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Classic art

Io odio gli italiani

Con Chiara Di Marco e Paolo Miloro.
Trieste
Teatro Miela, Piazza Duca degli Abruzzi 3
16/04/15
21

Zofia è una bambina debole e arrabbiata: i patimenti nel campo di Rab, il dolore d’aver visto fucilare il padre e morire di stenti la mamma l’hanno segnata. Vlado è un artista, la guerra gli ha portato lutti e prigionia: ma ogni giorno cerca la bellezza che conosceva “prima” e insegnava ai suoi studenti. I due sono uniti dalla comune terra d’origine, l’ex Jugoslavia, dalla solitudine e da una reciprocità delicata che nasce durante la loro dolorosa permanenza nel campo di concentramento fascista di Gonars. Lo spettacolo insegna come l’umanità non si soffochi, nemmeno nell’orrore dei lager, nemmeno dietro al filo spinato, ed è scritto da Paolo Miloro e Valentina Paiano (che ne firma anche la regia) e interpretato con intensità dallo stesso Miloro con Chiara Di Marco. È stata una pagina cupa della già tremenda storia della Seconda Guerra Mondiale, quella dei campi di concentramento in Italia: un passato con cui l’Italia non ha ancora fatto i conti fino infondo. I rastrellamenti, gli incendi preceduti dalla snazionalizzazione forzata e seguiti dalla deportazione – di nemici e sospetti, ma anche di inermi civili – dai territori occupati dall’esercito italiano in Jugoslavia furono purtroppo una pratica inumana del regime fascista. Ne rimangono testimonianze di sopravvissuti e documenti storici raccolti dalla Commissione d’inchiesta per i presunti crimini di guerra italiani. Queste sono le basi storiche della drammaturgia di Miloro e Paiano, arricchito da una toccante dimensione scenica. Perché il teatro sia quel luogo di comune presa di coscienza da cui ripartire, con una consapevolezza matura.