figure>
<p>Ma ci saranno anche set di fotografie con Santa Claus friulano, come si usava un tempo prima della tecnologia dello scatto selvaggio e letture animate e giochi di gruppo per bambini, laboratori di costruzioni con mattoncini colorati e la visita al carro dei pompieri.</p>
<p>Altra novità di questa edizione la <strong>Natività del grande presepe di Grado </strong>che lo scorso anno è stata allestito in piazza San Pietro a Roma.</p>
<p>Da non perdere la visita guidata all’Abbazia di San Gallo, alla chiesa e battistero e chiostro del monastero delle suore Clarisse sacramentine di clausura e il laboratorio per preparare i biscotti decorati.</p>
<p>La vigilia dal 24 dicembre inoltre letture in Biblioteca e arrivo di Santa Claus che distribuirà doni. Alle 23 la messa della nascita di Gesù nell’Abbazia. Il 6 gennaio poi la protagonista sarà la <strong>Befana volante</strong>. Per prenotare visite guidate e avere informazioni è disponibile il numero dell’Ufficio IAT di Moggio: 0433.51514, proloco@moggioudinese.info, www.moggioudinese.info e pagina FB Pro loco Moggese.</p>
<p>A proposito, voi la lettera al Babbo Natale l’avete già spedita?</p>
<h3><em>Il</em> <em>brovedâr</em></h3>
<p>Una delle tradizioni culinaria invernali di Moggio Udinese che si potrà gustare nel periodo natalizio dal 14 dicembre in poi è il <em>brovadâr</em> o <em>brovedâr</em>, presidio Slow Food dal 2020. Un piatto realizzato con un fermentato di rape dal colletto viola dell’area montana della Val d’Aupa, le cui sementi sono tramandate ormai da generazioni dalle famiglie moggesi.</p>
<p>«Raccogliamo le rape dopo la prima gelata della stagione, affinché il brovadâr possa essere consumato da dicembre in poi» spiega Rita Moretti, referente Slow Food e fra le  fondatrici dell’Associazione “<em>Donne</em> per il <em>Brovadâr</em>” nata nel 2011 a seguito di un progetto della Commissione Pari Opportunità del Comune.</p>
<p>Per ottenere il brovadâr si utilizzano le radici e foglie che vengono lavate in acqua fredda e sbollentate, lasciate a raffreddare e adagiate a strati in tini di legno, prima di essere pressate a mano. Nel recipiente che le contiene si versa acqua fredda salata fino a coprire tutto il prodotto e vi si sovrappone un peso, per far sì che le rape rimangano coperte dal liquido durante tutto il periodo di fermentazione che dura circa 60 giorni.</p>
<figure id="attachment_70219" aria-describedby="caption-attachment-70219" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-70219" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Rape.jpg" alt="Rape" width="800" height="988" title="Il Natale di una volta 9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Rape.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Rape-243x300.jpg 243w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Rape-768x948.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-70219" class="wp-caption-text">Le rape indispensabili per la ricetta</figcaption></figure>
<p><strong>Procedimento per la preparazione</strong><br />
In una pentola aggiungere un filo d’olio extravergine d’oliva, l’aglio di Resia, il lardo e la pancetta versare il brovâdar precedentemente preparato, affinché si insaporisca con il lardo e la pancetta. lasciar cuocere per tre ore e poi lasciarlo riposare, più riposa, più è buono. Il giorno dopo riprendere la cottura per altre due ore e a parte cuocere i fagioli da aggiungere sul finale della cottura del brovâdar.</p>
<p><strong>Ingredienti per 7/8 persone:</strong></p>
<ul>
<li>800 hg di Brovâdar</li>
<li>olio extravergine d’oliva q.b.</li>
<li>200 hg di lardo e pancetta</li>
<li>aglio di Resia q.b</li>
