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Etica e logica

Società
02 agosto 2019

Manifesto per la filosofia

di Cristian Vecchiet
Per un filosofo non basta avere un’opinione: bisogna anche saperla giustificare e, se una opinione non ha giustificazione, occorre avere il coraggio di cambiarla
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(ph. pixabay.com)
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Due docenti delle scuole superiori, Marco Ferrari e Gian Paolo Terravecchia, hanno elaborato e lanciato la petizione denominata Manifesto per la filosofia con l’obiettivo di chiedere che «la filosofia sia adeguatamente riconosciuta nell’esame di Stato, che sia inserita in tutti i curricula scolastici, riguardando anche gli istituti tecnici, e che sia valorizzata nella formazione universitaria e nelle pratiche formative professionali del mondo del lavoro». Il documento quindi sostiene l’importanza della filosofia per la formazione delle nuove generazioni. Fin da subito l’iniziativa ha suscitato non solo interesse, ma soprattutto convinte adesioni. Non solo tra docenti ma anche tra professionisti e imprenditori.

Perché la filosofia è considerata così importante? Per rispondere a questa domanda, prima di tutto bisogna capire che cos’è. Filosofia vuol dire amore per la sapienza, per la conoscenza, cioè amore e aspirazione a conoscere tutta la realtà e in particolare il senso, la natura e il valore di tutte le cose. Platone distingue tra «filosofia» e «filodoxia»: la prima è l’amore per la conoscenza delle cose vere e la seconda è l’amore per le opinioni, per l’apparenza, per la superficie delle cose.

La filosofia educa a chiedersi il «perché» delle cose e obbliga a dare ragione delle proprie idee. Il modello dell’indagine filosofica per eccellenza è sicuramente Socrate. Questi non dava nulla per scontato e interrogava sempre i propri interlocutori per costringerli a rendere ragione di quello che sostenevano. Questo è il punto: cercare il senso di tutte le cose e le buone ragioni che lo sorreggono. La filosofia è pertanto ragionamento e argomentazione. Per un filosofo non basta avere una determinata opinione: bisogna anche – e soprattutto – saperla giustificare e, se una opinione non ha giustificazione, occorre avere il coraggio di cambiarla. La filosofia quindi insegna a osservare con attenzione la realtà, a porre correttamente le domande, a fuggire dalle risposte  affrettate e semplicistiche. Come recita il Manifesto sopra citato, la filosofia «ci chiede sempre cosa pensiamo di sapere» e «ci chiede sempre come facciamo a sapere ciò che sappiamo».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si vede da quanto detto finora, la filosofia educa alla logica perché il pensiero ha le sue regole e queste vanno rispettate (ad esempio il principio di non contraddizione: non possiamo affermare due opinione che si contraddicono reciprocamente). Di più: la filosofia educa al pensiero critico e quindi alla libertà. In sintesi la filosofia è logica, pensiero e anche etica. Potrebbe sembrare strano, ma il pensiero - in un certo senso - è anche prassi, perché obbliga a interrogarsi sul nostro e sull’altrui modo di vivere ed eventualmente anche a cambiare direzione.

Ancora una volta il modello esemplare è Socrate e assieme a lui tutti coloro che col pensiero libero hanno cambiato la propria e l’altrui vita. Viste le peculiarità della filosofia, si deduce la sua importanza universale. Non si tratta di pensiero astratto adatto solo ai ragazzi dei licei. Si tratta piuttosto di una modalità insostituibile (per la sua modalità specifica) di introduzione alla realtà. Non l’unica, ma certamente quella più adatta a interrogare e interrogarsi razionalmente sul senso delle cose. Per questo è importante che acquisti spazio nella formazione di chiunque. Senza dimenticare peraltro che il pensiero filosofico ha forgiato l’Occidente e ha plasmato le categorie di tutte le scienze e le arti occidentali. E senza dimenticare che il pensiero filosofico si esprime anche attraverso l’arte, l’architettura, la politica, la religione...

Come si vede, si può ritenere che la filosofia costituisca altresì un’ottima formazione di base come introduzione a qualunque professione. Perché si tratta di una modalità di guardare il mondo e quindi di starci dentro. La filosofia è logica, ragionamento, dialogo, apertura della mente a possibilità nuove. Ed è anche etica. E anche molto altro: estetica, politica, diritto... Potremmo dire inoltre che la filosofia è educazione per definizione. Infatti insegna ad ascoltare prima di parlare, a osservare e considerare la realtà in tutti i suoi fattori, a non accontentarsi di risposte preconfezionate, a dialogare per capire e approfondire, a interrogarsi e a porre correttamente le domande, a ragionare rispettando i principi della logica, a cambiare posizione quando l’altrui argomentazione è migliore della propria, a essere conseguenti a quanto si pensa... e molto altro.

L’arte dell’educare è anche un’arte filosofica. Non si educa, infatti, se non attraverso il senso mostrato e incarnato nella pratica nonché giustificato e argomentato nel dialogo. L’educazione vive di testimonianza, di pratiche, di simboli, di riti e miti, di dialogo, di autorità, di confronto, di arricchimento reciproco e di scoperte condivise. La logica, il ragionamento, il dialogo sono parti costitutive dell’educare.

Ecco perché sarebbe opportuno riscoprire nella pratica educativa e anche didattica il valore dell’esercizio filosofico. Quanto il Manifesto esprime in fondo è precisamente una difesa di quanto connota essenzialmente l’umanità, cioè la capacità riflessiva come capacità di cogliere e di attribuire un senso fondato alla vita e di costruire rapporti interpersonali, comunitari e sociali eticamente solidi.

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