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		<title>L’idea e il luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 10:54:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="882" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Vrin-strickbau.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vrin strickbau" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Vrin-strickbau.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Vrin-strickbau-300x194.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Vrin-strickbau-1024x661.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Vrin-strickbau-768x496.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="L’idea e il luogo 1"> A Udine una mostra-percorso sulla rigenerazione dei territori montani con plastici, disegni, foto e video</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/Vrin-strickbau.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/lidea-e-il-luogo/">L’idea e il luogo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una <strong>mostra-percorso sulla rigenerazione dei territori montani</strong> con plastici, disegni, foto e video, tra tutela del paesaggio e rinnovamento architettonico intrecciati alla realtà dei luoghi.</p>
<p>È quanto propone <strong>“<em>L’idea e il luogo</em>”</strong>, l’esposizione che l’Ateneo friulano dedica a <strong>Gion Caminada</strong>, <strong>dal 31 ottobre al 16 novembre</strong>, nella <strong>Galleria “Tina Modotti”</strong> a <strong>Udine</strong> (via Paolo Sarpi) nell’ambito del progetto Inest (Cross Cutting 3 Public Engagement). Visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.</p>
<p><strong>Tra i più noti architetti svizzeri</strong>, Caminada è internazionalmente riconosciuto per la capacità di <strong>rigenerare spazi montani marginali, affini al contesto delle “terre alte” del Friuli Venezia Giulia</strong>. I lavori in mostra esplorano le possibilità offerte dalla tradizione costruttiva delle valli montane e, in particolare, dai materiali utilizzati, in primo luogo il legno. Originario di Vrin, nel Cantone dei Grigioni, Gion Caminada è stato professore al Politecnico di Zurigo. La mostra è organizzata dai corsi di studio in architettura del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura. È curata da Alessandra Biasi e Claudia Pirina con la collaborazione di Tommaso Arnaboldi, Valerio Botta e Andrea Romano.</p>
<p>L’<strong>inaugurazione</strong>, alla <strong>presenza</strong> di <strong>Gion Caminada</strong>, si terrà <strong>venerdì 31 ottobre, alle 17.30</strong> nella <strong>Galleria “Tina Modotti”</strong>, <strong>introdotta, alle 15</strong>, da una <strong>conferenza illustrativa</strong> nel <strong>Salone del Popolo</strong> di Palazzo D’Aronco (via Lionello 1). Gli esiti del lavoro di selezione e visione proposto a Udine, e le conclusioni raccolte durante l’evento, verranno in seguito pubblicati in un apposito volume.</p>
<h3><strong>Caminda e la rigenerazione dei luoghi</strong></h3>
<p>A vent’anni dalla mostra “Cul zuffel e l’aura dado”, a Merano nel 2005, l’architetto ha accolto l’invito dell’Ateneo friulano a essere presente a Udine con un’esposizione che illustra l’iter ideativo del suo lavoro. Gli interventi che Caminada ha realizzato a Vrin, in Val Lumnezia, hanno promosso la riqualificazione sociale e urbana del piccolo comune, assunta a modello per altre zone alpine. In particolare, le sue architetture reinterpretano la tecnica a incastro denominata “Strickbau”, senza escludere la sperimentazione del calcestruzzo, nell’intento di sondare il rapporto tra luogo e architettura alla base della sua ricerca. Un lavoro che, nel 2004, gli è valso il Premio Arge Alp.</p>
<h3><strong>La conferenza </strong></h3>
<p>Il <strong>31 ottobre, alle 15</strong>, nel Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco, l’inaugurazione della mostra sarà preceduta da una conferenza introduttiva. Interverranno: il direttore del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’Ateneo friulano, <strong>Alessandro Gasparetto</strong>; la presidente dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Udine, <strong>Francesca Rizzani</strong>, e il coordinatore dei corsi di studio di Architettura, <strong>Alberto Sdegno</strong>.</p>
<h3><strong>L’inaugurazione </strong></h3>
