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	<title>Elisa Fucina &#8211; imagazine.it</title>
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	<title>Elisa Fucina &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Safet Zec: arte per credere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 10:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[rosazzo]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al pittore e incisore bosniaco, figlio di un calzolaio musulmano, il Vaticano ha commissionato l’opera celebrativa per il bicentenario della restaurazione dei Gesuiti. Legato da tempo al Friuli, il prossimo anno l’Abbazia di Rosazzo ospiterà una antologica a lui dedicata</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Safet-Zec_Velija-Hasanbegovic-2023.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/safet-zec-arte-per-credere/">Safet Zec: arte per credere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Safet Zec (ph. Velija Hasanbegovic)</em></span></p>
<p>UDINE – È forte, profondo, umano e artistico il rapporto fra il pittore e incisore bosniaco <strong>Safet Zec </strong>e il Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>La sua arte è pervasa dalla sacralità nella sofferenza e umana pietà per gli ultimi e per chi soffre, con un dominio perfetto di tecniche ed equilibrio naturale nel ricevere dal mondo l’ispirazione che sulla tela o su carta diventa creatività dall’originale linguaggio espressivo.</p>
<h3>Dalla Bosnia a Udine</h3>
<p>Ottavo figlio di un calzolaio musulmano, nato in Bosnia nel 1943, è arrivato a <strong>Udine</strong>, accolto dallo stampatore <strong>Corrado Albicocco</strong>, in fuga dalla guerra nei Balcani.</p>
<p>Da tempo è cittadino del mondo e la sua opera è stata scelta dal Vaticano quale rappresentazione della grande arte al servizio dell’amore del Cristo e della Chiesa universale.</p>
<figure id="attachment_66112" aria-describedby="caption-attachment-66112" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-66112" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni-.jpg" alt="ZenoColantoni" width="1000" height="668" title="Safet Zec: arte per credere 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni-.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni--300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni--768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni--391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/ZenoColantoni--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66112" class="wp-caption-text">Papa Francesco benedice la “Deposizione del corpo di Cristo” realizzata da Zec (© Zeno Colantoni)</figcaption></figure>
<p>Il primo incontro con <strong>Papa Francesco </strong>nel 2014, quando nella Cappella della Passione della chiesa del Gesù a Roma è stata inaugurata e benedetta dal Pontefice la pala d’altare <em>“Deposizione del corpo di Cristo”</em>, commissionata all’artista per celebrare il bicentenario della restaurazione dei Gesuiti.</p>
<p>L’opera di Zec è andata a sostituire un capolavoro rinascimentale collocato nella chiesa principale della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola.</p>
<p>Si parla infatti della “<em>Pietà</em>” di Scipione Pulzone, oggi esposta al Metropolitan Museum di New York.</p>
<p>La Santa Sede lo ha dunque scelto per la realizzazione della nuova pala d’altare, opera pittorica di grandi dimensioni e di rilievo artistico.</p>
<p>La seconda occasione d’incontro giunse nel giugno 2023, quando il Santo Padre ha invitato duecento artisti nella Cappella Sistina per un’udienza in occasione del cinquantesimo anniversario della collezione di arte moderna e contemporanea dei Musei Vaticani.</p>
<p>Tra gli artisti presenti c’era anche Safet Zec.</p>
<figure id="attachment_66113" aria-describedby="caption-attachment-66113" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66113" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni-.jpg" alt="401 Zeno Colantoni" width="1000" height="668" title="Safet Zec: arte per credere 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni-.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni--300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni--768x513.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni--391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/401_Zeno-Colantoni--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66113" class="wp-caption-text">Il secondo incontro tra Zec è il Pontefice nel 2023 in Vaticano (© Zeno Colantoni)</figcaption></figure>
<p>«Stringere la mano di un essere umano così eccezionale – ricorda l’artista – nella luce incredibile della Cappella Sistina, circondati dalle pareti e sovrastati dal soffitto dipinti dalla mano divina di Michelangelo, è qualcosa che ricorderò per tutta la vita. Papa Francesco non poteva scegliere un posto migliore di questo luogo magnifico per incontrare gli artisti, sublimando l’emozione del momento».</p>
<p>Ma l’emozionato ricordo va oltre l’aspetto legato all’opera dei maestri della storia mondiale della pittura.</p>
<h3>Francesco e Leone</h3>
<p>«È stato un grandissimo privilegio – confida Zec – essere invitati dal Santo Padre per ben due volte, anche in ragione del fatto che è stato proprio lui a impegnarsi, più di ogni suo predecessore, per la convivenza e la condivisione fra credenti di fedi diverse. Ha ricordato agli artisti la relazione secolare che la Chiesa ha avuto con loro, dando la vita a opere d’arte incredibili».</p>
