I tifosi dell’Udinese alla New Balance Arena
BERGAMO – Un punto guadagnato o due punti persi? Il verdetto del campo, analizzato a mente fredda, pende inesorabilmente verso la seconda ipotesi.
In un campionato competitivo come la Serie A, la soglia dell’attenzione deve restare altissima per l’intera durata del match, recupero incluso: novantacinque minuti di apnea dove il minimo errore viene trasformato in sentenza dagli avversari.
Il pareggio nasce da errori strutturali che una squadra non può permettersi. Lasciare un terminale offensivo del calibro di Scamacca completamente indisturbato all’interno dell’area piccola non è solo una disattenzione, ma un errore di posizionamento imperdonabile.
Oltre alla marcatura, a finire sul banco degli imputati è la gestione della palla nelle fasi di pressione. Tentare alleggerimenti con passaggi avventati significa, di fatto, offrire gratuitamente il fianco alla ripartenza avversaria, regalando un pareggio che pareva evitabile.
È la “solita” Udinese: una compagine che convince sul piano della manovra e della qualità del gioco, ma che finisce regolarmente per perdersi in un bicchiere d’acqua. Un vero peccato per un gruppo che dimostra di avere i mezzi tecnici per competere, ma al quale manca ancora quel cinismo necessario per blindare il risultato fino al fischio finale.
La partita
Dopo il netto 3-0 sulla Fiorentina, Runjaic ridisegna l’Udinese. La notizia principale riguarda la difesa: complice l’assenza per infortunio di Solet, arriva l’esordio dal primo minuto per Mlacic, che completa il terzetto con Kabasele e Kristensen. A centrocampo, spazio alla diga composta da Ekkelenkamp, Karlstrom e Piotrowski, con Atta che parte ancora dalla panchina. Sulle fasce, Kamara vince il ballottaggio con Zemura a sinistra, mentre Ehizibue è confermato a destra. In attacco, fiducia totale al tandem Davis–Zaniolo.
L’avvio è di marca orobica: al 5′ l’Atalanta si rende pericolosa con un’incursione di Sulemana sulla corsia mancina; il pallone arriva a Musah, che però non trova lo specchio della porta complice la chiusura della difesa ospite.
Pochi istanti dopo, un traversone di Bellanova accarezza la parte superiore della traversa della porta difesa da Okoye.
La risposta friulana è affidata a uno scatenato Zaniolo. Al 6′, il fantasista si libera di tre avversari con una giocata d’autore sulla sinistra e mette al centro per Davis, anticipato dalla difesa nerazzurra; sulla sfera si avventa Ehizibue, il cui fendente rasoterra sfiora il palo alla sinistra di Carnesecchi.
Nonostante l’equilibrio tattico, è l’Udinese a osare di più in trasferta. Al 28′, ancora Zaniolo impegna l’estremo difensore di casa con un velenoso mancino a giro dalla destra che costringe Carnesecchi alla deviazione in angolo.
Il forcing dei friulani dà i suoi frutti al 39′: dalla bandierina pennella ancora Zaniolo, Kristensen sovrasta fisicamente Kossounou e di testa, da due passi, trafigge il portiere orobico per lo 0-1 che gela la New Balance Arena.
Se il primo tempo era stato una partita a scacchi, la ripresa si trasforma in un thriller vietato ai deboli di cuore. Tra legni, rimonte e parate decisive, Atalanta e Udinese danno vita a una frazione spettacolare che vede i nerazzurri risalire dal baratro prima del forcing finale friulano.
L’avvio di secondo tempo è subito di marca orobica: al 5′ Scamacca avvisa Okoye con un destro fulmineo dal limite che si stampa sulla base del palo.
Nel momento di massimo sforzo nerazzurro, però, l’Udinese raddoppia. Al 10′ va in scena una carambola furibonda in area atalantina: Kolasinac è eroico nel murare prima Davis e poi Zarraga, ma nulla può sulla terza ribattuta che favorisce ancora Davis: il sinistro a giro dell’attaccante è una sentenza che fredda Carnesecchi per lo 0-2.
Sotto di due reti, l’Atalanta si riversa in avanti con la forza della disperazione. Dopo un paio di squilli di Sulemana e Krstovic, la pressione della Dea dà i suoi frutti al 30′: cross al bacio di Zalewski dalla sinistra per l’incornata implacabile di Scamacca, lasciato colpevolmente solo dalla difesa ospite.
Il pareggio matura appena quattro minuti dopo: al 34′ un’incertezza in uscita di Okoye innesca Krstovic; sulla respinta corta del portiere si avventa ancora Scamacca che, di testa, anticipa Ehizibue firmando la doppietta personale e l’insperato 2-2.
L’inerzia sembra tutta per i padroni di casa, ma l’Udinese ha la forza di reagire nel finale.
Al 39′ Okoye si riscatta con un riflesso prodigioso su Krstovic, poi i bianconeri sfiorano il colpaccio in due occasioni: prima al 41′ con un tracciante di Atta che sibila vicino all’incrocio, poi al 44′ con Buksa, che dopo un tunnel d’autore su Zappacosta viene ipnotizzato da un reattivo Carnesecchi in uscita.
L’ultimo brivido arriva in pieno recupero (49′): una “dormita” collettiva della difesa di Palladino libera Ekkelenkamp a centro area, ma l’olandese tergiversa troppo al momento della battuta, permettendo il recupero in extremis dei difensori di casa.