<p>Il <strong>taglio del nastro</strong> della mostra si terrà alle 17.30 nella Galleria “Tina Modotti”. Alla presenza dell’autore prenderanno la parola: l’assessore alla cultura del Comune di Udine, <strong>Federico Pirone</strong>; il rettore dell’Ateneo friulano, <strong>Angelo Montanari</strong>; la presidente dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Udine, <strong>Francesca Rizzani</strong>; il sindaco del Comune di Andreis, <strong>Fabrizio Prevarin</strong>, e il direttore del Cluster legno arredo casa, <strong>Carlo Piemonte</strong>. La mostra sarà presentata da <strong>Alessandra Biasi</strong>, <strong>Claudia Pirina</strong>, <strong>Valerio Botta</strong>, <strong>Andrea Romano</strong>, <strong>Tommaso Arnaboldi</strong> in dialogo con <strong>Gion Caminada</strong>.</p>
<p>«L’evento – spiegano <strong>Alessandra Biasi</strong>, docente di Restauro dell’architettura, e <strong>Claudia Pirina</strong>, docente di Composizione architettonica e urbana – si propone di offrire visioni e prospettive all’interno di un dibattito sui territori friulani, che coinvolge attivamente Istituzioni e cittadinanza, e apre a un confronto diretto. L’iniziativa ha un valore aggiunto alla luce delle rare occasioni espositive di Caminada. Grazie anche alla collaborazione di diversi portatori di interesse, si auspica che l’evento possa costituire un’opportunità di riflessione e arricchimento comune e condiviso, alla luce dei molteplici temi posti all’attenzione della collettività oltre che di professionisti e appassionati».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le affinità di confine</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/le-affinita-di-confine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 13:48:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="823" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Piscina-comunale-Bruno-Bianchi-Trieste-2002-arch.tti-Alessandro_Francesco-Mendin_-fotoRoberto-Conte.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Piscina comunale Bruno Bianchi Trieste 2002 arch.tti Alessandro Francesco Mendin fotoRoberto Conte" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Piscina-comunale-Bruno-Bianchi-Trieste-2002-arch.tti-Alessandro_Francesco-Mendin_-fotoRoberto-Conte.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Piscina-comunale-Bruno-Bianchi-Trieste-2002-arch.tti-Alessandro_Francesco-Mendin_-fotoRoberto-Conte-300x181.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Piscina-comunale-Bruno-Bianchi-Trieste-2002-arch.tti-Alessandro_Francesco-Mendin_-fotoRoberto-Conte-1024x617.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Piscina-comunale-Bruno-Bianchi-Trieste-2002-arch.tti-Alessandro_Francesco-Mendin_-fotoRoberto-Conte-768x463.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Le affinità di confine 2"> A Trieste architetture tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia attraverso le immagini di Roberto Conte e Miran Kambič</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Piscina-comunale-Bruno-Bianchi-Trieste-2002-arch.tti-Alessandro_Francesco-Mendin_-fotoRoberto-Conte.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/le-affinita-di-confine/">Le affinità di confine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Piscina comunale Bruno Bianchi, Trieste, 2002, architetti Alessandro e Francesco Mendin (© Roberto Conte)</em></span></p>
<p>Il Magazzino delle Idee di Trieste accoglie la mostra <em>Le Affinità di Confine. Architetture tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia</em>, curata da <strong>Luka Skansi</strong> e <strong>Paolo Nicoloso</strong>, con le fotografie di <strong>Roberto Conte</strong> e <strong>Miran Kambič</strong>, aperta al pubblico dal 3 luglio al 30 novembre 2025.</p>
<p>Sviluppata a partire da una proposta di <strong>Guido Comis</strong> dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (ERPAC), la mostra si inserisce all’interno del programma di “GO! 2025&amp;Friends”, il cartellone di eventi &#8211; collegato al programma ufficiale di “GO!2025 Nova Gorica &#8211; Gorizia Capitale europea della Cultura” &#8211;  che coinvolge tutta la regione Friuli Venezia Giulia<em>.</em></p>