<p>Ci mancherà – conclude il pittore – un Papa dalle grandi vedute, dalla comprensione e dalla mentalità così aperta, ma confidiamo che Papa Leone XIV, da lui nominato cardinale, possa continuare nel segno del suo insegnamento e volontà di impegno verso la pace mondiale, come ha affermato nelle sue prime parole al mondo dopo l’elezione».</p>
<h3>I legami con il Friuli</h3>
<p>Fino alla fine del 2025, anno di Gorizia e Nova Gorica capitale europea della cultura, può essere visitata gratuitamente nelle sale dell’<strong>Abbazia di Rosazzo</strong>, a Manzano, la mostra di incisioni inaugurata lo scorso autunno nell’ambito della Rassegna letteraria <em>“I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”</em>, curata e condotta da <strong>Elda Felluga </strong>e <strong>Margherita Reguitti</strong>.</p>
<p>L&#8217;esposizione celebra il ritorno dell’artista in terra friulana in occasione della presentazione della <em>“Guida anacronistica di Venezia per tutti coloro che accettano di perdersi”.</em></p>
<figure id="attachment_66111" aria-describedby="caption-attachment-66111" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66111" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo.jpg" alt="Margherita Reguitti e SAfet Zec in Abbazia di rosazzo" width="800" height="935" title="Safet Zec: arte per credere 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo-257x300.jpg 257w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo-768x898.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-66111" class="wp-caption-text">La nostra Margherita Reguitti assieme a Zec durante la presentazione del suo libro</figcaption></figure>
<p>La pubblicazione, già uscita in francese e di prossima pubblicazione in inglese, contiene i raffinati e colti testi del critico e curatore di esposizioni <strong>Pascal Bonafoux</strong>.</p>
<p>Pubblicata dall’editore parigino Qupé èditions è stata costruita sul progetto editoriale di <strong>Hana Zec </strong>e <strong>Federico Fazzi</strong>.</p>
<p>Un invito al viaggio nella città dove Zec vive e lavora, per la quale sono state scelte 36 opere fra dipinti e disegni della sua recente produzione e non solo.</p>
<h3>L&#8217;antologica</h3>
<p>Un rapporto artistico e personale dalle radici profonde quello fra Zec e l’Abbazia di Rosazzo che nel settembre del 2026 vedrà la realizzazione di una grande antologica a lui dedicata nell’ambito della <strong>13ª Biennale d’arte</strong>, curata e realizzata da <strong>Giuliano Pavan</strong>, amico personale del pittore, collezionista e esperto d’arte, membro dell’Istituzione.</p>
<p>Nel 2001 e nel 2018 il complesso abbaziale di Rosazzo aveva accolto le opere di Zec. In particolare 7 anni fa la mostra <em>“Exodus. Arte per credere”. </em></p>
<p>Lo spazio delle navate laterali aveva ospitato i maestosi teleri raffiguranti l’umanità sofferente, martoriata, vilipesa ma non vinta dei migranti in fuga dai conflitti e dalla miseria.</p>
<p>È una presa di posizione netta e precisa dell’artista contro ogni forma di violenza in questo momento storico nel quale la guerra mondiale a pezzi, come la definì Papa Francesco, è la realtà del quotidiano in Europa e in Medioriente.</p>
<p>Per non parlare dei conflitti di cui poco si parla al confine fra India e Pakistan, e in Africa.</p>
<h3>Chi è Safet Zec</h3>
<p>Safet Zec sin dall’infanzia rivela uno straordinario talento artistico, si forma alla Scuola superiore di arti applicate di Sarajevo e all’Accademia di Belgrado è considerato un prodigio.</p>
<p>La sua maestria si impone da subito in tutta la Jugoslavia e a livello internazionale. A Belgrado incontra la moglie Ivana, lei stessa artista, e successivamente si trasferiscono a Sarajevo.</p>
<p>Con lo scoppio della guerra nei Balcani è costretto a fuggire con la famiglia, giungendo nel 1992 a Udine per poi trasferirsi a Venezia nel 1998.</p>
<p>Dalla fine del conflitto l’artista ha ripreso un’assidua frequentazione con la sua terra.</p>
<p>Nel cuore di Sarajevo il suo studio è stato riaperto ed è ora un centro di iniziative culturali e sede espositiva delle sue opere. In futuro, la sua casa-studio di Pocitelj, ora restaurata, ospiterà una scuola di grafica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I segreti di Kate Middleton svelati all&#8217;Abbazia di Rosazzo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/i-segreti-di-kate-middleton-svelati-allabbazia-di-rosazzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 10:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[colloqui in abbazia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[manzano]]></category>
		<category><![CDATA[rosazzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ufficializzata la rassegna primaverile dei "Colloqui". Antonio Caprarica presenterà in anteprima regionale il suo nuovo libro dedicato alla prossima regina d'Inghilterra</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Vigneti-e-Abbazia-di-Rosazzo-Luigi-Vitale1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/i-segreti-di-kate-middleton-svelati-allabbazia-di-rosazzo/">I segreti di Kate Middleton svelati all&#8217;Abbazia di Rosazzo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Vigneti e Abbazia di Rosazzo (ph. Luigi Vitale)</em></span></p>
