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Meeting

Una storia a regola d’arte

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Pordenone
Galleria Sagittaria, via Concordia 7
29/11 e fino al 08/02
da martedì a domenica 16-19. Chiuso 25, 26, 27 e 31 dicembre 2014, 1 e 6 gennaio 2015
Scattano in grande stile i festeggiamenti per i ‘primi’ cinquant’anni del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone: a celebrarli è la mostra “Una storia a regola d’arte”, che si aprirà sabato 29 novembrealle 17.30 nella Galleria Sagittaria di Pordenone, con un centinaio di opere di grandissimi artisti, da Mirko a Spacal, da Altieri a Zigaina, da Ciol a Zavagno, da Pizzinato a Cecere, Maniacco, Mascherini per fare solo alcuni nomi. Opere che si aggiungono, grazie a donazioni recentissime, al corposo nucleo di centinaia di opere già in forza alla collezione Concordia Sette della Galleria Sagittaria di Pordenone: dove, in questi cinquant’anni, sono state organizzate oltre 400 mostre, per l’esattezza 426 incluso l’imminente percorso espositivo promosso dal Centro Iniziative Culturali di Pordenone, a cura di Giancarlo Pauletto su cordinamento di Maria Francesca Vassallo, visitabile fino a domenica 8 febbraio.  Le opere esposte sono tutte inedite e per la maggior parte donate dagli stessi artisti  - che avevano già esposto alla Galleria Sagittaria – oltre che da collezionisti privati. Da parte di tutti, dunque, un grande omaggio al Centro Casa Zanussi e, nella fattispecie, alla Fondazione Concordia Sette, alla quale affidano queste opere per ampliarne il già consistente patrimonio di arte contemporanea: «un atto di stima e generosità – spiega la presidente del CICP Maria Francesca Vassallo – chericonosce l'intenso impegno di questi decenni nella valorizzazione dell'arte contemporaneanella divulgazione e nelle attività svolte dal Centro a favore di persone, scuole, famiglie, giovani e bambini. Va sottolineato che la collezione Concordia Sette é entrata a far parte del circuito del Centro di Catalogazione di Villa Manin: un percorso importante per potenziare i lavori in corso e i progetti legati al Centro Casa Zanussi e alle sue associazioni».
«Perché una Galleria d’arte in quella che era stata costruita come la Casa dello Studente? Perché – spiega Luciano Padovese, direttore del Centro Culturale Casa Zanussi -  da subito fu impostata e interpretata come un Centro Culturale per tutto il territorio, con in evidenza anche una attività artistica centrata sulla funzione di una Galleria che quasi subito si chiamò Sagittaria.  Arte e bellezza, per un ambiente che doveva distinguersi dai soliti spazi giovanili ... Così cominciai a collocare qualche quadro, allora di mia proprietà, sulle pareti. Una prospettiva di bellezza che aveva un progetto ben preciso.  Si trattava di dar vita anche a una Galleria d’arte per esposizioni che avrebbero dovuto essere caratterizzate dalla qualità: avremmo operato in provincia e dalla provincia, ma non in maniera provinciale: questa la nostra scommessa e il nostro sogno ... Oggi, per costruire la nuova mostra così straordinaria per varietà e vastità, abbiamo avuto la pronta e generosa collaborazione degli artisti interpellati: nomi familiari a chiunque sia interessato all’arte contemporanea regionale e nazionale, ma anche internazionale».
Ecco dunque, in rigoroso ordine alfabetico, l’elenco degli artisti in mostra “a regola d’arte” con opere inedite: Aita Altieri Alviani Angeli-Radovani Anzil Balena Barborini Bassi Belluz Beltrame Boatto Bordini Bottecchia Brand Brugnera Brugnerotto Busan Busetto Cadorin Cagli Canci-Magnano Capogrossi Cappelletti Casarini Casolo Cecere Ceschia Chersicla Ciol Ciussi Coletti Colò Comelli Cordenos Cosarini Cragnolini Deison Del Giudice Diamante Dituri Dugo Fadel Figar Paolo Figar Sergio Florian Gerbino Giannelli Guerra Igne Jus Magnolato Magri Maniacco Marangoni Marcon Mascherini Mavrodin Mc Cord Mesciulam Mirko Moretti Mrakic Murtic Nata Onesti Onofri Orsetti Pasqual Pauletto Pedrina Pellis Pignat Pinni Pizzinato Poldelmengo Polesello Pope Poz Pozzati Roccagli Sam Schuldhess Spacal Steiner-Rio Tramontin Linda Tramontin Virgilio Val Valvassori Venuto Veronesi Wolf Zavagno Zigaina Zotti.
«È con questi artisti – spiega ancora Maria Francesca Vassallo -  che il Centro Iniziative Culturali Pordenone inizia a festeggiare il mezzo secolo di mostre, pubblicazioni, convegni, lavoro. Opere che resteranno patrimonio della Fondazione Concordia Sette, documentate in diversi importanti cataloghi. Opere visitabili anche on-line nel circuito Villa Manin dei beni culturali del Friuli Venezia Giulia, esposte poi a rotazione negli spazi del nostro Centro Culturale. Sempre a disposizione per ricerche e studi pure per chi, tra i giovani, voglia avvicinarsi a esperienze artistiche. Prevediamo altre grandi mostre artistiche fino a tutto il 2016 e concerti frutto di collegamenti con strutture fondamentali del mondo musicale, così come iniziative di dibattito e laboratori che realizzano le finalità delCentro di far interagire le diverse forme di arte e cultura».