<p>L’architettura è qui letta come espressione di miti identitari, poteri e memorie collettive. I curatori rifiutano una narrazione univoca: preferiscono il metodo del dittico, accostando oltre cinquanta coppie di edifici costruiti nei due paesi, raggruppati per epoca, funzione o tematica.</p>
<p>Dall’epoca austro-ungarica fino alla Jugoslavia socialista, passando per le stagioni dei modernismi e dei regionalismi, fino alle più recenti tendenze, la mostra fa emergere sia specificità locali che influenze transnazionali, sottolineando la porosità dei confini culturali.</p>
<p>Elemento centrale è la dialettica tra edifici “gemelli” per funzione, ma diversi per linguaggio, ideologia o contesto. Un esercizio critico e visivo, arricchito dallo sguardo esperto dei fotografi, capaci di restituire attraverso l’immagine sia il contesto urbano che il dettaglio materico.</p>
<p>I dittici presentano edifici della stessa tipologia e ripercorrono tre momenti: gli anni a ridosso della Prima guerra mondiale, il periodo tra le due guerre, e i decenni dal secondo dopoguerra fino alla caduta del Muro di Berlino e alla nascita della Repubblica Slovena. Un percorso visivo e concettuale affidato alle fotografie di Roberto Conte e Miran Kambič, due maestri del racconto dello spazio costruito.</p>
<p>L’architettura è così riaffermata come fatto vivo: non solo documento storico, ma parte integrante del nostro presente, capace di incidere sul paesaggio e sulla coscienza collettiva. La mostra invita a riflettere sul costruito come testimonianza viva di convivenze, tensioni e identità condivise.</p>
<p>I fotografi sono stati chiamati a ripensare i punti di vista nella prospettiva del confronto. L’esclusività dell’inquadratura o dell’architettura lascia spazio al dialogo visivo, alla dialettica tra forme, materiali e ideologie.</p>
<p>“Essa è viva, rappresenta un fatto fisico – spiegano i curatori – che con la propria forma, dimensioni, spazialità, relazioni urbane o ambientali partecipa al tempo presente. È un’espressione culturale che si trasmette e si radica nelle nostre menti anche senza che ce ne accorgiamo”.</p>
<p>Accompagna la mostra un elegante catalogo che documenta il lavoro di ricerca transfrontaliero stampato per i tipi di Gaspari Editore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE AFFINITÀ DI CONFINE </strong></p>
<p><strong>dal 3 luglio al 30 ottobre 2025</strong></p>
<p>Magazzino delle idee &#8211; Corso Cavour, 2 &#8211; Trieste</p>
<p><a href="http://www.magazzinodelleidee.it/" target="_blank" rel="noopener">www.magazzinodelleidee.it</a> &#8211; <a href="mailto:info@magazzinodelleidee.it">info@magazzinodelleidee.it</a></p>
<p><strong>Orari</strong></p>
<p>Dalle ore 10.00 alle 19.00, da martedì a domenica; lunedì chiuso</p>
<p>Apertura straordinaria &#8211; 15 agosto</p>
<p><strong>Biglietto</strong></p>
<p><strong>Intero € 8,00</strong></p>
<p><strong>Ridotto € 5,00:</strong></p>
<ul>
<li>65 anni compiuti</li>
<li>Ragazzi da 12 a 18 anni non compiuti</li>
<li>Studenti fino a 26 anni non compiuti</li>
<li>Diversamente abili</li>
</ul>
<p><strong>Ridotto gruppi:</strong></p>
<p><strong>€ 4,00 </strong>per ogni persona con guida (più € 50,00 per la guida)</p>
<p><strong>€ 5,00 </strong>per ogni persona senza guida</p>
<ul>
<li>Massimo 25 persone previa prenotazione a <a href="mailto:info@magazzinodelleidee.it">info@magazzinodelleidee.it</a></li>
</ul>
<p><strong>Omaggio:</strong></p>
<ul>
<li>Bambini fino a 12 anni non compiuti</li>
<li>Accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo)</li>
<li>Insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo)</li>
<li>Un accompagnatore per disabile</li>
<li>Tesserati ICOM</li>
<li>FVG Card</li>
<li>Giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale in servizio</li>
</ul>
<p>La biglietteria chiude mezz’ora prima dell’orario di chiusura (ore 18.30)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spazi di carta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/spazi-di-carta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 16:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="811" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/spazioDiCarta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="spazioDiCarta" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/spazioDiCarta.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/spazioDiCarta-300x178.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/spazioDiCarta-1024x608.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/spazioDiCarta-768x456.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Spazi di carta 3"> A Trieste l'indagine sentimentale sull’editoria di architettura nel lungo secondo dopoguerra italiano</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/spazioDiCarta.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/spazi-di-carta/">Spazi di carta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>1964: editoriale di Ernesto Nathan Rogers per «Casabella» (n. 294-295) (ph. Agnese Divo)</em></span></p>
