JavaScript is required for our tabnav accessibility widget to work properly. Gorizia: riqualificati gli alloggi ATER di via Marega

Gorizia: riqualificati gli alloggi ATER di via Marega

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redazione

11 Giugno 2026 , ,
Reading Time: 4 minutes

Consegna a Lucinico: investimento da 4,8 milioni di euro e salto di cinque classi energetiche. Cantiere portato avanti con le famiglie nelle proprie case

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GORIZIA – Sono stati consegnati oggi i due stabili di edilizia residenziale pubblica di via Marega, a Lucinico, ai civici 28-46 e 48-64, al termine di un intervento di riqualificazione energetica, impiantistica ed edilizia.

Costruiti nel 1981, i due fabbricati ospitano complessivamente 68 alloggi: 38 nel primo edificio e 30 nel secondo.

I lavori sul primo si sono avviati a fine 2022, concludendosi nell’arco del 2023, mentre sul secondo, si sono sviluppati in questi ultimi due anni: ATER Gorizia restituisce agli inquilini due immobili rinnovati negli impianti, nell’involucro e nei consumi.

La sfida che ha reso questo cantiere diverso dagli altri è stata operare su edifici quasi interamente abitati. Al momento della progettazione risultavano sfitti soltanto 13 alloggi sui 68 totali, numero poi salito a 22 in corso d’opera.

Per tutti gli altri il cantiere ha dovuto convivere con le famiglie residenti: sostituzione dei serramenti, rimozione delle vecchie caldaie, posa dei nuovi piani a induzione e modifica degli impianti di riscaldamento sono stati eseguiti con le persone all’interno delle abitazioni.

«Questo intervento – ha spiegato il presidente di ATER Gorizia, Daniele Sergon – è diventato per noi una sorta di prototipo. C’è la riqualificazione energetica – cappotto, serramenti, impianti per tutti – e c’è il riatto degli alloggi vuoti; ma in quelli occupati abbiamo lavorato con le famiglie dentro casa. È un punto fondamentale: fino a poco tempo fa non si immaginava nemmeno di poter fare interventi di questa portata con le persone all’interno. Oggi le nuove tecniche lo permettono, con lavori non invasivi sugli impianti, ed è un modo nuovo di pensare il nostro lavoro».

Sul fronte edilizio si è intervenuti su tutti i punti deboli accumulati in oltre quarant’anni: bonifica e smaltimento della copertura in cemento-amianto, rifacimento del manto con nuova linea vita, isolamento del sottotetto e dei solai, rifacimento del cappotto sulle facciate e sostituzione integrale dei serramenti, comprese cantine e vani scala.

A questo si aggiungono il riordino degli spazi esterni e la ristrutturazione interna degli alloggi tornati liberi, ora pronti per essere riassegnati.

Il cuore tecnico dell’operazione è la trasformazione degli impianti. I 68 sistemi di riscaldamento autonomi a gas sono stati sostituiti da due centrali termiche centralizzate e indipendenti, una per ciascun edificio, entrambe di tipo ibrido: caldaia a condensazione a gas affiancata da pompe di calore elettriche e da impianti fotovoltaici con accumulo a batterie installati sulle coperture.

La centrale a servizio dei civici 28-46 ha una potenza complessiva di 280 kW, quella dei civici 48-64 di 150 kW; entrambe garantiscono riscaldamento e acqua calda sanitaria, con un sistema di contabilizzazione dei consumi gestito direttamente da ATER per ripartire le spese sui singoli inquilini.

L’eliminazione delle linee gas nei singoli alloggi e nello scantinato riduce inoltre i rischi legati alla combustione e alla manutenzione delle caldaie domestiche.

Il risultato energetico è netto: i due edifici sono passati dalla classe F a una classe A4, con un consumo medio di circa 13 kWh/m² a fronte dei 146-196 kWh/m² di partenza. Un miglioramento di cinque classi, che si tradurrà in bollette più leggere per le famiglie.

Ma per Sergon il valore dell’operazione va oltre il dato tecnico. «Quella di via Marega è stata una riqualificazione importante sul piano edilizio e urbanistico, ma l’aspetto che conta di più è quello sociale: parliamo di un’area che si stava velocemente degradando. ATER ha scelto di investire proprio qui, con l’idea di portare una riqualificazione a 360 gradi, che non migliori soltanto gli edifici ma il tessuto sociale stesso».

Da questo intervento nasce anche una novità messa a punto grazie al confronto con ISA Isontina Ambiente. È stata individuata e attrezzata un’area dedicata al conferimento dei rifiuti divisa e organizzata per tipologia.

«In accordo con ISA – ha aggiunto Sergon – abbiamo preso un’area e l’abbiamo organizzata per il deposito dei bidoni, attrezzandola e suddividendola come una vera e propria isola ecologica a supporto di tutto il complesso. È un altro progetto pilota che nasce con questa ristrutturazione e che diventerà un modo di operare anche per il futuro».

L’investimento complessivo ammonta a 4.778.650,39 euro, suddiviso in due lotti: 2.733.672,75 euro per i civici 28-46 e 2.044.977,64 euro per i civici 48-64.

La progettazione architettonica e la direzione lavori sono state curate internamente dai tecnici dell’ATER di Gorizia.

L’opera è stata finanziata con 4,1 milioni di euro dal Programma nazionale “Sicuro, verde e sociale” (D.L. 59/2021, fondi statali PNC) e con ulteriori 678.650,39 euro a valere su risorse della Regione Friuli Venezia Giulia.

Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, accompagnato dall’assessore al Welfare, Silvana Romano, le autorità locali, i tecnici dell’ATER e le famiglie, sia quelle già residenti sia quelle che entreranno ora nei nuovi alloggi.

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