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Restaurato il monumento ai caduti a Strassoldo

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Cerimonia di inaugurazione con autorità locali e regionali in ricordo di 46 concittadini dispersi e caduti nei conflitti tra il 1915 e il 1945

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CERVIGNANO DEL FRIULI – Solenne cerimonia di inaugurazione del restauro del monumento ai caduti di Strassoldo, un evento che ha visto una folta partecipazione della cittadinanza e delle autorità civili.

Tra i presenti, il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, l’assessore comunale Alberto Rigotto, i consiglieri regionali Alberto Budai, Igor Treleani, Francesco Martines e Markus Maurmair, oltre al presidente della sezione ANA Palmanova, Stefano Padovan.

Gli onori di casa sono stati fatti dal capogruppo della sezione ANA Strassoldo–Aiello–Joannis, Stefano Perini, mentre il parroco, don Sinuhe Marotta, ha proceduto alla benedizione del monumento.

La presenza di numerose associazioni combattentistiche e d’arma ha conferito all’evento un alto valore istituzionale, dedicato alla riconciliazione e alla trasmissione della memoria storica alle nuove generazioni.

A settant’anni dalla sua prima inaugurazione, avvenuta il 9 dicembre 1956, il monumento ai caduti di Strassoldo torna a essere solennemente consacrato alla memoria collettiva.

L’opera, simbolo del sacrificio di 46 concittadini dispersi e caduti nei conflitti tra il 1915 e il 1945, è stata oggetto di un accurato intervento di recupero conservativo che ne ha ripristinato l’originario valore estetico e storico.

L’iniziativa, promossa dal Gruppo Alpini Strassoldo-Aiello-Joannis, è stata resa possibile grazie al contributo finanziario della Regione Friuli Venezia Giulia e al supporto dell’amministrazione comunale di Cervignano del Friuli.

Il monumento, progettato a suo tempo dall’ingegner Leopoldo “Poldino” Francovigh e realizzato dalla ditta Minin di Ontagnano, sorge nell’attuale Piazza dei Martiri della Libertà, luogo tragicamente segnato dalla fucilazione di nove vittime innocenti avvenuta nel 1944, tra i promotori della prima ora, la comunità ricorda con gratitudine figure come Corrado Deluisa e Giovanni Bertossi, il cui impegno permise di realizzare un’opera capace di unire il paese nel ricordo dei propri figli.

La struttura, caratterizzata da un arco in pietra del Carso posato su cuscini di pietra rosa di Verzegnis, custodisce la lapide con le toccanti parole di Pio XII e la lampada votiva, perenne ricordo dei caduti.