<p>Trieste Contemporanea inaugura il 14 febbraio alle ore 18 alla Studio Tommaseo (via del Monte 2/1) <em>Spazi di carta. Indagine sentimentale sull’editoria di architettura nel lungo secondo dopoguerra italiano</em>.</p>
<p>Curata dall’architetto <strong>Giulio Polita</strong>, la mostra espone alcuni dei più famosi libri sull’architettura contemporanea stampati in Italia e che negli anni Cinquanta e Sessanta hanno giocato un ruolo cruciale nel promuovere nel Belpaese il dibattito architettonico internazionale.</p>
<p>Compongono questa bibliografia italiana testi di teoria, storia, divulgazione (di autori come Bruno Zevi, passando per i grandi triestini Gillo Dorfles ed Ernesto Nathan Rogers), o monografie sui maestri internazionali (come le traduzioni italiane <em>I Maestri dell’Architettura Contemporanea</em> del 1960 della collana newyorchese George Braziller Inc. volute da Alberto Mondadori come parte dell’impegno, per sprovincializzare il paese.</p>
<p>O ancora “manuali” per lo studio dell’architettura (come quelli della milanese Libreria Editrice Politecnico Tamburini, direttamente commissionati dall’Associazione Libera Studenti Architetti della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano).</p>
<p>I volumi in mostra sono idealmente collocati tra il 1945 e il 1964.</p>
<p><em>Spazi di carta</em> è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia (e sotto il brand Io Sono Friuli Venezia Giulia) e si avvale della collaborazione di Visual Hub e della Biblioteca del Seminario Vescovile di Trieste.</p>
<p>L’iniziativa segna il primo appuntamento che la serie di approfondimenti <em>libraryline,</em> direttamente prodotti dal 2022 dalla Biblioteca Trieste Contemporanea (attiva dal 2018 e specializzata in arte dei secoli XX e XXI dei paesi dell’Europa centro-orientale), dedica all’architettura, all’editoria e alla fotografia di architettura.</p>
<p>Le relazioni tra la divulgazione editoriale dell’architettura, la fotografia di architettura e gli archivi e i nuovi studi e cataloghi delle opere di architettura italiana del secondo dopoguerra saranno inoltre il focus di una serie di conversazioni che si terranno nella cornice della mostra nel week end di finissage, venerdì 21 febbraio: saranno presenti, con i rispettivi aggiornamenti, importanti studiosi e esperti italiani e del FVG.</p>
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		<title>Come due sorelle</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/come-due-sorelle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 17:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[nova gorica]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="800" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/goriziaNascosta.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="goriziaNascosta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/goriziaNascosta.jpeg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/goriziaNascosta-300x176.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/goriziaNascosta-1024x600.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/goriziaNascosta-768x450.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Come due sorelle 4"> L’architettura del ’900 tra Gorizia e Nova Gorica. Un itinerario transfrontaliero tra passato e presente. Con il supporto di cuffie audio</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/goriziaNascosta.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/come-due-sorelle/">Come due sorelle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 16 febbraio</strong> un doppio appuntamento alle ore 10.00 e 14.00 con <strong>Gorizia Nascosta</strong>. <strong>Come due Sorelle – l’architettura del ‘900 tra Gorizia e Nova Gorica</strong>.</p>
