<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:mec="http://webnus.net/rss/mec/"
    xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	    >
<channel>
	<title>Remo Anzovino in concerto a Udine &#8211; imagazine.it</title>
	<atom:link href="https://imagazine.it/home_desk/events/remo-anzovino-in-concerto-a-udine/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<description>imagazine la voce autentica</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 15:53:27 +0200</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-imagazine_icona-150x150.png</url>
	<title>Remo Anzovino in concerto a Udine &#8211; imagazine.it</title>
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
    
            <item>
		<title>Le chiese del Friuli prima del sisma</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/le-chiese-del-friuli-prima-del-sisma/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=73779</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="945" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiese votive" loading="lazy" title="Le chiese del Friuli prima del sisma 83"> Una mostra raccoglie lo fotografie scattate da don Giuseppe Marchetti negli anni '60: una straordinaria opera di documentazione]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Fondo Fotografico Giuseppe Marchetti &#8211; Società Filologica Friulana, Udine</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di <strong>don Giuseppe Marchetti</strong> (1902-1966), la Società Filologica Friulana ricorda infatti la figura del sacerdote, intellettuale e friulanista con un’iniziativa nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana.</p>
<p><strong>Venerdì 8 maggio</strong> (il giorno in cui Marchetti morì 60 anni fa), alle 17 nel salone d’onore “Guglielmo Pelizzo” di Palazzo Mantica di Via Manin 18 a Udine,  si svolgerà l’incontro “<em>La vôs de Patrie: pre Josef Marchet 60 agns dapò</em>” con l’intervento di Walter Tomada e Carlo Venuti.</p>
<p>Tra i contributi più originali di Marchetti alla cultura friulana spicca il progetto, avviato nei primi anni Sessanta e interrotto dalla sua morte nel 1966, di una ricognizione sistematica delle chiesette votive del Friuli storico.</p>
<p>L’opera, raccolta nel volume postumo curato da <strong>Gian Carlo Menis <em>Le chiesette votive del Friuli</em></strong>, fu pubblicato dalla Società Filologica Friulana (1972).</p>
<p>Da quel volume nasce ora la mostra fotografica “<strong><em>Lis gleseutis di pre Josef Marchet</em></strong>” nello spazio espositivo della “Cjanive de Filologjiche”, che sarà inaugurata sempre l’8 maggio a Palazzo Mantica dopo il sopracitato incontro.</p>
<p>Alla base dell’esposizione &#8211; curata da <strong>Raffaella Canci</strong> e <strong>Stefano Perulli</strong> &#8211; il Fondo Marchetti, composto da più di 350 fotografie, 300 disegni e 32 chine, conservato negli archivi della Società Filologica ed è oggetto di un progetto di digitalizzazione e catalogazione.</p>
<p>Una guida preziosa per riscoprire le chiesette votive del Friuli, un patrimonio in parte perduto, in parte trasformato, ma ancora capace di raccontare la storia friulana.</p>
<p>L’<strong>esposizione rimarrà aperta fino al 12 giugno</strong> (orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. In occasione di Vicino/Lontano e della Notte dei Lettori, la mostra rimarrà aperta anche sabato 9 e domenica 10 maggio e sabato 6 e domenica 7 giugno). Mostra con il sostegno della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il patrocinio di Arcidiocesi di Udine, Arcidiocesi di Gorizia, Diocesi di Concordia Pordenone e in collaborazione con il CRAF.</p>
<p>Concluderà la giornata, alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio all’Oratorio delle Purità, celebrata da <strong>mons. Luciano Nobile</strong>.</p>
<p>Il lavoro di Marchetti rappresenta ancora oggi una documentazione di straordinaria ampiezza e valore, capace di restituire dignità a un patrimonio fino ad allora marginale negli studi.</p>
<p>Infatti, in un contesto storico e culturale in cui l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente all’architettura monumentale, Marchetti intuì l’importanza delle piccole costruzioni devozionali: edifici nati per voto, in risposta a pestilenze, guerre o calamità, oppure per iniziativa privata.</p>
<p>Queste chiesette, realizzate da maestranze locali con tecniche spontanee, sono espressione di una religiosità popolare stratificata e profondamente radicata nel territorio.</p>
<p>La ricerca, pubblicata inizialmente sulla rivista «<em>Sot la Nape</em>», suscitò un interesse inatteso e contribuì a inaugurare una nuova sensibilità verso l’architettura minore.</p>
<p>Marchetti ampliò così il progetto in un censimento esteso, arrivando a documentare oltre ottocento edifici distribuiti tra Carnia, pianura friulana e area concordiese distinguendo le chiesette votive da edicole, ancone e cesioi, la tipica piccola costruzione sacra della Destra Tagliamento, affrontando con scrupolo anche i casi incerti.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;linkname=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-chiese-del-friuli-prima-del-sisma%2F&amp;title=Le%20chiese%20del%20Friuli%20prima%20del%20sisma" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/le-chiese-del-friuli-prima-del-sisma/" data-a2a-title="Le chiese del Friuli prima del sisma"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/chiese-votive.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/le-chiese-del-friuli-prima-del-sisma/">Le chiese del Friuli prima del sisma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Il Colore del Caso</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74368</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="787" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Tatge allestimento 1" loading="lazy" title="Il Colore del Caso 84"> Il viaggio metafisico del fotografo George Tatge approda a Trieste, dove la conversione al colore ebbe inizio]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>(© George Tatge/Courtesy Podbielski Contemporary)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriva dal<b> 23 maggio al 12 luglio</b> a Trieste un evento espositivo di straordinaria intensità poetica: la mostra <b><i>Il Colore del Caso</i></b> del fotografo <b>George Tatge </b>(inaugurazione venerdì 22 maggio ore 18).</p>
<p>L’esposizione, ad ingresso gratuito, curata da Carlo Sisi, è promossa dall&#8217;<b>Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste</b> e organizzata dalla casa editrice <b>Magonza </b>specializzata in arte e fotografia contemporanea che affianca all’attività editoriale progetti espositivi di ricerca in Italia e all’estero e collabora con gli artisti nella produzione di grafica d’arte e multipli.</p>
<p>Attraverso oltre 60 opere di grande formato l’artista — già celebre per i suoi bianchi e neri graficamente possenti — svela nella Sala Nathan del Magazzino 26 la sua conversione al colore, un viaggio interiore iniziato proprio tra le strade di questa città.</p>
<p>La mostra è il frutto dell’incontro avventuroso di un viaggiatore errante, mai sazio, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm, con gli elementi naturali, antropici o antropizzati, che non sono cercati, ma sono piuttosto trovati, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore, attento, profondo e meditativo.</p>
