Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Meeting

Il progetto e l'opera

Poldelmengo.jpg
Gradisca d'Isonzo
Galleria Spazzapan, via Ciotti 51
08/08/14
18.30

La grande scultura di ferro XVI realizzata da Massimo Poldelmengo nel 2012 e oggi posta davanti all’ingresso della Galleria si accompagna alla mostra XVI e L’impronta del XVI, un percorso in cui prende forma la storia di un progetto sviluppatosi in due opere diverse legate al medesimo pensiero. All’origine vi è la commissione a Poldelmengo di un’opera da porre nel vigneto di Ronco Pitotti: ispirato dalla bellezza del luogo, l’artista ha realizzato una “mensa” profana, che posta su uno sperone dominante l’anfiteatro del podere si offre al visitatore come luogo di sosta per la degustazione del vino sulla terra e nel paesaggio in cui è nato.

Il piano della mensa, formato da sedici lastre simboleggianti i filari di Pinot nero, si è sviluppato parallelamente in una seconda scultura, il XVI la cui tensione verticale rappresenta una diversa soluzione plastica dello stesso pensiero che si articola nello spazio volgendosi all’alto.

Il XVI collocato davanti alla Galleria assume anche un’altra valenza simbolica idealmente collegata alla storia della stessa Galleria le cui origini si allacciano al connubio tra arte e vino, un’acuta intuizione di Bruno Patuna che, alla metà degli anni sessanta, ritornò a Gradisca per dirigere l’Azienda di Soggiorno e Turismo ponendosi come primo obiettivo la promozione del vino del territorio regionale. Appassionato d’arte e amico degli artisti, Patuna iniziò a proporre nelle sale dell’Enoteca una serie di mostre e Gradisca divenne in breve un punto di riferimento, non solo regionale, per amanti dell’arte e del vino di qualità.

Oggi la scultura di Massimo Poldelmengo, nata seguendo da vicino la rinascita di un grande vigneto, rappresenta concretamente la volontà di riannodarsi alla storia della Galleria, riproponendo in termini contemporanei la stretta affinità tra arte visiva e arte della produzione vinicola d’eccellenza.