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Classic art

Il Vangelo secondo Pilato

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Trieste
Politeama Rossetti, Largo Gaber 1
17/04 e fino al 18/04
21.30

«Cresciuto ateo in una famiglia di atei, laureatomi in filosofia in una Parigi diventata completamente materialista, non avevo mai prestato attenzione a quella strana storia di un falegname morto su una croce. Un giorno mi persi nel deserto del Sahara. Vicinissimo alla morte, quella notte di fuoco vissi un’esperienza mistica. Al mattino, come una traccia, un’impronta, deposta nel più intimo di me, si trovava la fede. (...) Tornato in Europa mi immersi nei poeti mistici di tutte le confessioni: una notte lessi per la prima volta i quattro vangeli. Quella notte iniziai a credere a Cristo e a non crederci. Sono stato ossessionato dalla figura di Cristo. Alcuni anni dopo, ho deciso di chiamare questa ossessione il mio cristianesimo» racconta Éric-Emmanuel Schmitt, pluripremiato scrittore di cui Christian Poggioni – talentuoso attore e regista – mette in scena La notte degli ulivi e Il Vangelo secondo Pilato.
Il primo spettacolo racconta Gesù da un’angolazione provocatoria: il suo è un volto profondamente umano e sul Monte degli Ulivi è il primo a dubitare di sé e a vivere con angoscia la terribile morte ormai vicina. Il secondo testo invece ha lo stile avvincente della spy-story: Ponzio Pilato si ostina a decifrare razionalmente il mistero della Resurrezione. La sparizione del cadavere di Gesù non può restare senza soluzione e creare pericolosi miti in Palestina: il governatore romano indaga, ma alla fine è un uomo che drammaticamente interroga sé stesso.