<p>«A meno che non abbia una committenza specifica – racconta George Tatge – preferisco vagare senza un progetto prefigurato in testa. Trovo che in questo modo la mia mente sarà più aperta alle sollecitudini, alle sorprese, a quelle inaspettate epifanie. L’Italia è un paese così imprevedibile, con delle stratificazioni di storia sorprendenti ma anche piena di cose quasi banali che possono essere fonti di meraviglia. Confesso che è un modo faticosissimo di lavorare e non lo suggerirei a nessuno. Camminare per tante ore e sentirmi in ogni momento in gioco, misurandomi con il mondo, testando le mie capacità di vedere e di capire, sfidando il Caso. Sì, proprio il Caso. Siamo tutti frutti del Caso, dal momento in cui si combinano i nostri cromosomi. Il Caso è uno degli aspetti più originali e unici della fotografia e quindi è giusto giocarci. Mi ritrovo perfettamente in una dichiarazione di un pittore che ammiro moltissimo, Gerhard Richter: “Non seguo alcuni obiettivi, nessun sistema, nessuna tendenza. Non ho un programma, né uno stile, né una direzione. Mi piace l’indefinito, la sconfinatezza. Mi piace l’incertezza continua”».</p>
<p>Il percorso espositivo <b>nella Sala Nathan del Magazzino 26</b> si snoda attraverso un’architettura narrativa sapientemente suddivisa in sei tappe tematiche che guidano l&#8217;occhio del visitatore in una progressione emotiva e visiva.</p>
<p>Ad accogliere il pubblico prima l’abbraccio di Trieste, seguito da una selezione di “Recinti&#8221; che si focalizza sul rigore della forma, e poi &#8220;Apparizioni&#8221;, istanti in cui luoghi comuni manifestano presenze illogiche e ironiche. Segue la sezione &#8220;Superfici&#8221;, un&#8217;esplorazione tattile e lenta della luce, della consistenza e della materia, dove il dettaglio diventa un universo da decifrare, seguita da &#8220;Vegetazione&#8221;, che segna un momento di riflessione critica: il caos naturale denuncia l&#8217;impatto drammatico dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente.</p>
<p>Il percorso si conclude con le sezioni &#8220;Metaspazi&#8221;, dove la poetica metafisica di Tatge si riveste di nuove tonalità senza perdere il rigore compositivo, in cui si alternano visioni di Livorno, Torino e Trieste che colpiscono per le loro ardite prospettive urbane, e &#8220;Colore&#8221; inteso come materia viva, incarnata in cumuli di tessuti industriali dalle forme vitali e sospese.</p>
<p>A suggellare l’esperienza della mostra è la proiezione del documentario &#8220;Light &amp; Color&#8221; per la regia di David Battistella. Girato tra Livorno e la Toscana, il film di 28 minuti è un atto di generosità: Tatge permette alla macchina da presa di seguirlo nei suoi rituali silenziosi intorno al cavalletto del banco ottico Deardorff, svelando i meccanismi intimi di un’esplorazione cromatica rivelatrice. È un omaggio alla lentezza e alla precisione in un’epoca di immagini digitali effimere.</p>
<p>Il passaggio al colore, avvenuto dopo trentacinque anni di bianco e nero, rappresenta una &#8220;nuova strada&#8221; ispirata da una mostra di Odilon Redon a Parigi e incoraggiata dal desiderio di non distrarsi più dai significati, ma di lasciare che il colore stesso riveli i suoi segreti nascosti.</p>
<p>«Fino al 2012 – spiega l&#8217;artista – ho lavorato esclusivamente col bianco e nero. Trasformare il mondo in combinazioni di bianco e nero è già una metafora. È una sorta di trascendenza del reale in cui gli infiniti toni di grigio ci costringono a prestare più attenzione alle forme e ai significati dei segni più che a ciò che è raffigurato. È stato di nuovo il Caso a farmi cambiare radicalmente strada. Nel 2011, insieme a mia madre, alla mostra di Odilon Redon al Grand Palais, siamo rimasti perplessi dopo aver visto le tante sale dedicate ai suoi “Noirs”. Solo nelle ultime quattro sale abbiamo trovato i colori stupendi dei suoi dipinti così onirici. Motivo: non ha praticamente toccato il colore fino a giungere a quasi 60 anni! E così, mi sono imposto di tentare questa “nuova” strada. E il viaggio mi sta divertendo non poco. È un modo totalmente diverso di guardare il reale, dove ora è soprattutto il colore ad attirare il mio sguardo e a rivelare i suoi segreti nascosti».</p>
<p>Particolarmente significativo è il legame dell&#8217;artista con Trieste. È proprio qui che Tatge ha realizzato le sue prime fotografie a colori, colpito dalla metafisicità di Via Maestri del Lavoro o dalle trame rugginose delle finestre del Museo Revoltella progettate da Carlo Scarpa.</p>
<p>«Ero stato invitato a Trieste dall&#8217;elegante editore Simone Volpato a partecipare a un libro d&#8217;artista su Scipio Slataper. Così ho iniziato a vagare per queste strade stupende. L&#8217;albero della principessa, nome scientifico <i>paulownia tomentosa</i>, l&#8217;ho trovato in fondo a un vicolo, non mi ricordo dove. E poi la finestra del Museo Revoltella. Non sapevo che fosse stata disegnata da Carlo Scarpa! Ma ogni pannello sembrava un&#8217;opera d&#8217;arte astratta. In entrambi i casi erano i colori a colpirmi: quelli delicati dell&#8217;albero e le variazioni del colore ruggine della finestra. Via Maestri del Lavoro mi colpì per la sua metafisicità. Il palazzo in primo piano, con la vite rossa che sta coprendo la struttura proiettata verso i palazzi moderni, sembra quasi minacciarli che arriverà anche da loro, prima o poi! In mostra ci sono molte immagini in cui la natura si impossessa dell&#8217;opera dell&#8217;uomo».</p>
<p>Trieste, città che lo ha già insignito del Premio Friuli Venezia Giulia per la Fotografia nel 2010, diventa così il palcoscenico ideale per questa rassegna che, come sottolinea il curatore Carlo Sisi, trasforma la fotografia da semplice documento a pura metafora poetica, capace di dare dignità e maestà anche al più semplice oggetto disseminato nel paesaggio urbano.</p>
<p>«Trieste – conclude George Tatge – è stata anche il primo luogo che ho fotografato nel 1988, appena diventato Direttore della Fotografia alla Fratelli Alinari di Firenze. Trieste, nuovissima città antica, dove ho lavorato sul rione di Città Vecchia. Nel 2009 ho esposto la mostra <i>Presenze, paesaggi italiani</i> al Palazzo Gopcevich. Sono tante, quindi, le esperienze e i ricordi che mi legano a questa città. Per non dimenticare Italo Svevo, uno dei miei autori preferiti!».</p>
<h3>Orari</h3>
<p><b>Titolo della mostra:</b> Il Colore del Caso</p>
<p><b>Artista:</b> George Tatge</p>
<p><b>Curatore:</b> Carlo Sisi</p>
<p><b>Sede:</b> Sala Nathan, Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste</p>
<p><b>Periodo:</b> 23 maggio – 12 luglio 2026</p>
<p><b>Orari: </b>giovedì 16-20, da venerdì a domenica e festivi 11-20</p>
<p><b>Inaugurazione:</b> 22 maggio ore 18:00</p>
<p><b>Ingresso:</b> Libero</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;linkname=Il%20Colore%20del%20Caso" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-colore-del-caso%2F&amp;title=Il%20Colore%20del%20Caso" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/" data-a2a-title="Il Colore del Caso"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/George-Tatge-allestimento-1.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-colore-del-caso/">Il Colore del Caso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Luci del silenzio</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74438</guid>

