Settant’anni di scout a Cervignano
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Domenica il rinnovo delle promesse chiude simbolicamente i festeggiamenti per lo storico anniversario del gruppo
Tutti i protagonisti del Gruppo Scout Agesci Cervignano 1
CERVIGNANO DEL FRIULI – Sono passati esattamente settant’anni dal 29 settembre 1955, quando 16 giovani scout, nel cortile della canonica, formarono il primo Riparto Cervignano 1.
La loro promessa, pronunciata alla presenza dei Riparti della zona, delle Guide di Monfalcone e del Vescovo di Gorizia, ha segnato l’inizio di una storia che ha inciso profondamente nella vita della comunità locale, educando intere generazioni ai valori dello scoutismo.
In questi settant’anni, il gruppo non ha limitato il suo servizio al solo territorio della Bassa Friulana, ma ha esteso il proprio impegno a livello nazionale e internazionale.
Tra gli interventi più significativi, si ricordano la partecipazione ai soccorsi dopo il terremoto del Friuli (1976) e a Sellano (1997), l’operazione Arcobaleno in Kosovo (1999) e l’accoglienza dei profughi slavi nella caserma Monte Pasubio con il progetto “Gabbiano Azzurro” (1994), in collaborazione con altri clan da tutta Italia.
29 settembre 1955: nasce il primo Riparto Cervignano 1
Il servizio durante i funerali di Papa Giovanni Paolo II nel 2005 e la recente ristrutturazione della canonica di Muscoli (2022) per l’accoglienza dei profughi ucraini testimoniano la loro costante dedizione.
Dal 1999, il Gruppo ha saputo riconvertire l’ex area di una discarica cittadina nell’attuale Parco Scout, con una base che è diventata un punto di riferimento per gruppi scout e scuole a livello friulano, nazionale e internazionale.
Un ricco calendario ha accompagnato i festeggiamenti per l’anniversario.
Si è partiti con una mostra fotografica presso la Sala Parrocchiale Don Silvano e si concluderà domenica 28 settembre con un evento speciale.
La mostra allestita in Sala don Silvano
La giornata inizierà con la partecipazione alla messa delle 9.30, seguita dal rinnovo delle promesse presso il Parco Scout e da un pranzo comunitario.
Nel 2015, in un incontro con l’AGESCI, Papa Francesco aveva rivolto parole di grande stima: “Voi siete una parte preziosa della Chiesa in Italia. (…) Offrite un contributo importante alle famiglie per la loro missione educativa. (…) Vi auguro di sentirvi sempre parte della grande Comunità cristiana. Sono certo che l’AGESCI può apportare nella Chiesa un nuovo fervore evangelizzatore e una nuova capacità di dialogo con la società. Vi raccomando: capacità di dialogo! Fare ponti, fare ponti in questa società dove c’è l’abitudine di fare muri. Voi fate ponti, per favore! E col dialogo, fate ponti“.
In questi settant’anni, tanti giovani, capi e amici hanno saputo fare proprio questo, costruendo ponti tra le diverse generazioni e ispirando le comunità ai valori di solidarietà, pace e fratellanza umana per un mondo più giusto.
Questo il loro augurio per gli anni a venire: fare sempre “del nostro meglio”.


