La storia del cantiere di Monfalcone in oltre 300 filmati

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Livio Nonis

30 Marzo 2023
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Donati da Fondazione Fincantieri, raccontano di armamento di navi, dei vari e dei viaggi inaugurali. Materiali in fase di digitalizzazione

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RONCHI DEI LEGIONARI – Trecento filmati della storia del cantiere di Monfalcone degli ultimi 50 anni digitalizzati dal Consorzio Culturale del Monfalconese. Si tratta di nuovi materiali che andranno a unirsi ai fondi di proprietà e in gestione del Consorzio: oltre trecento audiovisivi, in maggioranza nastri Betamax e VHS ma anche pellicole 16 mm, sono stati consegnati al Ccm dalla Fondazione Fincantieri.

Le riprese grezze raccontano di armamento di navi, dal disegno e taglio delle lamiere alla rifinitura delle cabine, dei vari e dei viaggi inaugurali dei navigli costruiti nei cantieri navali di Monfalcone e Trieste dagli anni Settanta ai giorni nostri, ma tra i filmati vi sono anche filmati montati a scopo promozionale in varie lingue.

Le topologie sono tutte rappresentate, dalle navi mercatili e petroliere, dai sommergibili classe Sauro alla Garibaldi, dalla Micoperi 7000 al catamarano di Soldini, e soprattutto alle grandi navi da crociera che dagli anni Novanta sono il vanto della Fincantieri.

I materiali sono in fase di digitalizzazione per poi passare alla catalogazione e conservazione e saranno messi, nel tempo, a disposizione degli interessati, appassionati e studiosi.

La Fincantieri ha inoltre donato 80 tomi del Lloyd’s Register of Ships, dal 1960 al 1992, editi dal Lloyd’s Register Group Limited, di proprietà della Lloyd’s Register Foundation, un ente caritativo britannico dedito alla ricerca e all’educazione delle scienze e dell’ingegneria. L’organizzazione, che risale al 1760, redigeva il Register of Shipping, il primo registro navale conosciuto, il cui primo registro è stato pubblicato nel 1764 per fornire agli armatori e agli assicuratori dei dati sulle condizioni delle navi che essi assicuravano e noleggiavano. Il registro, contenente informazioni su tutti i natanti mercantili a motore di almeno 100 tonnellate di stazza, è pubblicato annualmente. I natanti rimangono registrati finché non sono affondati, arenati, permanentemente attraccati o smantellati.

I volumi sono stati sistemati nella sezione “Cantiere” della Biblioteca del Consorzio Culturale del Monfalconese e sono in procinto di essere catalogati e messi a disposizione a chi voglia consultarli.

“Un importante riconoscimento – rileva il presidente del Ccm, Davide Iannis – del lavoro svolto e del ruolo assunto dal Consorzio culturale del monfalconese nella raccolta, conservazione e valorizzazione del patrimonio sociale e culturale del territorio. Una storia iniziata a fine anni ’70 e che oggi si concretizza attraverso l’archivio della memoria e l’Ecomuseo Territori Genti e Memorie tra Carso e Isonzo attraverso un percorso laborioso, a volte poco noto, che oggi ci permette di avere solide basi per impostate progetti importanti anche in previsione del prossimo appuntamento di GO2025 dove il Consorzio Culturale assieme ai Comuni Consorziati possono contribuire con una proposta culturale congiunta di assoluto valore”.

 

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