        <description><![CDATA[<img width="800" height="973" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="silenzio" loading="lazy" title="Luci del silenzio 85"> A Monfalcone la mostra pittorica di Fabiana Biasioli: opere esposte fino al 20 giugno]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Verrà inaugurata venerdì 29 maggio 2026, alle 18, presso la Società Monfalconese di Mutuo Soccorso (via Barbarigo 26), &#8220;<em>Luci del silenzio</em>&#8220;, la mostra pittorica di <strong>Fabiana Biasioli</strong>.</p>
<p>Per l’artista si tratta della seconda mostra personale dopo &#8220;<em>La musica dei colori</em>&#8221; tenuta nella stessa Sala Eugenio Valentinis nel 2022.</p>
<p>Le opere rimarranno in esposizione <strong>fino al 20 giugno 2026</strong>.</p>
<p>Biasioli, monfalconese classe 1964, vanta una carriera radicata nella sperimentazione materica e nell&#8217;evoluzione stilistica, passata dall&#8217;artigianato artistico alle mostre collettive e personali.</p>
<p>La sua formazione unisce gli studi scolastici a un percorso da autodidatta. In particolare, il lavoro con il professor De Luca le ha permesso di esprimere la propria interiorità attraverso immagini oniriche e cromatiche.</p>
<p>Le tecniche spaziano tra acrilico, acquerello, pastelli e matite su tela o cartoncino, variando in base al messaggio.</p>
<p>Le sue opere, calde e avvolgenti, traspongono stati d&#8217;animo e concetti di rinascita, prediligendo volti femminili, natura ed elementi floreali.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;linkname=Luci%20del%20silenzio" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fluci-del-silenzio%2F&amp;title=Luci%20del%20silenzio" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/" data-a2a-title="Luci del silenzio"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/silenzio.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/luci-del-silenzio/">Luci del silenzio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Il sogno e il racconto</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74614</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="906" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valentinuzzi Monfalcone 3 giugno 2026" loading="lazy" title="Il sogno e il racconto 86"> A Monfalcone la mostra personale che ripercorre il cammino artistico di Diego Valentinuzzi]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 3 al 29 giugno l’Atrio del Municipio di Monfalcone ospiterà la mostra personale di <strong>Diego Valentinuzzi</strong>, dal titolo <strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong>, un percorso espositivo dedicato a uno degli artisti monfalconesi più versatili, capace di attraversare linguaggi, suggestioni e riferimenti differenti, dalla pop art al classicismo, dal simbolismo alla dimensione onirica.</p>
<p>La personale rappresenta un’occasione per ripercorrere il lungo cammino artistico di Valentinuzzi, nato a Monfalcone nel 1953, formatosi all’Istituto Superiore di Stato per l’Artigianato e protagonista, nel corso della sua carriera, di numerose esperienze espositive e collaborazioni artistiche.</p>
<p>Dopo il periodo romano degli anni Settanta, durante il quale entra in contatto con diversi ambienti artistici della Capitale, Valentinuzzi ha sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, nel quale convivono memoria, immaginazione, elementi classici, riferimenti alla cultura contemporanea e una forte componente narrativa.</p>
<p>Nelle sue opere realtà e fantasia si intrecciano in composizioni che invitano lo spettatore ad andare oltre l’apparenza del visibile.</p>
<p>Il sogno, l’inconscio, il simbolo e la contaminazione tra stili diventano strumenti attraverso cui l’artista costruisce mondi sospesi, poetici ed enigmatici, capaci di aprire un dialogo tra interiorità e immagine.</p>
<p><strong>“<em>Il sogno e il racconto</em>”</strong> sarà visitabile nell’Atrio del Municipio di Monfalcone, in Piazza della Repubblica 8, <strong>dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12</strong> e <strong>il lunedì e mercoledì anche dalle 15.30 alle 17.30</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;linkname=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fil-sogno-e-il-racconto%2F&amp;title=Il%20sogno%20e%20il%20racconto" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/" data-a2a-title="Il sogno e il racconto"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Valentinuzzi-Monfalcone-3-giugno-2026.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/il-sogno-e-il-racconto/">Il sogno e il racconto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Peripheral Memories</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74702</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="814" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="peripheral1" loading="lazy" title="Peripheral Memories 87"> A Trieste una mostra tra arte, memoria industriale e territorio nella filiera del legno del Friuli Venezia Giulia]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Una foresta nel cuore della città per raccontare il legame tra arte contemporanea, lavoro, paesaggio e memoria.</p>
<p>Sarà visitabile da <strong>lunedì 8 giugno</strong> fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> di via Giusto Muratti 1 a <strong>Trieste</strong> la mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong>, esito dell&#8217;omonimo progetto di residenze artistiche internazionali promosso dall&#8217;Associazione <strong>IoDeposito ETS</strong>.</p>
<p>La mostra trova casa in una location particolarmente significativa, uno spazio espositivo e interattivo dedicato alla valorizzazione del patrimonio forestale regionale e della cultura del legno, realizzato dal <strong>Cluster Legno Arredo e Sistema Casa FVG</strong> con la Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con <strong>Legno Servizi – Cluster Forestale FVG</strong>.</p>
<p>Nato nel 2020 e sostenuto dalla <strong>Regione </strong>e dalla <strong>Fondazione Carigo</strong>, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> rappresenta una delle progettualità pluriennali più significative sviluppate da <strong>IoDeposito</strong> per creare <strong>relazioni tra artisti internazionali e tessuto produttivo regionale</strong>.</p>
<p>Nel corso degli anni il progetto ha dato vita a oltre venti opere tra installazioni, interventi di land art e lavori multimediali, costruendo un dialogo originale tra memoria industriale, sostenibilità e identità territoriale.</p>
<p>Gli artisti coinvolti vivono infatti un&#8217;esperienza immersiva all&#8217;interno di aziende, aree produttive e contesti naturali, osservando processi, incontrando lavoratori e comunità e trasformando questa esperienza in opere <em>site-specific</em>.</p>
<p>L&#8217;esposizione triestina raccoglie gli <strong>esiti delle più recenti residenze artistiche</strong> e delle ricerche sul campo realizzate da <strong>Marta Azparren, Guido Mitidieri, Nemanja Milenković e Yilin Zhu</strong>, protagonisti di un percorso che attraversa idealmente l&#8217;intera filiera del legno regionale, dalle aree boschive alle lavorazioni industriali.</p>
<p>Al centro della mostra vi è il lavoro della <em>visual artist</em> spagnola <strong>Marta Azparren</strong>, sviluppato durante la residenza presso un&#8217;azienda di arredo di alta gamma di San Giovanni al Natisone. Attraverso l&#8217;osservazione dei gesti ripetitivi della produzione e l&#8217;utilizzo di particolari strumenti applicati ai guanti da lavoro, l&#8217;artista ha trasformato il legno in un archivio materiale della memoria del lavoro umano, restituendo visibilità a movimenti e competenze spesso destinati a rimanere invisibili.</p>
<p>Accanto a questa ricerca trovano spazio il percorso dell&#8217;architetto e artista concettuale <strong>Guido Mitidieri</strong> che esplora il rapporto tra comunità e paesaggio, che avrà il suo sviluppo finale a metà con un’opera di <strong><em>land art</em></strong> <strong>sulle rive dell’Isonzo</strong> in località Sagrado.</p>
<p>Le riflessioni sull&#8217;equilibrio tra uomo e natura dell&#8217;artista serbo <strong>Nemanja Milenković</strong>; e il lavoro della <em>sound artist</em> <strong>Yilin Zhu</strong>, che attraverso <strong>installazioni sonore </strong>generate con l&#8217;intelligenza artificiale rielabora i rumori delle lavorazioni industriali e i suoni del bosco, restituendo una nuova dimensione sensibile al patrimonio immateriale del lavoro.</p>
<p>Attraverso opere materiche, fotografiche, video e sonore, <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> propone una riflessione <strong>sul ruolo dell&#8217;essere umano nei processi produttivi contemporanei</strong>, sospesi tra tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica.</p>
<p>Un progetto che guarda alla transizione ecologica non solo come sfida industriale, ma anche culturale, riaffermando il valore della memoria, del gesto e delle relazioni tra persone, imprese e territorio.</p>
<p>La mostra <strong><em>Peripheral Memories</em></strong> sarà visitabile a ingresso libero fino al <strong>31 agosto</strong> negli spazi di <strong>Foresta in Città</strong> a Trieste <strong>dal lunedì al venerdì in orario 10.00-13.00 | 14.00-17.00. L’ingresso è gratuito</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;linkname=Peripheral%20Memories" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fperipheral-memories%2F&amp;title=Peripheral%20Memories" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/" data-a2a-title="Peripheral Memories"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/peripheral1.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/peripheral-memories/">Peripheral Memories</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Le Api Ricamatrici</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/le-api-ricamatrici/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:30:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74795</guid>

