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	<title>CULTURA&amp;SPETTACOLO &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>CULTURA&amp;SPETTACOLO &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>A Gorizia la nuova Galleria Ducaton</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 16:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO, PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella sede dell'Università di Trieste in città: una mostra permanente espone le 28 tele del ciclo “La donna del mare”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/ducaton.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-gorizia-la-nuova-galleria-ducaton/">A Gorizia la nuova Galleria Ducaton</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;inaugurazione della Galleria Ducaton</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – L’<strong>Università di Trieste, </strong>grazie all’impegno di conservazione e divulgazione culturale del<strong> Sistema Museale di Ateneo (SmaTS),</strong> inaugura la <strong>Galleria Ducaton</strong>, un nuovo spazio permanente al I° piano dell&#8217;ala destra della sede di Gorizia di via Alviano 18, dedicato al ciclo pittorico <em>La donna del mare</em> di <strong>Annamaria Ducaton</strong> (1936-2026).</p>
<p>Si tratta di 28 tele che la pittrice triestina ha donato all’Ateneo nel 2024 in occasione dei cento anni dalla sua fondazione.</p>
<p>Realizzato tra il 1984 e il 1985, il ciclo è ispirato all’omonimo dramma di Henrik Ibsen del 1889.</p>
<p>L’opera rappresenta un percorso affettivo e artistico in cui Ducaton entra in dialogo con la madre, l’attrice Giannina Herman Macknig, e con Ellida, protagonista del lavoro ibseniano.</p>
<p>La nuova galleria permanente nasce come omaggio e segno di gratitudine verso l’artista recentemente scomparsa e valorizza il legame tra arte, memoria personale, teatro e patrimonio culturale di UniTS.</p>
<p><strong>Per il pubblico esterno la galleria sarà prossimamente visitabile su prenotazione. </strong></p>
<h3><strong>Annamaria Ducaton (1936 – 2026) </strong></h3>
<p>Respira da subito l’atmosfera artistica della famiglia. Da bambina inizia lo studio del pianoforte e dopo cinque anni lo abbandona per dedicarsi alla pittura.</p>
<p>Artista “immaginaria”, ha all’attivo un’ottantina di mostre personali a Trieste, Duino, Lignano, Udine, Gorizia, Maniago, Brunico, Dobbiaco, Steinhaus, S. Bonifacio di Verona, Trento, Roma, Torino, Milano, Isola d’Istria, Lubiana, Dobrovo, Salisburgo, Graz, Helsinki, Basilea, Terezin (Repubblica Ceca), Venezuela, California.</p>
<p>Ha partecipato a oltre un centinaio di esposizioni collettive in Italia e all’estero. Lavora sviluppando vari temi che le consentono di approfondire gli argomenti prescelti in modo dettagliato, ricavandone un importante apporto culturale a livello non solo personale.</p>
<p>La musica e la letteratura camminano sempre assieme al suo lavoro pittorico.</p>
<h3><strong>Ciclo pittorico “La donna del mare” (1984-1985)</strong></h3>
<p>La serie di opere a tecnica mista di Annamaria Ducaton trae ispirazione dal dramma di Ibsen <em>La donna del mare</em>, intrecciando in modo poetico immagini personali e simboli universali. Ducaton utilizza fotografie di sé stessa e di sua madre, collocandole in un contesto visivo astratto, caratterizzato da forme fluide e colori suggestivi. Ogni opera diventa così una riflessione visiva e testuale sul tema dell’identità, del legame e del bisogno di libertà. Sopravvivono 28 opere delle 29 originarie e vanno lette secondo un ordine stabilito dalla stessa autrice.</p>
<p>La tensione tra appartenenza e desiderio di evasione è al centro di queste opere dove il mare, evocato da forme ondulate e colori cangianti, rappresenta il mondo interiore e le forze sotterranee che accompagnano il viaggio della scoperta di sé.</p>
<p>Ducaton sovrappone simboli e immagini. La stratificazione visiva esprime la complessità della memoria, in cui passato e presente si fondono, mentre il volto della madre si alterna a quello dell’artista, in un dialogo che evoca il legame generazionale ma anche il conflitto tra ciò che si eredita e ciò che si vuole superare.</p>
<p>Citazioni tratte da La donna del mare accompagnano le immagini e intensificano il senso di introspezione e di minaccia invisibile.</p>
<p>I contorni delle figure si fondono in uno sfondo surreale, dove forme marine e creature immaginarie sembrano avvolgere e osservare i personaggi, incarnando paure interiori e desideri inespressi.</p>
<p>La presenza del mare, con il suo richiamo alla libertà e al pericolo, diventa una metafora della profondità psichica in cui si muovono le protagoniste. Alla base di queste opere vi è anche una riflessione sull’identità femminile e sull’autonomia.</p>
<p>Le parole di Ellida esprimono il desiderio di rompere i vincoli e di affermare la propria autenticità. Anche visivamente, le figure femminili appaiono isolate, immerse in paesaggi astratti che le rendono al contempo parte ed estranee all’ambiente che le circonda, suggerendo la dualità di chi cerca di scoprire e affermare sé stessa al di fuori dei ruoli imposti.</p>
<p>In sintesi, la serie di Ducaton è un’esplorazione intima e complessa delle relazioni familiari e dell’identità, radicata nella poetica del mare simbolico di Ibsen.</p>
<p>La fusione tra fotografia e astrazione genera un’immagine stratificata e vibrante, che invita a riflettere su come i legami, siano essi familiari o esistenziali, possano essere allo stesso tempo rifugio e limite da superare.</p>
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		<title>Memoria ed emozioni lungo il corso del Torre</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/memoria-ed-emozioni-lungo-il-corso-del-torre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 15:57:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Primi appuntamenti per il progetto "Cjant a la Tor" che trasforma il corso d'acqua in un paesaggio sonoro fatto di immagini e sguardo interiore</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Bagliori-dAnima.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/memoria-ed-emozioni-lungo-il-corso-del-torre/">Memoria ed emozioni lungo il corso del Torre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Bagliori d&#8217;Anima</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Lusevera fino a Ruda, passando per Tarcento, Reana del Rojale, Povoletto, Remanzacco, Pradamano, Pavia di Udine, Manzano, Trivignano Udinese, Chiopris-Viscone e Campolongo Tapogliano, il progetto <strong><em>CJANT A LA TOR</em></strong> disegna una mappa emotiva prima ancora che geografica: il corso del Torre come asse narrativo, come memoria liquida, come identità che chiede ascolto.</p>
<p>Il progetto ha anche una propria colonna sonora ufficiale con la canzone <strong>“<em>Cjant a la Tor</em>”</strong> dei <strong>Bagliori d’Anima</strong>, che accompagna e sintetizza in musica l’intero spirito dell’iniziativa, trasformando il corso del Torre in un paesaggio sonoro fatto di immagini e sguardo interiore.</p>
<h3>I primi tre appuntamenti</h3>
<p><strong>21 maggio – Buttrio, Villa di Toppo Florio: la memoria che non è mai solo passato</strong></p>