Pittura, scultura e fotografia: “Una storia a regola d’arte” si aprirà con straordinaria vivacità allo sguardo dei visitatori di Casa Zanussi. «Vi possono essere diversi modi per raccontare questa mostra – racconta il curatore, Giancarlo Pauletto – Innanzitutto il percorso echeggia una storia d’arte lunga cinquant’anni, che si è sviluppata attraverso 425 esposizioni cui hanno partecipato ben più di mille artisti, della regione, dell’Italia e dell’Europa. Negli ultimi tempi alcuni collezionisti del territorio hanno donato alla Fondazione Concordia Sette un consistente nucleo di opere d’arte, tra le quali parecchie legate alla storia della Galleria stessa, che venivano quindi a costituire una sorta di base originaria per la mostra che stiamo per inaugurare. Si è pensato di accostare, a queste opere già disponibili, un ulteriore nucleo di opere che avrebbe potuto provenire per donazione di altri artisti – sempre passati nella Galleria - interpellati a questo scopo. La risposta è stata pronta e generosa, tutti hanno compreso le ragioni della richiesta, dimostrando cordialità e fiducia. Possiamo sottolineare intanto la presenza di autori quali Pellis, Polesello, Tramontin Virgilio e Linda e, in accezione un po’ diversa, Cadorin, Beltrame, Marangoni, Wolf, Coletti, Diamante, Marcon, Canci Magnano, Maria Teresa Gerbino, Florian e lo stesso GiancarloMagri, pittore pordenonese con la cui personale iniziò l’attività della Galleria. Inoltre si possono fare i nomi di Anzil, Magnolato, Pedrina, Giannelli, Altieri, Igne, Poz, Pauletto, e così di Sam, Barborini, Belluz, Bordini, di Stefano Jus, di Brigitte Brand, di Paolo Del Giudice, di Stefano Orsetti … Restando nel medesimo ambito, ma virando nell’astrazione, ecco i nomi di Val, Fadel, Busan, il primo che travolge in pura, spessa cromia un’impressione africana, il secondo con un Evento che è l’evidente traduzione drammatica di fatti d’esistena, il terzo con una tela densa e vitale, ricca di tensione dinamica.  Edo Murtić, grande pittore croato, può anche essere menzionato in ambito espressionista. Nelle due limpide opere di Armando Pizzinato, invece, la dimensione astratta cerca e raggiunge una sua limpidezza pressoché classica, la volontà espressiva cioè si decanta in nitidezze cromatiche depurate da ogni impeto gestuale. Volendo ora riferirsi ad un ambito d’espressione evidentemente percorso da elementi simbolici, ecco anzitutto il nome diZigaina, qui presente con una Visitazione in acquaforte tanto notevole per nitidezza esecutiva, quanto interrogante per le sue implicazioni metamorfiche. E, trattandosi di acquaforte, cade a proposito il nome di Tarcisio Busetto, autore di non molte, ma notevolissime incisioni, in mostra rappresentate da Open Poort, una pubblicazione del 1979 in cui l’autore dà il meglio di sé in tavole di algida, allusiva bellezza. Altri autori in cui un elemento simbolico è visibile sono Zavagno, Balena, Guerra, Guacci, Deison, Valvassori, Brugnerotto, Venuto, Cordenos, Cosarini e, con evidenza ancora maggiore, Cragnolini, Nata, Onesti, Aita, Paolo Figar e poi, al limite del metafisico, Zotti, Mesciulam, Mavrodin. Tonino Cragnolini donò il trittico I segni propizi e contrari alla Fondazione Concordia Sette pochi mesi prima della morte, e il dono fu accettato con grande mestizia.Ci sono poi in mostra ragguardevoli esempi di un astrattismo che potremmo definire “formale”: qui abbiamo autori come Alviani, Veronesi, Bottecchia e Roccagli, e poi altri come Cagli, Capogrossi, Ceschia, Ciussi, Colò, Pope. Potremmo collocare le immagini di Pozzati, Spacal, Mc Cord, Maniacco, Pinni in una zona di mezzo tra astrazione e figurazione, e accennare ad un’altra decina di opere plastiche: come l’ Incendio di Sodoma di Marcello Mascherini, figura imprescindibile della scultura italiana del Novecento. Non dispiace concludere la rassegna delle pitture con il nome di Mirko Basaldella. Grande disegnatore, lo scultore udinese evidenzia da par suo, nello spazio interno della sua croce, una serie di scene di impressionante perfezione esecutiva. Non poteva mancare, in questa mostra che per attimi e bagliori ricorda cinquant’anni di lavoro, la presenza della fotografia: tre autori ricordano, per emblema, la sua vicenda presso la Galleria: Elio Ciol, Guido Cecere, Frank Dituri. Di Ciol sono presenti due grandi paesaggi della Palestina, oggetto di un celebre reportage dell’artista nel 1967. L’amplitudine, e l’immensa luce che li inonda, è immediatamente metafora di una terra che è Bibbia e mito. Dituri è invece poeta di un quotidiano scoperto nei particolari, negli angoli in cui la luce si tramuta in evento e meraviglia. Guido Cecere, sovrapponendo il tempo ad un volto di bambola perfetta, dà ragione delle abrasioni presenti su quel volto, in definitiva compone una drammatica immagine della vita di tutti».