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Conferenza stampa a Trieste

Attualità
20 novembre 2020

Fedriga: "Serve responsabilità da parte dei cittadini"

a cura della redazione
Il governatore preannuncia possibili restrizioni per alcune aree regionali. "Dobbiamo proteggere le strutture ospedaliere dai rischi di un intasamento"
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Fedriga e Riccardi durante il punto stampa odierno (ph. Regione FVG)
Attualità
20 novembre 2020 della redazione

"La situazione del contagio negli ultimi due giorni è cresciuta in maniera significativa e per questo faccio appello a tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia per un'assunzione di responsabilità nei comportamenti affinché, come avvenuto nella prima ondata, il senso civico e il rispetto per il lavoro dei medici e degli operatori sanitari facciano da diga alla diffusione del virus".

Lo ha affermato oggi a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga nel corso dell'illustrazione settimanale dei dati del contagio da Covid-19 in regione.
Una situazione in divenire, quella rappresentata dal governatore, in quanto già nella giornata di oggi potrebbero essere presi provvedimenti per quelle aree del territorio regionale dove gli indici registrano i dati più preoccupanti.

"Proprio perché dobbiamo proteggere le strutture ospedaliere dai rischi di un intasamento - ha spiegato Fedriga - siamo pronti a intervenire in un quadro che rispetto alla prima fase vede in particolare alcune aree periferiche dell'udinese e del pordenonese, zone in questo momento maggiormente a rischio".

Il governatore ha fatto poi un esempio concreto di quella che potrebbe essere una condotta profondamente sbagliata e capace di alimentare fortemente il contagio. "Bisogna - ha sottolineato Fedriga - che le persone capiscano che se i bar e i ristoranti sono chiusi non per questo si può andare a casa di un amico o di un'altra persona che non sia un congiunto. Farlo non rappresenta un comportamento intelligente, perché proprio in questo ambito si sta sviluppando la trasmissione della malattia".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Relativamente all'occupazione dei posti in Terapia intensiva, raffrontando l'ondata della scorsa primavera a quella attuale, l'apice del 3 aprile raggiungeva 61 pazienti ricoverati mentre quello di oggi arriva a 54. Inverso il rapporto per i posti letto di area medica: picco di 236 il 29 marzo mentre oggi si è raggiunta quota 505.

Sul tema delle residenze per anziani la percentuale di decessi tra gli ospiti è passata dal 22,5% della prima ondata all'8,2% dell'attuale fase. Per quel che riguarda gli operatori impiegati in queste strutture la percentuale dei positivi è passata dal 4,1% della prima fase al 6,5% di adesso. Un dato, come ha spiegato il vicegovernatore Riccardo Riccardi, che riflette la circolazione del virus all'esterno dove gli operatori hanno contratto l'infezione.

Stesso discorso per il personale del Sistema sanitario regionale che nella prima ondata registrò 276 casi di positività (2%) mentre in questa fase ha colpito 815 lavoratori (6%).

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