Ruda, Villa Antonini Belgrado verso la salvezza

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redazione

3 Novembre 2021
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Collaborazione tra Comune e Soprintendenza

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Si concretizza la possibilità d’intervenire in somma urgenza per la messa in sicurezza di Villa Antonini Belgrado a Saciletto.

Grazie alla stretta collaborazione tra Comune di Ruda e Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del FVG, quest’ultima inizierà entro l’anno le riparazioni d’estrema necessità utili a fermare il degrado in cui versa la struttura.

Sono quasi cinque anni che il Comune di Ruda si è posto l'obiettivo di salvare Villa Antonini Belgrado, percorso reso ancora più complesso dalle note vicende riguardanti le frammentazioni della proprietà, sequestri e confische, aste giudiziarie annullate, pendenze giudiziarie e mancanza di risorse finanziarie.

Inoltre, si prospetta un finanziamento del Ministero della Cultura di circa 3 milioni di euro da spendere per il complessivo restauro della Villa.

“Abbiamo lavorato tanto, senza mai alzare troppa polvere ma con costanza e delicatezza istituzionale. Ora il nostro sogno sta diventando realtà. Grazie anche all'interessamento degli uffici del Ministro e all'impegno della Soprintendente Simonetta Bonomi, con la quale siamo in continuo e strettissimo contatto anche per i progetti e i lavori che riguardano l'Amideria Chiozza, la strada per salvare anche Villa Antonini sta diventando realtà”, dichiara il sindaco di Ruda, Franco Lenarduzzi.

“La villa è oggetto di grande attenzione da parte della Soprintendenza – conferma la soprintendente Bonomi –. Confido che vada in porto anche la nostra richiesta al Ministero della Cultura di acquistare tutte le quote proprietarie di Villa Antonini, che entrerebbe così interamente nel patrimonio dello Stato”.

Nella dimora di Villa Antonini hanno vissuto grandi artisti quali Rosetta Ossi Zinner e Federico Righi; vi era attiva una scuola di arte grafica internazionale. Inoltre Ruda è riconosciuta come capitale del canto corale. Sindaco e soprintendente ne stanno già valutando il futuro utilizzo, prevedendo di ospitare al suo interno attività artistiche e culturali di alto livello.

“Ora si può iniziare a ragionare su prospettive e possibilità fino a ieri impensabili – conclude Lenarduzzi –. Ripensare alla Villa come un centro culturale ci sembra l'idea convergente. Ora però dobbiamo lavorare intensamente per salvare il bene dal degrado così come abbiamo fatto e stiamo facendo per l'Amideria”.

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