<li>500 gr di fagioli di Lusevera</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Elena Sica: i valori della terra</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/elena-sica-i-valori-della-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 09:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ambientie]]></category>
		<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[villa santina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assieme al compagno di San Floriano del Collio gestisce un’azienda agricola biologica nella sua Carnia. Producendo colture che seguono il ciclo naturale delle stagioni. Con nuovi sogni da realizzare: dai cavalli all’ospitalità turistica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Elena Sica</em></span></p>
<p>VILLA SANTINA – Le nuove generazioni in Friuli danno speranza nel futuro. Ci sono vari esempi che confutano e sfatano il falso luogo comune che i giovani non vogliono lavorare né fare fatica né sacrificarsi.</p>
<p>Abbiamo incontrato in Carnia, a <strong>Invillino di Villa Santina</strong>, <strong>Elena Sica</strong>, classe 1993, che quest’anno festeggia i primi 10 anni di imprenditrice nel settore agricolo e di produzione di delizie vegetali a chilometro zero.</p>
<p>Elena lavora la terra con il suo compagno, assieme si occupano di 6 cavalli, hanno creato e mandano avanti un laboratorio di lavorazione e conservazione di ortaggi ed erbe spontanee, si occupano del marketing e della commercializzazione. E nel mezzo di tutto questo, a breve Elena si laureerà in Agraria, riesce anche a partecipare a gare di rally e a essere una brava amazzone.</p>
<p>Sempre con gioia ed entusiasmo, convinta che c’è futuro nel rapporto fra generazioni, scambio fra esperienza ed energia <em>smart</em>, saperi della tradizione e alta tecnologia.</p>
<p>Ha chiamato la sua azienda biologica <em>La sisile </em>(rondine in friulano), nata nel 2016 dall’amore per la natura e per il territorio dove vive. Produce e vende unicamente prodotti che seguono il ciclo naturale delle stagioni fra le colline e i monti carnici, seguendo le fasi della luna per lavorare la terra. Il suo motto: “<em>Ogni mês si fâs la lune, ogni dì s’impare une</em>” (ogni mese si fa la luna, ogni giorno si impara una).</p>
<p>La raggiungiamo al telefono il giorno dopo una gara di rally a Tolmezzo.</p>
<p><strong>Come è andata?</strong></p>
<p>«Non bene, succede».</p>
<p><strong>Quale è il suo ruolo?</strong></p>
<p>«Navigatrice in un equipaggio misto. Ma faccio parte anche di uno femminile con il quale ho partecipato il campionato <em>IRC International Rally Cup </em>dal 2016. Galeotto questo sport dove ho conosciuto il mio compagno e socio Marvin Pipan, goriziano di San Floriano del Collio».</p>
<p><strong>Da cosa è nata la scelta di coltivare la terra?</strong></p>
<p>«Dall’amore per la natura e per la vita all’aria aperta: dopo il liceo scientifico non mi potevo immaginare chiusa in una stanza, seduta a una scrivania davanti a un computer».</p>
<p><strong>Quanta terra avete?</strong></p>
<p>«Abbiamo iniziato con un ettaro e siamo cresciuti a un ettaro e mezzo».</p>
<p><strong>Che tipo di terreno?</strong></p>
<p>«Sia in piano sia fra le vallate, appezzamenti diversi, piccoli, alcuni distanti 2/3 km, sei sono a orto per produrre gli ortaggi. Una trentina di campi sono invece per la fienagione dei cavalli».</p>
<p><strong>Cosa coltivate?</strong></p>
<p>«Ortaggi misti, zucchine, melanzane, peperoni ma anche sperimentiamo con rape, verza e cavoli cinesi: il nostro micro clima permette la loro crescita. Qui abbiamo estati più brevi e inverni più lunghi».</p>
<p><strong>Da chi ha imparato?</strong></p>
<p>«In famiglia, dai nonni. La mamma e le zie hanno sempre lavorato la terra. Durante la scuola io andavo ad aiutare nel campo e lì è nata la passione. Ora lavoro i terreni di famiglia e ne abbiamo presi in affitto».</p>
<p><strong>Quanti cavalli in stalla?</strong></p>
