Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Classic art

Tante facce della memoria

(ph. Fabio Lovino)
Monfalcone
Teatro Comunale, corso del Popolo 20
04/02/16
20.45

Protagoniste sei fra le migliori interpreti del teatro e del cinema italiani: Mia Benedetta, Tatiana Lepore, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder e Chiara Tomarelli. Prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo, Tante facce nella memoria ripercorre una delle pagine più drammatiche della storia italiana, l'eccidio del 1944 delle Fosse Ardeatine, la feroce rappresaglia dopo l’attentato di via Rasella del 23 marzo dello stesso anno. La drammaturgia di Francesca Comencini e Mia Benedetta mette in scena sei storie di donne che vissero quel tragico evento come parenti delle vittime, partigiane, testimoni, eroine della Resistenza.

“Una cosa di cui io non m’ero mai molto reso conto prima è che lì, alle Fosse Ardeatine, sono morti tutti uomini e hanno lasciato tutte donne”. A partire da questa considerazione di Alessandro Portelli, autore del libro “L’ordine è già stato eseguito”, nasce e si sviluppa il progetto di mettere in scena le voci di queste donne, le loro testimonianze. Grazie al libro e alle innumerevoli registrazioni raccolte da Portelli – in collaborazione con l’Archivio sonoro “Franco Coggiola” del Circolo Gianni Bosio e la Casa della Memoria e della Storia – prendono vita le sei storie che si intrecciano nello spettacolo: le tragiche ore che hanno preceduto l’eccidio, i giorni angosciosi che lo seguirono, la ricerca dei 335 uomini che sembravano scomparsi nel nulla, i silenziosi anni dopo la notizia dell’eccidio.

La lucidità di Marisa Musu, il coraggio di Carla Capponi, la veridicità popolare di Ada Pignotti, così come l’intelligenza di Gabriella Polli, la passione della Simoni e della Ottobrini, ricostruiscono nei dettagli, attraverso il loro intimo sguardo, un eccidio fra i più degenerati della storia contemporanea, restituendo tutta la drammaticità di quel che accadde.

Scrive Francesca Comencini nelle note di regia: “Le interviste di Alessandro Portelli sono un fiume di parole tenute nel loro letto dall’ascolto partecipato dell’intervistatore. Sono fatte per essere ascoltate, più che trascritte. La storia orale, che sminuzza la Storia in storie, [...] mi appassiona da sempre. Nei miei documentari ho ogni volta tentato di tracciarne umilmente un pezzetto. È ciò che amo fare di più. In questo caso ho pensato che le voci raccolte da Portelli, spesso inedite, di donne protagoniste a vario titolo, da eroine riconosciute della Resistenza ad anonime cittadine romane capitate quasi loro malgrado nella grande macchina della Storia, meritassero un più ampio e nuovo ascolto. Sono, doppiamente, l’altra faccia della storia: perché storia orale, e perché storia orale al femminile”.

Nel segno, sempre urgente, della memoria – una memoria orale, carnale, emotiva – il racconto a sei voci di Tante facce nella memoria ci ricorda quanto le donne hanno fatto per Roma e per l’Italia in tempi così difficili e non così remoti.