<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Chiara Concina &#8211; imagazine.it</title>
	<atom:link href="https://imagazine.it/home_desk/author/concina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<description>imagazine la voce autentica</description>
	<lastBuildDate>Wed, 25 Feb 2026 10:46:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-imagazine_icona-150x150.png</url>
	<title>Chiara Concina &#8211; imagazine.it</title>
	<link>https://imagazine.it/home_desk</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Ortopedia e mani: la frattura dello scafoide</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/ortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Concina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 10:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=71825</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando un piccolo osso può creare grandi problemi. Le soluzioni? Dall’immobilizzazione alla chirurgia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/mano.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide/">Ortopedia e mani: la frattura dello scafoide</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’irrilevante caduta e un dolore di lieve entità al polso sono spesso alla base della frattura dello scafoide: una lesione che interessa un osso molto piccolo, ma che potenzialmente può determinare grandi conseguenze.</p>
<p>Tra le fratture della mano, quella dello scafoide è una delle più <strong>frequenti</strong>, soprattutto tra giovani adulti e persone fisicamente attive. Spesso nasce da un trauma apparentemente banale, come una caduta con la mano estesa che può essere facilmente <strong>sottovalutata</strong>, ma che può trasformarsi in un problema serio se non viene riconosciuta e trattata correttamente.</p>
<p>Infatti, tali fratture, se non trattate tempestivamente e correttamente, favoriscono la <strong>degenerazione artrosica del polso</strong>, compromettendone così la sua funzionalità.</p>
<p>Lo scafoide fa parte delle otto ossa del <strong>carpo </strong>e si trova alla base del pollice, agisce come una sorta di snodo tra avambraccio e mano, contribuendo alla trasmissione delle forze dall’avambraccio alla mano e favorendo il movimento armonico del polso.</p>
<p>Il sintomo più tipico è il <strong>dolore </strong>localizzato nella cosiddetta “<strong>tabacchiera anatomica</strong>”, una piccola depressione alla base del pollice. Il dolore può aumentare stringendo oggetti, muovendo il polso o premendo sulla zona. In alcuni casi il disturbo può essere moderato e venire sottovalutato dal paziente, ritardando la visita ortopedica.</p>
<p>Uno degli aspetti critici della frattura dello scafoide è la <strong>diagnosi</strong>. Generalmente la diagnosi viene fatta con una semplice <strong>radiografia</strong>. Alcune volte la frattura può non essere visibile con tale esame, quindi lo Specialista ortopedico può consigliare un approfondimento.</p>
<p>La diagnosi precoce è essenziale, in quanto lo scafoide ha una <strong>circolazione sanguigna particolare</strong>, che viene definita <strong>retrograda</strong>, che arriva prevalentemente dai rami arteriosi presenti sul dorso del polso.</p>
<p>In seguito alla frattura, può accadere che la vascolarizzazione di alcune parti dello scafoide venga interrotta, comportando la mancata guarigione della frattura (<strong>pseudoartrosi</strong>) o la <strong>necrosi </strong>di alcune parti dello scafoide stesso, con conseguenze importanti, come dolore persistente, perdita di forza e riduzione della mobilità del polso.</p>
<p>Il <strong>trattamento </strong>dipende dal tipo di frattura. Generalmente i casi di frattura composta possono essere trattati con una <strong>lunga immobilizzazione </strong>in gesso (dalle 6 alle 8 settimane).</p>
<p>Quando, la frattura è scomposta, invece, è sempre necessario intervenire <strong>chirurgicamente </strong>cercando di sistemare la frattura con una vite dedicata. Considerato il lungo periodo di immobilizzazione necessario per far guarire la frattura, spesso anche le fratture composte possono essere trattate chirurgicamente, consentendo una mobilizzazione precoce post-operatoria.</p>
<p>Un semplice dolore al polso dopo una caduta non va mai trascurato, poiché può essere il segnale di una lesione che, se ignorata, può compromettere i normali gesti quotidiani, come afferrare, scrivere o lavorare.</p>