<p>Alle 20.30, nella cornice di Villa di Toppo Florio, il progetto apre una finestra sul rapporto tra fiume e memoria agricola.</p>
<p>Non è un tema “settoriale”: è un modo per dire che il paesaggio non è mai neutro, e che ogni campo coltivato è una pagina di storia scritta con fatica e stagioni.<br />
La conferenza vede la partecipazione di <strong>Mària Croatto</strong>, con la moderazione del giornalista <strong>Andrea Ioime</strong>.</p>
<p><strong>23 maggio – Chiopris-Viscone, ore 9: camminare dentro il paesaggio</strong></p>
<p>La mattina del 23 maggio il tono cambia, ma non la sostanza. A Chiopris-Viscone si cammina. E camminare, in questo progetto, non è un’attività ricreativa ma un atto conoscitivo.<br />
La passeggiata naturalistica guidata da <strong>Stefano Fabian</strong> diventa un’immersione lenta e consapevole alla scoperta delle fioriture primaverili, osservate nel loro pieno dispiegarsi lungo il Torre.</p>
<p>Non si tratta solo di riconoscere specie o colori, ma di leggere il paesaggio mentre si trasforma, cogliendo il modo in cui la natura scrive, stagione dopo stagione, la propria narrazione silenziosa.</p>
<p>Luogo di ritrovo: Zona Speciale di Conservazione Natura 2000 confluenza Fiumi Torre e Natisone &#8211; accesso tra Trivignano Udinese e Albergo Dogana Vecchia</p>
<p><strong>23 maggio – Campolongo Tapogliano, ore 20.45: la musica come traduzione del paesaggio</strong></p>
<p>La sera, a Campolongo Tapogliano, nel Palazzo Comunale, il progetto cambia linguaggio ancora una volta. Ma non cambia direzione.<br />
I <strong>Bagliori d’Anima,</strong> con Alessandro Pozzetto e Nico Odorico, portano la musica dentro il cuore del percorso. Non come intermezzo, ma come traduzione possibile di ciò che il territorio racconta senza parole.<br />
“<em>Il Torrente dei Sogni: un corso d’acqua dove l’immaginazione fluisce libera</em>” diventa la chiave poetica della serata: il fiume si fa suono, la memoria si fa melodia, il paesaggio si trasforma in una narrazione musicale che non descrive ma evoca, non spiega ma apre.</p>
<h3><strong>Un progetto che connette</strong></h3>
<p><em>CJANT A LA TOR</em> è promosso dall’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio dei Comuni di Buttrio, Campolongo Tapogliano, Chiopris Viscone, Lusevera, Manzano, Pavia di Udine, Povoletto, Pradamano, Reana del Rojale, Remanzacco, Ruda, Tarcento e Trivignano Udinese e dell’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane.</p>
<p>Ma ridurlo a una lista di enti sarebbe un errore. Perché il senso profondo è un altro: trasformare un corso d’acqua in un dispositivo di relazione. Tra comunità che spesso si sfiorano senza incontrarsi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Gorizia il ricordo di Piero Villotta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/a-gorizia-il-ricordo-di-piero-villotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 14:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[uniud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assegnato a Carlo Alberto Bertoncello il premio di laurea in memoria del giornalista friulano. Menzioni speciali per altri tre laureati</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Adriana-Ronco-Villotta-e-Carlo-Alberto-Bertoncello.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-gorizia-il-ricordo-di-piero-villotta/">A Gorizia il ricordo di Piero Villotta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Adriana Ronco Villotta e Carlo Alberto Bertoncello</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>GORIZIA – È <strong>Carlo Alberto Bertoncello</strong>, laureato in Relazioni pubbliche all’Università di Udine, il <strong>vincitore </strong>della <strong>quinta edizione</strong> del <strong>Premio di laurea in ricordo di Piero Villotta, </strong>già presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Bertoncello, di Monticello Conte Otto (Vicenza), si è aggiudicato il riconoscimento con la sua <strong>tesi di laurea </strong>su <strong>“<em>Lobbying e intelligenza artificiale nell’Unione europea. La corsa alla regolamentazione tra innovazione e rischio</em>”</strong>, relatore <strong>Luca Brusati</strong>.</p>
<p>Il premio, del valore di 2mila euro, è promosso da <strong>Adriana Ronco</strong>, moglie di Piero Villotta, dal Consiglio nazionale e regionale dell’Ordine dei giornalisti e dall’Ateneo friulano.</p>
<p>La Commissione giudicatrice ha attribuito anche <strong>tre menzioni speciali</strong>. A <strong>Claudio Giuseppe Milocco</strong>, di Gonars, laureato magistrale in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni, e a <strong>Ester Sclauzero</strong>, di Nova Gorica, e <strong>Gianmarco Provenzani</strong>, di Udine, entrambi laureati in Relazioni pubbliche.</p>
<h3><strong>La premiazione</strong></h3>
<p>La consegna dei riconoscimenti si è svolta oggi a Gorizia, nel complesso di Santa Chiara, nell’ambito del convegno “<em>Dai social all’intelligenza artificiale: come sta cambiando l’informazione</em>”.</p>
<p>A premiare il vincitore e i menzionati speciali sono stati il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, <strong>Furio Baldassi</strong>, la promotrice del concorso, <strong>Adriana Ronco Villotta</strong>, e la delegata dell’Ateneo per il polo di Gorizia, <strong>Renata Kodilja</strong>.</p>
<figure id="attachment_74289" aria-describedby="caption-attachment-74289" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-74289" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Adriana-Ronco-Villotta-Renata-Kodilja-Furio-Baldassi.jpg" alt="Da sinistra Adriana Ronco Villotta Renata Kodilja Furio Baldassi" width="600" height="404" title="A Gorizia il ricordo di Piero Villotta 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Adriana-Ronco-Villotta-Renata-Kodilja-Furio-Baldassi.jpg 600w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Adriana-Ronco-Villotta-Renata-Kodilja-Furio-Baldassi-300x202.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Da-sinistra-Adriana-Ronco-Villotta-Renata-Kodilja-Furio-Baldassi-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-74289" class="wp-caption-text">Da sinistra Adriana Ronco Villotta, Renata Kodilja, Furio Baldassi</figcaption></figure>
<p>L’iniziativa è riservata ai laureati in Relazioni Pubbliche e in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni dell’Università di Udine.</p>
<h3><strong>Le tesi con menzioni speciali</strong></h3>
<p><strong>Milocco </strong>ha svolto una tesi di laurea magistrale sul tema<strong> </strong>“<em>L’escalation del conflitto Israele–Palestina. Analisi della stampa italiana mainstream</em>”, relatore <strong>Claudio Melchior</strong>.</p>
<p>La tesi di <strong>Sclauzero</strong> è invece intitolata “<em>Il confine tra vero e falso: un’analisi sulla percezione pubblica delle fake news</em>”, relatore sempre Claudio Melchior. L’argomento del lavoro di <strong>Provenzani</strong> è stato “<em>Intelligenza artificiale nella didattica: il caso studio di AppInventory</em>” e ha avuto come relatrice <strong>Antonina Dattolo</strong>.</p>
<h3><strong>Villotta e il concorso</strong></h3>