        <description><![CDATA[<img width="800" height="803" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/corso-ricamo-ruda-2026-03.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="corso ricamo ruda 2026 03" loading="lazy" title="Le Api Ricamatrici 88"> A Ruda il corso di ricamo per i più piccoli. Iscrizioni a sostegno del Gruppo Parrocchiale Giovanile]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<p>Al via a Ruda il corso di ricamo per i più piccoli.</p>
<p>Il progetto, denominato “<em>Le Api Ricamatrici</em>”, prende il nome dallo storico logo creato dalle suore negli anni Ottanta e ripreso insieme alle mamme che hanno contribuito alla scelta.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è patrocinata dal Comune di Ruda e dall’Unità Pastorale “Ruda, Perteole e Saciletto”.</p>
<p>A guidare il progetto sarà la volontaria <strong>Serena Fumo</strong>, che raccoglie il testimone della storica gestione precedente.</p>
<p>Le lezioni si terranno fino al 19 giugno al ricreatorio &#8220;Don Valeriano Lepre&#8221;, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 11.30.</p>
<p>L&#8217;iniziativa si conferma un successo: dopo i 25 bambini dello scorso anno (tra cui 4 maschietti), per questa edizione si contano già 24 iscritti, con 5 &#8220;novizi&#8221; di seconda elementare.</p>
<p>L&#8217;attività ha ormai radici annuali: durante l&#8217;inverno 15 appassionati, tra mamme e bambini, si sono riuniti a sabati alterni per creare gli addobbi dell&#8217;albero di Natale, poi esposto nell&#8217;atrio del comune.</p>
<p>La stagione fredda ha visto anche un bel pomeriggio di condivisione e scambio con il gruppo delle signore dell'&#8221;Arte del filo&#8221; che si incontra a Perteole.</p>
<p>Notevole, infine, la finalità solidale del progetto. Se le quote d&#8217;iscrizione passate hanno sostenuto il Consiglio comunale dei ragazzi; i fondi raccolti quest&#8217;anno saranno interamente devoluti al Gruppo Parrocchiale Giovanile per il campo scuola di Enemonzo.</p>
<p><em>Livio Nonis</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-api-ricamatrici%2F&amp;linkname=Le%20Api%20Ricamatrici" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-api-ricamatrici%2F&amp;linkname=Le%20Api%20Ricamatrici" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-api-ricamatrici%2F&amp;linkname=Le%20Api%20Ricamatrici" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-api-ricamatrici%2F&amp;linkname=Le%20Api%20Ricamatrici" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-api-ricamatrici%2F&amp;linkname=Le%20Api%20Ricamatrici" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fle-api-ricamatrici%2F&amp;title=Le%20Api%20Ricamatrici" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/le-api-ricamatrici/" data-a2a-title="Le Api Ricamatrici"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/corso-ricamo-ruda-2026-03.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/le-api-ricamatrici/">Le Api Ricamatrici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour>08:30</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour>11:30</mec:endHour>
        
