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	<title>carcere &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>carcere &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Sala polifunzionale per detenuti e cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 13:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il carcere di Udine diventa luogo di relazione e apertura verso la comunità. Ospiterà una struttura da 200 metri quadri, 98 posti e con due ingressi</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Bruna-Gover_LegacoopSociali-Fvg-presenta-il-render-della-sala-02.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/sala-polifunzionale-per-detenuti-e-cittadini/">Sala polifunzionale per detenuti e cittadini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Bruna Gover illustra il rendering della sala</em></span></p>
<p>UDINE – Entro fine anno vedrà la luce nel <strong>carcere di Udine di via Spalato</strong> una <strong>nuova sala polifunzionale</strong>, uno spazio destinato ad attività culturali, formative e teatrali, che potrà essere fruita anche dalla collettività esterna.</p>
<p>Una trasformazione fisica e simbolica, resa possibile grazie a un percorso condiviso e partecipato, promosso da <strong>LegacoopSociali Fvg</strong> con il contributo della <strong>cooperativa Dinsi Une Man</strong>, che ha destinato 20mila euro all’allestimento della sala e della biblioteca del carcere.</p>
<p>“Un esempio concreto – commenta <strong>Bruna Gover</strong>, coordinatrice regionale di LegacoopSociali Fvg –di alleanza tra imprese sociali, istituzioni e mondo della cultura. Il carcere è parte della nostra comunità e, come tale, merita attenzione, ascolto e progettualità. Non c’è reale inclusione se non si costruiscono ponti anche verso i luoghi più marginali. Questo progetto, dunque, è la dimostrazione che le cooperative possono essere protagoniste di un cambiamento che è etico prima ancora che strutturale”.</p>
<p>Il progetto, coordinato dall’Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, si inserisce in un più ampio processo di rigenerazione che sta investendo la casa circondariale di via Spalato. Negli ultimi anni, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha avviato una serie di interventi – dal nuovo reparto per i semiliberi al polo didattico e lavorativo – che puntano a rendere il carcere un luogo più vivibile, aperto al dialogo con la città.</p>
<h3><strong>I presupposti e il lavoro preparatorio</strong></h3>
<p>Nel 2023 l’Università di Udine aveva avviato un workshop per ripensare il carcere di via Spalato come risorsa urbana, grazie a una convenzione con il Dap.</p>
<p>L’analisi ha rivelato complessivamente <strong>oltre 8.000 metri quadri inutilizzati</strong>, aprendo la strada a una strategia di interventi progressivi e coordinati. Il progetto propone un carcere “palinsesto”, ricco di spazi collettivi e aperto alla città, superando l’idea della cella come centro della detenzione.</p>
<p>Un nuovo modello che intreccia detenzione, cultura e inclusione, trasformando il carcere in presidio civile e luogo di relazioni con il territorio.</p>
<h3><strong>La nuova sala polifunzionale</strong></h3>
<p>Da questi presupposti, all’interno della casa circondariale di Udine, dopo i lavori già completati o in  fase di completamento (sezione semiliberi, le nuove aule scolastiche, spazi lavoro e, da ultimo, la biblioteca e una sala affettività) sta quindi per prendere forma una nuova sala polivalente, concepita come spazio aperto e modulabile, destinato a ospitare attività educative e culturali e <strong>con un doppio ingresso, uno per i detenuti e uno per il pubblico esterno</strong>.</p>
<figure id="attachment_66929" aria-describedby="caption-attachment-66929" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-66929" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Render-interno-02-teatro-sala-polivalente.jpg" alt="Render interno 02 teatro sala polivalente" width="1000" height="704" title="Sala polifunzionale per detenuti e cittadini 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Render-interno-02-teatro-sala-polivalente.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Render-interno-02-teatro-sala-polivalente-300x211.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Render-interno-02-teatro-sala-polivalente-768x541.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66929" class="wp-caption-text">Rendering della nuova sala polifunzionale</figcaption></figure>
