JavaScript is required for our tabnav accessibility widget to work properly. Gorizia: restauro di prestigio alla Collezione Coronini

Gorizia: restauro di prestigio alla Collezione Coronini

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Lo stipo fiammingo del XVII secolo, esposto nel Salone centrale del Palazzo, ha riacquistato il suo originale splendore grazie all’intervento della restauratrice Elisabetta Ceccaroni

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stipo fiammingo

GORIZIA – Il restauro dello stipo fiammingo è il più recente esempio di collaborazione tra Lions International Gorizia Maria Theresia e Fondazione Palazzo Coronini Cronberg.

Il mobile, risalente al XVII secolo, si distingue per la raffinata fattura data da numerosi inserti in tartaruga, decorazioni in bronzo cesellato e intarsi in avorio ed ebano.

L’intervento, eseguito dalla restauratrice Elisabetta Ceccaroni, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ha consentito di recuperare e valorizzare un capolavoro dell’ebanisteria europea, restituendone la leggibilità e l’originaria raffinatezza.

Lo stipo presentava diffuse problematiche conservative dovute soprattutto alla presenza della tartaruga, materiale particolarmente delicato e sensibile, associato a elementi lignei e decorazioni in bronzo dorato.

L’intervento è stato preceduto da approfondite indagini diagnostiche, comprendenti osservazioni microscopiche, misurazioni e test che hanno consentito di definire le metodologie di pulitura più idonee e sicure per ciascun materiale.

Come ha spiegato la restauratrice, la pulitura è stata eseguita con sistemi differenziati e altamente controllati, utilizzando emulsioni gelificate specifiche per la tartaruga, il bronzo dorato e il legno, in modo da rimuovere depositi e alterazioni senza compromettere la vernice originale. Particolare attenzione è stata dedicata alla conservazione della vernice originale realizzata con resine naturali e alla patina originale delle decorazioni in bronzo, entrambe conservate.

Successivamente si è intervenuti sulle deformazioni strutturali, sono state integrate le parti mancanti della filettatura in osso o avorio e le lacune della tartaruga, sono state raddrizzate e riposizionate le decorazioni metalliche deformate ed è stata realizzata una nuova chiave.

A conclusione del restauro è stata applicata una vernice protettiva formulata appositamente per avvicinarsi il più possibile all’aspetto originario dell’opera, garantendo al contempo maggiore stabilità e reversibilità degli interventi.

Tutte le fasi del lavoro sono state accuratamente documentate attraverso una dettagliata campagna fotografica.

L’esito di questo lavoro costituisce un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni culturali, associazioni e realtà economiche del territorio possa tradursi in un’azione efficace a favore della salvaguardia del patrimonio comune. Desidero pertanto esprimere il più sincero ringraziamento al Lions International Gorizia Maria Theresia per la sensibilità, la generosità e la fiducia dimostrate nei confronti della nostra istituzione”, ha dichiarato il direttore della Fondazione, Claudio Polverino.

Da parte sua la presidente Paola Predolin ricorda che “restando fedeli al motto del Lions International ‘We Serve’, il club Gorizia Maria Theresia è sempre disponibile a fornire appoggio e a collaborare con una istituzione che deve essere considerata un vero gioiello della città di Gorizia”.

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