Arriva in Friuli la Casa delle culture bambine

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Inaugurazione a novembre a Fagagna. Un progetto per sostenere il diritto dei più piccoli, anche con il coinvolgimento di artisti e autori

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FAGAGNA – Nasce in Friuli Venezia Giulia, a Fagagna, la Cjase di Catine, ovvero la Casa delle culture bambine.

Un luogo permanente delle relazioni che si intrecciano sul filo rosso del “pensiero bambino” e che ai più piccoli guarda innanzitutto per presidiare alcuni loro diritti essenziali: primo fra tutti il diritto al tempo, ma anche alla bellezza delle diversità, alla creatività, alla libertà di espressione. E qualche volta persino il diritto alla noia.

Cjase di Catine nel corso del 2024, grazie al sostegno del Programma Regionale #FESR 2021-2027 del FVG, bando per interventi a sostegno delle imprese culturali e creative,  diventerà la Casa delle culture bambine per iniziativa di Damatrà onlus, realtà di promozione culturale che da decenni si focalizza sulla ricerca educativa e culturale dedicata ai più giovani.

Il progetto, avviato nella primavera 2024, porterà alla inaugurazione – il prossimo autunno – di uno spazio culturale che mette al centro i bambini e le bambine, nel quale la comunità locale sarà coinvolta, fianco a fianco con artisti di fama internazionale.

Laboratori, letture, convegni, residenze d’artista, mostre, visite guidate e letture trasformeranno giorno per giorno l’antica casa colonica restaurata dal Comune di Fagagna nel cuore del paese, messa a disposizione delle associazioni della frazione di Villalta e diventata, dal 2018, la sede di Damatrà.

Una casa di comunità del Friuli e insieme agorà a vocazione bambina, che Damatrà gestisce già da sei anni incrociando competenze e passioni, e dove nei prossimi mesi si accenderà il conto alla rovescia verso il 17 novembre 2024, giorno nel quale l’associazione festeggerà il 37° compleanno e soprattutto inaugurerà ufficialmente la struttura nella sua nuova e più articolata identità.

Se lo spazio polifunzionale del piano terra resterà casa di comunità aperta al pubblico, il primo piano diventerà appunto Casa delle culture bambine, dove molti artisti lasceranno il proprio segno.

«L’emblema di Damatrà – spiega la presidente Mara Fabbro – è il camaleonte, metafora della prontezza a declinare nelle forme più diverse la ricerca educativa e culturale a favore dei giovani e dei più piccoli. In dialetto lombardo “damatrà” significa “dammi ascolto, vienimi dietro”. Una progettualità che parte dall’ascolto dei bambini e dei ragazzi e si realizza attraverso i linguaggi dell’arte e della narrazione».

In vista della inaugurazione della Casa delle culture bambine, a Fagagna faranno tappa, fra gli altri, nelle rassegne che si avvicenderanno fra estate e autunno anche gli esperti di Fondazione Reggio Children, pionieri della pedagogia, la nota autrice Chiara Carminati e il performer Michele Bazzana.

Cjase di Catine, nel centro storico di Fagagna, è molto di più di un edificio con secoli di storia. È la casa in cui Caterina Tomba, detta Catine, visse dalla fine dell’Ottocento fino al marzo del 1945 e dove diede alla luce e crebbe i suoi quattordici figli. La sua, nel paese, fu una presenza così significativa da identificarsi, agli occhi della comunità locale, con la casa stessa.

Il nome Cjase di Catine è un riconoscimento a Caterina e al suo vissuto e al ruolo essenziale che le donne ebbero nella società friulana contadina: nel creare comunità, nel tessere reti, nel condividere conoscenze, comprese quelle legate alla natura, e nello svolgere il lavoro di cura e accudimento su cui poggia la società locale.

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