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Meeting

Rifugiati nel racconto

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Trieste
Sala ex AIAT, piazza Unità 4/b
06/12/14
dal lunedì al sabato 10-13/16-20; domenica 10-13

“Questa mostra vuole ricordarci le responsabilità che abbiamo nei confronti delle tragedie umanitarie e di non assuefarci alle tragiche notizie che ci continuano a pervenire. In questo senso vogliamo mantenere l'attenzione offrendo il nostro contributo di alta valenza sociale ospitando l'esposizione proprio sulla piazza, perciò molto visibile e accessibile a tutti coloro che mi auguro vorranno visitarla – così la Vicesindaco e assessore alle Pari Opportunità Fabiana Martini, nel corso della presentazione della mostra “Rifugiati nel racconto-storie di profughi siriani in Giordania e in Libano, allestita nella sala ex-Aiat di piazza dell'Unità e proposta dall'Associazione Senza Confini - Brez Meja, in collaborazione con Amnesty International e Salaam Ragazzi dell'Olivo di Trieste e ICS-Ufficio Rifugiati di Trieste. Erano presenti la presidente dell'Associazione Senza Confini-Brez Meja, Marija Besednjak, Giuliano Prandini e Silvano Magnelli per Amnesty International, Odinea Zupin per Salaam Ragazzi dell'Olivo, nonché i consiglieri comunali Annamaria Mozzi, Roberto Decarli e Marino Andolina.

La mostra fotografica,  che racconta il dramma dei profughi siriani in Giordania e in Libano attraverso realistiche e toccanti immagini scattate in diverse situazioni di vita quotidiana, è stata realizzata da tre membri di Focus on Syria, una rete di giornalisti, fotografi e operatori umanitari attualmente al lavoro nella crisi siriana: Federico Dessi, consulente freelance per ONG e organizzazioni internazionali, si è occupato di interviste sul campo e dell'elaborazione del materiale scritto e del coordinamento; Francesco Fantini, fotogiornalista professionista con oltre 30 anni di esperienza e con alle spalle numerosi reportage sociali in collaborazione con svariate organizzazioni umanitarie. Ha pubblicato diversi libri e mostre fotografiche itineranti; Emilie Luciani, che ha esperienza di lavoro sia nel settore privato che nel coordinamento di progetti di sviluppo e di assistenza umanitaria . Ha vissuto e lavorato in Siria per tre anni. In questo progetto ha svolto interviste sul campo.

“Le associazioni del commercio equo-solidale – ha detto la presidente di Senza Confini - Brez Meja, Marija Besednjak – si occupano del sostentamento delle persone per garantire condizioni di vita dignitose e un lavoro. Quando abbiamo saputo di questa mostra 'itinerante', che era stata organizzata prima a Ferrara, abbiamo voluto renderci disponibili anche a Trieste, grazie al Comune e alle associazioni che hanno collaborato. Giornalisti, fotografi e cooperanti fanno un grande lavoro raccogliendo notizie aggiornate sui campi dei rifugiati costretti a scappare in Turchia, Giordania e Libano. L'obiettivo è testimoniare la vita di queste persone che scappano, e che per il loro stato hanno problematiche di salute, di abitazione, di scolarizzazione e sicurezza”. Nell'ambito dell'esposizione - è stato detto - ci sarà una raccolta di firme e fondi a favore dei rifugiati, in particolare a favore della realizzazione di una Casa Rifugio per le donne in Giordania.

Prandini di Amnesty International ha sottolineato la gravità della situazione  dei rifugiati siriani “che rischiano di essere respinti nelle zone di guerra e a centinaia e migliaia sono lasciati a sé stessi. Amnesty aveva denunciato in un rapporto del 21 maggio di quest'anno la situazione disperata con la grave diminuzione degli aiuti internazionali e conseguente privazione delle cure mediche per molti rifugiati siriani in Libano che attualmente è privo delle risorse necessarie per affrontare la crescente crisi di queste persone e sono più di un milione. Si stima che alla fine del 2014 il numero salirà a un milione e mezzo, equivalente a un terzo della popolazione libanese prima dell'inizio della guerra. La Turchia ospita la metà dei 3,2 milioni di rifugiati fuggiti da violenza, persecuzione e altre violazioni dei diritti umani ed è attualmente in difficoltà nel cercare di venire incontro anche alle più elementari necessità di centinaia di migliaia di rifugiati siriani”. Amnesty International - ha aggiunto Prandini - sarà presente alla mostra con un appello perché i rifugiati siriani possano accedere alla Turchia senza subire detenzione né qualsiasi altra misura punitiva per aver tentato di chiedere asilo in Turchia”.