<p>MANZANO – Riprenderà l’11 di aprile per proseguire fino al 27 giugno la sezione primavera- estate della X edizione della rassegna “<strong><em>I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga</em></strong>”, nella storica <strong>Abbazia di Rosazzo</strong>, curata e condotta da <strong>Elda Felluga</strong> e <strong>Margherita Reguitti</strong>.</p>
<p>Sarà come tradizione un viaggio oltre i confini, in intrecci di storie, genti e culture a cavallo di frontiere tangibili e intangibili.</p>
<p>Saranno sei, 4 dei quali in anteprima regionale, gli appuntamenti proposti nel calendario promosso e organizzato dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga.</p>
<p>Si inizia con un’anteprima <strong>venerdì 11</strong> con <strong>Fernando Gentilini</strong> autore di “<em>Atlante delle città eterne. Itinerari e voci nell&#8217;Europa delle idee</em>” (<a href="https://www.ibs.it/libri/editori/baldini-%2B-castoldi" target="_blank" rel="noopener">Baldini + Castoldi</a>).</p>
<p>Un viaggio in verticale, abbandonando gli itinerari di superficie per dirigere il proprio sguardo oltre la forma delle cose nelle città eterne, raccontate dalle voci degli scrittori, artisti, santi e filosofi che le hanno abitate prima di noi.</p>
<p>La Roma da Nerone e San Benedetto, la Milano di Leonardo e della principessa Belgiojoso, la Parigi di Edith Piaf e di Charles de Gaulle. Un racconto dove passato e futuro non si oppongono più e dove nulla di quel che è essenziale potrà mai andare perduto.</p>
<p><strong>Giovedì 17</strong> ritorna in abbazia <strong>Veit Heinichen</strong> con “<em>A maglie strette</em>”, (<a href="https://www.ibs.it/libri/editori/eo" target="_blank" rel="noopener">E/O</a> editore).</p>
<p>Il vicequestore aggiunto Proteo Laurenti, dopo aver firmato i documenti per il pensionamento, si trova ad indagare sulla morte di una giovane donna il cui corpo riaffiora nel golfo di Trieste mentre un super-ricercato trafficante d’armi di origini russe riesce a sfuggire alle forze dell’ordine e cerca di raggiungere la Croazia dal golfo giuliano.</p>
<p>Due gli appuntamenti in <strong>maggio</strong>: il 9, anteprima regionale, il caso letterario dell’anno, in cima alle classifiche di vendita.</p>
<p>Dalla Sardegna arriva <strong>Ciriaco Offeddu</strong> con “<em>Istella mea</em>” (<a href="https://www.ibs.it/libri/editori/giunti-editore" target="_blank" rel="noopener">Giunti Editore</a>). L’opera prima del manager sardo mescola la tradizione letteraria del realismo magico con la riflessione dolente sul male e sul bene. Una grande avventura che richiama gli autori sudamericani Isabel Allende e García Márquez.</p>
<p>Giovedì 22 sarà ospite <strong>Antonella Gallarotti</strong> con “<em>111 luoghi di Gorizia e Nova Gorica che devi proprio scoprire</em>” (<a href="https://www.ibs.it/libri/editori/emons-edizioni" target="_blank" rel="noopener">Emons Edizioni</a>), pubblicazione di scrittura e fotografie di <strong>Benedetto</strong> <strong>Beny Kosic</strong>.</p>
<p>Un compendio di luoghi e curiosità, in alcuni casi sconosciuti anche agli stessi goriziani, magistralmente raccontati dalla scrittrice e dalle immagini del fotografo, entrambi goriziani.</p>
<p>Giugno vedrà il gradito ritorno di un amico della carta geografica di Livio Felluga: in anteprima regionale venerdì 6 <strong>Antonio Caprarica</strong> con “<em>Kate e la maledizione dei Galles</em>” (<a href="https://www.ibs.it/libri/editori/sperling-%26-kupfer" target="_blank" rel="noopener">Sperling &amp; Kupfer</a>), tutto quello che c’è da sapere sulla futura regina di oltre Manica, ma non solo.</p>
<p>Infine venerdì 27 sarà il grande giornalismo a nordest protagonista di un incontro ricordando Giorgio Lago, autore de “<em>Il mio Veneto e altri scritti</em>” (<a href="https://www.ibs.it/libri/editori/ronzani-editore" target="_blank" rel="noopener">Ronzani Editore</a>). Il volume, curato da <strong>Francesco Jori</strong> e <strong>Francesco Chiavacci Lago</strong>, sarà presentato in dialogo con <strong>Paolo Possamai</strong>, direttore editoriale del gruppo NEM e il giornalista <strong>Walter </strong><strong>Skerk</strong>.</p>
<p>La rassegna letteraria, nata nel 2016 per celebrare i 60 anni dell’inconfondibile etichetta di Livio Felluga “la carta geografica”, indaga e sviluppa il tema emozionante del viaggio, declinato nelle varie forme, filo conduttore che lega incontri e autori.</p>
<p>La manifestazione è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum ed il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa Sanpaolo.</p>
<p>L’orario di inizio degli incontri è alle 18; è gradita la prenotazione all’indirizzo <a href="mailto:fondazione@abbaziadirosazzo.it">fondazione@abbaziadirosazzo.it</a> ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili. Tutte le informazioni sul sito: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.abbaziadirosazzo.it/" target="_blank" rel="noopener">www.abbaziadirosazzo.it</a></span> e sulle pagine social.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Toni Capuozzo inaugura i Colloqui dell&#8217;Abbazia</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/toni-capuozzo-inaugura-i-colloqui-dellabbazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 17:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[manzano]]></category>
		<category><![CDATA[rosazzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 31 gennaio l'apertura del calendario invernale: prevista un'anteprima nazionale e due novità regionali </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Vigneti-e-Abbazia-di-Rosazzo-Luigi-Vitale1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/toni-capuozzo-inaugura-i-colloqui-dellabbazia/">Toni Capuozzo inaugura i Colloqui dell&#8217;Abbazia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Vigneti e Abbazia di Rosazzo (ph. Luigi Vitale)</em></span></p>