<p>«Sono sei, cavalli con sangue arabo, avelignesi, animali di un metro e mezzo al garrese, molto resistenti e miti. Una ha 30 anni, è stata la mia prima, quindi una fattrice e una puledra di 2 anni che inizierà la doma fra un poco, e altri 3 cavalli da sella che montiamo regolarmente. Ho imparato a cavalcare all’inglese a 5 anni e mezzo. Un mio sogno è aprire un’attività con loro, in questo senso ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento e a portare le persone in passeggiata».</p>
<p>Mente parliamo al telefono si sentono dei rumori strani: è il rumore del martello sugli zoccoli. Durante l’intervista, infatti, Elena è dal maniscalco per l’operazione di ferratura.</p>
<figure id="attachment_68870" aria-describedby="caption-attachment-68870" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-68870" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/4-Elena-a-cavallo-.jpg" alt="4 Elena a cavallo" width="800" height="723" title="Elena Sica: i valori della terra 10" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/4-Elena-a-cavallo-.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/4-Elena-a-cavallo--300x271.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/4-Elena-a-cavallo--768x694.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-68870" class="wp-caption-text">Elena Sica a cavallo</figcaption></figure>
<p><strong>Nella vostra attività c’è anche la raccolta di erbe spontanee?</strong></p>
<p>«Una nostra peculiarità, raccogliamo il tarassaco di cicerbita alpina, qui chiamato “<em>radic di mont</em>” che cresce sopra i duemila metri, e l’aglio vittoriale orsino sopra i mille, mentre in pianura in primavera raccogliamo il sambuco con il quale produciamo lo sciroppo».</p>
<p><strong>Contadina raccoglitrice come nella preistoria?</strong></p>
<p>«Proprio così, un’attività della primavera, quando fa freddo e i campi non producono. Noi andiamo in cerca di prodotti da proporre al mercato, anche piuttosto lontano. Abbiamo perciò aderito al PPL (progetto regionale piccole produzioni locali) che ci permette di trasformare i prodotti nel laboratorio».</p>
<p><strong>La Regione è un valido supporto finanziatore?</strong></p>
<p>«Nel mio caso di donna giovane, al di sotto dei 40 anni, ci sono maggiori possibilità di accedere, con buoni progetti, ai diversi filoni di finanziamento, anche a contributi a fondo perduto. A questo si aggiungono i finanziamenti per le imprese di montagna, supporti ai quali accediamo con l’aiuto di bravi consulenti. Facciamo parte della rete d’impresa “Terre del FVG” che ci fornice supporto su come progettare l’attività, strategie di vendita e marketing. La scelta della rete è anche confronto, scambio di idee e visioni».</p>
<p><strong>Lavorare la terra è sacrificio, schiena piegata, niente domeniche o feste, sera o mattina: si è tagliati fuori da una vita sociale “normale”?</strong></p>
<p>«I contadini non hanno orari fissi e gli animali ogni giorno mangiano e hanno bisogno di cure, di essere puliti, ma con la passione lo si fa senza sentirsi sacrificati».</p>
<figure id="attachment_68871" aria-describedby="caption-attachment-68871" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-68871" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/10-Elena-.jpg" alt="10 Elena" width="800" height="534" title="Elena Sica: i valori della terra 11" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/10-Elena-.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/10-Elena--300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/10-Elena--768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/10-Elena--391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/10-Elena--272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-68871" class="wp-caption-text">Elena mentre raccoglie i prodotti del suo orto biologico</figcaption></figure>
