Ronchi diventa patria del mosaico isontino

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Livio Nonis

12 Aprile 2021
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Operativa una nuova associazione

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È nato a Ronchi dei Legionari il gruppo “Associazione Mosaiko CeramiKo Isontino” per volontà di Fiorenzo Boscarol, del maestro mosaicista Dario Puntin e della pittrice Laura Miorin.

Prima di iniziare questa avventura ci sono state alcune visite, con altri appassionati, in luoghi dove il mosaico è di casa. Si è visitata la scuola di Spilimbergo, si è inoltre assistito ad alcune mostre e conferenze sul tema, infine la visita nel luogo simbolo del mosaico: la città romagnola di Ravenna, dove si son potuti ammirare i mosaici che vengono anche studiati nei libri di storia, visitando Sant'Apollinare Nuovo, sant'Apollinare in Classe, la Basilica di Sant'Vitale, Galla Placidia, la Cappella di Sant'Andrea, il Museo Arcivescovile e altro ancora.

Dopo queste prime esperienze conoscitive si è iniziato a lavorare, a preparare i primi lavori iniziando, dapprima, nelle sale sottostanti la chiesa di Vermegliano, poi in un garage privato e poi ancora presso la sede delle ACLI in via San Lorenzo a Ronchi.

Grazie a un contributo della Fondazione CARIGO, il gruppo di appassionati si è dotato di vari attrezzi speciali, tavoli e tutto quello che serve per poter lavorare, per iniziare i primi passi di una scuola di mosaico che ora sta funzionando in un prefabbricato concesso dal Comune.

A coordinare i lavori è la presidente dell'associazione, Laura Miorin, con la collaborazione degli artisti Elisa Brotto e Dario Puntin: stanno lavorando su una grande opera di 18 metri quadrati (nove metri in lunghezza e due di altezza) che, pandemia permettendo, sarà inaugurata a fine settembre e andrà a ingentilire un palazzo della centrale via Roma, sempre a Ronchi dei Legionari.

Giorni fa ha fatto visita alla scuola, che attualmente coinvolge anche una decina di ragazzi del centro di salute mentale di Monfalcone, l'assessore comunale alla cultura Mauro Benvenuto che si è congratulato per l’iniziativa.

“Noi intendiamo rispettare l'ambiente – precisa la presidente Miorin – per questo motivo il nostro mosaiKo è fatto per lo più da materiale ceramico di piastrelle recuperate nelle discariche, negli avanzi di magazzini, di negozi e di privati”.

E dal divertimento dei sei ragazzi e dei loro accompagnatori è probabile che questa realizzazione sarà la prima di tante altre opere destinate ad abbellire alcune zone della città.

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