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Classic art

La vita accanto

Adattamento teatrale di Maura Del Serra. Con Monica Menchi.
LA-VITA-ACCANTO-monica-menchi-©-Ilaria-Costanzo-3379-1.jpg
Trieste
Politeama Rossetti, Largo Gaber 1
20/02 e fino al 22/02
Ore 21 (22/2 ore 17)

«Se non ci fossero specchi, resterebbero gli occhi a dire ad una donna brutta che è brutta. Gli occhi degli altri sono uno specchio. Sono il giudice che decreta se esistiamo o no. Se siamo belli o brutti. Possiamo ignorare il giudizio, cercare di esserne indipendenti, ma tutti desideriamo che qualcuno nel mondo si accorga e guardi la nostra bellezza. La riconosca. Non essere guardati equivale a non essere amati. Crescere storti, rinchiusi, evitati dallo sguardo degli altri, provoca dolore. Ma la possibilità di trasformare il dolore genera, a volte, una nuova inaspettata bellezza. La bellezza della musica, della poesia, la bellezza che sta nelle mani di questa bambina brutta. L’atto scandaloso di una bellezza che ha bisogno di orecchie e di anima per essere vista più che di occhi». È poetica e assieme dura la riflessione della regista Cristina Pezzoli sulla protagonista del suo nuovo lavoro, La vita accanto, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Pia Veladiano. Lo trasforma in un testo teatrale la poetessa e drammaturga Maura Del Serra, incisiva e efficace nel dare sostanza alle qualità umane ed artistiche della protagonista, alle sofferenze subite in qualità di mostrum fisico. Rebecca, questo il suo nome, sarà interpretata da Monica Menchi: un assieme di donne e di sensibili artiste, dunque, per affrontare l’argomento del rapporto con la propria immagine, quasi sempre conflittuale, talvolta drammatico, talvolta stimolo a dare di sé un’espressione più profonda, meno scontata… Bruttezza come metafora, dunque, in un’epoca ove l’esposizione e la correzione di visi e corpi, sta inesorabilmente distorcendo la percezione di sé e della realtà.