<p>Già presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia e consigliere nazionale dell’Ordine, Piero Villotta si è sempre distinto per il suo costante impegno nella valorizzazione e difesa del lavoro giornalistico.</p>
<figure id="attachment_74290" aria-describedby="caption-attachment-74290" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74290" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia.jpg" alt="Il pubblico alla cerimonia" width="600" height="400" title="A Gorizia il ricordo di Piero Villotta 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia.jpg 600w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-pubblico-alla-cerimonia-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-74290" class="wp-caption-text">Il pubblico alla cerimonia</figcaption></figure>
<p>Il tema indicato dal concorso del premio era “<em>Comunicazione, sostenibilità e nuove tecnologie: effetti sull’informazione pubblica</em>”.</p>
<p>Con particolare attenzione alla rivoluzione digitale, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e agli effetti di influenza sociale prodotti dall’informazione giornalistica.</p>
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		<title>Plovdiv impara da Aquileia per entrare nell&#8217;Unesco</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/plovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 17:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[bulgaria]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74255</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il sindaco Zorino invitato nella città bulgara per avviare una cooperazione a sostegno della candidatura della Basilica episcopale di Filippopoli </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-12.44.57-2.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/plovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco/">Plovdiv impara da Aquileia per entrare nell&#8217;Unesco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Il sindaco Zorino con il ministro Todorov</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>PLOVDIV – Ha preso il via in questi giorni la cooperazione tra <strong>Aquileia</strong> e <strong>Plovdiv</strong> (Bulgaria), due città antiche accomunate da mosaici, memorie e vocazioni spirituali.</p>
<p>È stato il sindaco di Aquileia, <strong>Emanuele Zorino</strong>, durante la missione istituzionale in Bulgaria su invito del sindaco del Comune di Plovdiv, <strong>Kostantin Dimitrov</strong>, e della America for Bulgaria Foundation, a parlare dell’esperienza di Aquileia, sito Unesco dal 1998, focalizzandosi sull’impatto culturale, sociale ed economico dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale.</p>
<p>Al centro della partecipazione di Aquileia c’è stato il sostegno alla candidatura della Basilica di Philippopolis, che al suo interno ha uno spazio di duemila metri quadri di mosaici.</p>
<p>In onore della città di Aquileia è stato organizzato, dall’ambasciatore <strong>Marcello Apicella</strong>, all’ambasciata italiana a Sofia, un ricevimento al quale hanno partecipato autorità civili e religiose e diverse personalità della cultura e del mondo imprenditoriale della capitale bulgara.</p>
<p>Ad accompagnare il sindaco è stata anche l’assessore <strong>Chiara Jarc</strong>, con la finalità di costruire un ponte fra le comunità giovanili delle due città.</p>
<p>Il giorno successivo a Plovdiv, il sindaco di Aquileia, nel suo intervento come relatore al workshop tematico moderato da <strong>Irina Bokova</strong>, politica bulgara e direttrice dell’UNESCO dal 2009 al 2017, “<em>UNESCO Heritage Discussion</em>”, alla presenza del Ministro della Cultura, <strong>Nayden Todorov</strong>, del sindaco di Plovdiv, di dieci ambasciatori europei e di molti leader imprenditoriali della Bulgaria, dopo aver descritto il sistema Aquileia e la gestione sinergica del sito Unesco fra Ministero della Cultura, Musei, Soprintendenza, Comune e Arcidiocesi attraverso il grande lavoro della Fondazione Aquileia, ha concluso il suo intervento citando il poeta russo Ivanov: “Che ci ha ricordato con bellezza che l&#8217;Europa respira con due polmoni. Quello d’Occidente e quello d’Oriente: oltre al suo straordinario valore simbolico, questa formula, citata anche da Papa Wojtyła nella sua visita ad Aquileia del 1992, ci parla oggi di una necessità vitale: non dobbiamo mai perdere le radici profonde che hanno formato la nostra identità comune. Aquileia e Plovdiv dimostrano che l&#8217;identità europea non è mai stata un blocco uniforme o rigido. È invece un incontro fecondo di storie, culture e tradizioni che, riconoscendosi a vicenda per millenni, non si sono mai cancellate l&#8217;una con l&#8217;altra”.</p>
<figure id="attachment_74263" aria-describedby="caption-attachment-74263" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-74263" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-19.45.13-1024x768.jpeg" alt="WhatsApp Image 2026 05 19 at 19.45.13" width="640" height="480" title="Plovdiv impara da Aquileia per entrare nell&#039;Unesco 3"><figcaption id="caption-attachment-74263" class="wp-caption-text">Il sindaco Zorino e l&#8217;assessora Jarc con il primo cittadino Kostantin Dimitrov</figcaption></figure>
<p>“Si tratta – ha concluso Zorino – di molto più di una cooperazione tecnica o amministrativa tra due città storiche. È il riconoscimento condiviso di una responsabilità comune nel difendere e rafforzare l&#8217;anima stessa dell&#8217;Europa, fondata su radici, su civiltà e su continuità. In tempi di complessa incertezza globale, ricordare chi siamo e da dove veniamo non è un esercizio accademico; è, di per sé, un atto politico e culturale potente e di enorme valore”.</p>
<p>Per questo Zorino, a nome della città di Aquileia, ha espresso “il pieno e incondizionato sostegno alla candidatura della Basilica episcopale di Filippopoli, ma direi in modo più estensivo a tutta la città antica di Plovdiv, alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Mettiamo volentieri a completa disposizione la nostra esperienza gestionale, i nostri successi e i nostri modelli di governance».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fplovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco%2F&amp;linkname=Plovdiv%20impara%20da%20Aquileia%20per%20entrare%20nell%E2%80%99Unesco" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fplovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco%2F&amp;linkname=Plovdiv%20impara%20da%20Aquileia%20per%20entrare%20nell%E2%80%99Unesco" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fplovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco%2F&amp;linkname=Plovdiv%20impara%20da%20Aquileia%20per%20entrare%20nell%E2%80%99Unesco" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fplovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco%2F&amp;linkname=Plovdiv%20impara%20da%20Aquileia%20per%20entrare%20nell%E2%80%99Unesco" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fplovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco%2F&amp;linkname=Plovdiv%20impara%20da%20Aquileia%20per%20entrare%20nell%E2%80%99Unesco" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fplovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco%2F&#038;title=Plovdiv%20impara%20da%20Aquileia%20per%20entrare%20nell%E2%80%99Unesco" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/plovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco/" data-a2a-title="Plovdiv impara da Aquileia per entrare nell’Unesco"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-12.44.57-2.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/plovdiv-impara-da-aquileia-per-entrare-nellunesco/">Plovdiv impara da Aquileia per entrare nell&#8217;Unesco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>La Bibbia di Aquileia nella Biblioteca del Congresso di Washington</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/la-bibbia-di-aquileia-nella-biblioteca-del-congresso-di-washington/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[aquileia]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[san daniele]]></category>
