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Alla scoperta di Clauiano

Turismo
24 settembre 2019

Un borgo, tante meraviglie

di Michele Tomaselli
Da 15 anni la frazione di Trivignano rientra tra i Borghi più Belli d’Italia. Con la successiva adesione di Palmanova e Strassoldo, in pochi chilometri troviamo concentrati tre autentici scrigni
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Il sagrato della chiesa di San Giorgio Martire (ph. Vanessa Colosetti)
Turismo
24 settembre 2019 di Michele Tomaselli Image

I Borghi più Belli d’Italia sono custodi del grande patrimonio di cultura e tradizioni del nostro Paese. Una ricchezza unica che va preservata, custodita e rispettata. Un impegno che l’omonimo Club, nato dall’impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), porta avanti dal marzo 2001 per promuovere e valorizzare i piccoli centri abitati italiani che hanno una storia da raccontare. Sono molti i comuni che ambiscono a conquistare il marchio di Borgo più Bello d’Italia ma l’ingresso nell’omonimo Club non è garantito. Ci sono oltre 30 parametri da rispettare. In Friuli Venezia Giulia sono tredici i borghi ad avere aderito, tra cui Clauiano, Cordovado, Fagagna, Gradisca d’Isonzo, Poffabro, Polcenigo, Sappada, Sesto al Reghena, Toppo, Valvasone Arzene, Venzone, Palmanova e Strassoldo, appena entrato a farne parte.

Tra i borghi friulani che hanno saputo conservare e valorizzare una particolare architettura rurale spicca Clauiano, frazione del Comune di Trivignano Udinese. La borgata ha mantenuto l’originario assetto urbanistico a pianta medievale. Ne parliamo con il suo assessore alla cultura, l’avvocato Vanessa Colosetti, il cui entusiasmo è la testimonianza più concreta del legame con la propria terra.

Assessore Colosetti, a proposito di territorio, qual è il suo ricordo più lontano di Clauiano?

«Ritengo il borgo in cui vivo da sempre e che ritengo sia una vera oasi di pace e tranquillità. I miei primi ricordi di Clauiano  mi riportano al periodo dell’infanzia quando con mia sorella e i bambini che vivevano vicino a noi trascorrevamo ore e ore in bicicletta, tra le vie del paese e nei campi circostanti a caccia di frutta, di mais, di insetti e di fiori. Ricordo distintamente che da sempre, da quando la mattina percorrevo a piedi via Palma (ora via della Filanda) per raggiungere la fermata della corriera che ci portava a scuola, il mio sguardo andava e va al campanile della nostra chiesa di San Giorgio Martire. A ogni rientro dall’università, o ancora oggi a ogni rientro da un viaggio il mio sguardo cerca il nostro campanile e in quel momento so che sono a casa».

Il suo Comune ha creduto fin da subito al progetto “Borghi più Belli d’Italia”, aderendovi dal 2004; pochi allora avrebbero scommesso su un circuito di promozione delle borgate. Come è nata l’idea di farne parte?

«L’amministrazione comunale di allora in maniera lungimirante aveva capito che associarsi a un circuito di promozione turistica nazionale avrebbe certamente portato visibilità al nostro piccolo borgo, valorizzandone gli aspetti turistici e le caratteristiche e peculiarità architettoniche nonché enogastronomiche locali».

Dopo il 2004 tutto è venuto da sé o sono stati adottati sistemi per recuperare il patrimonio architettonico e contrastare lo spopolamento?

«In realtà, in controtendenza rispetto ad altre piccole realtà, il nostro borgo ha registrato un aumento della popolazione proprio perché le persone sono state attirate dalla valorizzazione ricevuta da questo riconoscimento, nonostante o anche grazie al fatto che vi siano degli obblighi circa la costruzione o la manutenzione urbanistica degli immobili del borgo, poiché sottoposti al vincolo della Soprintendenza dei Beni Culturali, nonché alle indicazioni previste dallo Statuto dell’Associazione dei Borghi più Belli d’Italia. Le opere di recupero di alcuni immobili sono quindi state svolte su iniziativa e a carico dei privati interessati, nel rispetto dei vincoli di cui sopra, mentre l’amministrazione si è occupata del rifacimento dell’arredo urbano, anch’esso vincolato come sopra dal punto di vista progettuale».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tanto che Clauiano è sempre più meta ambita di visitatori italiani ed esteri...

