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Meeting

Vito Timmel. Suggestioni secessioniste a Monfalcone

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Gorizia
Fondazione CaRiGo, via Carducci 2
22/01 e fino al 27/04
mer-ven 16-19, sab-dom 10-19

La rassegna, curata da Franca Marri, presenta il restauro delle dodici grandi tele realizzate da Vito Timmel nel 1921 per il Teatro del Cantiere, una delle strutture che i Cosulich fecero costruire nel quartiere operaio di Panzano, a Monfalcone.

Le opere del pittore triestino erano state considerate perdute per decenni, dopo che il teatro, danneggiato dai bombardamenti alleati del 1944-45, era stato completamente demolito per fare spazio a nuove strutture produttive del cantiere navale.
Di conseguenza furono grandi la sorpresa e l’emozione quando, nel 2000, fu chiaro che i dipinti non erano stati distrutti, ma anzi erano stati conservati proprio a Panzano, all’ultimo piano di un edificio in cui avevano trovato spazio lo studio dello xilografo Tranquillo Marangoni e, prima ancora, la sala di posa del fotografo Giovanni Cividini.
Una coincidenza incredibile: proprio di Giovanni Cividini erano infatti le foto – di cui il Consorzio Culturale del Monfalconese conserva ancora i negativi su vetro – che documentavano l’interno del teatro appena costruito, unica traccia visiva delle opere di Timmel.

Grazie alla disponibilità di Paolo Marangoni, figlio di Tranquillo, che desiderava che i dipinti rimanessero a Monfalcone e fossero “restituiti” alla città e al territorio, il CCM, con il sostegno dei nove Comuni del Monfalconese, acquisì i dodici dipinti e avviò immediatamente gli indispensabili interventi di recupero e restauro. Per questi interventi sono stati fondamentali i contributi assicurati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e dall’Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia.
Il restauro, operazione difficile e lunga, è stato realizzato da Paola Zotti e Laura Zanella, con la supervisione dei funzionari della Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia. Fin dall’avvio del “Progetto Timmel” il CCM ha reso disponibile in rete la ricostruzione tridimensionale del teatro di Panzano, un piccolo gioiello liberty di cui anche nella città dei cantieri si era persa la memoria.
Restava l’incognita di una tela mancante, la tredicesima, di cui è stata ritrovata traccia nel 2008: conservata da un collezionista, ne viene esposta in quest’occasione una riproduzione.

Tre sono i protagonisti della mostra: Vito Timmel, autore dei dipinti che decoravano l’interno del teatro, l’ingegner Dante Fornasir, progettista della maggior parte degli edifici della “città giardino” di Panzano, e il fotografo Giovanni Cividini, autore delle immagini fotografiche che documentano sia lo sviluppo edilizio del quartiere che le attività musicali, teatrali e ricreative ospitate dal teatro dagli anni Venti fino alla seconda guerra mondiale.
Insieme ad una cinquantina di immagini in grande formato, ricavate dai negativi originali su vetro, saranno esposti inoltre documenti e fotografie originali, relative in particolare alle attività dei gruppi musicali diretti dal maestro Iginio Zuliani, direttore artistico del teatro per alcuni decenni.

La sezione fotografica dedicata al quartiere di Panzano – e in particolare ai due grandi alberghi per i dipendenti e alle ville per dirigenti ed impiegati – suggerisce un percorso alla ricerca di tracce Jugendstil nel quartiere operaio di Panzano. L’atmosfera della Secessione, nonostante tutte le trasformazioni e i rimaneggiamenti, è ancora ben presente in questa parte della città dei cantieri.

Una sezione particolare della mostra ospiterà infine i lavori di alcuni gruppi di allievi del Liceo artistico Max Fabiani di Gorizia, che hanno realizzato una serie di ricerche ed elaborazioni grafiche partendo proprio dai fregi e dalle decorazioni che sono ben documentate nelle foto di Cividini.