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Grado commemora i lavoratori morti in mare

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Durante il Sabo Grando tradizionale commemorazione davanti alla statua della Madonnina del Mare

madonnina del mare 05

 

GRADO – La vigilia del Perdon de Barbana ha visto il ritorno dell’atteso Sabo Grando, momento di profonda spiritualità e tradizione per la comunità gradese.

Sabato mattina, i riflettori si sono accesi sulla “Regina del Mare“: l’ammiraglia della storica processione, riccamente addobbata per la ricorrenza, ha solcato le acque del canale sotto la sapiente regia della Cooperativa Pescatori.

Ad accompagnare il corteo, una suggestiva cornice di imbarcazioni: dalle tipiche vele lagunari alla goletta “Colombo” della Canottieri Ausonia, fino ai rappresentanti dei “Graisàni de Palù”, dei Marinai d’Italia, della Guardia Costiera, di Grado Voga, della Lega Navale, della Protezione Civile e dell’Avis.

A bordo dell’ammiraglia hanno preso posto, tra gli altri, il sindaco Giuseppe Corbatto, il comandante della Polizia Locale Mario Bressan — al suo ultimo Sabo Grando ufficiale prima della quiescenza —, il comandante dei Carabinieri Fabio Colombo e il comandante della Capitaneria di Porto Domenico Castro, anch’egli prossimo a un nuovo incarico.

Presenti anche due monaci benedettini dell’isola di Barbana, il priore dom Angelo e dom Raffaele, alla loro prima uscita ufficiale verso la Madonnina.

La navigazione ha avuto come meta la statua della “Madonnina del Mare”, situata all’imbocco del canale lagunare. Giunti al cospetto dell’effige, i membri della Banda Città di Grado hanno intonato l’inno dedicato alla Madonna di Barbana, mentre l’imbarcazione dei “Portatori della Madonna”, guidati dal presidente Adelchi Quargnali, si avvicinava al monumento.

In un’atmosfera di grande intensità, monsignor Paolo Nutarelli, arciprete di Santa Eufemia, ha recitato l’Ave Maria insieme agli equipaggi, dedicando un pensiero commosso a tutti i lavoratori del mare che hanno perso la vita nel compimento del loro dovere. madonnina del mare 01La benedizione di monsignor Nutarelli

Dopo la deposizione di una cesta di fiori candidi ai piedi della Vergine, i presenti hanno unito le voci nel canto “Madonnina del Mare“, brano profondamente radicato nella tradizione locale.

Il rito si è concluso con la solenne benedizione impartita da monsignor Nutarelli, suggellando ancora una volta l’intimo intreccio tra fede, identità e il vissuto quotidiano della comunità gradese.

La storia

Dal 22 ottobre 1983, una statua speciale veglia sulle acque di Grado: la Madonnina del Mare.

Realizzata dallo scultore Giovanni Patat di Artegna, questa scultura non è solo un simbolo di devozione, ma un vero punto di riferimento e di conforto per la comunità. Prima di essere collocata sul piedistallo che si erge da una bricola, la statua è stata esposta nel giardino prospiciente il battistero, permettendo a tutti di ammirarla.

La sua presenza è un costante promemoria della protezione che offre a tutti i naviganti, vegliando su chi solca le onde.

Ma il suo significato va oltre la semplice protezione.

La Madonnina del Mare è anche un toccante memoriale per tutti coloro che sono stati dispersi in mare.

La sua posizione la rende un faro di speranza e un luogo dove il ricordo di chi non è più tornato a riva può essere onorato.