Coronavirus, in viaggio nel deserto (ma non completo)

imagazine livio nonis

Livio Nonis

12 Marzo 2020
Reading Time: 2 minutes

La testimonianza del nostro collaboratore

Condividi

Stamattina sono dovuto uscire per necessità nella bassa friulana per fare delle commissioni per un parente stretto con inabilità al 100%: in sintesi sono andato dal medico e poi in farmacia.

Sono salito in macchina e sono partito alla volta del centro di Ruda. Erano le 8.30; a quell'ora di solito la strada provinciale è molto trafficata, ma oggi non c'era nessuno. Sembrava Capodanno, quando tutti, reduci da una nottata di festa, stanno ancora a casa e per strada si trova poca gente.

Mi sono fermato un momento in piazza a Ruda per osservare la gente che entrava scaglionata nel supermercato, mentre l'ufficio postale era vuoto con i soliti schermi di protezione; in banca gli addetti si sono ingegnati con uno schermo protettivo “fai da te”, mettendo un piccolo ostacolo per tenere il cliente a una certa distanza (minimo un metro), in attesa di uno distanziatore definitivo che certo non tarderà ad arrivare. Sono risalito in macchina per tornare sulla statale 14: ancora pochissime auto. Così pure a Campolongo e a Tapogliano, praticamente un deserto.

A Perteole i pochi pazienti entravano dal medico uno alla volta: la dottoressa riceveva tutti, per le ricette o per qualsiasi altra necessità, indossando la sua mascherina. Quindi sono ripartito di corsa verso la farmacia di Aiello del Friuli: anche qui poca gente in centro, per lo più in fila per entrare due alla volta dando la precedenza alle persone anziane, le signore incinte oppure i portatori di handicap.

All'interno della farmacia la limitazione di distanza dal bancone, un vetro protettivo, e le farmaciste tutte rigorosamente con i guanti.

Finito quanto dovevo fare sono ritornato per riportare tutto al mio parente e nuovamente a casa: erano le 10.30, il traffico sempre molto limitato. Al distributore di benzina gli addetti indossavano la mascherina, mentre i mezzi della Protezione Civile giravano con l’altoparlante acceso per raccomandare alle persone di stare in casa.

Nessuno tra le persone che ho incontrato a piedi aveva la mascherina protettiva, ma tutti rimanevano a distanza di sicurezza. Non mi sono nemmeno sfuggiti un paio di cicloamatori in tuta, che certo non uscivano per necessità, e coloro (pochi) che portavano a spasso il cagnolino lungo la ciclabile tra Perteole e Campolongo Tapogliano (località Cavenzano).

Nei tabacchini, invece, le persone entravano un po' alla carlona, non regolamentate come nelle altre attività.

Durante l’attesa dal medico e in farmacia ho scambiato alcune parole con i presenti: tutti stanno prendendo seriamente la situazione, alcuni molto seriamente.

Forze dell'ordine? In tutti gli spostamenti ho incrociato un’unica pattuglia di carabinieri… 

Condividi