«Si assiste da anni ormai a un continuo afflusso di “cicloturisti”, provenienti soprattutto dalla vicina Austria, atteso anche il collegamento diretto tra Clauiano e la ormai ben nota Alpe Adria, passando attraverso un’altra delle nostre frazioni, Merlana. In tutte le stagioni è ormai consuetudine incrociare gruppi di ciclisti che si aggirano tra le nostre piccole vie; ed è imminente l’esecuzione di un’opera attigua a una aerea verde che insiste proprio nel nostro borgo, relativa all’installazione di postazioni di ricarica elettrica per E-bikes e connesse aree di sosta attrezzate».

Che attività commerciali gravitano nella borgata?

«Le attività commerciali principali sono strettamente connesse alla ricettività turistica. Si tratta infatti di B&B, di agriturismi, di aziende vitivinicole con annessa cantina di mescita, di alcuni esercizi commerciali tipo bar, panificio, caffetteria, pub, e ancora di una trattoria di prossima inaugurazione».

Nelle vicinanze di Palmanova e Aquileia, due città simbolo d’arte e di storia e oggi inserite nella lista del patrimonio  mondiale dell’Umanità, l’Italia nascosta è anche il fascino di Clauiano?

«Come ogni cosa piccola, delicata e forse un po’ nascosta, anche il nostro piccolo borgo suscita enorme curiosità e interesse, soprattutto per le persone che più amano il turismo lento, in bicicletta o a piedi, a contatto diretto con la natura e con i produttori locali, che utilizzano tutte le risorse offerte dal nostro territorio per le loro attività. Quale valore assume assaggiare un miele prodotto in loco dalle api che qui si nutrono dei nostri fiori? O sorseggiare gli ottimi vini che le nostre aziende producono con uve coltivate proprio qui, a km zero, dalla cantina di mescita? Aggiungiamo inoltre un giro in calesse con i cavalli attraverso le piccole vie di case fatte di pieris e claps (pietre e sassi) e il quadro bucolico è completato».

Un borgo rurale con le case di sassi spaccati, i portali di pietra con le chiavi di volta figurate, le insegne seicentesche dei calzolai.... Per trasportare i nostri lettori verso le bellezze dei luoghi può descriverci l’itinerario di visita più intrigante?

«Provenendo da Palmanova, parcheggiando nei pressi dell’inizio del borgo, la passeggiata potrebbe partire dalla Villa Manin Guerresco, pregevole dimora nobiliare settecentesca della pianura friulana. Oggi la Villa ospita eventi, cerimonie e visite guidate. Intorno alla struttura principale si aprono poderi, granai e strutture rustiche, e gli interni sono affrescati e decorati secondo lo stile tipico veneto. Appartenuta a uno dei più importanti casati della Serenissima, era un grande centro produttivo, come rivelano i fabbricati che dovevano servire all’attività agricola, tra i quali il foledôr, l’enorme tinaia a lato dell’abitazione padronale. La villa, di forme classiche, è preceduta dalla corte d’onore. Qui come altrove – casa Menotti, casa de Checo, casa Marcuzzi Zanuttini, casa Zof Piano – gli splendidi portali e le finestre riquadrate in pietra confermano la dignità del luogo e delle persone. Proseguendo lungo la via principale del borgo si trova Villa Ariis, costruita nel 1600, che rappresenta un tipico complesso padronale di ambito veneto-friulano del secolo XVIII, composto dall’abitazione, dai rustici annessi e da un grande orto cintato da una muraglia merlata con due colonne in pietra».

Recentemente Strassoldo è entrato a far parte dei “borghi più belli d’Italia” grazie a un’idea partita nel 2012  dall’Associazione “Cervignano Nostra”. Così, a poca distanza, si trovano in un colpo solo Clauiano, Strassoldo e Palmanova. Potremmo dire turismo e qualità a misura di borgo?

«Il turista che volge il suo interesse a queste realtà è un curioso della storia e delle tradizioni dei piccoli centri, un amante dell’architettura e senza dubbio del lento fluire del tempo attraverso i percorsi culturali ed enogastronomici che i nostri bellissimi borghi sanno offrire, tutti diversi anche se molto vicini geograficamente».

Siamo arrivati alla fine. Può illustrare ai nostri lettori i prossimi progetti che coinvolgeranno la borgata?

«Il Borgo di Clauiano sarà interessato dall’ampliamento dell’offerta commerciale, nello specifico con l’apertura a breve di altre due attività di ristorazione e accoglienza rispetto a quelle già esistenti. Molto importante sarà la realizzazione dell’opera di sistemazione dell’area verde dell’ex scuola elementare, il progetto è in fase esecutiva. Naturalmente per rimanere aggiornati sulla programmazione degli eventi è sufficiente consultare la pagina FB del Comune di Trivignano Udinese».

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