<p>MANZANO – I confini e le loro genti, ma anche gli intrecci di storie e culture a cavallo di frontiere tangibili e intangibili sono i protagonisti della 10ª edizione di “<strong><em>I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga</em></strong>”.</p>
<p>La rassegna, curata e condotta da <strong>Elda Felluga</strong> e <strong>Margherita Reguitti</strong>, come da tradizione si svolge nella storica <strong>Abbazia di Rosazzo</strong>.</p>
<p>Il viaggio della sezione invernale riparte in anticipo rispetto alle edizioni precedenti: la prima tappa il 31 gennaio per proseguire fino al 14 marzo.</p>
<p>Cinque gli appuntamenti, <strong>uno in anteprima nazionale e due novità regionali</strong>, nel calendario pensato dalle curatrici per il “salotto della scrittura di viaggio” promosso dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga.</p>
<p>I primi due incontri saranno dedicati al confine, visto l’imminente inaugurazione l’8 febbraio di Nova Gorica Gorizia Capitale della Cultura Europea.</p>
<p><strong>Venerdì 31</strong> sarà protagonista <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/una-vita-in-prima-linea/"><strong>Toni Capuozzo</strong></a></span> con il suo ultimo libro “<strong><em>Vite di</em></strong><em> <strong>confine</strong></em>” (Edizioni Biblioteca dell’Immagine). Il giornalista, inviato di guerra e scrittore propone un racconto attraverso le vite di uomini e donne che in guerra e in pace, in politica e nell’arte, da ideologie e pensieri a volte opposti, hanno vissuto questa terra amandola o odiandola.</p>
<p>Il confine attraverso i protagonisti, non necessariamente quelli più importanti, italiani e sloveni, a volte contesi eroi di frontiere diverse. Una <em>Spoon River</em> vagando fra le pietre del cimitero ebraico di Valdirose-Rožna Dolina alla periferia di Nova Gorica.</p>
<p>Seguirà <strong>giovedì 13 febbraio</strong>, in anteprima nazionale, “<strong><em>Storie dal Confine</em></strong>” (Edicicloeditore) con gli autori <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/donatella-tretiak-e-guido-barella-cambiare-vita/"><strong>Donatella Tretjak e Guido Barella</strong></a></span>.</p>
<p>Un viaggio nei luoghi della Guerra fredda lungo il confine orientale d’Italia. Il racconto di aneddoti, microstorie, curiosità che restituiscono il clima che si respirava allora.</p>
<p><strong>Giovedì 20 febbraio </strong>il viaggio continua con l’anteprima regionale di “<strong><em>Come si</em></strong><em> <strong>uccide un gentiluomo</strong></em>” (Neri Pozza &#8211; I Neri), l’ultimo romanzo ecothriller del pordenonese <strong>Tullio Avoledo</strong> ambientato fra il Friuli, la Francia e Milano.</p>
<p><strong>Giovedì 6 marzo</strong>, <strong>Raffaele Testolin</strong>, ricercatore e docente di Agraria all’Università di Udine, autore di “<strong><em>Piante e Popoli: le specie che</em></strong><em> <strong>hanno fatto</strong> <strong>la storia dell’uomo</strong></em>” (Forum) guiderà alla sorprendente scoperta di come alcune piante hanno rivoluzionato la storia dell’umanità.</p>
<p><strong>Venerdì 14 marzo</strong>, in anteprima regionale, ritorno ospite della rassegna <strong>Beppe</strong> <strong>Severgnini</strong> per presentare “<strong><em>Socrate, Agata e il Futuro. L’arte di invecchiare con filosofia</em></strong>” (Rizzoli).</p>
<p>Beppe Severgnini riflette sul tempo che passa e gli anni complicati che stiamo attraversando. «<em>Le cose per cui verremo ricordati</em> – scrive – <em>non sono le cariche che abbiamo ricoperto e i successi che abbiamo ottenuto. Sono la generosità, la lealtà, la fantasia, l’ironia. La capacità di farsi le domande giuste</em>».</p>
<p>La rassegna letteraria è nata nel 2016 per celebrare i 60 anni dell’inconfondibile etichetta di Livio Felluga “la carta geografica”, indaga e sviluppa il tema emozionante del viaggio, declinato nelle varie forme, filo conduttore che lega incontri e autori.</p>
<p>La manifestazione è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum ed il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa Sanpaolo.</p>
<p>L’orario di inizio dell’incontro è alle 18; è gradita la prenotazione all’indirizzo <a href="mailto:fondazione@abbaziadirosazzo.it">fondazione@abbaziadirosazzo.it</a> ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili.</p>
<p>Tutte le informazioni sul sito www.abbaziadirosazzo.it e sulle pagine social.</p>
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		<title>Da Volcic a Prodi: i 20 anni della Slovenia nell&#8217;UE</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/da-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 14:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[prodi]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[volcic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex presidente della Commissione europea intervenuto alla presentazione del libro postumo del compianto giornalista ed europarlamentare</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Relatori-.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/da-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue/">Da Volcic a Prodi: i 20 anni della Slovenia nell&#8217;UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>GORIZIA – Intensa due giorni goriziana per <strong>Romano Prodi</strong> che ha partecipato a borgo San Rocco – ospite della parrocchia, dell’associazione I Visionari e dell’Unione economica culturale slovena – alla presentazione del libro postumo di Demetrio Volcic, e a Nova Gorica alle celebrazioni per il ventennale dell’ingresso della Repubblica di Slovenia nella UE.</p>