        
        
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Ruota libera</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ascanio Cosma]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74214</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="911" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mostra bici Villa Manin 08" loading="lazy" title="Ruota libera 89"> A Villa Manin oltre 60 modelli d’epoca e contemporanei per un viaggio nella storia della bicicletta]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>(© Stefan Nita)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Curata dal collezionista <strong>Mario Cionfoli </strong>di Vicenza, l’esposizione propone un percorso narrativo che attraversa epoche e contesti diversi e racconta come questo mezzo abbia ampliato le possibilità di movimento, lavoro e scoperta per milioni di persone.</p>
<p>Il racconto prende avvio nel 1815, quando il barone Karl von Drais ideò la draisina, primo prototipo di bicicletta in legno, nato come risposta a una grave crisi climatica che aveva ridotto drasticamente il numero dei cavalli. Da oggetto costoso e simbolo di status, la bicicletta si trasformò progressivamente in un mezzo sempre più diffuso, diventando strumento di lavoro, mezzo di spostamento quotidiano e protagonista di nuove forme di competizione sportiva, con le prime gare ciclistiche e i grandi eventi sportivi che contribuirono a trasformarla in un’occasione di riscatto sociale.</p>
<p>In mostra <strong>62 biciclette storiche e contemporanee</strong>, provenienti dal museo “Bicicleria” di Vicenza, il Museo della Bicicletta di Salcedo (VI), la Collezione Renato Bulfon di Mortegliano e la collezione privata di Alessandro Gallici.</p>
<p>Tra i modelli esposti, figurano esemplari iconici della storia del ciclismo (come la Legnano di Gino Bartali del 1946, la Colnago di Tadej Pogačar, o la bici di Marco Pantani) accanto a biciclette che testimoniano l’evoluzione tecnica e progettuale del mezzo.</p>
<p>L’allestimento, organizzato in <strong>sezioni tematiche</strong>, è accompagnato da fotografie d’epoca, documenti originali e materiali d’archivio che illustrano l’evoluzione tecnica della bicicletta: dai telai in ferro e acciaio, all’alluminio e alla fibra di carbonio, dai primi sistemi meccanici fino alle innovazioni più recenti come il cambio elettronico e i freni a disco.</p>
<p>Ampio spazio è riservato anche al trasferimento tecnologico, per mostrare come molte innovazioni nate nel campo della bicicletta abbiano contribuito allo sviluppo di altri settori, dall’industria motociclistica e automobilistica fino all’aeronautica. In chiusura, uno sguardo al presente e al rinnovato interesse verso forme di mobilità più sostenibili.</p>
<p>La mostra mette in luce anche il ruolo della bicicletta nel processo di <strong>emancipazione femminile</strong>: la possibilità per le donne di salire in sella, inizialmente ostacolata da diffidenze e discriminazioni, rappresentò un passaggio importante verso nuove forme di autonomia. Figura simbolo di questo percorso è Alfonsina Strada, unica donna a partecipare al Giro d’Italia maschile nel 1924.</p>
<figure id="attachment_74215" aria-describedby="caption-attachment-74215" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-74215" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-14.jpg" alt="Mostra bici Villa Manin 14" width="800" height="533" title="Ruota libera 90" /><figcaption id="caption-attachment-74215" class="wp-caption-text">(© Stefan Nita)</figcaption></figure>
<p>Con il suo intreccio di storia, tecnologia e cultura popolare, “<strong><em>Ruota Libera</em></strong>” invita il pubblico a riscoprire la bicicletta come uno degli oggetti più significativi della modernità. La mostra sarà visitabile fino al 30 agosto, dal martedì alla domenica; ogni prima domenica del mese è previsto l’accesso a prezzo ridotto.</p>
<p>Il calendario della mostra prevede inoltre eventi collaterali rivolti al pubblico. <strong>Per ulteriori informazioni: </strong><a href="http://www.villamanin.it" target="_blank" rel="noopener">www.villamanin.it</a> &#8211; <a href="mailto:info@villamanin.it">info@villamanin.it</a> &#8211; 0432 821211</p>
<h3><strong>ORARI MOSTRA</strong></h3>
<p>Dal 19 maggio al 30 agosto 2026</p>
<p>Da martedì a domenica dalle 10 alle 19</p>
<p>Ogni prima domenica del mese l’ingresso alla mostra è a prezzo ridotto</p>
<p>Aperture speciali: lunedì 2 giugno</p>
<h3><strong>BIGLIETTI</strong></h3>
<p><strong>Intero &#8211; </strong>€7,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €10,00)</p>
<p><strong>Ridotto* &#8211;</strong> €4,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €7,00)</p>
<p><strong>Ridotto gruppi** &#8211;</strong> €3,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €5,00)</p>
<p><strong>Omaggio &#8211; </strong>Bambini fino a 12 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tesserati ICOM; giornalisti con regolare tessera in servizio.</p>
<p><strong>Info e prenotazioni</strong>: telefono +39 0432 821211 email: <a href="mailto:bookshop@villamanin.it">bookshop@villamanin.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;linkname=Ruota%20libera" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fruota-libera%2F&amp;title=Ruota%20libera" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/" data-a2a-title="Ruota libera"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-08.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/">Ruota libera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour>10:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour>19:00</mec:endHour>
        
                <mec:location>Villa Manin di Passariano, Codroipo</mec:location>
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Nuda Veritas</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/nuda-veritas/</link>
        