<p>L’intervento, frutto di un progetto condiviso tra istituzioni, cooperative e progettisti, prevede anche un teatro-auditorium di 200 metri quadri e con 98 posti a sedere, due aule studio e una <em>hall</em> accessibile anche dall’esterno, con ampie vetrate che connettono interno ed esterno, restituendo respiro e luminosità a un luogo finora angusto.</p>
<p>La nuova struttura sarà utilizzabile sia dai detenuti che dalla collettività cittadina, segnando un passo importante nel superare l’isolamento del carcere.</p>
<p>Pensata con attenzione a bellezza e armonia, sarà anche occasione di coinvolgimento diretto dei detenuti nella realizzazione, promuovendo senso di appartenenza, cura e responsabilità.</p>
<p>“Il carcere – spiega <strong>Andrea Sandra</strong>, garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine – è uno spazio della città e come tale deve essere pensato, progettato, vissuto. La nuova sala polifunzionale sarà uno dei luoghi in cui, concretamente, carcere e società potranno incontrarsi, dialogare, riconoscersi”.</p>
<p>Progettata dallo studio di architettura Barreca &amp; La Varra di Milano, la sala sarà uno spazio modulare, dotato di aule, teatro e una grande area esterna.</p>
<p>Un luogo capace di accogliere eventi collettivi, laboratori, attività educative, ma anche momenti di ascolto e confronto.</p>
<p>“Abbiamo immaginato uno spazio aperto, trasformabile, capace di generare relazioni – fa sapere <strong>Giovanni La Varra</strong>, che da anni si occupa di edilizia carceraria –. Una struttura che rompe l’isolamento e propone un nuovo modello di carcere: un presidio urbano e civile, un motore di scambi tra persone, saperi, diritti”.</p>
<h3><strong>Dal sovraffollamento all’importanza di “non girarsi dall’altra parte”</strong></h3>
<p>La maggior parte delle persone che entrano in un istituto di pena provengono da situazioni di marginalità sociale ed economica, disagi psichici e dipendenze caratterizzano gran parte della popolazione detenuta, anche nel carcere di Udine.</p>
<p>E i numeri continuano a crescere: <strong>ad oggi in via Spalato sono presenti 183 detenuti per una capienza regolare di 95, il doppio della capienza regolamentare.</strong></p>
<p>La cooperativa sociale Dinsi Une Man, insieme a LegacoopSociali Fvg, ha così deciso di condividere il progetto “<em>Oltre i muri</em>”.</p>
<p>“Crediamo che la responsabilità sociale di un’impresa si misuri anche nella capacità di prendere posizione – dichiara <strong>Davide Sartori</strong>, presidente della cooperativa Dinsi Une Man –. Il nostro contributo per la sala polivalente e, in piccola parte, anche per la biblioteca, nasce dalla consapevolezza che il carcere non deve essere un mondo separato, ma parte della comunità, con la dignità dei suoi abitanti e il valore del loro percorso di reinserimento”.</p>
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		<item>
		<title>Detenuti a scuola di sport</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/detenuti-a-scuola-di-sport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 16:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partito nella Casa Circondariale di Trieste il progetto "Mai soli" che propone opportunità di integrazione sociale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/Casa-Circondariale-Ernesto-Mari-di-Trieste.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/detenuti-a-scuola-di-sport/">Detenuti a scuola di sport</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE – Si è svolto ieri pomeriggio il primo incontro del progetto &#8220;<em>Mai Soli</em>&#8221; presso la <strong>Casa Circondariale “Ernesto Mari” di Trieste</strong>.</p>
<p>Il programma ha visto la partecipazione di <strong>18 detenuti</strong>, che hanno avuto l’opportunità di conoscere nel dettaglio il percorso di formazione teorica e pratica che li accompagnerà nelle prossime settimane.</p>
<p>“<em>Mai Soli</em>”, ideato dall&#8217;<strong>Asd</strong> <strong>Trieste Atletica Aps</strong> e sostenuto da <strong>Sport e Salute S.p.A.</strong>, ha come obiettivo principale la reintegrazione sociale dei detenuti attraverso lo sport, in particolare l’atletica.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro sono stati illustrati i contenuti delle 50 ore di formazione, che spazieranno dall&#8217;insegnamento delle tecniche di allenamento a livello giovanile all’organizzazione di eventi sportivi.</p>
<p>L’incontro ha rappresentato un primo momento di condivisione, con ampio spazio dedicato alla discussione delle esperienze, aspirazioni e obiettivi personali.</p>
<p>Un dialogo che ha visto la partecipazione, tra le file del sodalizio presieduto da Pompeo Tria, di <strong>Silvina Testa</strong>, educatrice professionista ed esperta di comunicazione, e <strong>Ludovico Armenio</strong>, giornalista e collaboratore dell’ufficio stampa della società gialloblù.</p>