<p>La prognosi e il rischio di complicanze, infatti, dipendono sì dalla corretta scelta terapeutica, ma soprattutto dalla tempestività dell’inquadramento della frattura.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide%2F&amp;linkname=Ortopedia%20e%20mani%3A%20la%20frattura%20dello%20scafoide" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide%2F&amp;linkname=Ortopedia%20e%20mani%3A%20la%20frattura%20dello%20scafoide" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide%2F&amp;linkname=Ortopedia%20e%20mani%3A%20la%20frattura%20dello%20scafoide" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide%2F&amp;linkname=Ortopedia%20e%20mani%3A%20la%20frattura%20dello%20scafoide" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide%2F&amp;linkname=Ortopedia%20e%20mani%3A%20la%20frattura%20dello%20scafoide" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide%2F&#038;title=Ortopedia%20e%20mani%3A%20la%20frattura%20dello%20scafoide" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/ortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide/" data-a2a-title="Ortopedia e mani: la frattura dello scafoide"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/mano.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ortopedia-e-mani-la-frattura-dello-scafoide/">Ortopedia e mani: la frattura dello scafoide</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La chirurgia protesica ortopedica</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/la-chirurgia-protesica-ortopedica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Concina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 14:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[ortopedia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=70581</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come prepararsi all’intervento: una breve guida per entrare in sala operatoria sereni e ben informati</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/pre-intervento.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-chirurgia-protesica-ortopedica/">La chirurgia protesica ortopedica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Gli interventi di chirurgia protesica ortopedica (anca, ginocchio e spalla) sono tra le <strong>procedure più comuni ed efficaci </strong>nel trattamento delle artropatie degenerative, infiammatorie o post-traumatiche, quando i trattamenti conservativi con farmaci, infiltrazioni e fisioterapia non sono più sufficienti.</p>
<p>Va sottolineato che il risultato finale deriva da “<strong>un gioco di squadra</strong>” tra ortopedico, anestesista, fisioterapista e paziente, la cui riuscita dipende sì dall’atto chirurgico, ma anche da come il paziente si prepara ad affrontare l’intervento nelle settimane precedenti e dalla fisioterapia.</p>
<p>Il percorso verso l’intervento inizia con una <strong>visita ortopedica</strong>. In tale occasione lo specialista valuta lo stato generale del paziente, le eventuali allergie, le terapie farmacologiche abitualmente assunte, la funzionalità e gli esami dell’articolazione interessata dal problema, le terapie precedentemente svolte e le limitazioni che l’articolazione malata determina sulla vita quotidiana. Una volta stabilita l’indicazione all’impianto protesico e ottenuto il consenso informato, il paziente viene avviato al <strong>pre-ricovero</strong>.</p>
<p>Vengono, quindi, eseguiti le analisi del sangue e delle urine, l’elettrocardiogramma, il tampone nasale per la ricerca di alcuni batteri che potrebbero essere responsabili di infezioni della protesi, la radiografia del torace (solo in caso di pazienti oltre un certo limite di età), la radiografia dell’articolazione da operare e la visita anestesiologica. In tale occasione, l’<strong>anestesista </strong>valuta il rischio perioperatorio e concorda con il paziente il tipo di anestesia più adatta.</p>
<p>Nelle settimane che precedono l’intervento è fondamentale <strong>ottimizzare la condizione fisica.  </strong>Un programma di esercizi mirati migliora forza, mobilità e capacità di carico dei muscoli che sosterranno la protesi.</p>
<p>È, inoltre, consigliato imparare a utilizzare stampelle o deambulatore e allenarsi a salire e scendere le scale.</p>
<p>Una <strong>dieta equilibrata </strong>contribuisce a diminuire il carico articolare e il rischio di complicanze.</p>
<p>Anche la <strong>preparazione dell’ambiente domestico </strong>riveste un ruolo essenziale. È opportuno rimuovere ostacoli e tappeti scivolosi, collocare gli oggetti d’uso quotidiano a portata di mano e predisporre eventuali ausili come rialzi per il wc o maniglioni di supporto. Organizzare un aiuto nelle prime settimane facilita la gestione delle attività domestiche durante il recupero.</p>