        
        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=74298</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="768" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/simonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="simonediluca est facciata villamanin erpac fvg" loading="lazy" title="Nuda Veritas 91"> Il capolavoro di Klimt esposto a Villa Manin in una mostra curata da Cäcilia Bischoff]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Villa Manin (© Simone Di Luca)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>È un’opera che vale un viaggio. Perché “<em>Nuda Veritas</em>” di <strong>Gustav Klimt</strong> non è solo uno dei capolavori dell’artista viennese ma è un dipinto che intriga, e poi interroga, chi lo osserva. Spinge a riflessioni che vanno oltre la semplice ammirazione dell’opera.</p>
<p>Dal 21 maggio al 6 settembre viene esposto a Villa Manin di Passariano di Codroipo in una mostra dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG con MondoMostre, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum e il Theatermuseum di Vienna.</p>
<p>L’esposizione è curata da <strong>Cäcilia Bischoff</strong>.</p>
<p>L’opera, concessa grazie alla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum e il Theatermuseum, testimonia il prestigio raggiunto dal territorio friulano nel panorama artistico europeo.</p>
<p>“Nuda Veritas” è considerata una delle espressioni più intense della modernità artistica, capace di unire bellezza estetica e riflessione etica.</p>
<p>Il dipinto rappresenta una donna nuda, di una nudità volutamente esibita, persino sfrontata, totalmente diversa dalle rappresentazioni di nudi femminili dell’epoca. Questa è una donna sicura di sé, che affronta lo sguardo di chi la giudica, senza temerlo. La “Nuda Veritas” “con i suoi riccioli selvaggi e la bocca cattiva e fanatica” venne dipinta da Gustav Klimt nel 1899. È un olio su tela, di centimetri 252 x 56,2, conservato a Vienna presso il Theatermuseum.</p>
<p>Il fuoco aranciato dei riccioli e dei peli del pube spicca sul corpo bianco, calamitando lo sguardo.</p>
<p>Ma è una esibizione non destinata a catturare i sensi bensì l’intelletto. Perché la verità è potente, conquista l’attenzione, il palcoscenico, quasi. E nessuno può tenerla nascosta. L’occhio poi si fissa sullo specchio che lei tiene non rivolto a sé ma a chi la osserva: un invito a riflettere; quasi un gesto di sfida. Lo sguardo si allarga a un cielo perlaceo, iridescente, al serpente che risale la gamba della donna, ai carnosi fiori di magnolia&#8230;</p>
<p>Nulla qui è casuale, sembra di assistere, forse incapaci di decrittarlo fino in fondo, a un potente, vitale messaggio in codice.</p>
<p>Nel Salone centrale di Villa Manin, “<em>Nuda Veritas</em>” è allestita in modo elegante e, per così dire, senza tempo. Il contesto e gli approfondimenti sono riportati sui pannelli informativi a corredo. Nelle prime due sale, prima di arrivare al dipinto, vengono illustrati i legami di Klimt con l&#8217;Italia e viene presentata la sua biografia.</p>
<p>La sala successiva è dedicata ai molteplici livelli di significato dell&#8217;opera, poiché la “Nuda Veritas” è più complessa di quanto il titolo lasci supporre. Dopo aver potuto ammirare con calma l&#8217;affascinante capolavoro di Klimt, il tema delle “molte verità” viene ripreso in modo creativo. Infine, nell&#8217;ultima sala, il visitatore viene condotto nel mondo reale di Villa Manin con un riferimento alle decorazioni murali storiche.</p>
<p>Gustav Klimt fu uno dei protagonisti della Vienna moderna di fine Ottocento, contribuendo al superamento degli stili storicisti verso l’arte moderna. Il dipinto dialoga idealmente con gli affreschi di Louis Dorigny conservati a Villa Manin, che affrontano temi come desiderio, identità, bellezza e trasformazione. Villa Manin, luogo storico legato al Trattato di Campoformio, diventa così uno spazio di incontro tra memoria storica e arte contemporanea.</p>
<figure id="attachment_74300" aria-describedby="caption-attachment-74300" style="width: 254px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-large wp-image-74300" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Klimt_Nuda-Veritas_KHM-Museumsverband-Theatermuseum_HR-254x1024.jpg" alt="Klimt Nuda Veritas KHM Museumsverband Theatermuseum HR" width="254" height="1024" title="Nuda Veritas 92" /><figcaption id="caption-attachment-74300" class="wp-caption-text">Gustav Klimt, Nuda Veritas (© KHM-Museumsverband, Theatermuseum)</figcaption></figure>
<p><em>«La presenza della “Nuda Veritas” a Villa Manin rende possibile instaurare un dialogo tra questa riflessione sulla verità senza compromessi e un luogo che, in termini storici, segna anch’esso uno spostamento di paradigma», </em>afferma <strong>Mario Anzil</strong>, vicepresidente della Regione FVG.</p>
<p><em>«L’opportunità di ospitare la “Nuda Veritas” di Gustav Klimt – peraltro alla sua ultima tappa espositiva – rappresenta un’occasione davvero eccezionale: un’opera che non si limita a essere ammirata, ma che interroga profondamente chi la osserva. Una scelta che assume un valore particolare anche per Villa Manin, dove si attiva un dialogo estetico tra la poetica klimtiana e l’identità architettonica della Villa, in relazione anche con gli apparati decorativi storici, generando un confronto capace di valorizzare entrambe», </em>aggiunge <strong>Lydia Alessio-Vernì</strong>, direttrice generale dell’Ente regionale per il Patrimonio culturale – ERPAC FVG.</p>
<p>La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Moebius.</p>
<h3><strong>BIGLIETTI E ORARI</strong></h3>
<p>Martedì &#8211; domenica dalle 10:00 alle 19:00</p>
<p>Apertura straordinaria: lunedì 1 giugno</p>
<p><strong>Intero Klimt: </strong>€8,00</p>
<p><strong>Ridotto* Klimt: </strong>€5,00</p>
<p><strong>Ridotto gruppi** Klimt:</strong> €4,00</p>
<p><strong>Intero cumulativo</strong> (mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €10,00</p>
<p><strong>Ridotto cumulativo </strong>(mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €7,00</p>
<p><strong>Ridotto gruppi cumulativo</strong> (mostra Klimt + mostra “Ruota Libera”): €5,00</p>
<p><strong>Omaggio: </strong>Bambini fino a 12 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tesserati ICOM; giornalisti con regolare tessera in servizio.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;linkname=Nuda%20Veritas" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fnuda-veritas%2F&amp;title=Nuda%20Veritas" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/nuda-veritas/" data-a2a-title="Nuda Veritas"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/simonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/nuda-veritas/">Nuda Veritas</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-11</mec:startDate>
                <mec:startHour>10:00</mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-11</mec:endDate>
                <mec:endHour>19:00</mec:endHour>
        
                <mec:location>Villa Manin di Passariano, Codroipo</mec:location>
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>A Gorizia il raduno nazionale degli Artiglieri d&#8217;Italia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/a-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia/</link>
        