		<category><![CDATA[washington]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Storico accordo tra l'istituzione americana e la Fondazione Scriptorium Foroiuliense. Il 19 giugno la presentazione del volume nella Basilica aquileiese</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/libro-aperto.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-bibbia-di-aquileia-nella-biblioteca-del-congresso-di-washington/">La Bibbia di Aquileia nella Biblioteca del Congresso di Washington</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>SAN DANIELE DEL FRIULI – Storico accordo tra la <strong>Fondazione Scriptorium Foroiuliense</strong> e la <strong>Biblioteca del Congresso di Washington</strong>, la più importante istituzione bibliotecaria del mondo.</p>
<p>I due enti hanno infatti formalmente siglato una <strong>collaborazione quinquennale</strong> di carattere culturale e diplomatico.</p>
<p>A comunicare ufficialmente alla Fondazione il raggiungimento dell’accordo è stato il direttore della sezione Libri Rari della Biblioteca del Congresso di Washington, <strong>Michael North</strong>, attraverso una formale comunicazione inviata via mail alla Fondazione Scriptorium Foroiuliense.</p>
<p>Nella comunicazione, North ha inoltre sottolineato come la Biblioteca del Congresso sia “onorata di ricevere i manufatti della Fondazione Scriptorium Foroiuliense”, riconoscendo l’alto valore artistico, culturale e storico delle opere realizzate dalla Fondazione friulana.</p>
<p>La notizia rappresenta un importante riconoscimento internazionale per il lavoro svolto dallo Scriptorium e per la qualità delle sue realizzazioni.</p>
<p>La collaborazione nasce anche dalla recente trasferta istituzionale della delegazione della Fondazione Scriptorium Foroiuliense a Washington, durante la quale si sono svolti incontri ufficiali e momenti di confronto che hanno permesso di consolidare rapporti culturali già avviati e di gettare le basi per una cooperazione stabile e continuativa tra i due enti.</p>
<p>Al centro di questo progetto vi è la nuova e monumentale realizzazione della Fondazione Scriptorium Foroiuliense: la “<strong><em>Bibbia di Aquileia</em></strong>”, opera composta da cinque volumi interamente realizzati secondo le antiche arti del libro.</p>
<p>Il manufatto sarà presentato ufficialmente il prossimo <strong>19 giugno presso la Basilica di Aquileia</strong>.</p>
<p>L’accordo tra le due istituzioni prevede che, per cinque anni consecutivi, una delegazione della Fondazione Scriptorium Foroiuliense si rechi a Washington per presentare e consegnare uno dei volumi della <em>Bibbia di Aquileia</em>.</p>
<p>Gli eventi saranno organizzati in collaborazione con la Biblioteca del Congresso e con le istituzioni italiane presenti negli Stati Uniti, rafforzando così il dialogo culturale tra Italia e America attraverso il linguaggio universale dell’arte libraria.</p>
<p>“Questa nuova collaborazione con la Biblioteca del Congresso di Washington – dichiara il presidente della Fondazione Scriptorium Foroiuliense, <strong>Roberto Giurano</strong> – si aggiunge ai numerosi rapporti già avviati dalla nostra Fondazione con enti e istituzioni internazionali. È motivo di grande orgoglio vedere come il lavoro dello Scriptorium Foroiuliense stia diventando sempre più una prestigiosa vetrina del <em>Made in Italy</em> nel mondo, capace di raccontare la nostra storia, la nostra cultura e l’eccellenza delle antiche arti del libro. Di questo siamo estremamente felici e consapevoli della responsabilità culturale che rappresentiamo”.</p>
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		<item>
		<title>Un viaggio nella storia della bicicletta</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/un-viaggio-nella-storia-della-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ascanio Cosma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 08:54:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[codroipo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[villa manin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=74217</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inaugurata a Villa Manin “Ruota Libera”: oltre 60 modelli d’epoca e contemporanei raccontano due secoli di mobilità, innovazione ed emancipazione</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Ruota-Libera_inaugurazione_Stefan-Nita.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/un-viaggio-nella-storia-della-bicicletta/">Un viaggio nella storia della bicicletta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>L&#8217;inaugurazione della mostra (© Stefan Nita)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CODROIPO – Con la mostra <strong>“Ruota Libera”</strong>, <strong>l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia (ERPAC FVG)</strong> presenta a Villa Manin un <strong>ampio progetto dedicato alla bicicletta</strong>: un oggetto in apparenza semplice, ma capace di segnare profondamente la storia sociale, culturale e tecnologica degli ultimi due secoli.</p>
<p>Curata dal collezionista <strong>Mario Cionfoli </strong>di Vicenza, l’esposizione propone un percorso narrativo che attraversa epoche e contesti diversi e racconta come questo mezzo abbia ampliato le possibilità di movimento, lavoro e scoperta per milioni di persone.</p>
<p>Il racconto prende avvio nel 1815, quando il barone Karl von Drais ideò la draisina, primo prototipo di bicicletta in legno, nato come risposta a una grave crisi climatica che aveva ridotto drasticamente il numero dei cavalli. Da oggetto costoso e simbolo di status, la bicicletta si trasformò progressivamente in un mezzo sempre più diffuso, diventando strumento di lavoro, mezzo di spostamento quotidiano e protagonista di nuove forme di competizione sportiva, con le prime gare ciclistiche e i grandi eventi sportivi che contribuirono a trasformarla in un’occasione di riscatto sociale.</p>
<p>«<em>La bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto: è uno strumento di libertà, emancipazione e scoperta</em>», sottolinea il curatore <strong>Cionfoli</strong>. «<em>Con questa mostra vogliamo raccontare come un oggetto apparentemente semplice abbia contribuito a trasformare la società, influenzando la cultura, lo sport e lo sviluppo tecnologico».</em></p>