Al triplice fischio è un pareggio che lascia intatto lo spettacolo, ma aumenta i rimpianti per entrambe.
Sabato sera alle 20.45 arriva, allo stadio Friuli, la pluridecorata Juventus: gara da non perdere assolutamente.
Il tabellino
ATALANTA – UDINESE 2-2 (0-1)
ATALANTA: Carnesecchi; Kossounou (dal 12’ st Zalewski), Hien, Kolasinac (dal 43’ st Djimsiti); Bellanova (dal 12’ st Zappacosta), Musah (dal 1’st De Roon), Pasalic (cap.), Bernasconi; Samardzic (dal 12’ st Krstovic), Sulemana; Scamacca. All. Palladino.
UDINESE: Okoye; Kristensen, Kabasele, Mlacic (dal 1’ st Zarraga); Ehizibue, Piotrowski (dal 17’ st Miller), Karlstrom (cap.), Ekkelenkamp, Kamara (dal 35’ st Arizala); Zaniolo (dal 17’ st Atta), Davis (dal 31’ st Buksa). All. Runjaic
Arbitro: Rapuano
Marcatori: Kristensen (U) al 39’ pt, Davis (U) al 10’ st, Scamacca (A) al 30’ st e 34’ st
Ammoniti: Mlacic (U) al 20’ pt, De Roon (A) al 7’ st, Okoye (U) al 21′ st
Note: 1’ di recupero nel primo tempo. 5’ di recupero nel secondo tempo.

LE PAGELLE DI STERA
OKOYE: 5,5
Due grandi parate e una partita attenta, macchiata da un rinvio azzardato che di fatto nega la vittoria ai suoi!
SVENTURATO
MLACIC: 6
Esordio da titolare per il giovanissimo croato. Sulemana lo mette subito in difficoltà con la sua velocità, che gli costa un giallo nei primi quarantacinque minuti. Kosta decide di non rischiare e nel secondo tempo gli preferisce Zarraga. Ma il giovane ha stoffa e nonostante l’età sembra già maturo per la Serie A.
ALLETTANTE
KRISTENSEN: 6,5
Ci mette l’esperienza e la grinta che serve per arginare uno degli attacchi più prolifici e pericolosi del campionato.
ATTENTO
KABASELE: 5
Chiamato a dirigere una difesa composta anche dal giovane Mlacic prima e da Ehizibue poi, si trova spesso sopraffatto dalla potenza di Scamacca, che prova a limitare anche con alcune “cattiverie”, perdendo però la sfida ai punti.
SOVRASTATO
EHIZIBUE: 5,5
Non male nel primo tempo, meglio la sua fascia che quella opposta. Ma uscito Mlacic si deve adattare a fare il difensore puro, e la resa non è all’altezza della situazione.
INFELICE
KARLSTROM: 6
Molto bene nel primo tempo, dove gestisce palloni e imposta a dovere la manovra. Secondo tempo che lo vede in difficoltà per la rapidità della manovra della Dea.
ALTERNATO
PIOTROWSKI: 5,5
Ci mette impegno e volontà. Ma quando è chiamato ad ispirare gioco e manovra rivela molti limiti tecnici. Esce per Miller.
O R D I N A R I O
EKKELENKAMP: 5,5
Forse per stanchezza, forse per eccesso di altruismo, si divora l’occasione di segnare il decisivo tre a due sul finire di partita, dopo una giornata passata a macinare chilometri in campo.
OFFUSCATO
KAMARA: 5,5
Molto in difficoltà in fase difensiva e senza spunti di rilievo in fase offensiva. Esce per Arizala.
SCALOGNATO
ZANIOLO: 6
Si danna l’anima nel cercare la profondità palla al piede. I suoi cross sono sempre invitanti per i compagni di squadra. Dal suo piede esce sempre qualcosa di interessante, come l’assist per la prima rete friulana. Esce stremato per Atta.
ISPIRATORE
DAVIS: 7
Rende dura la vita a chi lo deve controllare e limitare. Freddo e preciso colpisce a rete per il raddoppio friulano sfruttando al massimo l’occasione creatasi in area. Raggiunge le 9 marcature in campionato, dimostrando anche di aver raggiunto un altissimo rendimento nella manovra. Esce per Buksa.
INSIDIOSO
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ZARRAGA: 6
Entra al posto di Mlacic mettendoci il giusto piglio.
ATTA: 5,5
Dentro per Zaniolo, ha sprecato qualche pallone di troppo.
MILLER: 6
Dà il cambio a Piotrowski. Per quel che si è visto in campo, avrei preferito fosse un caso inverso.
BUKSA: 5,5
Subentra a Davis. Manca di poco di finalizzare una buona occasione.
ARIZALA: 6
Quinto cambio per Kamara. Molto bene sulla fascia, si fa trovare pronto e arriva anche in area avversaria con convinzione.
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MISTER RUNJAIC: 6
Per sostituire i difensori infortunati manda nella mischia il giovane Mlacic, scelta quasi obbligata. Atta e Miller però li lascia in panchina, scelta contestabile. La squadra è compatta e quadrata e sa sfruttare al meglio le occasioni. Con i cambi però regala campo e spazi alla Dea, che di fatto ringrazia e approfitta.
DISCUTIBILE
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ARBITRI: 6
Una partita che sul finire diventa spigolosa, ma sempre gestita a modo.
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CITAZIONE SPECIALE DI OGGI
Davis-Zaniolo: 7
Con loro in campo è quasi impossibile perdere.