        
        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=73093</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="756" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Torino-19-giugno-2023.-Il-Medagliere-Nazionale-dellANArtI-durante-la-cerimonia_Jessica-Pasqualon.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Torino 19 giugno 2023. Il Medagliere Nazionale dellANArtI durante la cerimonia Jessica Pasqualon" loading="lazy" title="A Gorizia il raduno nazionale degli Artiglieri d&apos;Italia 93"> Tre giorni all’insegna della memoria seguendo il motto «Sempre e dovunque per la pace e la libertà»]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Torino, 19 giugno 2023. Il Medagliere Nazionale dell’ANArtI durante la cerimonia (© Jessica Pasqualon)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>XXXII Raduno nazionale dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia</strong> si terrà <strong>da venerdì 12 a domenica 14 giugno</strong> a Gorizia, a cui l’Artiglieria è storicamente legata per gli eventi che la videro svolgere un ruolo di primo piano nella VI Battaglia dell’Isonzo, quando il Regio Esercito conquistò la città nell’agosto del 1916.</p>
<p>Sessant’anni dopo, ancora il Friuli ha visto l’Artiglieria portare soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto del 6 maggio 1976. Uno dei primi reparti a intervenire fu il 27º Reggimento Artiglieria pesante semovente “Marche”, inquadrato nella III Brigata missili “Aquileia”.</p>
<p>Questi i principali appuntamenti in programma: <strong>venerdì 12 giugno</strong> in mattinata arriverà il Medagliere, mentre alle 15 al Sacrario Militare di Oslavia si terrà una solenne cerimonia di omaggio ai Caduti, con deposizione di una corona.</p>
<p><strong>Sabato 13 giugno</strong>, al mattino, è prevista l’esibizione di gruppi folkloristici in Piazza della Vittoria, seguita dalle cerimonie di omaggio ai Caduti a Redipuglia e al vicino Cimitero Militare Austro-Ungarico.</p>
<p>Nel pomeriggio, invece, in piazza Vittoria, saranno resi gli omaggi ai Caduti goriziani e ai Caduti del 3° Reggimento Artiglieria per la presa di Gorizia.</p>
<p>Inoltre, per tutta giornata di sabato, i musei della città saranno a ingresso gratuito.</p>
<p>Alle 21, nell’Auditorium della Cultura friulana di via Roma, il coro Grop Corâl Vidulês si esibirà in uno spettacolo anche in commemorazione del 50° del terremoto del Friuli.</p>
<p>Infine, <strong>domenica 14</strong>, si terrà la cerimonia celebrativa del XXXII Raduno Nazionale e della Festa dell’Arma di Artiglieria nel ricordo del 108° anniversario della Battaglia del Solstizio e del 110° anniversario della Battaglia di Gorizia, congiuntamente al ricordo delle vittime del terremoto del 1976.</p>
<p>Nei suoi tre giorni, ma in particolare con la sfilata di domenica 14 giugno, il Raduno vuole essere un momento di incontro con i goriziani tutti, per rinsaldare, nel nome della pace (un appello quanto mai necessario in questo delicato e tragico frangente storico), la vicinanza e la mutua solidarietà fra il popolo italiano e le sue Forze Armate.</p>
<p>Tre giorni all’insegna della memoria e della cultura militare che non prescinde dalla cultura della pace, al punto che il Raduno ha come motto «<em>Sempre e dovunque per la pace e la libertà</em>», che si ispira a quello ufficiale dell’Artiglieria e afferma il principio fondamentale della convivenza pacifica fra popoli.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia%2F&amp;linkname=A%20Gorizia%20il%20raduno%20nazionale%20degli%20Artiglieri%20d%E2%80%99Italia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia%2F&amp;linkname=A%20Gorizia%20il%20raduno%20nazionale%20degli%20Artiglieri%20d%E2%80%99Italia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia%2F&amp;linkname=A%20Gorizia%20il%20raduno%20nazionale%20degli%20Artiglieri%20d%E2%80%99Italia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia%2F&amp;linkname=A%20Gorizia%20il%20raduno%20nazionale%20degli%20Artiglieri%20d%E2%80%99Italia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia%2F&amp;linkname=A%20Gorizia%20il%20raduno%20nazionale%20degli%20Artiglieri%20d%E2%80%99Italia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fa-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia%2F&amp;title=A%20Gorizia%20il%20raduno%20nazionale%20degli%20Artiglieri%20d%E2%80%99Italia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/a-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia/" data-a2a-title="A Gorizia il raduno nazionale degli Artiglieri d’Italia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Torino-19-giugno-2023.-Il-Medagliere-Nazionale-dellANArtI-durante-la-cerimonia_Jessica-Pasqualon.jpg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/a-gorizia-il-raduno-nazionale-degli-artiglieri-ditalia/">A Gorizia il raduno nazionale degli Artiglieri d&#8217;Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-12</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-14</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>discovery</mec:category>
        
                        	</item>
            <item>
		<title>Contaminazioni della Storia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/</link>
        
        
        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?post_type=mec-events&#038;p=73375</guid>

        <description><![CDATA[<img width="1366" height="952" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zeugna e Dot 2" loading="lazy" title="Contaminazioni della Storia 94"> Sandra Zeugna e Fulvio Dot in dialogo a Monfalcone con i grandi maestri del secondo Novecento]]></description>