<p>In mostra <strong>62 biciclette storiche e contemporanee</strong>, provenienti dal museo “Bicicleria” di Vicenza, il Museo della Bicicletta di Salcedo (VI), la Collezione Renato Bulfon di Mortegliano e la collezione privata di Alessandro Gallici.</p>
<p>Tra i modelli esposti, figurano esemplari iconici della storia del ciclismo (come la Legnano di Gino Bartali del 1946, la Colnago di Tadej Pogačar, o la bici di Marco Pantani) accanto a biciclette che testimoniano l’evoluzione tecnica e progettuale del mezzo.</p>
<figure id="attachment_74218" aria-describedby="caption-attachment-74218" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-74218" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-12.jpg" alt="Mostra bici Villa Manin 12" width="800" height="533" title="Un viaggio nella storia della bicicletta 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-12.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-12-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-12-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-12-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Mostra-bici-Villa-Manin-12-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-74218" class="wp-caption-text">(© Stefan Nita)</figcaption></figure>
<p>L’allestimento, organizzato in <strong>sezioni tematiche</strong>, è accompagnato da fotografie d’epoca, documenti originali e materiali d’archivio che illustrano l’evoluzione tecnica della bicicletta: dai telai in ferro e acciaio, all’alluminio e alla fibra di carbonio, dai primi sistemi meccanici fino alle innovazioni più recenti come il cambio elettronico e i freni a disco.</p>
<p>Ampio spazio è riservato anche al trasferimento tecnologico, per mostrare come molte innovazioni nate nel campo della bicicletta abbiano contribuito allo sviluppo di altri settori, dall’industria motociclistica e automobilistica fino all’aeronautica. In chiusura, uno sguardo al presente e al rinnovato interesse verso forme di mobilità più sostenibili.</p>
<p>La mostra mette in luce anche il ruolo della bicicletta nel processo di <strong>emancipazione femminile</strong>: la possibilità per le donne di salire in sella, inizialmente ostacolata da diffidenze e discriminazioni, rappresentò un passaggio importante verso nuove forme di autonomia. Figura simbolo di questo percorso è Alfonsina Strada, unica donna a partecipare al Giro d’Italia maschile nel 1924.</p>
<p>«<em>Villa Manin – </em>afferma <strong>Lydia Alessio-Vernì</strong>, direttrice generale di ERPAC <em>– si conferma ancora una volta come uno spazio privilegiato di dialogo tra storia, cultura e innovazione. L’unicità della mostra “Ruota Libera” risiede nella capacità di raccontare due secoli di trasformazioni sociali, tecnologiche e culturali attraverso un oggetto quotidiano e universale come la bicicletta</em>».</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://imagazine.it/home_desk/events/ruota-libera/">Clicca qui per orari e biglietti</a></strong></span></p>
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		<title>Da Ruda sulle orme di padre Turoldo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/da-ruda-sulle-orme-di-padre-turoldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[ruda]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un gruppo dell'Unità Pastorale ha partecipato all'incontro con il biblista e teologo padre Ermes Ronchi nella casa natale del presbitero</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Padre-david-maria-turoldo-02.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/da-ruda-sulle-orme-di-padre-turoldo/">Da Ruda sulle orme di padre Turoldo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>RUDA – Un piccolo gruppo dell’Unità Pastorale di “Ruda, Perteole e Saciletto” ha accolto l’invito delle ACLI provinciali di Udine per partecipare a un significativo incontro con il noto biblista e teologo <strong>padre Ermes Ronchi</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento si è svolto in un luogo dalla forte carica simbolica: la casa natale di padre David Maria Turoldo, di cui quest’anno ricorre il 110° anniversario della nascita.</p>
<p>Il tema portante dell’incontro, “<em>Alzare lo sguardo. Spiritualità e impegno per una società più giusta</em>”, ha offerto profondi spunti di riflessione.</p>
<p>A moderare il dibattito è stata la presidente delle ACLI provinciali di Udine, la rudese <strong>Rachele Zanolla</strong>.</p>
<p>Il dialogo si è rivelato di grande interesse, arricchito dal contesto stesso dell&#8217;evento; come è stato sottolineato, trovarsi nella casa di Turoldo ha infuso una particolare ispirazione alla discussione.</p>
<p>Numerose riflessioni hanno tratto spunto dagli scritti e dai moniti di Papa Francesco, in particolare sul richiamo a non illudersi di vivere in un mondo sano, quando in realtà l&#8217;attuale società si mostra profondamente malata e bisognosa di cura. Un’attenzione specifica è stata dedicata alla potenza del linguaggio e alla sua valenza filosofica ed etica.</p>
<p>Tra i passaggi più incisivi, si è riflettuto sul concetto che &#8220;<em>farsi del bene</em>&#8221; equivale intrinsecamente a &#8220;<em>fare del bene</em>&#8220;.</p>
<p>È stato inoltre analizzato il modo in cui ci si esprime quotidianamente, evidenziando come le parole, a seconda dell&#8217;uso, possano trasformarsi in ponti di comunicazione oppure in armi contundenti, capaci di ferire come spade o pallottole.</p>
<p>A margine dell&#8217;incontro, i partecipanti hanno avuto l&#8217;opportunità di visitare la casa natale di padre David Maria Turoldo, potendo accedere anche alla stanza in cui l&#8217;autore nacque il 22 novembre 1916.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-74304" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Padre-david-maria-turoldo-01.jpg" alt="Padre david maria turoldo 01" width="800" height="1004" title="Da Ruda sulle orme di padre Turoldo 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Padre-david-maria-turoldo-01.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Padre-david-maria-turoldo-01-239x300.jpg 239w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Padre-david-maria-turoldo-01-768x964.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;omaggio alla sua figura ha permesso di ricordare lo straordinario spessore di un uomo che è stato presbitero, teologo, filosofo, scrittore e poeta italiano, nonché stimato membro dell&#8217;ordine dei Servi di Maria.</p>
<p>L&#8217;incontro si è così concluso con un forte invito a mantenere vivo l&#8217;impegno civile e spirituale, sollevando lo sguardo verso una giustizia sociale concreta, proprio sulle orme della grande eredità culturale e profetica lasciata da padre Turoldo.</p>