<h3>I prossimi appuntamenti</h3>
<p>Nei prossimi appuntamenti, il progetto si arricchirà della partecipazione di istruttori federali di atletica e rappresentanti del mondo sportivo locale, che contribuiranno alla formazione dei detenuti, con l’intento di fornire loro competenze concrete che potranno essere applicate sia nell’ambito dell’atletica giovanile, nel ruolo di istruttore, sia all’interno della macchina organizzativa di eventi come la Mujalonga Sul Mar e la Trieste Spring Run, ma non solo.</p>
<p>“<em>Mai Soli</em>” non è solo un programma di formazione sportiva, ma un’opportunità per i detenuti di riscoprire se stessi e di sviluppare un senso di appartenenza a una comunità.</p>
<p>L’iniziativa mira a trasmettere valori fondamentali come la responsabilità, il rispetto reciproco e la capacità di lavorare insieme per un obiettivo comune.</p>
<p>Tra i partecipanti, più di uno ha esperienze sportive alle spalle e ha espresso la volontà di riprendere il proprio percorso.</p>
<p>“Abbiamo bisogno di vivere esperienze del genere – le parole condivise da alcuni detenuti – che ci danno l’opportunità di tornare a toccare con mano la realtà, in questo caso sportiva, presente fuori dalla Casa Circondariale. Per molti di noi lo sport è sempre stata una grande passione e sinceramente siamo veramente curiosi di cosa verrà fuori da questo percorso condiviso con la Trieste Atletica”.</p>
<p>Il progetto si inserisce nell&#8217;ambito di &#8220;Sport di Tutti – Carceri&#8221;, avviso pubblico del Ministero per lo Sport e i Giovani e di Sport e Salute S.p.A., che intende utilizzare lo sport come strumento di reintegrazione sociale e di prevenzione del disagio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Freevoices in concerto per i detenuti di Gorizia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/freevoices-in-concerto-per-i-detenuti-di-gorizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 09:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato l'esibizione nella Sala Polifunzionale della Casa Circondariale. Un momento di vicinanza e di incontro </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Natale-2024-a.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/freevoices-in-concerto-per-i-detenuti-di-gorizia/">Freevoices in concerto per i detenuti di Gorizia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Freevoices Show Choir</em></span></p>
<p>GORIZIA – Un concerto a favore della popolazione detenuta. Quello che <strong>sabato 11 gennaio</strong> il <strong>Freevoices Show Choir</strong> sosterrà presso la <strong>Sala Polifunzionale della Casa Circondariale di Gorizia</strong>.</p>
<p>L’iniziativa, promossa dalla direttrice dell’istituto <strong>Caterina Leva</strong>, si inserisce nelle attività artistiche e culturali a favore della popolazione carceraria e vuole essere insieme sia un momento ricreativo che di incontro e vicinanza verso quanti vivono nella condizione della restrizione.</p>
<p>I Freevoices saranno accompagnati, oltre che dalla direttrice <strong>Manuela Marussi</strong>, da <strong>Gianni Del Zotto</strong> al pianoforte e <strong>Francesco Pandolfo</strong> alle percussioni.</p>
<p>Prosegue così l’impegno sociale del complesso isontino che, dopo il concerto tenuto lo scorso ottobre per il Premio Regionale della Solidarietà (decimo anno consecutivo), si è recentemente esibito al Teatro Benois De Cecco di Codroipo in una serata benefica a sostegno del Centro Occupazionale Diurno “Il Mosaico”, sodalizio che ha come finalità il benessere globale della persona disabile e il miglioramento della sua qualità di vita.</p>
<p>Il programma del concerto prevede l’esecuzione di brani del repertorio dei Freevoices tratti dai recital del gruppo e in particolare da <strong><em>Christmas is coming</em></strong>, il concerto natalizio che tanto successo di pubblico ha riscosso sia in regione che in Carinzia.</p>
<p>Coreografie di <strong>Marco Rigamonti</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trieste: le donne detenute mettono in scena &#8220;Antigone&#8221;</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/trieste-le-donne-detenute-mettono-in-scena-antigone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 10:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzata con i ciottoli di fiume. Lo spettacolo rientra nel laboratorio di comunicazione efficace “Oltre le sbarre, sotto la sabbia”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/oltre-le-sbarre-sotto-la-sabbia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/trieste-le-donne-detenute-mettono-in-scena-antigone/">Trieste: le donne detenute mettono in scena &#8220;Antigone&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE – A coronamento di un intenso percorso formativo, va in scena<strong> venerdì 20 dicembre</strong> alle 11 (con accesso solo per il pubblico interno) presso la <strong>Sezione femminile </strong>della <strong>Casa Circondariale di Trieste &#8220;Ernesto Mari&#8221; </strong>un’<strong><em>Antigone</em></strong> realizzata con i ciottoli di fiume.</p>
