Burlo, nuovi cateteri dotati di software all’avanguardia

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redazione

14 Dicembre 2022
Reading Time: 4 minutes

Gli strumenti all’avanguardia consentiranno di agire sulle malformazioni del tratto gastrointestinale, individuando con precisione lesioni o anomalie specifiche

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A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo, che da 17 anni affianca i bambini che, insieme alle loro famiglie, devono affrontare percorsi chirurgici lunghi e complessi, compie un ulteriore passo per il miglioramento dei servizi e della cura che i piccoli pazienti e le loro famiglie possono trovare a Trieste.

Oggi è stata formalizzata una donazione al Reparto di Chirurgia dell’IRCCS materno infantile Burlo Garofolo di Trieste, che ha ricevuto due cateteri con un software all’avanguardia (HRAM anorettale, 3D a stato solido, 23 canali unidirezionali e HREM esofageo a stato solido, 36 canali unidirezionali, 12 canali impedenza) per migliorare le cure per i piccoli pazienti con malformazioni del tratto gastrointestinale.

La donazione è stata possibile grazie alla generosità dei coniugi Anna Maria e Giorgio Ribotta (coppia piemontese, da anni residente a Trieste, che già in passato è stata vicina ai piccoli pazienti del Burlo) che per tramite di A.B.C. hanno messo a disposizione circa 60mila euro per l’acquisto di questa strumentazione di alto livello che andrà a incidere in modo significativo sulle terapie dei bambini seguiti dalla Chirurgia.

“La nostra donazione finalizzata alla cura dei piccoli pazienti del Burlo – hanno spigato i signori Ribotta è il più bel regalo che possiamo farci in questo periodo di festività natalizie”.

La presentazione è avvenuta alla presenza di Jürgen Schleef e Daniela Codrich, rispettivamente direttore e dirigente medico di Chirurgia e Urologia pediatrica all’IRCCS Burlo Garofolo, dei donatori Anna Maria e Giorgio Ribotta, di Giusy Battain e Fedra Florit, rispettivamente direttrice e tesoriera di A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo.

Questi strumenti di ultima generazione permettono di effettuare una diagnostica estremamente accurata ai pazienti che soffrono di incontinenza e indirizzare la cura chirurgica o riabilitativa in modo specifico sulla lesione. Consentiranno, inoltre, l’avvio delle possibili terapie con cellule staminali. L’introduzione di questo tipo di attrezzature di alta tecnologia ha un impatto altissimo sul percorso di cura e in generale sul benessere dei bambini nel lungo periodo in particolare nel post operatorio, che diventa per loro meno traumatico.

Questo ampliamento dell’offerta dell’Ospedale Burlo Garofolo sulla diagnostica e sulle terapie potrà rispondere ai bisogni di circa 100 pazienti ogni anno. Poiché si tratta di una strumentazione in possesso solo della struttura triestina in tutto il nordest (il più vicino apparecchio analogo è a Milano), è atteso un incremento dell’arrivo di famiglie anche da fuori regione.

Ancor più a fuoco, è dunque, il supporto di A.B.C. che inserisce la scelta di donare questo tipo di strumentazione nell’ampia azione progettuale “Benessere in reparto”: l’Associazione, infatti, guarda costantemente agli sviluppi delle tecnologie mediche che consentono all’ospedale di disporre della migliore tecnologia, e di rendere così gli interventi meno invasivi e più tollerabili ed efficaci; mette gratuitamente a disposizione delle famiglie dei bambini le sue cinque case a Trieste,  dove genitori e parenti possono trovare conforto durante il ricovero; provvede al costante supporto psicologico fuori e dentro l’ospedale con professioniste specializzate e volontari formati: un’azione a 360 gradi per garantire il benessere del bambino e del nucleo familiare durante tutto il percorso di cura.

Negli ultimi anni A.B.C. ha donato al Burlo importanti attrezzature come un ecografo, monitor e software per la terapia intensiva, dispositivi chirurgici per trattare la scoliosi, poltrone letto di riposo per i genitori dei bambini ricoverati e altri materiali per il reparto di Chirurgia Pediatrica.

“Ringraziamo sentitamente A.B.C. che come sempre accoglie e si fa interprete dei bisogni dell’IRCCS e che oggi, grazie alla grande generosità di Anna Maria e Giorgio Ribotta, rende possibile un percorso di cura sempre più adeguato alle necessità a 360 gradi dei piccoli pazienti. Questo è un ulteriore passo di un lungo percorso che, oramai da 17 anni, A.B.C. sta facendo al fianco della Chirurgia del Burlo Garofolo, sviluppando azioni mirate al benessere del reparto per accompagnare i bambini chirurgici ed essere un loro riferimento sicuro”, ha dichiarato così Jürgen Schleef.

“L’introduzione di nuove tecnologie all’avanguardia per la diagnostica funzionale delle malattie dell’apparato gastrointestinale – ha aggiunto la dottoressa Codrich – ha permesso non solo di definire meglio e classificare il tipo di patologie di cui soffrono i nostri piccoli pazienti, ma di indirizzarne la terapia e le indicazioni chirurgiche affinchè ogni nostro intervento di cura venga progettato su misura per ogni bambino. Le due sonde, una per la manometria/impedenzometria esofagea e una per la manometria anorettale con ricostruzione tridimensionale dei volumi dell’apparato sfinteriale, permettono rispettivamente uno studio completo delle dinamiche deglutitorie esofagee, evidenziando patologie funzionali non altrimenti definibili con la radiologia tradizionale, mentre la sonda anorettale permette una accurata ricostruzione localizzazione di eventuali lesioni sfinteriali. L’introduzione di sonde allo stato solido come quelle donate al nostro ambulatorio, ha inoltre permesso di superare il discomfort dell’esame per il paziente, sia riducendo drasticamente il calibro dei sondini utilizzati, sia eliminando l’utilizzo di pompe ad infusione d’acqua e rendendo lo strumentario facilmente collegabile a un computer che può essere trasportato anche in sala operatoria. Con questa donazione l’ambulatorio del Burlo ha adesso a disposizione la più completa strumentazione oggi disponibile per la diagnostica funzionale gastrointestinale”.

 “A.B.C. – ha spiegato Giusy Battain opera da sempre perché il “prendersi cura” coinvolga nella piena completezza ogni aspetto del percorso del bambino e della famiglia. Ringraziamo di cuore i coniugi Ribotta per aver consentito l’acquisto di queste strumentazioni. L’impatto sulla qualità della diagnosi e della cura è tanto importante quanto la possibilità che i bambini ricoverati possano affrontare il loro percorso con strategie meno invasive e più efficaci possibile, per essere accompagnati nelle cure in modo naturale e fluido. La sensibilità dei donatori come Anna Maria e Giorgio consente ad A.B.C. di essere sempre più vicina al Burlo e di stare al fianco dei bambini e delle loro famiglie nel modo più profondo, rispondendo a tutti i loro bisogni”.

 

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