<p>Per ridurre il rischio di <strong>infezioni </strong>è importante evitare ferite o irritazioni cutanee in sede di intervento e trattare tempestivamente eventuali infezioni, quali cistiti, ascessi dentari, infezioni respiratorie e cosi via.</p>
<p>Prima dell’intervento è necessario osservare il <strong>digiuno </strong>dalla mezzanotte, sospendere eventuali farmaci anticoagulanti o ipoglicemizzanti su indicazione degli specialisti ed eseguire una doccia con detergente antisettico.</p>
<p>Una volta rientrati in reparto dopo l’intervento, potrebbe essere presente un drenaggio, generalmente rimosso il giorno successivo. La <strong>fisioterapia </strong>inizia <strong>fin da subito</strong>, con esercizi di mobilizzazione articolare e progressivo recupero della funzione.</p>
<p>Vengono utilizzate le <strong>calze elastiche </strong>e somministrata la profilassi con <strong>eparina </strong>per prevenire la trombosi venosa che andrà proseguita anche a domicilio.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-chirurgia-protesica-ortopedica%2F&amp;linkname=La%20chirurgia%20protesica%20ortopedica" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-chirurgia-protesica-ortopedica%2F&amp;linkname=La%20chirurgia%20protesica%20ortopedica" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-chirurgia-protesica-ortopedica%2F&amp;linkname=La%20chirurgia%20protesica%20ortopedica" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-chirurgia-protesica-ortopedica%2F&amp;linkname=La%20chirurgia%20protesica%20ortopedica" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-chirurgia-protesica-ortopedica%2F&amp;linkname=La%20chirurgia%20protesica%20ortopedica" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fla-chirurgia-protesica-ortopedica%2F&#038;title=La%20chirurgia%20protesica%20ortopedica" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/la-chirurgia-protesica-ortopedica/" data-a2a-title="La chirurgia protesica ortopedica"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/pre-intervento.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/la-chirurgia-protesica-ortopedica/">La chirurgia protesica ortopedica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tendinopatie del gomito: come curarle?</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/tendinopatie-del-gomito-come-curarle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Concina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 16:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=68755</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Plasma ricco di piastrine può stimolare la guarigione dei tessuti danneggiati: ecco in quali casi. E, soprattutto, come procedere </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/tendinite.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/tendinopatie-del-gomito-come-curarle/">Tendinopatie del gomito: come curarle?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il dolore al gomito è un disturbo molto comune, soprattutto tra sportivi, lavoratori manuali e persone che svolgono movimenti ripetitivi.</p>
<p>Tra le cause principali ci sono le <strong>tendinopatie</strong>, spesso impropriamente definite con il termine di “tendiniti”.</p>
<p>Infatti, le tendinopatie non sono prettamente una problematica infiammatoria, bensì una patologia degenerativa che coinvolge l’inserzione del tendine all’osso indotta da un <strong>sovraccarico funzionale</strong>. Lo squilibrio tra le continue sollecitazioni del complesso muscolo-tendineo in seguito a gesti ripetitivi e la capacità di recupero necessaria causa inizialmente uno stato infiammatorio e successivamente una progressiva perdita della normale struttura del tendine con la comparsa di piccole lesioni che portano a dolore e perdita di forza.</p>
<p>Le più conosciute sono l’<strong>epicondilite </strong>(“gomito del tennista”) e l’<strong>epitrocleite </strong>(“gomito del golfista”).</p>
<p>Chi soffre di tendinopatia del gomito avverte dolore localizzato, soprattutto durante la presa di oggetti, i movimenti di rotazione del polso o la mobilizzazione del gomito. Il fastidio può essere continuo o comparire solo con l’attività fisica o lavorativa.</p>
<p>La diagnosi viene fatta dallo Specialista ortopedico attraverso un accurato esame clinico e, se necessario, con l’aiuto di un’ecografia.</p>