<p>L’iniziativa del CTA &#8211; Centro Teatro Animazione e Figure, inserita nell’ambito di “Crocevie d’Europa” del Comune di Gorizia, è un <strong>percorso teatrale fra le vie della città</strong> per scoprire Gorizia e il territorio transfrontaliero che pone uno sguardo all’architettura del primo Novecento, protagonista della trasformazione e ricostruzione della città, dopo la Prima guerra mondiale e fino all’ideazione e costruzione di una nuova città dopo il trattato di Pace del 1947.</p>
<p>Il percorso inizia dal <strong>Trgosky Dom</strong> di Gorizia, ideato nel 1903 da Max Fabiani, e si conclude accanto all’unico monumento europeo all’Urbanistica, dedicato al progetto di Edvard Ravnikar per Nova Gorica.</p>
<p>La passeggiata, con il supporto di cuffie audio, descrive edifici e delinea la figura di coloro che li hanno progettati, avvalendosi anche di interventi di persone che vivono la città e il suo territorio e della registrazione di una preziosa intervista dell’architetto Kuzmin a Edvard Ravnikar, nel 1992, un anno prima della sua morte.</p>
<p>Tutto comincia da un incontro casuale fra due ragazzine e si sviluppa in un’appassionata ricerca lungo le strade e gli edifici delle due città.</p>
<p>Appuntamento quindi sabato 16 febbraio per un vero e proprio spettacolo itinerante con approfondimenti storico-teatrali sulla città, con ritrovo al Trigorski Dom, angolo giardini pubblici, 15 minuti prima dell’orario di partenza, al fine di facilitare la procedura di registrazione.</p>
<p>La prenotazione è obbligatoria e si potrà fare al seguente indirizzo e-mail: <a href="mailto:crocevie.europa@comune.gorizia.it">crocevie.europa@comune.gorizia.it</a> o al 335 7707746 (solo WhatsApp).</p>
<p>Come due sorelle è un progetto del CTA &#8211; Centro Teatro Animazione e Figure, a cura di Roberto Piaggio e Antonella Caruzzi su testo di Claudio Parrino con la collaborazione di Adriana Vasques e la consulenza dell’arch. Toni Zogno. Il ricordo di Ljubka Šorli è stato scritto da Francesca Valente e letto da Antonella Caruzzi. La voce narrante è di Adriana Vasques, il progetto sonoro e musiche originali di Claudio Parrino, con la regia di Antonella Caruzzi. Un ringraziamento particolare all’arch. Diego Kuzmin, ad Antonella Bukovaz, Raffaella Cattaruzzi Lorenzo Drascek, Bianca Morandini, Maura Parise, Arianna Remoli, Federico Scridel, Gabriella e Marco Zichichi.</p>
<p>Il progetto è realizzato con il sostegno e la collaborazione di Assessorato regionale alle Attività Produttive e Turismo, di PromoTurismoFvg, Io sono Fvg, Comune di Gorizia.</p>
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		<title>A Trieste la mostra fotografica su Mogadiscio</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/a-trieste-la-mostra-fotografica-su-mogadiscio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 08:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mogadiscio]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="696" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/mogadiscioOK.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mogadiscioOK" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/mogadiscioOK.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/mogadiscioOK-300x153.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/mogadiscioOK-1024x522.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/mogadiscioOK-768x391.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="A Trieste la mostra fotografica su Mogadiscio 5"> Un percorso espositivo sull'evoluzione storico urbanistica della capitale somala. Scongiurando le distruzioni della guerra civile</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/mogadiscioOK.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/a-trieste-la-mostra-fotografica-su-mogadiscio/">A Trieste la mostra fotografica su Mogadiscio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Allestita al <strong>Magazzino 26 di Porto Vecchio</strong>, questa mostra fotografica sul patrimonio architettonico e urbanistico della capitale somala (a cura di Maria Spina e Gabriella Restaino) – costituita da <strong>47 pannelli</strong> (con testi e didascalie in lingua italiana e somala) – è stata possibile grazie a una collaborazione internazionale di studiosi e al collegamento tra l’Università nazionale somala, l’Accademia delle Scienze della Cultura e delle Arti di Mogadiscio, l’Università “Roma Tre”, il Politecnico di Torino, l’Università di Bologna, la “Sapienza” Università di Roma, l’Università di Camerino e il Politecnico di Milano.</p>