<p>Evento quest’ultimo che vide il ruolo determinante di Prodi, allora presidente della Commissione europea, e Volcic europarlamentare.</p>
<p>A San Rocco, in una chiesa gremita di pubblico e autorità, la figura di Volcic, che alla fine della sua carriera aveva scelto di vivere a Gorizia, per anni inviato e corrispondente di punta della Rai, è stata sviscerata grazie al libro “<em>A cavallo del muro. I miei anni nell’Europa dell’Est</em>” (Sellerio Editore).</p>
<p>Libro autobiografico e saggio storico è stato curato dal direttore editoriale del gruppo Nem, <strong>Paolo Possamai</strong>, e da <strong>Livio Semolič</strong>, entrambi suoi carissimi amici.</p>
<figure id="attachment_54796" aria-describedby="caption-attachment-54796" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54796 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sindaco-.jpeg" alt="L&#039;intervento del sindaco Ziberna" width="1000" height="617" title="Da Volcic a Prodi: i 20 anni della Slovenia nell&#039;UE 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sindaco-.jpeg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sindaco--300x185.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Sindaco--768x474.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-54796" class="wp-caption-text">L&#8217;intervento del sindaco Ziberna</figcaption></figure>
<p>I due curatori hanno dialogato con la giornalista <strong>Margherita Reguitti</strong>. All’arrivo del professor Prodi, Reguitti, Possamai e Semolič hanno con lui dialogato su temi caldi europei, soprattutto con riferimento agli scenari più attuali e drammatici del momento e a quali passi non siano più procrastinabili per un effettivo peso dell’Unione nel contesto mondiale.</p>
<p>Accanto alla moglie di Volcic, Edoarda, erano presenti all’incontro, fra gli altri, il sindaco <strong>Rodolfo Ziberna</strong>, l’ex presidente della Repubblica di Slovenia <strong>Borut Pahor</strong>, l’arcivescovo di Gorizia <strong>Carlo Roberto Maria Radaelli</strong>, il prefetto <strong>Raffaele Ricciardi</strong> e <strong>Roberto Antonione</strong>, sottosegretario agli Esteri nel 2004.</p>
<figure id="attachment_54797" aria-describedby="caption-attachment-54797" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54797 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Pubblico-Antonione-.jpeg" alt="Roberto Antonione tra il pubblico" width="1000" height="668" title="Da Volcic a Prodi: i 20 anni della Slovenia nell&#039;UE 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Pubblico-Antonione-.jpeg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Pubblico-Antonione--300x200.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Pubblico-Antonione--768x513.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Pubblico-Antonione--391x260.jpeg 391w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-54797" class="wp-caption-text">Roberto Antonione tra il pubblico</figcaption></figure>
<p>I lavori sono stati aperti dall’indirizzo di saluto del parroco, <strong>monsignor Ruggero Dipiazza</strong>, e dal presidente dell’Associazione I Visionari, <strong>Roberto Furlanut</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue%2F&amp;linkname=Da%20Volcic%20a%20Prodi%3A%20i%2020%20anni%20della%20Slovenia%20nell%E2%80%99UE" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue%2F&amp;linkname=Da%20Volcic%20a%20Prodi%3A%20i%2020%20anni%20della%20Slovenia%20nell%E2%80%99UE" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue%2F&amp;linkname=Da%20Volcic%20a%20Prodi%3A%20i%2020%20anni%20della%20Slovenia%20nell%E2%80%99UE" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue%2F&amp;linkname=Da%20Volcic%20a%20Prodi%3A%20i%2020%20anni%20della%20Slovenia%20nell%E2%80%99UE" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue%2F&amp;linkname=Da%20Volcic%20a%20Prodi%3A%20i%2020%20anni%20della%20Slovenia%20nell%E2%80%99UE" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fda-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue%2F&#038;title=Da%20Volcic%20a%20Prodi%3A%20i%2020%20anni%20della%20Slovenia%20nell%E2%80%99UE" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/da-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue/" data-a2a-title="Da Volcic a Prodi: i 20 anni della Slovenia nell’UE"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Relatori-.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/da-volcic-a-prodi-i-20-anni-della-slovenia-nellue/">Da Volcic a Prodi: i 20 anni della Slovenia nell&#8217;UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un premio Pulitzer a Romans</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/un-premio-pulitzer-a-romans/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 20 febbraio</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/23848-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/un-premio-pulitzer-a-romans/">Un premio Pulitzer a Romans</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta un premio Pulitzer sarà protagonista il 20 febbraio alle 20.15 a Romans d’Isonzo, della rassegna “Martedì d’autore”.</p>