<p>Il trattamento iniziale è quasi sempre conservativo. Si basa su <strong>riposo relativo </strong>e modifica delle attività; <strong>ghiaccio, farmaci antinfiammatori, fisioterapia</strong>, con esercizi specifici di stretching e rinforzo ed infiltrazioni di <strong>corticosteroidi o acido ialuronico</strong>, nei casi più resistenti. Quando il dolore persiste per mesi, si può considerare un’opzione più avanzata: il <strong>PRP</strong>.</p>
<p>Il PRP, o <strong>plasma ricco di piastrine</strong>, è una terapia rigenerativa che utilizza il sangue del paziente stesso per stimolare la guarigione dei tessuti danneggiati. Si preleva una piccola quantità di sangue, che viene centrifugato per separare il plasma dalle altre componenti. Si ottiene così un concentrato di piastrine, ricco di <strong>fattori di crescita</strong>, che viene poi iniettato nella zona del tendine lesionato.</p>
<p>L’obiettivo non è semplicemente ridurre il dolore, ma <strong>favorire la riparazione biologica del tessuto tendineo</strong>, promuovendo la rigenerazione. Essendo autologo (prodotto a partire dal sangue del paziente), il PRP è considerato una terapia sicura con scarse reazioni avverse.</p>
<p>Gli effetti collaterali sono rari e, quando presenti, sono generalmente lievi come dolore locale che può durare qualche giorno o lieve gonfiore nella sede di iniezione.</p>
<p>Studi scientifici confermano risultati generalmente positivi, soprattutto nei casi cronici e resistenti ad altri trattamenti. Il PRP sembra ridurre il dolore e migliorare la funzionalità del braccio nel medio-lungo termine.</p>
<p>Tuttavia, l’efficacia può variare a seconda del metodo di preparazione, del numero di infiltrazioni e delle condizioni del paziente.</p>
<p>Le tendinopatie del gomito possono diventare un problema invalidante, ma oggi esistono soluzioni sempre più efficaci. Il PRP rappresenta una promettente alternativa per i pazienti che non rispondono alle cure tradizionali, offrendo una via rigenerativa alla guarigione.</p>
<p>È fondamentale rivolgersi a uno specialista per valutare il trattamento più adatto al singolo caso.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ftendinopatie-del-gomito-come-curarle%2F&amp;linkname=Tendinopatie%20del%20gomito%3A%20come%20curarle%3F" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ftendinopatie-del-gomito-come-curarle%2F&amp;linkname=Tendinopatie%20del%20gomito%3A%20come%20curarle%3F" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ftendinopatie-del-gomito-come-curarle%2F&amp;linkname=Tendinopatie%20del%20gomito%3A%20come%20curarle%3F" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ftendinopatie-del-gomito-come-curarle%2F&amp;linkname=Tendinopatie%20del%20gomito%3A%20come%20curarle%3F" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ftendinopatie-del-gomito-come-curarle%2F&amp;linkname=Tendinopatie%20del%20gomito%3A%20come%20curarle%3F" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Ftendinopatie-del-gomito-come-curarle%2F&#038;title=Tendinopatie%20del%20gomito%3A%20come%20curarle%3F" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/tendinopatie-del-gomito-come-curarle/" data-a2a-title="Tendinopatie del gomito: come curarle?"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/tendinite.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/tendinopatie-del-gomito-come-curarle/">Tendinopatie del gomito: come curarle?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;artrosi del ginocchio</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/lartrosi-del-ginocchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Concina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2023 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/lartrosi-del-ginocchio/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Interessa per lo più la popolazione di età avanzata, anche se non è raro osservarla nelle persone più giovani. Soluzioni e tecniche per stare meglio</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/55575-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/lartrosi-del-ginocchio/">L&#8217;artrosi del ginocchio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> 	L’artrosi del ginocchio o <strong>gonartrosi</strong> è una patologia degenerativa cronica che interessa la cartilagine articolare del ginocchio, determinando una progressiva limitazione funzionale. Interessa per lo più la popolazione di <strong>età avanzata</strong>, anche se non è raro osservarla nelle persone più <strong>giovani</strong> che hanno subito dei traumatismi al ginocchio ed in seguito ai quali sono state sottoposte ad interventi chirurgici.</p>