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		<title>Informazione Friulana: Stefano Devoti nuovo presidente</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/informazione-friulana-stefano-devoti-nuovo-presidente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 12:57:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rinnovato il Cda della cooperativa che gestisce Radio Onde Furlane e organizza il festival Suns Europe</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Stefano-Devoti.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/informazione-friulana-stefano-devoti-nuovo-presidente/">Informazione Friulana: Stefano Devoti nuovo presidente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Stefano Devoti</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE – Informazione Friulana ha rinnovato i propri vertici in occasione dell&#8217;assemblea ordinaria dei soci svoltasi a Udine sabato 9 maggio.</p>
<p>L&#8217;ordine del giorno prevedeva, oltre all&#8217;approvazione del bilancio, la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione (CdA), che rimarrà in carica per il prossimo triennio.</p>
<p>I membri eletti all&#8217;unanimità per comporre il CdA sono <strong>Margherita Cogoi</strong>, <strong>Stefano Devoti</strong>, <strong>Caterina Giau</strong>, <strong>Mauro Missana</strong> e <strong>Carlo Puppo</strong>.</p>
<p>Subito dopo l&#8217;elezione, l&#8217;organo direttivo ha nominato <strong>Stefano Devoti</strong> come nuovo presidente della cooperativa.</p>
<p>Devoti, attualmente attivo nel settore informatico, vanta un legame storico con la struttura, essendo socio da trentacinque anni e avendo lavorato per un decennio come tecnico di regia presso la stessa emittente.</p>
<p>Devoti succede a Carlo Puppo, che ha guidato la società per tre mandati consecutivi. Puppo manterrà comunque un ruolo operativo all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione assumendo le cariche di vicepresidente e direttore amministrativo.</p>
<p>Tra le novità della nuova compagine gestionale si segnala anche l’ingresso di Caterina Giau, giovane speaker radiofonica di recente inserimento nell&#8217;organico. Fondata nel 1980, Informazione Friulana opera come punto di riferimento culturale e informativo per la comunità locale e per i friulani all&#8217;estero.</p>
<p>Il fulcro della sua attività è rappresentato da Radio Onde Furlane, che trasmette in lingua friulana attraverso diverse frequenze (90, 90.2 e 105.6 MHz), streaming all’indirizzo www.radioondefurlane.eu e su DAB.</p>
<p>La cooperativa è inoltre impegnata nella produzione editoriale e discografica, oltre che nell&#8217;organizzazione di eventi di respiro internazionale come <strong><em>Suns Europe</em></strong>, festival dedicato alle arti nelle lingue minorizzate.</p>
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		<title>Il festival nato dalle macerie dell&#8217;Orcolat</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-festival-nato-dalle-macerie-dellorcolat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 13:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[folkest]]></category>
		<category><![CDATA[gemona]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata la nuova edizione di Folkest: esordio l'11 giugno a Gemona. In arrivo ospiti di caratura nazionale e internazionale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/conferenzastampa.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-festival-nato-dalle-macerie-dellorcolat/">Il festival nato dalle macerie dell&#8217;Orcolat</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>La presentazione alla stampa di Folkest</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>UDINE –<strong> 11 giugno &#8211; 21 luglio</strong>: queste le date di <strong>Folkest 2026</strong>, il festival internazionale di musica folk nato come risposta al terremoto del 1976, che quest’anno ha scelto di ricordare quella data spartiacque per il Friuli.</p>
<p>Una data che ha segnato anche un momento di rinascita culturale, in cui la musica e la parola in musica hanno permesso una riscoperta delle proprie radici anche nell’incontro con quelle altrui.</p>
<p>Fra gli ospiti nazionali e internazionali di questa edizione: <strong>Scarlet Rivera</strong>, <strong>New Trolls</strong>, <strong>Peppe Voltarelli</strong>, <strong>Omar Pedrini</strong>, <strong>Perturbazione</strong>, <strong>Nomadi</strong>, <strong>Vincenzo Zitello</strong>, <strong>Angelo Branduardi</strong>, <strong>Gianluca Gotto, Lou Dalfin</strong>.</p>
<h3><strong>Folkest sul territorio</strong></h3>
<p>Folkest, come tradizione, prende l’avvio animando il territorio di tutta la regione di musica, fra grandi nomi e artisti da tutto il mondo. Si parte l’11 giugno da <strong>Gemona del Friuli </strong>con il ruggente folk-rock degli occitani <strong>Lou Dalfin</strong>, per poi proseguire a <strong>Corno di Rosazzo</strong> con <strong>Camilla Barbarito</strong> il 12 giugno.</p>
<p>Il viaggio continua ad <strong>Amaro</strong> con la mitica <strong>Scarlet Rivera</strong>, già ospite in passato a Folkest, nonché ben nota violinista di Bob Dylan, che torna con i<strong> Borderlobo</strong> il 13 giugno.</p>
<p>Successivamente, il festival farà tappa il 18 giugno a <strong>Gorizia</strong> con i <strong>Tupa Ruja</strong>, a <strong>Palmanova</strong> con i <strong>Magazin du cafè</strong> il 19 giugno e a <strong>Collalto di Susegana </strong>nel vicino Veneto con il <strong>Fabrizio De André Ensemble</strong>.</p>
<p>Si prosegue a <strong>San Rocco</strong> di Forgaria nel Friuli con il gruppo <strong>Pasticcio Meticcio</strong> il 20 giugno e il giorno successivo a <strong>Vito d’Asio</strong> con le <strong>Urtie</strong>.</p>
<p>Il tour toccherà inoltre la città di <strong>Ronchi dei Legionari</strong> il 23 giugno con un altro grande nome della canzone etno folk, <strong>Peppe Voltarelli,</strong> per poi approdare a <strong>Basaldella di Vivaro</strong> con <strong>The Strawboys</strong> il 25 giugno e <strong>San Giovanni d’Antro</strong> (Pulfero) con <strong>Angelo Baselli e Gianluca Casadei</strong> il 26 giugno.</p>
<p>Nella stessa data, il festival sarà anche a <strong>Romans d’Isonzo</strong> con <strong>Gianni Belleno e Nico Di Palo Of New Trolls</strong>.</p>
<p>Grandissima attesa per la prima volta dei <strong>Nomadi</strong> al Castello di <strong>Udine</strong> il 27 giugno. E, sempre a Udine, appuntamento il 1° luglio con <strong>Gianluca Gotto</strong>. Tra questi due appuntamenti, il 28 giugno a <strong>Tramonti di Sopra</strong> ci sarà il <strong>Turkuaz Trio</strong>.</p>
<p>Folkest sul Territorio proseguirà poi, dopo le tradizionali giornate a San Daniele di inizio luglio, con <strong>Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi</strong> a <strong>Clauzetto</strong> il 12 luglio; e poi a <strong>Stolvizza</strong> di <strong>Resia</strong> con <strong>Sonificazione della Via della Musica </strong>con <strong>Andrea Dalla Costa </strong>e<strong> Alessandro Montello</strong> il 19 luglio. Per terminare con un’altra importantissima data il 21 luglio al Castello di Udine con <strong>Angelo Branduardi</strong>.</p>
<h3><strong>Folkest a San Daniele</strong></h3>
<p>Dal <strong>3 al 5 luglio</strong> San Daniele del Friuli torna ad animarsi con le attesissime giornate centrali del festival: un’esplosione di musica, cultura e incontri in uno dei borghi più suggestivi del Friuli.</p>