<p>Spettacolo esito di un laboratorio di “<em>comunicazione efficace</em>” con le donne detenute intitolato <strong>“<em>Oltre le sbarre, sotto la sabbia</em>”</strong>.</p>
<p>Il progetto è ideato e realizzato da <strong>Stefano Bertolo</strong>, esperto psicopedagogista e filosofo, <strong>con il sostegno del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia </strong>e in collaborazione con la<strong> “Scuola Sperimentale dell’Attore” </strong>di Pordenone e l’associazione<strong> “DOC – docenti per l’istruzione in carcere” </strong>di Trieste.</p>
<p>“<em>Oltre le sbarre, sotto la sabbia</em>” nasce dall’incontro del professor <strong>Stefano Bertolo</strong> con l’associazione “DOC &#8211; docenti per l’istruzione in carcere” che si occupa di creare collaborazioni e sinergie sul territorio al fine di realizzare quel ponte tra dentro e fuori indispensabile al reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale.</p>
<h3>Il laboratorio</h3>
<p>Nel corso di una serie di incontri, a partire dallo scorso mese di ottobre e per la durata complessiva di 36 ore, si è sviluppato il dialogo tra il professor Bertolo e le detenute del carcere di Trieste, forti dell’idea che il teatro può farsi strumento di riconciliazione con la società civile, per arrivare al mito di Antigone narrato da Sofocle e alla sua possibile messa in scena.</p>
<p>«<em>Dopo il debutto – </em>dichiara Stefano Bertolo<em> – si prevede, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, di dare continuità al progetto con una proposta di rappresentazione on line (via Zoom), rivolta principalmente al mondo della scuola ma anche ad associazioni, biblioteche, comunità e in genere a un pubblico che abbia a cuore il tema della giustizia</em>»<em>. </em></p>
<p>«<em>Per questa seconda fase – </em>conclude<em> – oltre alla “Scuola Sperimentale dell’Attore” e a “DOC – Insegnanti in carcere”, si aggiungerà la collaborazione della coop. OLOGEA di Tricesimo e della “Compagnia di Arti&amp;Mestieri – La Scena delle donne” di Pordenone</em>».</p>
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		<title>Teatro e detenuti: Gorizia rilancia il progetto</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/teatro-e-detenuti-gorizia-rilancia-il-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 13:35:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata la nuova edizione del festival "Se io fossi Caino". Per affrontare i delicati temi legati alla carcerazione in modo innovativo e inclusivo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/Presentazione-Se-io-fossi-Caino.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/teatro-e-detenuti-gorizia-rilancia-il-progetto/">Teatro e detenuti: Gorizia rilancia il progetto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Da sinistra Romano, Menon e Oreti</span></em></p>
<p><strong>GORIZIA – </strong>Presentato il festival<strong> “<em>Se io fossi Caino</em>”</strong>, ideato per far convivere in modo organico teatro contemporaneo, teatro sociale, formazione e pratica, offrendo al pubblico un’esperienza in grado di affrontare i delicati temi legati alla carcerazione in modo innovativo e inclusivo.</p>
<p>Il Festival, organizzato da <strong>Fierascena APS</strong> con il sostegno della <strong>Regione Friuli Venezia Giulia </strong>e della <strong>Caritas Diocesana di Gorizia,</strong> in collaborazione con la <strong>Casa Circondariale di Gorizia</strong>, il <strong>Comune di Gorizia</strong>, <strong>SoForm</strong>,<strong> Kinemax &#8211; Transmedia s.r.l</strong>, offre un tempo per sospendere il giudizio ed è un invito alla visione e alla riflessione, uno strumento per aprire spazi di ascolto e dialogo su contenuti sociali, civili ed esistenziali attraverso l’arte.</p>
<p>Anche quest’anno il Festival prevede un<strong> seminario di formazione </strong>condotto dalla direttrice artistica, <strong>Elisa Menon</strong>, volto a fornire le basi per una corretta impostazione del lavoro dell’operatore teatrale in carcere.</p>
<p>Al termine della formazione un massimo di 3 partecipanti saranno selezionati per prendere parte in qualità di performer allo spettacolo allestito con i detenuti della Casa Circondariale di Gorizia, che debutterà durante il Festival.</p>