<p> 	Il ginocchio è un complesso articolare molto sofisticato formato da tre articolazioni costituite dalle estremità del femore e della tibia ed anteriormente dalla rotula. Tali ossa sono tenute insieme dai legamenti, che guidano il movimento combinato di scivolamento e rotolamento del femore sulla tibia che avviene mentre pieghiamo il ginocchio.</p>
<p> 	Come anticipato, molto spesso l’artrosi del ginocchio è conseguenza di <strong>precedenti traumi</strong>, come fratture del piatto tibiale o della rotula o lesioni del legamento crociato anteriore, o di <strong>pregressi interventi chirurgici</strong>, come l’asportazione di una parte o di tutto il menisco lesionato. Altre problematiche che possono favorire l’insorgenza dell’artrosi del ginocchio sono <strong>malattie reumatologiche</strong> a carattere infiammatorio che distruggono l’articolazione, quali l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica o la gotta. Altre condizioni favorenti sono il <strong>ginocchio varo, </strong>cioè il classico ginocchio del calciatore ed il <strong>ginocchio valgo</strong>. Anche il <strong>sovraccarico</strong> da sovrappeso o da eccessivo utilizzo dell’articolazione, come ad esempio sforzi ripetuti durante il lavoro o durante attività sportive, possono danneggiare il ginocchio.</p>
<p> 	I disturbi che inizialmente si osservano in presenza di artrosi del ginocchio sono la <strong>rigidità articolare</strong> ed il <strong>dolore,</strong> che si presenta solo quando il ginocchio viene eccessivamente sollecitato facendo degli sforzi fisici. Questo dolore progressivamente tende a diventare sempre più persistente e presente anche a riposo. Spesso si associa un <strong>gonfiore</strong> dovuto alla formazione di liquido all’interno del ginocchio.</p>
<p> 	Nelle forme iniziali un po’ di ghiaccio, bendaggi all’ossido di zinco, riposo e qualche anti-infiammatorio spesso sono risolutivi. Quanto i disturbi diventano più intensi ed il ginocchio è molto gonfio, generalmente ricorro all’aspirazione del liquido intra-articolare per ridurre la tensione (<strong>artrocentesi</strong>) e ad <strong>infiltrazioni</strong>. Queste prevedono l’iniezione di <strong>cortisonici</strong>, quando il ginocchio è particolarmente infiammato, o di <strong>acido ialuronico</strong>. Quest’ultimo, oltre ad avere un’azione anti-infiammatoria, consente di lubrificare l’articolazione e di fornire nutrimento alla cartilagine residua. Quando queste infiltrazioni non sono sufficienti, si praticano le infiltrazioni con il <strong>PRP</strong>: un concentrato di fattori di crescita ricavato dalla centrifugazione del proprio sangue ottenuto tramite un semplice prelievo. In casi selezionati si possono anche eseguire infiltrazioni di concentrati di cellule staminali ottenute, mediante tecniche più invasive, dal midollo osseo del bacino o dal grasso addominale.</p>
<p> 	Quando l’artrosi è molto grave ed il dolore diventa invalidante, tanto da impedire la semplice camminata, sottopongo il paziente ad intervento di <strong>protesi</strong>, che può essere totale o meno frequentemente parziale, con ottimi risultati.</p>
<p> 	 </p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flartrosi-del-ginocchio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99artrosi%20del%20ginocchio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flartrosi-del-ginocchio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99artrosi%20del%20ginocchio" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flartrosi-del-ginocchio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99artrosi%20del%20ginocchio" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flartrosi-del-ginocchio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99artrosi%20del%20ginocchio" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flartrosi-del-ginocchio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99artrosi%20del%20ginocchio" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Flartrosi-del-ginocchio%2F&#038;title=L%E2%80%99artrosi%20del%20ginocchio" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/lartrosi-del-ginocchio/" data-a2a-title="L’artrosi del ginocchio"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/02/55575-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/lartrosi-del-ginocchio/">L&#8217;artrosi del ginocchio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le tendinopatie del