<p>Inaugurata una prima volta il 10 dicembre 2018, nella sede del Municipio di Mogadiscio, alla presenza dell’allora Vice Ministra degli Affari Esteri Emanuela Del Re, <strong>«<em>Mogadiscio e la sua evoluzione storico-urbanistica: pagine di storia della città</em>» </strong>è stata accolta l’anno successivo fra le mura dell’ex Convento del Colle dell’Annunziata di Ascoli Piceno, a beneficio della Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino.</p>
<h3>L&#8217;obiettivo della mostra</h3>
<p>Nonostante gran parte dei suoi monumenti siano andati distrutti a causa della lunga guerra civile e molte opere siano state trafugate, Mogadiscio conserva ancora importanti memorie del suo millenario passato che meritano di essere salvaguardate e tramandate. E in tal senso la mostra – guidata dal Comitato scientifico cui fanno capo: Susanna Bortolotto, Gentucca Canella, Lucio Carbonara, Bernardino Chiaia, Spiridione Alessandro Curuni, Daniela Esposito, Mohamed Ahmed Faghi, Pier Giorgio Massaretti, Mario Micheli, Nuredin Hagi Scikei, Annarita Puglielli, Renzo Riboldazzi, Elio Trusiani, Alessandro Volterra – si prefigge lo scopo di:</p>
<p>– avviare processi di sensibilizzazione delle Autorità somale, della cittadinanza e degli studiosi italiani nei confronti delle varie tematiche connesse con la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale della capitale e delle altre città della costa somala;</p>
<p>– scongiurare il pericolo della distruzione indiscriminata degli edifici storici, ancora esistenti nel centro storico di Mogadiscio, cercando anche di arginare la speculazione edilizia messa in atto dalle grandi imprese internazionali;</p>
<p>– creare un archivio digitale del patrimonio architettonico e urbanistico della Somalia con le riproduzioni digitali dei documenti fotografici, cartografici e video custoditi nei vari archivi d’Italia.</p>
<h3>Gli itinerari virtuali</h3>
<p>Così, attraverso quattro <strong>itinerari virtuali</strong> – basati sulle guide del Touring Club del secolo scorso (1929 e 1938) – i 47 pannelli esposti permettono di ripercorrere le strade principali di Mogadiscio, osservando le trasformazioni che ne hanno mutato l’assetto urbanistico nel corso degli anni, grazie a fotografie d’epoca, cartografie, planimetrie e assonometrie.</p>
<p><strong>“Edifici della città medievale”,</strong> il primo dei quattro itinerari proposti, è dedicato agli antichi quartieri di Shingaani e Hamarweyne, nuclei originari della città e sedi di importanti monumenti.</p>
<p>Il secondo itinerario, <strong>“La città nei resoconti di viaggiatori e geografi”</strong>, è incentrato invece sulle descrizioni fornite da coloro che, nel corso dei loro viaggi, sono approdati sulle coste somale: a partire da Yāqūt Abd Allāh al-Rūmī al-Hamawī (secc. XII-XIII), per finire a Roberto Robecchi Bricchetti (sec. XIX).</p>
<p>Il terzo itinerario, dal titolo <strong>“Spazi della modernità”</strong>, si concentra soprattutto sulle aree urbane che più hanno subito trasformazioni durante gli anni Venti e Trenta.</p>
<p>Il quarto e ultimo itinerario, <strong>“Attrezzature e infrastrutture urbane ed extraurbane”</strong>, offre infine il panorama completo delle infrastrutture costruite a Mogadiscio tra prima e seconda metà del Novecento, volgendo uno sguardo attento anche alla lunga rete di canali che alimentava la Società Agricola Italo Somala.</p>
<p>Alla mostra hanno dato il loro patrocinio: l’Ambasciata d’Italia a Mogadiscio, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, l’Università degli Studi di Trieste, l’Università nazionale somala, l’Accademia somala delle Scienze della Cultura e delle Arti, il Centro di Studi Somali  dell’Università “Roma Tre”, l’Archivio storico dell’Università di Bologna, il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, la Scuola di Ateneo di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” dell’Università di Camerino, il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, l’Istituto Nazionale di Architettura-In/Arch del Triveneto e  l’Università degli Studi di Udine.</p>
<p>&nbsp;</p>
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