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Comitato Friulano Difesa Osterie

Società
31 gennaio 2019

Portare cultura ovunque

di Michele Tomaselli
Nella società globalizzata anche in ambito enogastronomico, il Friuli continua a preservare le proprie tradizioni culinarie. Grazie anche a una realtà attiva ormai da 34 anni
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Incontro del Comitato nel ristorante “da Toni” di Gradiscutta di Varmo. Da sinistra: Enzo Mancini, Vittoria Mancini, Aldo Morassutti, Luigi Strizzolo, Alfonso Aldo Toffoletti
Società
31 gennaio 2019 di Michele Tomaselli Image

Di una cosa il Friuli ha un’abbondanza straordinaria che quasi non esistono eguali nel resto d’Italia, il suo patrimonio di osterie, bar, caffè e ristoranti dove i clienti non mancano mai, perché per il friulano c’è un rito, quella del bere un buon bicchiere di vino prima di andare a casa per il pranzo; per lui l’osteria è qualcosa di “sacro” che viene subito dopo la Chiesa.

Una tradizione che lo può portare a fare la via crucis delle osterie, visitandone 7 come si fa con le Chiese nel giorno del Venerdì Santo, per avere i favori di un santo che ancora non c’è...

Sono passati trentacinque anni dalla nascita del Comitato Friulano Difesa Osterie: in quel tempo oramai lontano, un gruppo di udinesi e friulani veraci decise d’intraprendere una battaglia, tutt’oggi in corso, contro fast food, pizzerie, kebab, cineserie e altri locali non ben definiti, non fedeli secondo loro alla civiltà friulana del buon bere e del mangiare. L’osteria è il luogo che incarna al meglio la cucina friulana: una cucina semplice, priva di sofisticazioni ed eccessi e, pertanto, genuina. Un ambiente non solo destinato per “bere e mangiare”, ma anche per incontrare chi ha voglia di stare insieme, per raccontare della vita e per trovare quei valori come il calore e la solidarietà.

Lo Statuto del Comitato, che sancisce questi postulati, fu coniato nel 1984 grazie alla visione illuminata del suo primo presidente: Luciano Feruglio; da allora, nonostante siano passati sette lustri, periodi belli, buoni e brutti, e malgrado tanti amici non ci siano più, questi princìpi ritornano attuali. Nella società odierna, infatti, sono in costante ascesa gli investimenti nel turismo enogastronomico per vivere il cibo come cultura ed esperienza, per sviluppare da esso il patrimonio storico e artistico del luogo.

Così, in tempi di rinnovamenti, alla presidenza del Comitato Friulano Difesa Osteria non c’è più il volto noto di Enzo Driussi, ma un altro Enzo, più conosciuto come il maresciàl Mancini, il quale con forza ed entusiasmo sta portando avanti la difesa delle osterie. La sua storia è nota: di origini per metà napoletane, è figlio di Ulrico, pure lui maresciallo; a 42 anni, dopo l’agognata pensione, rileva con Gigi Il Rosso la gestione dell’osteria “al Vecchio Stallo” di Udine, che porterà avanti fino al compimento del sessantesimo anno di età, lasciando poi la conduzione dell’attività ai suoi due fratelli Mario e Maurizio.

Una ventata d’aria nuova insomma, dove spiccano le attività realizzate, come quella nel ristorante “da Toni” a Gradiscutta di Varmo, una partecipazione alla trasmissione Sereno Variabile di Raidue e tantissime altre iniziative. Prospettive che fanno ben sperare nel raggiungimento dell’obiettivo di fare rete attorno alle osterie e di promuovere le eccellenze del territorio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Peraltro, in occasione di un recente incontro del presidente Enzo Mancini col Comune di Udine, il sindaco Pietro Fontanini e l’assessore Maurizio Franz si sono impegnati a riportare il Comitato tra i protagonisti del XXV Friuli DOC, come avveniva già in passato, con l’augurio che le osterie cittadine possano lanciare un menù fisso di piatti friulani, uguale per varietà e prezzo. Inoltre, per mantenere la tradizione di quaresima legata alla renga e al baccalà, nella ricorrenza del mercoledì delle ceneri che apre le porte a primavera, hanno proposto la realizzazione di un menù degli osti, identico per tutte le osterie. L’incontro a palazzo d’Aronco è proseguito con un “monito” affinché nei locali non si disperdano quei valori di promozione e riscoperta, insiti nei sapori antichi di una volta, oltre che nelle tradizioni e nell’ospitalità friulana.

Tra i prossimi progetti, anche seguendo il consiglio contenuto in un discorso pubblico del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “di portare cultura ovunque, anche nelle osterie”, è stata prevista, assieme all’Associazione Cervignano Nostra, di organizzare un’iniziativa denominata “Osteria In Libri”. Trattasi di alcune presentazioni con gli autori che si terranno tra febbraio e marzo, all’interno di alcuni locali affiliati al Comitato e che vedranno la partecipazione di scrittori come Angelo Floramo, Ferruccio Tassin e tanti altri. Gli incontri si svolgeranno tra Cervignano del Friuli e Udine.

Nel frattempo è stata lanciata la campagna adesioni 2019 denominata “Il Comitato ha bisogno di ossigeno”. Per aderire al Comitato Friulano Difesa Osterie e alle sue iniziative, nonché per ricevere il giornale L’osteria friulana, gli interessati possono trovare i riferimenti sul sito www.osteriafriulana.it o chiamare il 339 6394067.

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