<p><strong>Chi sono i vostri clienti? </strong></p>
<p>«Al 70% sono privati che incontriamo nei mercati, il resto ristoratori. Ci piace farci conoscere assieme ai nostri prodotti parlando con le persone. Certo l’<em>e-commerce </em>e i social sono utili per promuoversi ma al momento preferiamo il passaparola. Il sabato siamo al mercato di Villa Satina, lunedì a Tolmezzo e partecipiamo ai mercati di “campagna amica” della Coldiretti. Siamo presenti anche a Spilimbergo e Trieste con i nostri ortaggi e vasetti di piante spontanee rigorosamente in olio evo. Abbiamo dieci prodotti stagionali in vaso fra i quali il radicchio rosso e le melanzane, dipende molto da cosa producono gli orti».</p>
<p><strong>Il rapporto fra le generazioni aiuta?</strong></p>
<p>«È fondamentale, le cose più importanti me le ha insegnate il nonno. Ma noi giovani siamo portati all’innovazione, abbiamo le conoscenze tecnologiche per fare meno fatica. Investiamo più tempo nella progettazione prima di agire».</p>
<p><strong>A quando la laurea in Agraria?</strong></p>
<p>«Spero entro l’anno. Sto terminando la tesi che verte sul biocontrollo dei biostimolanti, estratti di alghe marine utilizzati per la prevenzione e il controllo dei funghi sul mais».</p>
<p><strong>Sogno più vicino?</strong></p>
<p>«Lavorare con i cavalli, trasmettere quello che questi animali danno a me. Più avanti mi piacerebbe anche aprire un’attività di ospitalità a contatto con la gente. Farli sentire a casa in questa terra bella e ricca di tradizioni e valori».</p>
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		<title>Passeggeri del tempo in Val Pesarina</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/passeggeri-del-tempo-in-val-pesarina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 14:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="769" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Festival_tempo_Il-corpo-del-tempo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Festival tempo Il corpo del tempo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Festival_tempo_Il-corpo-del-tempo.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Festival_tempo_Il-corpo-del-tempo-300x169.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Festival_tempo_Il-corpo-del-tempo-1024x576.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Festival_tempo_Il-corpo-del-tempo-768x432.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Festival_tempo_Il-corpo-del-tempo-1280x720.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Passeggeri del tempo in Val Pesarina 12"> Il festival trasforma la vallata carnica in un laboratorio diffuso tra arte, scienza e comunità. Mostre, spettacoli, musica, incontri e racconti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Festival_tempo_Il-corpo-del-tempo.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/passeggeri-del-tempo-in-val-pesarina/">Passeggeri del tempo in Val Pesarina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Anna Dego e Anna Stante</em></span></p>
<p>Due weekend per esplorare il tema del tempo da prospettive diverse, artistiche, scientifiche, storiche e popolari, attraverso spettacoli, mostre, incontri, laboratori e momenti di comunità.</p>
<p><strong><em>Passeggeri del Tempo</em></strong>, questo il titolo del festival organizzato <strong>dal 17 al 19 e dal 24 al 26 ottobre</strong> dal Comune di Prato Carnico in collaborazione con A.C. CulturArti e la Pro Loco Val Pesarina, nasce nell’ambito del progetto “<em>Viaggiare nel Tempo. La Val Pesarina tra storia, tradizione e innovazione</em>”, finanziato dal Ministero della Cultura con fondi PNRR – Next Generation UE.</p>
