Aquileia si rilancia lungo la Via della Seta

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redazione

26 Settembre 2016
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Missione promozionale in Cina

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Su invito del Ministro della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, la Fondazione Aquileia, nella persona del suo Presidente Antonio Zanardi Landi, ha preso parte alla prima edizione del Forum Culturale dedicato alla Via della Seta a Dunhuang e alle iniziative culturali che da parte cinese si intendono avviare con i paesi attraversati, o comunque coinvolti dal grande progetto OBOR (One Belt One Road), che prevede ingenti investimenti in infrastrutture per migliorare i collegamenti terrestri e portuali tra la Cina, il Medio Oriente, il Golfo, parte del Continente Africano e molti paesi europei.

I lavori sono stati aperti dal Vicepremier e dal Ministro della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, e si sono svolti con la partecipazione di una cinquantina di delegazioni, di cui 15 a livello ministeriale. Ospite d'onore per la prima edizione: la Francia, rappresentata dall'ex Primo Ministro Jean Pierre Raffarin, attualmente Presidente della Commissione Esteri e Difesa della Camera dei Deputati.

Nel corso del suo intervento in uno dei quattro Seminari principali in cui si sono distribuiti i circa millecinquecento partecipanti alla Plenaria, l'Ambasciatore Zanardi Landi ha illustrato l'evoluzione compiuta da Aquileia nel corso dei secoli, con la trasformazione da avanposto logistico e militare, concepito per facilitare l'espansione romana nei Balcani e nell'Europa Orientale e Danubiana, a punto d'ingresso e di smistamento di genti e popolazioni diverse, di derrate e manufatti nord-africani, di idee, di influssi religiosi e di cultura. Da Porta dell'Impero proiettato verso Oriente a porta d'ingresso per influenze che fecero di Aquileia un unicum e posero le basi per quella “vocazione all'Oriente” che venne poi fatta propria da Venezia. Non a caso i nomi che hanno segnato la storia del rapporto dell'intera Europa con la Cina, oltre a quello del maceratese Matteo Ricci, sono quelli del veneziano Marco Polo, di Odorico da Pordenone, del friulano Cardinale Celso Costantini (cui venne affidata la Basilica Aquileiese dopo la Prima guerra mondiale e che fu il secondo Presidente dell'Associazione Nazionale per Aquileia)  che, come primo Delegato Apostolico in Cina (1922-1933) svolse un'opera determinante per la comprensione e l'amicizia con quel paese.

La proposta formulata a Dunhuang da parte della Fondazione Aquileia, «oltre che di ospitare mostre di carattere archeologico, è stata quella di considerare la città friulana – ha spiegato Zanardi Landi – come luogo d'elezione per valorizzare il rapporto sviluppatosi sin dai primi secoli dopo Cristo con l'Oriente (i reperti di seta ritrovati ad Aquileia da scavi recenti in sepoltura romana ne sono chiara testimonianza), di valorizzare il concetto di “Aquileia madre di Venezia” e di favorire i flussi di visitatori cinesi, che già negli ultimi anni hanno conosciuto tassi di aumento che si collocano tra il 10 e il 20%».

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