<p>Sarà infatti presentato nell’appuntamento, condotto dalla giornalista culturale <strong>Margherita Reguitti</strong>, la favola per bambini e adulti “Il libro di Dot” (Renoir Comics, pagg.40 Euro 12) di <strong>Hisham Matar</strong>, premio Pulitzer 2017 con “Il ritorno”, e del graphic novelist friulano <strong>Gianluca Buttolo</strong>.</p>
<p>Il testo affronta, con la leggerezza non superficiale della fiaba, domande universali: Chi siamo? Come essere noi stessi ovunque? Come rapportarsi con un luogo estraneo senza perdere di vista chi sei? Un libro nato fra Londra, New York e Udine per raccontare la storia di un bambino (Dot che in inglese significa punto) stanco di essere solo un segno a fine frase.</p>
<p>Un viaggio alla ricerca di sé nella quale i disegni eleganti, poetici e onirici di Buttolo sono il segno espressivo dell’esperienza di ricerca e sperimentazione della vita di Matar, scrittore nato a New York da genitori libici. Un percorso raccontato dalle tavole disegnate con tecniche diverse, nel quale lo scrittore sperimenta passaggi emotivi della sua biografia attraverso metafore e sogni: la ricerca delle radici culturali e personali nei luoghi dell’esilio. Una narrazione di sintesi emotiva e storica vissuta dall’autore figlio di un oppositore di Gheddafi, rapito, imprigionato e fatto sparire; per la famiglia un uomo morto ma sempre vivo.</p>
<p>La presenza di Gianluca Buttolo è un gradito ritorno nella rassegna organizzata dal circolo “M. Fain” e dal gruppo “I Scussons” con il sostegno del Comune, della Fondazione Carigo e BCC Staranzano e Villesse. Il disegnatore e scrittore aveva infatti presentato con successo a Romans “La scelta”, libro dedicato al delitto Ambrosoli.</p>
<p>L’incontro aperto a tutti si terrà a Casa Candussi Pasiani.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nascita di un fiupa</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/la-nascita-di-un-fiupa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/?p=25961</guid>

					<description><![CDATA[<p>E altri racconti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/23349-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-nascita-di-un-fiupa/">La nascita di un fiupa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’autobiografia concepita a ritroso fino alla gestazione, scritta con inchiostro intriso di fantasia e ironia. &#8220;La nascita di un fiupa ed altri racconti&#8221; del friulano <strong>Mario Gasparini</strong> (2017, Corvino, pagg. 214) è un anomalo, originale e poetico viaggio-metafora dell&#39;esistenza nel quale l’autore ripercorre il nastro della vita fino all&#39;origine primigenia di ogni donna e uomo, in grado di condizionare &#8211; è scientificamente provato &#8211; la vita a seguire: l&#39;utero materno.</p>
<p>&#8220;Non è facile tentare di esplorare quel luogo che ci ha contenuti fin dall’inizio”, spiega lo scrittore, per oltre 40 anni docente e medico alla Clinica Ostetrica e Ginecologica dell&#39;Università di Udine. “Ognuno che voglia cimentarsi con questa impresa, deve dotarsi di mezzi particolari. Personalmente mi sono servito delle mie conoscenze di medico ostetrico-ginecologo e di psicologo. Con un pizzico di fantasia&#8221;.</p>
<p>Il viaggio inizia dunque dal concepimento e prosegue fino all&#39;adolescenza, la protagonista assoluta è dunque l&#39;infanzia passata tra fossati, sussidiari, locomotive a vapore, pesci iridati, maggiolini, l&#39;aereo incursore Pippo e la caccia alle zanzare. Un privato onirico intrecciato di memoria vera e immaginata, nel quale la grande Storia di Fascismo, Nazismo, Guerra è trasformata dall&#39;ironia in &#8220;Attutito rumore di fondo&#8221;, scrive nella prefazione lo scrittore e medievista <strong>Angelo Floramo</strong>.</p>
<p>Nelle oltre 200 pagine tanti protagonisti, emersi dal ricordo o tratteggiati con segno ora forte ora delicato dalla fantasia: Chiechi, il narratore affascinante, l&#39;uomo delle raganelle, i compagni di viaggio e la precettrice dell&#39;Italia autarchica, o Ago profugo istriano approdato in Friuli. Un&#39;umanità vera, immersa in suggestioni e atmosfere nuove, raccontate con parole nuove, neologismi di un inedito vocabolariolegato al periodo storico del Ventennio, coniati da Gasparini; proprio come fiupa, figlio della lupa ridotto ai minimi termini, littorace, forma contratta di littorio ed orbace, salpion di salpa, cuoio rigenerato dell’era autarchica e gelette, sposalizio di geloni, malattia sociale di quegli anni, con le borghesi ghette.</p>
<p>I luoghi sono i prati, le strade e le contrade del Friuli, periferico e sognato. Una tavolozza di colori legati alla natura e alle stagioni, profumi di prime esperienze e osservazione di flora e fauna, presenti anche nel lavoro precedente dello scrittore, <strong>“Diario di un birdwatcher” del 2014.</strong></p>
<p>Visioni fascinose capaci di conquistare il lettore, racconti intrisi di passione per la vita.</p>
<p>“È dall’ironia che nasce la libertà” e &#8220;Beato chi sa ridere di se stesso perché non finirà mai di divertirsi”; due citazioni guida per entrare al meglio nel libro, scelte dall&#39;autore da due giganti come Victor Hugo e sant’Agostino.</p>