<p>“Il Festival – commenta l’assessore alla Cultura e al Museo del Comune di Prato Carnico, <strong>Gino Capellari</strong> – rappresenta un importante progetto di valorizzazione del patrimonio storico e culturale della Val Pesarina e permette di riscoprire il valore del tempo e dell’identità collettiva di una comunità. Mantenere viva la memoria è un dovere verso chi verrà dopo di noi Questo festival non è solo un calendario di appuntamenti, ma un invito a fermarsi, ascoltare e condividere. Chi verrà in Val Pesarina porterà con sé le storie che incontrerà, e insieme costruiremo un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che scegliamo di diventare”.</p>
<h3><strong>Gli appuntamenti del primo weekend</strong></h3>
<p>Il viaggio comincia venerdì 17 ottobre alle 18 all’ex Latteria di Osais, riaperta per l’occasione grazie al contributo di “Amici di Osais”, con l’inaugurazione della mostra fotografica “<em>Sunsûrs &#8211; Echi del Tempo</em>” di <strong>Ulderica Da Pozzo</strong>, un percorso visivo di grande valore antropologico che attraversa decenni di vita carnica, tra stalle, latterie e oggetti quotidiani trasformati in memoria. L’apertura sarà accompagnata da una degustazione di prodotti lattiero-caseari locali.</p>
<p>La serata proseguirà alle 20.45 all’Auditorium comunale di Pieria con lo spettacolo teatrale “<em>Il tempo del corpo</em>”, interpretato da <strong>Anna Dego e Anna Stante</strong>, che trasformano l’incontro tra due donne in una riflessione poetica sul presente, sulla pausa e sul fluire inesorabile dell’esistenza.</p>
<p>Sabato 18 ottobre alle 17 <strong>Carlo Tolazzi</strong> dialogherà con lo scrittore <strong>Walter Tomada</strong> attorno al suo libro “<em>Friulani eretici</em>”, ritratto appassionato di un popolo ribelle per vocazione.</p>
<p>Alle 18, sempre all’Auditorium, il professore <strong>Roberto Manfredini</strong> guiderà il pubblico in un coinvolgente incontro divulgativo dal titolo “<em>Noi che abbiamo gli orologi, conosciamo il (nostro) Tempo?</em>”, dedicato ai ritmi biologici e alla cronobiologia.</p>
<p>Alle 20.45 spazio alla musica con il concerto “<em>Lancette d’argento</em>” del cantautore <strong>Luca Carrubba</strong>, con la partecipazione di <strong>Nicole Coceancig</strong>, un viaggio sonoro nel tempo interiore.</p>
<p>Domenica 19 ottobre alle 16 il Salone Storico della Casa del Popolo di Pieria si trasformerà in una piccola scuola circense con “<em>Il tempo del circo</em>”, laboratorio creativo per bambini e bambine a cura di Circo all’inCirca, che usa le arti circensi come strumento educativo ed espressivo.</p>
<p>Alle 17.30, all’Auditorium, l’azienda udinese Solari Spa racconterà tre secoli di visione e ingegno con “<em>Solari &#8211; 300 anni di ingegno, bellezza e visione italiana</em>”, in dialogo con l’Associazione Amici dell’Orologeria Pesarina.</p>
<p>A chiudere la giornata, alle 20.45, lo spettacolo “<em>Il tempo del cinema</em>” con <strong>Alessandro e Daniele Venier</strong>, un’esperienza di narrazione digitale tra flashback, ritmi narrativi ed emozioni sonore.</p>
<h3><strong>Gli appuntamenti del secondo weekend</strong></h3>
<p>Il festival proseguirà da venerdì 24 ottobre con lo spettacolo “<em>Zona Cesarini: Il calcio, la vita</em>” di e con <strong>Luca Pagliari</strong>; sabato 25 doppio appuntamento con “<em>Senza tempo/Archivi del tempo</em>” (16.30) e la presentazione del libro “<em>L’altra guerra</em>” di <strong>Raffaella Cargnelutti</strong> (18), seguiti da una festa musicale con l’<strong>Orchestra</strong> <strong>Caramel</strong> al Palazzetto Fuina.</p>
<p>Domenica 26 alle 15.30 la conferenza “<em>Su lis fondis sientifichis dai proverbis furlans sul timp</em>” con <strong>Enrico Maiero e Dario Giaiotti</strong>, e alle 18 il concerto “<em>Il tempo del ritorno – Migration Tales</em>” della violinista friulana <strong>Ludovica Burtone</strong> con la sua formazione internazionale.</p>
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