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Classic art

Uti chorus beatorum

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San Daniele del Friuli
Chiesa di Sant’Antonio Abate
21/09/14
16.30

Saranno le pergamene antiche a trasformarsi in canto a San Daniele del Friuli, nell’ambito di un evento: “Uti chorus beatorum”, come un coro di beati, che si articolerà in un convegno pomeridiano aperto al pubblico e seguito alle 21 nella Chiesa di Sant’Antonio Abate da un’intensa esecuzione vocale a cura del Collegium Musicum Ars Antiqua di Portogruaro, apprezzatissimo ensemble maschile, che darà prova della bellezza, dell’armonia e della meraviglia suscitata da melodie custodite in manoscritti che vantano più di mille anni di vita.

E’ così che la Biblioteca Guarneriana intende celebrare l’acquisizione di un patrimonio preziosissimo e a dir poco straordinario: una settantina di manoscritti liturgici della tradizione Aquileiese, notati fra il secolo XI e il secolo XV e dispersi nelle più prestigiose istituzioni di conservazione europee, potranno finalmente essere tutti raccolti in un unico corpus e studiati in formato digitale nelle sale di consultazione della libraria di Guarnerio, organizzati in una banca dati di altissima rilevanza scientifica, messa a totale disposizione di ricercatori e appassionati.

La donazione, supportata da un software specifico che agevolerà la ricerca e l’analisi dei documenti, è stata fortemente voluta dal prof. Nevio Zorzetti e dal prof. Lucio Cristante dell’Università degli Studi di Trieste, che in tanti anni di lavoro ne hanno realizzato le architetture. Per l’occasione Giacomo Baroffio, considerato il massimo cultore ed esperto della materia a livello mondiale nonché straordinario divulgatore ed affabulatore, appena rientrato da un ciclo di conferenze nelle più prestigiose università europee, terrà una lezione magistrale sulla “Aquileia nella liturgia latina”. La banca dati troverà allocazione nel computer sponsorizzato per l’occasione dal privat banker sandanielese Gabriele Turissini. Coloro che avranno la fortuna di essere presenti potranno dunque vivere un appuntamento davvero unico e speciale che renderà finalmente comprensibili le parole di San Gerolamo il quale, ascoltando in Aquileia i chierici intonare i loro inni, disse appunto che cantavano “come un coro di beati”.