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		<title>Il diavolo nel cassetto</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-diavolo-nel-cassetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In uscita il 30 gennaio</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/23167-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/il-diavolo-nel-cassetto/">Il diavolo nel cassetto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#39;è attesa per il nuovo libro di <strong>Paolo Maurensig</strong> &#8220;Il diavolo nel cassetto&#8221; che esce per Einaudi il prossimo 30 gennaio.</p>
<p>Un apologo letterario raffinatissimo e coinvolgente su narcisismo e vanagloria, ma anche sulla sempre viva sete inestinguibile di storie.</p>
<p>La letteratura è un affare molto serio nel borgo svizzero dove si svolge la storia, piccola comunità stretta in una vallata quasi soffocata dalle montagne, dove si narra che Goethe, di ritorno dall’Italia, vi trascorse una notte per via di un guasto alla carrozza su cui stava viaggiando.</p>
<p>Addirittura tre locande, a lui intitolate, si contendono l’ospitalità allo scrittore. Ma non solo questo lega il luogo alla letteratura in senso ampio. Qui vivono un prete anzianissimo che da anni ormai redige le sue memorie, una ragazzina un po’ sciocca autrice di filastrocche. Con il borgomastro tutti gli abitanti scrivono e ambiscono a essere pubblicati.</p>
<p>Spediscono i loro romanzi per posta e per posta ricevono le risposte dagli editori, finora sempre negative. C’è poco da scommettere, quindi, sul talento di queste mille anime.</p>
<p>Finché il diavolo fa il suo solenne ingresso in scena. Si professa grande editore e dice di voler aprire proprio lì una filiale della sua prestigiosa casa editrice.</p>
<p>Chi non sarà disposto a un patto col diavolo pur di veder pubblicato il proprio romanzo? L’unico che sembra in grado di capire la pericolosità della situazione è padre Cornelius, mandato dalla diocesi in aiuto del vecchio parroco. Ma forse nasconde anche lui qualche ombra.</p>
<p>Un mondo di supposti letterati, uomini e donne che si ritengono talentuosi ma di fatto sono modesti nelle loro capacità. Grandi solo nella vanagloria. Ogni riferimento al presente è puramente casuale!</p>
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		<title>Il &#8220;pilo&#8221; di Romans</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/il-pilo-di-romans/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Memoria dei caduti. Simbolo della "vittoria"</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Testimonianza storica, trait d&#39;union fra passato e presente, simbolo di un&#39;epoca e vessillo di orgoglio di comunità. Tanti sono i pensieri che scorrono nella mente sfogliando le pagine del libro <em>Il &#8220;pilo&#8221; di Romans. Memoria dei caduti. Simbolo della &#8220;vittoria&#8221;</em> di <strong>Edo Calligaris</strong>, edito da Circolo &#8220;Mario Fain&#8221; e &#8220;Gruppo di ricerca I Scussons&#8221; di Romans d&#39;Isonzo. Un lavoro di ricerca certosina accurata e documentata nel quale l&#39;autore, non nuovo a questo tipo di impresa, ripercorre le fasi della realizzazione di un monumento iniziato nel 193. Un progetto fortemente voluto dal cavalier Aurelio Colonnello, nato a Romans d&#39;Isonzo ma trasferitosi a Milano, dove aveva fondato con successo le Arti grafiche Italiane &#8220;Tergesteo&#8221;.</p>
<p>Il Pilo, pennone/antenna per la bandiera italiana, ricordo dei compaesani morti durante la Grande Guerra, venne inaugurato nel 1933 e fino al 1960 svettò nella centrale piazza dei Caduti del centro isontino, per essere poi trasferito nel Parco della Rimembranza dove attualmente è collocato.</p>
<p>Storia di comunità, di tradizioni e di ricordi collettivi; fotogrammi di una narrazione di parole e di immagini, che alterna testi da cronista, documenti d&#39;archivio e tante belle foto dove riconoscersi e riconoscere.</p>
<p>Lavoro pregevolmente presentato dalla prefazione di <strong>Ferruccio Tassin</strong> e dall&#39;introduzione dello stesso autore, con note di apprezzamento dei promotori: <strong>Claudia Panteni</strong> per &#8220;Circolo Fain&#8221; e <strong>Germano Pupin </strong>per &#8220;I Scussons&#8221;. Un racconto scandito da capitoli che hanno la suggestione grafica di titoli di film muti. Alla fine delle 140 pagine di racconto, quasi a sorpresa, dopo l&#39;indice, il dettaglio del &#8220;Pilo&#8221; che riassume contesto storico e sentimento privato: &#8220;Ai caduti per la grandezza d&#39;Italia&#8221;.</p>
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		<title>In viaggio tra le eccellenze del vino in FVG</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/in-viaggio-tra-le-eccellenze-del-vino-in-fvg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/?p=24790</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nuovi appuntamenti con Wine Bus</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/22885-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/in-viaggio-tra-le-eccellenze-del-vino-in-fvg/">In viaggio tra le eccellenze del vino in FVG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In carrozza! Signore/Signori-enoturisti e appassionati di enogastronomia non potete lasciarvi scappare la golosa proposta di viaggi del progetto Wine Bus, programma invernale, alla scoperta delle aziende della Strada del Vino e dei Sapori del FVG.</p>
<p>Se vi siete persi la corsa della scorsa settimana, dedicata agli acquisti natalizi di vino e prodotti tipici nelle aziende della regione c&#39;è ancora tempo per prenotarsi e montare in vettura sabato 20 gennaio.</p>