<p>La città si apre al festival con il concerto d’inaugurazione alle 18.00 nella chiesa di San Antonio Abate, protagonisti gli abruzzesi <strong>ZeroFolk Duo</strong>, già vincitori del Premio Cesa 2025. Alle 22.15 e 23.10 la piazza Pellegrino ospiterà due showcase internazionali: <strong>Scheppe Siwen</strong> dal Lussemburgo e <strong>Catteh</strong> dalla Romania e <strong>Natalia Machin</strong> dalle Isole Canarie.</p>
<p>Il primo giorno, come da tradizione, la cittadina friulana sarà interamente attraversata dalla musica: i vicoli, le osterie, i bar e le piazze di San Daniele si trasformeranno in palcoscenici viventi. Nella serata di venerdì 3 luglio, la musica invaderà i locali pubblici del centro storico con artisti che si alterneranno in due turni (19.30–20.30 e 21–22), portando la loro arte direttamente a contatto con la gente.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.folkest.com/programma-2026/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Clicca qui per il programma completo</strong></a></span></p>
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		<title>Premio Leali delle Notizie a Francesco Cancellato</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/premio-leali-delle-notizie-a-francesco-cancellato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 14:12:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[ronchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al direttore di Fanpage.it, vittima del ‘caso Paragon’, il riconoscimento del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari. Ecco il programma</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/presentazione-programma.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/premio-leali-delle-notizie-a-francesco-cancellato/">Premio Leali delle Notizie a Francesco Cancellato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Luca D&#8217;Agostino)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>RONCHI DEI LEGIONARI – L’<strong>associazione culturale Leali delle Notizie</strong> si prepara a dare vita alla <strong>XII edizione del <em>Festival del Giornalismo</em></strong> che, <strong>dal 9 al 14 giugno</strong>, trasformerà per una settimana <strong>Ronchi dei Legionari </strong>nella capitale del giornalismo, grazie a un calendario ricco di ospiti e appuntamenti che, come da tradizione, non seguirà un unico filo conduttore, ma spazierà tra i principali temi di attualità, senza dimenticare le occasioni per ripercorrere importanti pagine di storia.</p>
<p>Questa mattina è stato ufficialmente presentato il programma che partirà <strong>dal 15 al 24 maggio </strong>con gli incontri itineranti di <strong><em>Aspettando il Festival…</em></strong> che, oltre a Ronchi, toccheranno altri dieci Comuni dell’Isontino e della Bassa friulana, ovvero <strong>Aquileia, Doberdò del Lago, Fiumicello Villa Vicentina, Fogliano Redipuglia, Gorizia, Gradisca d&#8217;Isonzo, Sagrado, San Canzian d&#8217;Isonzo, San Pier d&#8217;Isonzo </strong>e<strong> Staranzano</strong>, con diversi <em>matinée</em> pensati appositamente per le scuole (<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://lealidellenotizie.it/festival-del-giornalismo-ronchi-dei-legionari/programma-2026/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui per il programma completo</a></span>).</p>
<p>Per quanto concerne il festival, nel calendario ci saranno <strong>quattro mostre, quattro spettacoli </strong>e<strong> 55 panel</strong>, tra incontri, masterclass e presentazioni editoriali e video, che vedranno salire <strong>sul palco 175 ospiti</strong>.</p>
<p>Tra le principali novità, c’è un cambio di location: il cuore del Festival si sposta <strong>nel Parco Excelsior di via Roma,</strong> dove gli ospiti ritroveranno il palatenda, lo spazio autori e i vari stand che animeranno la manifestazione.</p>
<p>Sotto la lente d&#8217;ingrandimento ci sarà <strong>l&#8217;informazione</strong>, analizzata da diverse angolazioni; non mancheranno le pagine di <strong>attualità internazionale</strong> (dal Medioriente agli Stati Uniti, passando per Russia, Europa, Cina e India, ma anche per l’Africa e i Balcani), la <strong>politica</strong> <strong>nazionale </strong>e le principali vicende che hanno catturato l’attenzione del pubblico, senza trascurare importanti anniversari, a partire dai <strong>50 anni del terremoto del Friuli</strong>, che sarà al centro di diversi appuntamenti, ma anche <strong>gli 800 anni di San Francesco </strong>e i <strong>25 anni dal G8 di Genova</strong>, analizzati anche in relazione alla contemporaneità.</p>
<h3><strong>I PREMI</strong></h3>
<p>Anche l&#8217;edizione 2026 si aprirà e si chiuderà con la consegna di due riconoscimenti: il<strong> 9 giugno </strong>si parte con la quinta edizione del <strong>premio Leali Young in memoria di Cristina Visintini,</strong> un&#8217;occasione per ricordare la giornalista e vicepresidente di Leali delle Notizie, scomparsa prematuramente nell’agosto 2021.</p>
<p>Il concorso, dedicato agli aspiranti giornalisti tra i 18 e i 35 anni, chiedeva di riflettere sul cambiamento climatico. <strong>Silvia Ronco</strong> ha vinto nella categoria articoli, mentre <strong>Maria Selene Clemente</strong> ha conquistato la sezione prodotti multimediali; entrambe, grazie al supporto quinquennale della <strong>Cassa rurale e artigiana del Friuli Venezia Giulia</strong>, che, con questa iniziativa, vuole ricordare Cristina, per anni membro del Cda dell’istituto di Turriaco, riceveranno un premio da 2.500 euro e saranno ospiti durante la settimana del Festival, collaborando con l’ufficio stampa.</p>
<p>Nell’ultima giornata del Festival, <strong>domenica 14</strong>, si svolgerà la cerimonia di consegna della nona edizione del <strong>premio Leali delle Notizie in Memoria di Daphne Caruana Galizia</strong>, con il quale l’associazione, d’intesa con la famiglia, vuole ricordare la giornalista maltese uccisa in un attentato il 16 ottobre 2017.</p>
<p>Il comitato scientifico quest’anno ha deciso di assegnare il riconoscimento al direttore di <em>Fanpage.it</em>, <strong>Francesco Cancellato</strong>, per esprimere solidarietà e vicinanza al giornalista, vittima del ‘caso Paragon’, sul quale non è stata fatta ancora chiarezza.</p>
<p>Il premio vuole ribadire il concetto che spiare i giornalisti è un attacco al diritto a informare, è vietato dalla legge ed è contrario al principio della libertà di stampa. L’opera donata al vincitore è stata realizzata dall’artista <strong>Andrea Verzegnassi</strong>.</p>
<h3><strong>IL PROGRAMMA </strong></h3>
<p>Abbraccerà non solo temi, ma anche linguaggi espressivi diversi. Accanto agli incontri, ci sarà spazio per quattro esposizioni: si parte da <strong>1976, il terremoto</strong> che, grazie al <strong>Craf &#8211; Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo</strong>, permetterà di ricordare i 50 anni dalla scossa che ha cambiato per sempre il Friuli; la mostra sarà inaugurata sabato 16 maggio a Gradisca d’Isonzo (Corte D’Aviano di palazzo Torriani).</p>
