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Manuel Buttus

Cultura e Spettacolo
07 febbraio 2020

Il palco della vita

di Livio Nonis
A marzo si concluderà la tredicesima edizione della rassegna itinerante Teatro nei Luoghi, organizzata da Teatrino del Rifo. "Qualità artistica e contenuti favoriscono l’incontro e la socialità"
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Manuel Buttus (© Luca d'Agostino)
Cultura e Spettacolo
07 febbraio 2020 di Livio Nonis Image

Il Teatrino del Rifo è una compagnia nata negli anni Novanta, sviluppatasi nel tempo e oggi molto attiva, che unisce un nucleo fisso di artisti, ma collabora con un numero più ampio di teatri, musicisti, autori, registi, videomaker, associazioni, scuole, biblioteche e compagnie teatrali del territorio regionale e nazionale. L’attività principale si incentra sulla scrittura, produzione e realizzazione teatrale in lingua italiana e friulana; ha un suo ramo di intervento dedicato a percorsi di formazione teatrale per ragazzi, insegnanti, compagnie, studenti e adulti, anche per fasce sociali deboli come i detenuti e persone con disabilità. I suoi attori e registi sono professionisti che credono in un teatro che interviene nei processi di cambiamento della società (trattando temi quali bullismo, dipendenze, violenza sulle donne, conflitti in atto nel mondo) e si impegnano per creare valore nella cultura teatrale, fra il pubblico e gli artisti.

«Il Rifo – spiega Manuel Buttus, attore, regista e autore, nonché fondatore del Rifo assieme a Giorgio Monte – desidera dare un efficace contributo alla crescita culturale delle comunità del Friuli, in particolare a quelle presenti nella Bassa friulana».

Uno dei vostri punti di forza è la rassegna teatrale Teatro nei Luoghi, giunta alla tredicesima edizione. Com’è nata?

«Grazie al contributo della Regione FVG, il Rifo e la sua associazione “prospettivaT” hanno concepito e realizzato un progetto di cultura integrata per il territorio, il Teatro nei Luoghi. Dal 2016 il Teatro nei Luoghi è stato ripensato e rilanciato con rinnovate motivazioni e obiettivi grazie al nuovo riconoscimento della Regione FVG. Si è così sviluppata una rassegna teatrale itinerante, che porta in numerosi comuni della regione spettacoli che sono un momento di aggregazione e di crescita culturale per il pubblico e le comunità dei nostri territori».

Qual è l’idea e quale lo scopo principale della vostra rassegna?

«L’obiettivo di Teatro nei Luoghi è proseguire e rafforzare la collaborazione con le UTI che formano la rete di Comuni che aderiscono al progetto. Gli artisti e operatori di “prospettivaT” sono interlocutori attenti delle amministrazioni, impegnanti a comprendere nuove esigenze e rendere concrete sinergie e collaborazioni con le comunità, a partire dagli scenari sociali e dai luoghi stessi che verranno valorizzati durante la rassegna. Collaboriamo con l’UTI Riviera Bassa Friulana e con l’UTI dell’Agro Aquileiese, che riunisce i tanti Comuni partner storici di Teatro nei Luoghi. Sono attualmente 24 i Comuni coinvolti nell’edizione 2019/20, un’adesione che ha creato un’estesa base territoriale a cui offrire una ancora più ampia e articolata offerta culturale e di spettacolo dal vivo di qualità, fidelizzando al marchio e alla qualità della sua offerta il pubblico delle comunità del territorio. Obiettivi del progetto sono veicolare qualità artistica e contenuti, senza mai accontentarsi del puro intrattenimento, ma favorendo l’incontro e la socialità».

Quali sono gli spettacoli rappresentati quest’anno?