gomito</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/le-tendinopatie-del-gomito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Concina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/?p=44673</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolazioni e sport</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/49760-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/le-tendinopatie-del-gomito/">Le tendinopatie del gomito</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> 	Il gomito è un’articolazione complessa e delicata, in quanto può subire importanti danni in seguito a ripetute sollecitazioni o a traumatismi anche di lieve entità. È composto da tre articolazioni, formate da radio, ulna e omero. Palpando il gomito, è possibile percepire tre prominenze ossee dove si inseriscono i tendini, una posteriore chiamata olecrano, una più interna chiamata epitroclea e una più laterale detta epicondilo.</p>
<p> 	Quando a essere interessati dalla tendinopatia sono i tendini dei flessori del polso e delle dita si parla di <strong>epitrocleite o gomito del golfista</strong>, invece, quando sono interessati gli estensori del polso e delle dita si definisce il problema come <strong>epicondilite o gomito del tennista</strong>.</p>
<p> 	Spesso impropriamente viene utilizzato il termine di “tendinite”. In realtà, non si tratta di una problematica infiammatoria, bensì di una tendinopatia inserzionale indotta da un sovraccarico funzionale. Vi è uno squilibrio tra le continue sollecitazioni del complesso muscolo-tendineo in seguito a gesti ripetitivi e la capacità di recupero necessaria; questo fa sì che a lungo andare si creino dei danni al tessuto tendineo che inducono progressivamente il dolore.</p>
<p> 	Il dolore si localizza sulla superficie interna dell’avambraccio nel caso dell’epitrocleite e sulla superficie più esterna in caso di epicondilite. Molte volte tale dolore è così invalidante da determinare una riduzione della forza di presa e da impedire l’utilizzo del gomito e della mano. Attività che frequentemente possono favorire l’insorgenza di queste tendinopatie sono l’utilizzo continuativo del mouse al computer, del martello, di forbici o cacciaviti.</p>
<p> 	Per esempio elettricisti, macellai e musicisti sono alcune delle categorie lavorative spesso interessate da tali patologie. Riposo, ghiaccio e anti infiammatori sono il primo trattamento in caso di insorgenza del dolore. L’impiego di un tutore dedicato durante lo svolgimento delle attività sportive o lavorative, inoltre, può essere d’aiuto nel prevenire la riacutizzazione del problema in chi ne è particolarmente soggetto,</p>
<p> 	mettendo a riposo l’inserzione dei tendini. Successivamente, esercizi di stretching e di rinforzo dei flessori o degli estensori, a seconda di dove sia localizzato il problema, sono un valido aiuto. I tempi di recupero sono molto variabili, si va da pochi giorni in caso di tendinopatia di recente insorgenza, a diversi mesi in caso di tendinopatie croniche.</p>
<p> 	Quando il dolore si presenta da diverse settimane, le infiltrazioni con cortisonico e con PRP sono molto efficaci. Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è un concentrato di fattori di crescita ricavato dalla centrifugazione del proprio sangue ottenuto tramite un semplice prelievo. Ha lo scopo di promuovere la rigenerazione tissutale e si sta osservando essere molto promettente nelle tendinopatie croniche.</p>
<p> 	 </p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fle-tendinopatie-del-gomito%2F&amp;linkname=Le%20tendinopatie%20del%20gomito" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fle-tendinopatie-del-gomito%2F&amp;linkname=Le%20tendinopatie%20del%20gomito" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fle-tendinopatie-del-gomito%2F&amp;linkname=Le%20tendinopatie%20del%20gomito" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fle-tendinopatie-del-gomito%2F&amp;linkname=Le%20tendinopatie%20del%20gomito" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fle-tendinopatie-del-gomito%2F&amp;linkname=Le%20tendinopatie%20del%20gomito" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fle-tendinopatie-del-gomito%2F&#038;title=Le%20tendinopatie%20del%20gomito" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/le-tendinopatie-del-gomito/" data-a2a-title="Le tendinopatie del gomito"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/01/49760-1.webp" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/le-tendinopatie-del-gomito/">Le tendinopatie del gomito</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