<p>A Ronchi, invece, si potranno ammirare gli scatti del fotogiornalista <strong>Francesco Malavolta</strong> dedicati alle <strong><em>Migrazioni</em> </strong>(inaugurazione domenica 24 maggio, alle 18, nell’auditorium Casa della Cultura) e quelli di <strong>Franco Lannino </strong>raccolti nella selezione <strong><em>Sulla strada. Fotoreporter di Sicilia</em></strong> (vernissage martedì 9 giugno, alle 16, nella sede di Leali delle Notizie), mentre <strong><em>Manoocher Deghati</em></strong>, grazie alla collaborazione con Dedica Festival, ci farà viaggiare, attraverso le sue immagini, in <strong><em>Iran</em> </strong>(inaugurazione mercoledì 10 giugno, alle 16.15, a Villa Vicentini Miniussi).</p>
<p>Quattro anche gli spettacoli: si va da <strong><em>20 grammi</em></strong>, monologo sulla crisi climatica in collaborazione con il Festival dell’Acqua di Staranzano (sabato 23 maggio alle 21), a <strong><em>Parole d’onore</em></strong> di e con <strong>Attilio Bolzoni e Marco Gambino</strong> mercoledì 10 giugno, sul racconto delle mafie e le testimonianze di chi le ha combattute, passando per <strong><em>Inumana: Cos&#8217;è un uomo senza la libertà</em></strong>, musica e parole per Gaza di e con <strong>Rossella Spinosa </strong>(pianista e compositrice) e <strong>Laura Silvia Battaglia </strong>(giornalista) giovedì 11, per terminare con <strong><em>Catastrofico terremoto in Friuli. La prima e le altre scosse nel racconto del Messaggero Veneto</em></strong> di e con <strong>Valerio Marchi </strong>(testi, narrazione) e <strong>Paolo Forte </strong>(commento musicale), che saranno introdotti da <strong>Paolo Mosaghini </strong>venerdì 12.</p>
<p>In ambito geopolitico, si rifletterà su <strong>Ungheria e Russia</strong> con le giornaliste <strong>Alessandra Briganti </strong>e <strong>Anna Zafesova</strong> (lunedì 18 maggio, alle 18.30, a Sagrado), ma di Russia e della mancanza di libertà si parlerà anche giovedì 11 giugno con le giornaliste <strong>Marta Allevato </strong>e <strong>Margarita Liutova </strong>(soggetta a pressioni nel suo Paese proprio per il suo lavoro) e il professor <strong>Tommaso Piffer</strong>.</p>
<p>Giovedì 21 maggio riflettori accesi sulla questione siriana con <strong>Lorenzo Trombetta e Mauro Pompili</strong>, mentre domenica 24 <strong>Giuseppe Palmisano </strong>(professore ordinario di Diritto internazionale e vicepresidente del Comitato ONU per i diritti economici, sociali e culturali) e <strong>Greta Cristini </strong>(analista geopolitica, reporter e scrittrice), esamineranno lo stato di salute del diritto internazionale.</p>
<p>Il Festival permetterà anche di analizzare la situazione degli <strong>Usa </strong>(martedì 9), la <strong>GenZ e le proteste dal Marocco al Madagascar, passando per Indonesia e Nepal</strong> (mercoledì 11), <strong>l’Africa al femminile</strong> (giovedì 12), ma anche l’utilizzo sempre più diffuso dei <strong>droni </strong>nei conflitti (sabato 13 con Gianluca Di Feo), il ruolo di <strong>India e Cina</strong> sullo scenario internazionale, i <strong>Balcani </strong>e il caso <strong>Serbia </strong>e, naturalmente, il <strong>Medio Oriente</strong> (sempre sabato 13).</p>
<p>L’importanza delle parole sarà al centro di due appuntamenti: martedì 9 giugno con <strong>Il linguaggio d’odio contro le donne</strong> (in collaborazione con GiULiA Giornaliste) e mercoledì 11 con la sociolinguista <strong>Vera Gheno</strong>, mentre sulla comunicazione politica si confronteranno, domenica 14, <strong>Stefano Polli </strong>(vicedirettore Ansa), <strong>Sara Monaci</strong> (giornalista Il Sole 24 Ore) e <strong>Brunella Bolloli</strong> (caporedattore politica e interni Libero), moderati da <strong>Alessio Lasta </strong>(giornalista Lo Stato delle Cose – Rai3).</p>
<p>Il Festival continua a essere un momento di formazione: alcuni appuntamenti daranno diritto all’ottenimento di crediti formativi e deontologici da parte dell’Ordine dei Giornalisti. Sarà possibile registrarsi sul sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.formazionegiornalisti.it/" target="_blank" rel="noopener">www.formazionegiornalisti.it</a></span> o in loco.</p>
<h3><strong>LE DICHIARAZIONI</strong></h3>
<p>“Presentare una nuova edizione di <em>Aspettando il Festival</em> e del <em>Festival del Giornalismo</em> è sempre una grande emozione – ha affermato il presidente di Leali delle Notizie, <strong>Luca Perrino </strong>– e lo è perché, per tutti quelli che ci lavorano attorno, è il traguardo di mesi di lavoro, di passione, di contatti, di idee e di confronti. Talvolta alcuni buoni propositi, ovvero la costruzione di qualche panel tanto desiderato non vanno in porto come si vorrebbe, ma, poi, ecco che spunta una nuova idea, un nuovo suggerimento che ci permette di costruire l’intero programma. Questo è il frutto, anche, della rete, ovvero di quelle collaborazioni, e sono tante, di cui andiamo particolarmente orgogliosi. Non dimentichiamo, inoltre, che tanti dei nostri ospiti, che qui a Ronchi dei Legionari arrivano anno dopo anno, sono quelli che, poi, ci lanciano sempre nuove proposte. Questa è la cartina al tornasole del valore di questo Festival e, permettetecelo, anche dell’amicizia e del calore che tutti noi sappiamo infondere. Sono certo che anche questa dodicesima edizione piacerà e piaceranno i suoi contenuti. Desidero, personalmente, poi dire grazie a chi, in questi mesi, ci ha messo il cuore e a chi, nei prossimi giorni, sacrificherà tempo, molto tempo, per fare in modo che tutto fili liscio. Grazie a chi ci sostiene, grazie alle istituzioni, alla Regione, all’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari e a tutte quelle municipalità che ci ospitano, in primis, ma anche agli sponsor, ai partner, ai media, alle realtà locali e non e grazie a chi vuol bene al nostro Festival”.</p>
<p>“Il Festival del Giornalismo torna anche quest’anno come uno degli appuntamenti più significativi per la nostra comunità”, ha ricordato il sindaco di Ronchi dei Legionari, <strong>Mauro Benvenuto</strong>. “Non è soltanto un evento culturale, ma un momento che, anno dopo anno, riesce a creare legami, a generare pensiero, a farci sentire parte di qualcosa di più grande. Un tempo condiviso in cui la nostra città si apre, accoglie, ascolta e si riconosce nei valori fondamentali di un’informazione libera, consapevole e responsabile. L’edizione di quest’anno, ospitata nella cornice del Parco Excelsior, aggiunge a tutto questo una dimensione più raccolta ed elegante, che rende l’esperienza ancora più intensa. Un luogo che favorisce la vicinanza, lo scambio, la possibilità di guardarsi, di ascoltarsi davvero. Fondamentale è, come sempre, il contributo di tutti coloro che rendono possibile questo percorso: enti, istituzioni, associazioni, volontari e cittadini. Una rete viva, generosa, fatta di impegno e passione, che rappresenta il cuore autentico del Festival. Un sentito ringraziamento va all’Associazione Leali delle Notizie, che con dedizione e visione, continua a costruire non solo un evento, ma un luogo di pensiero libero, capace di lasciare un segno. Come Sindaco sento una profonda gratitudine e un sincero orgoglio. Perché ciò che questo Festival ci dona non si esaurisce nei giorni in cui si svolge: resta con noi, nelle idee che portiamo avanti, nelle domande che continuiamo a farci, nel modo in cui scegliamo di stare insieme come comunità”.</p>
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