«La tredicesima edizione di Teatro nei Luoghi ha visto il debutto di due nuove co-produzioni di prospettivaT/teatrino del Rifo. Se non avessi più te… è un lavoro sul tema drammatico della discriminazione e della violenza contro le donne. Una partitura drammaturgica fatta da tre diversi racconti, partendo da testimonianze reali e interviste raccolte grazie anche alla collaborazione delle associazioni Sorridi Ancora e In Prima Persona, attive nei centri antiviolenza, e musica dal vivo. In My Bed, una commedia sul sesso e l’amore, che nasce dai risultati di un questionario rivolto ai friulani, l’indagine puntava a farsi un quadro esplicito di come i friulani vivano il sesso. A partire da questa indagine sui “friulani sotto le lenzuola”, nasce lo spettacolo che racconta sotto forma di una bizzarra conferenza un curioso faccia a faccia fra un’esperta di statistica e un misterioso ascoltatore. Inoltre, accogliendo l’invito a programmare uno spettacolo che ricordi la figura di Leonardo da Vinci nell’importante cinquecentenario, Giorgio Monte ha scritto e porta in scena Barbe Leo. Infine, siamo da poco rientrati da una tournèe in Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord della nostra più recente co-produzione con l’associazione Mamarogi: Quello che conta sono i soldi è uno spettacolo che parla di ricchezza economica, di valore e di scambio in un mondo segnato dal costante aumento delle disuguaglianze. Lo spettacolo è diretto dal regista croato Boris Bakal».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel vostro repertorio ci sono anche dei reading poetici, da cosa sono nati?

«Dalla relazione del Rifo con i principali poeti friulani e dalla nostra passione per la lirica italiana di ogni tempo. Abbiamo iniziato a sviluppare dei progetti di reading che ci hanno permesso di diffondere la poesia in tantissime occasioni informali e anche popolari. D’ante Litteram! Inferno 3.5.26 è spettacolo cult del Rifo. È un “viaggio all’Inferno” che attraversa 3 noti canti della commedia, un evento d’eccezione per la possibilità di rivedere, in un prezioso documento video, il commento a quelle pagine di uno dei migliori poeti della nostra terra, Pierluigi Cappello. L’Odissea secondo Tonino Guerra attraversa la riscrittura deliziosamente ironica e visionaria di Tonino Guerra. Un viaggio fra le pagine degli 8 canti in cui è stata ridotta l’Odissea nella versione popolare e immaginifica di guerra. Intorno fioriscono le viole è invece una serata di letture poetiche in omaggio all’opera del “poeta delle pantegane”, come amava definirsi Federico Tavan, in realtà uno dei poeti che più hanno lasciato il segno negli ultimi vent’anni di creazione poetica in Friuli. Proseguono inoltre anche in questa edizione le serate di proiezione filmica, con la visione di Assetto di volo, un film totalmente realizzato in Friuli Venezia Giulia. Ideato e prodotto da Uponadream e da prospettivaT, vuole dare visibilità a un tema delicato e importante come quello relativo alla qualità della vita e alla reale inclusione sociale delle persone con disabilità».

 

Teatrino del Rifo è la compagnia teatrale di Giorgio Monte e Manuel Buttus, attori, registi, formatori, autori per il teatro e il cinema, costituitasi a Torviscosa negli anni Novanta.

Attualmente i progetti della compagnia possono contare sul sostegno della Regione FVG, mentre le produzioni teatrali e l’attività pedagogica e laboratoriale si realizzano principalmente in collaborazione e con la partecipazione del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. Contemporaneamente all’attività autorale e attorale il Teatrino del Rifo ha maturato una pluriennale esperienza di pedagogia teatrale, dirigendo stage rivolti agli adulti e laboratori per gli studenti di tutti gli ordini, dalle scuole elementari alle scuole medie inferiori e superiori.

Fra le esperienze più significative, la direzione per cinque anni di compagnie per il Palio studentesco a San Giorgio di Nogaro e Palmanova. Dal 2007 a tutt’oggi, e sempre all’interno del Progetto TIG del CSS, il Teatrino dl Rifo dirige La Meglio Gioventù, un’attività di laboratorio per ragazzi fra i 16 e i 29 anni. Dal 2015 Manuel Buttus cura laboratori teatrali all’interno della Casa Circondariale di Tolmezzo che prevedono la messa in scena di opere teatrali rielaborate assieme detenuti. Info: www.teatrinodelrifo.it

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