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L'impegno del CAI per la riapertura

Turismo
23 aprile 2020

Rifugi alpini, che estate sarà?

di redazione (fonte CAI FVG)
Anche in FVG il Club Alpino Italiano è all'opera per garantirne l'apertura in sicurezza. Sarà possibile la somministrazione di cibo e bevande, più complesso il pernottamento
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Il Rifugio Marinelli
Turismo
23 aprile 2020 di redazione (fonte CAI FVG)

“Ci stiamo impegnando perché i rifugi alpini della nostra regione anche quest'estate possano garantire accoglienza e servizi a quanti frequentano la montagna e ci siamo attivati per trovare soluzioni che ne permettano la riapertura in sicurezza”: così il Cai Friuli Venezia Giulia che, per voce del presidente Silverio Giurgevich, ricorda come le strutture in quota oltre a essere elementi fondamentali dell'offerta turistica montana rappresentino un irrinunciabile presidio territoriale, capace di rispondere a varie esigenze, spesso indifferibili, di escursionisti e alpinisti.

“In attesa delle disposizioni normative – precisa Giurgevich – cui dovremo rigorosamente attenerci, possiamo prevedere che se sarà possibile la somministrazione di cibo e bevande garantendo il distanziamento richiesto, sarà più complesso gestire i pernottamenti, ma per questo il Cai sta già valutando a livello nazionale, anche in coordinamento con i club alpini d'oltre confine, tutte le strade percorribili”.

Per supportare i 19 rifugi gestiti in regione, per un totale di oltre 700 posti letto, il Cai Fvg, in rapporto con le sezioni e la commissione Giulio Carnica sentieri e rifugi, sta avviando un confronto sul territorio coinvolgendo rifugisti, medici ed esperti e intende intervenire nelle sedi istituzionali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“In questo momento – sottolinea Giurgevich – riteniamo quanto mai importante che le scelte siano condivise da tutti e siamo pronti a mettere a disposizione l'esperienza e le conoscenze dei nostri tecnici e dei nostri volontari per ripensare con consapevolezza e rispetto alle modalità di frequentazione delle montagne, sia su sentieri, ferrate e vie alpinistiche, che nei rifugi, così da dare, al più presto, risposte alle aspettative della categoria dei gestori dei rifugi ma anche, e soprattutto, della grande schiera di appassionati che la montagna attende”.

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