<p>E poi che idea! Potrebbe essere un originale regalo per le prossime festività per il vostri amici ai quali avete già regalato tutto!<br /> Che sropresa sarà consegnare loro l&#39;avventura on Wine Bus.</p>
<p>Pensateci, avete tempo.</p>
<p>Il prossimo appuntamento, comodo e interessante alla scoperta delle aziende BIO, sarà sabato 17 febbraio. Meta prefissata la ricerca del vino degli innamorati con abbinamenti enogastronomici a tema, avvolti nell’atmosfera romantica di San Valentino.</p>
<p>Il viaggio in primavera offrirà altre due destinazioni: sabato 17 marzo per ville, castelli e dimore storiche del vino, sempre lungo la Strada del Vino.</p>
<p>Per finire con le eccellenze enogastronomiche FVG di sabato 14 aprile nel segno della scoperta dei vitigni autoctoni friulani.</p>
<p>Facile da ricordare il programma che propone escursioni a tema sempre di sabato.</p>
<p>Ma come prenotare uno o più posti, o avere altre informazioni? Contattando gli Infopoint della regione a Udine, Cividale del Friuli, Gorizia, Pordenone, Lignano, Grado e Trieste, oppure scrivendo a <a href="mailto:info@vinoesapori.it" target="_blank" rel="noopener">info@vinoesapori.it</a> o telefonando allo 0432 61140/<a href="tel:(380)%20472-5486" target="_blank" value="+13804725486" rel="noopener"> 380 4725486</a>.</p>
<p>La corsa sul Wine Bus è di € 25 e comprende: visite e degustazioni in ben 3 aziende, assistente di viaggio e trasporto.</p>
<p>Il progetto è realizzato da Vino e Sapori FVG e SAF Autoservizi, con la collaborazione di PromoTurismo FVG e Movimento Turismo del Vino FVG.</p>
<p>In carrozza! Si parte.</p>
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		<item>
		<title>Gorizia, i libri della Bsi si aprono al mondo</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/gorizia-i-libri-della-bsi-si-aprono-al-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Fucina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/?p=24648</guid>

					<description><![CDATA[<p>Disponibili on line dal 2019</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/22604-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gorizia-i-libri-della-bsi-si-aprono-al-mondo/">Gorizia, i libri della Bsi si aprono al mondo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Biblioteca Statale Isontina di Gorizia e il motore di ricerca Google insieme per rendere disponibile a livello mondiale in formato digitale attraverso la rete, nei prossimi anni gratuitamente, volumi del patrimonio librario non coperti da copyright.</p>
<p>Si stanno svolgendo in questi giorni le prime operazioni propedeutiche all&#39;avvio del progetto denominato &#8220;Google Books&#8221; che renderà disponibile dalla fine del 2019 nella grande biblioteca globale volumi rari e preziosi della Bsi.</p>
<p>L&#39;istituzione goriziana è infatti la sola in regione, fra le pochissime in Italia, a essere stata scelta per partecipare al progetto &#8220;Google Books&#8221;, che vede la partnership del Ministero per i Beni e le Attività culturali e il sito più visitato al mondo. L&#39;obiettivo dell&#39;intero progetto, avviato nel 2005 e al quale hanno aderito prestigiose istituzioni americane e europee, è la disponibilità in rete gratuitamente di oltre un milione di volumi.<br /> Il progetto goriziano prevede la messa a disposizione di Google di complessivi 20 mila libri in 3 tranche. Testi scelti senza vincolo di argomento o lingua, fra quelli catalogati nel Servizio bibliotecario nazionale e pubblicati entro il 1877.</p>
<p>L&#39;assunzione digitale comprenderà tutte le pagine fino alla quarta di copertina, inoltre Google fornirà alla Bsi le copie digitali per renderle disponibili anche su altre piattaforme, oltre a sostenere ogni onere finanziario.</p>
<p>L&#39;icona per la consultazione verrà posizionata in SBN accanto alle informazioni esistenti.</p>
<p>I volumi da Gorizia saranno spediti in uno scanning center in Lazio – il luogo è segreto per motivi di sicurezza – dove saranno digitalizzati. Il primo lotto goriziano partirà a febbraio, con scadenze regolari fino al completamento del progetto.</p>
<p>Al momento solo alcune Biblioteche statali sono state inserite nel progetto Google Books assieme alle Biblioteche nazionali centrali di Firenze e Roma.</p>
<p>&#8220;È con grande orgoglio – commenta il direttore <strong>Marco Menato</strong> – che la Bsi partecipa a questo progetto che mette in relazione passato e futuro, rendendo disponibili gratuitamente testi altrimenti di difficile consultazione. Per una biblioteca archiviale e di conservazione come la nostra questo significa balzare all&#39;avanguardia nel mondo della cultura. Ma anche un ritorno alle origini, visto che la Biblioteca nei secoli è stata il riferimento per un impero di lingue e culture diverse, quasi antesignana della globalizzazione senza confini di Google.&#8221;</p>
<p>La partecipazione al progetto Google Books della Bsi è coordinata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.</p>
<p>&#8220;Nella scelta dei volumi da mettere a disposizione – conclude Menato – siamo stati liberi, salvo rispettare poche e semplici regole tecniche: le pubblicazioni scelte devono essere in buono stato di conservazione, di misure standard, né troppo grandi né troppo piccole.&#8221;</p>
<p>Accanto alle opere da Petrarca a Galilei, dall&#39;Illuminismo al XIX secolo, entreranno così nella consultazione gratuita on line i volumi del Fondo Gesuitico e di quello della <em>Studienbibliothek</em>.</p>
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