<h3>Il programma</h3>
<p>Si parte<strong> sabato 14 settembre</strong> alle ore 10 con un evento dedicato<strong> esclusivamente ai detenuti e alle loro famiglie</strong>, in particolare i bambini, che vedrà in scena il burattinaio <strong>Michele Polo</strong> con lo spettacolo <strong><em>Baci abbracci e bastonate</em></strong>.</p>
<p><strong>Sabato 21 settembre</strong> in via Barzellini 8, si potrà assistere alle ore 14 al primo evento aperto al pubblico: <strong><em>Effetto bosco</em>, </strong>spettacolo con i detenuti della Casa Circondariale di Gorizia. La regia sarà curata da <strong>Elisa Menon</strong> e vedrà in scena la stessa Menon, i detenuti della Casa Circondariale di Gorizia e gli allievi del laboratorio di formazione selezionati per la partecipazione.</p>
<p><strong>Lunedì 23 settembre</strong> il Festival propone un’altra giornata dedicata esclusivamente ai detenuti con la proiezione all’interno della Casa Circondariale del film <strong><em>La seconda vita</em></strong>, per la regia di<strong> Vito Palmieri</strong>. L’evento, realizzato in collaborazione con <strong>Kinemax Gorizia – Transmedia s.r.l </strong>fa parte dell’iniziativa <strong><em>Cinema contro il muro</em></strong>, pensata per offrire alla popolazione detenuta la possibilità di assistere alla proiezione di film d’autore di recente distribuzione, sarà presente il regista<strong> Vito Palmieri </strong>per un approfondimento sull’opera.</p>
<p>Si prosegue <strong>mercoledì 25 settembre</strong> alle ore 14 presso la Casa Circondariale di Gorizia con il secondo evento aperto al pubblico: <strong>Luca Regina </strong>porterà in scena uno spettacolo di magia comica.</p>
<h3>Partecipazione gratuita</h3>
<p>Per i due eventi aperti al pubblico che si svolgono all’interno della Casa Circondariale l&#8217;<strong>ingresso è gratuito </strong>fino ad esaurimento dei posti disponibili ma avviene previa autorizzazione<strong>. </strong>Per partecipare infatti  è necessario <strong>fare richiesta tramite l’apposito form</strong> sul sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fierascena.org/" target="_blank" rel="noopener">www.fierascena.org</a></span>  <strong>entro le ore 12 di giovedì 12 settembre </strong>e attendere poi la conferma della prenotazione che verrà comunicata entro le ore 18 di lunedì 19 settembre. I posti sono limitati.</p>
<p>L’ultimo evento teatrale del Festival si terrà a ottobre, in data ancora da fissare, all’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia, dove andrà in scena in <em>matinée</em> lo spettacolo <strong><em>Il Giovane Criminale</em></strong>, di e con<strong> Salvatore Striano</strong>, ex detenuto, attore di cinema e teatro che ha lavorato con Matteo Garrone, i fratelli Taviani e molti altri.</p>
<p>Lo spettacolo è organizzato per gli alunni delle scuole di Gorizia e provincia ma sarà comunque possibile accedere fino a esaurimento posti disponibili.</p>
<p>Sempre a ottobre saranno poi organizzati tre appuntamenti aperti al pubblico dal titolo <strong><em>ARIA E LUCE il teatro in carcere: istruzioni per l’uso</em>.</strong> Gli incontri saranno occasione di restituzione delle attività svolte durante il Festival ma anche di riflessione e scambio libero, per offrire uno sguardo non standardizzato sul luogo carcere attraverso il racconto delle complessità che esso incarna.</p>
<h3>Iniziative collaterali</h3>
<p>Diverse anche le iniziative collaterali: il<strong> «<em>Libro Sospeso</em>»</strong>, realizzato in collaborazione con la libreria <strong>UBIK di Gorizia</strong>, presso la quale sarà possibile acquistare un libro da donare alla biblioteca del carcere; <strong><em>NUMERO 8</em>, il magazine del Festival</strong> che sarà redatto dai detenuti sotto la direzione del giornalista <strong>Marco Bisiach</strong> e distribuito durante gli incontri di restituzione dei risultati.</p>
<p>È possibile consultare il programma completo e aggiornato del festival sul sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fierascena.org/" target="_blank" rel="noopener">www.fierascena.org</a></span>. Per informazioni <a href="mailto:fierascena.eventi@gmail.com">fierascena.eventi@gmail.com</a> 353 4697886.</p>
<p>Oltre a Elisa Menon di Fierascena, hanno partecipato alla presentazione del festival anche gli assessori comunali al Welfare, <strong>Silvana Romano</strong>, e alla Cultura, <strong>Fabrizio Oreti</strong>.</p>
<p>Nell’occasione è stato ricordato che nella casa circondariale di Gorizia i detenuti sono 77, dai 19 agli 83 anni, di 16 nazionalità. 41 detenuti sono papà, per un totale di 84 figli.</p>
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