                <content:encoded><![CDATA[<h6>Autorità e artisti davanti alle opere in mostra</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la chiusura di <em>Giorgio de Chirico – La meccanica del pensiero</em>, curata da Cesare Orler e visitata da oltre 11.200 persone, la <strong>Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone </strong>presenta un nuovo progetto espositivo a cura di <strong>Giancarlo Bonomo</strong>, che propone due delle voci più riconoscibili della ricerca artistica isontina contemporanea.</p>
<p><em>Contaminazioni della Storia</em> porta infatti nelle sale della Galleria il confronto tra <strong>Sandra Zeugna</strong> e <strong>Fulvio Dot</strong>.</p>
<p>L&#8217;esposizione mette a confronto due linguaggi distinti: la figurazione simbolica con sfumature Pop di Dot e l&#8217;informalità intuitiva della Zeugna, che affondano le radici nei movimenti espressivi dell&#8217;area isontina della seconda metà del Novecento e nell&#8217;Istituto Max Fabiani di Gorizia, sede elettiva della loro formazione.</p>
<p>A documentare questa genealogia, il percorso affianca ai quindici-venti anni di ricerca e sperimentazione dei due artisti una sezione dedicata alle identità storiche della scena regionale: Anton Zoran Mušič, Afro Basaldella, Giorgio Celiberti, Giuseppe Zigaina, Agostino Piazza, Klavdij Palčič e Cesare Mocchiutti.</p>
<p>Nel catalogo, edito da Gaspari editore, oltre ai testi del curatore, è pubblicato un saggio critico di <strong>Raffaella Rita Ferrari</strong>, project manager dell&#8217;evento espositivo, e un&#8217;antologia di scritti dedicati ai due artisti firmati da storici e critici di chiara fama.</p>
<p>Il progetto intende documentare la persistenza di una scuola di pensiero e di maniere espressive che rappresenta un fenomeno di portata regionale e nazionale.</p>
<p>Si rivolge a quanti apprezzano le declinazioni dell&#8217;arte contemporanea successive alle avanguardie storicizzate, nella considerazione che l&#8217;arte è anzitutto una concatenazione di fattori ed elementi consequenziali, specchio di realtà socio-politiche, culturali e antropologiche.</p>
<p>Il progetto si propone inoltre di coinvolgere studenti e giovani appassionati di quel passaggio generazionale dal Novecento alle realtà espressive odierne, di cui Dot e Zeugna sono al tempo stesso rappresentanza e rappresentazione.</p>
<p>Con <em>Contaminazioni della Storia</em> l’Amministrazione Comunale prosegue il percorso avviato dal piano triennale 2026–2028, che riconosce agli artisti del territorio un ruolo strutturale nella programmazione e traduce la produzione locale in un contenuto dotato di valore critico, integrato nel discorso contemporaneo in cui opera la Galleria.</p>
<p>“Negli ultimi dieci anni si è realizzato un vero e proprio rinascimento dell&#8217;offerta culturale a Monfalcone – osserva il sindaco di Monfalcone, <strong>Luca Fasan</strong> –. Solo nel 2024 si sono registrate oltre 30mila presenze a teatro, senza contare quelle della Galleria, del MUCA e del Festival letterario Geografie: risultati che sono il frutto di una programmazione costruita nel lungo periodo. La mostra <em>Contaminazioni della Storia</em>, con le opere di Fulvio Dot e Sandra Zeugna, rappresenta una scommessa: far dialogare due linguaggi espressivi completamente diversi, ma con caratteristiche ben riconoscibili. Un confronto tra correnti artistiche di grande spessore, che si può considerare una scommessa vinta. Sono inoltre previste visite guidate, fondamentali per accompagnare il pubblico nella comprensione più approfondita dei lavori esposti.”</p>
<p>“La Regione Friuli Venezia Giulia – dichiara il consigliere regionale <strong>Antonio Calligaris</strong> –partecipa con convinzione al piano triennale 2026–2028 della Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone: una programmazione e una pianificazione che incarnano una politica culturale fondata su linee stabili e coerenti. In questa Galleria si sperimenta, si accostano grandi nomi della storia dell&#8217;arte a ricerche contemporanee con un percorso avvincente che qualifica il territorio e ne accresce la visibilità ben oltre i confini regionali”.</p>
<p>Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il sostegno della BCC Venezia Giulia – main sponsor.</p>
<h3>Orari</h3>
<p>L&#8217;esposizione è visitabile <strong>dal 25 aprile al 28 giugno 2026</strong> con ingresso gratuito: il mercoledì dalle 10 alle 13, il venerdì, il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.</p>
<p>La Galleria propone inoltre un calendario di visite guidate con appuntamento il venerdì alle 17.30, il sabato, la domenica e i festivi alle 11, alle 16 e alle 17.30.</p>
<p>Informazioni e prenotazioni all&#8217;indirizzo galleria.didattica@comune.monfalcone.go.it e ai numeri 0481 494177 / 371.</p>
<h3>Gli artisti</h3>
<p><strong>Fulvio Dot</strong> si diploma in decorazione pittorica all&#8217;<strong>Istituto Statale d&#8217;Arte &#8220;Max Fabiani&#8221; di Gorizia</strong> e si laurea in Architettura all&#8217;<strong>Università di Venezia</strong>. Espone dal 1976 in sedi italiane e internazionali — da Grenoble a Québec, da Shanghai a Hong Kong, da Barcellona a Málaga — e partecipa ad <strong>ArtExpo Bologna</strong>, <strong>ArtePadova</strong>, <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong> e alla <strong>Fiera internazionale di Pordenone</strong>.</p>
<p>La sua cifra stilistica fonde principi architettonici, riferimenti simbolici e divagazioni astratte attraverso l&#8217;impiego di materiali eterogenei: colle, malte, stucchi, spaghi, vetroceramiche, stoffe catramate e teli militari. Vittorio Sgarbi, nel volume <em>I giudizi di Sgarbi</em> (Mondadori, 2004), colloca il suo lavoro nell&#8217;ambito dell&#8217;espressionismo informale e lo definisce capace di esplorare l&#8217;invisibile.</p>
<p><strong>Sandra Zeugna </strong>avvia la propria ricerca come autodidatta e matura la sua maniera rappresentativa — ascrivibile alla sintassi informale — sotto la guida di <strong>Giuseppe Zigaina</strong>. Espone in personali alla Galleria Tartaglia di Roma, alla Galleria Sant&#8217;Isaia di Bologna, alla Galleria d&#8217;Arte Contemporanea di Trieste, alla Casa di Dante di Firenze e al Palazzo Pisani Revedin di Venezia.</p>
<p>Dal 2005 al 2011 partecipa ad <strong>ArtePadova</strong> e ad <strong>Arte in Fiera Reggio Emilia</strong>. Nel 2005 ottiene il secondo premio con la medaglia d&#8217;argento della Camera dei Deputati al <strong>Premio Agazzi</strong> (provincia di Bergamo, su 950 opere in concorso); nel 2006 vince il <strong>Premio Internazionale di Disegno</strong> di Trieste su 70 opere selezionate.</p>
<p><em>Francesca Scarmignan</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;linkname=Contaminazioni%20della%20Storia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fevents%2Fcontaminazioni-della-storia%2F&amp;title=Contaminazioni%20della%20Storia" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/" data-a2a-title="Contaminazioni della Storia"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Zeugna-e-Dot-2.jpeg" style="display: block;margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/contaminazioni-della-storia/">Contaminazioni della Storia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
        
        
        
        <mec:startDate>2026-06-12</mec:startDate>
                <mec:startHour></mec:startHour>
        
        <mec:endDate>2026-06-12</mec:endDate>
                <mec:endHour></mec:endHour>
        
        
        
                <mec:category>meeting</mec:category>
        
                        	</item>
    
</channel>
</rss>