Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni

Stagioni e natura

Società
21 settembre 2018

Autunno, tempo di trasformazione

di Rossella Biasiol
In passato per buon auspicio si realizzavano ceste con i prodotti raccolti. E se le riproponessimo nelle nostre cucine? Ecco con cosa potremmo riempirle…
CONDIVIDI
26799
Girasoli (ph. Francesca Bottari)
Società
21 settembre 2018 di Rossella Biasiol Image

È arrivato il tempo del ritorno alla casa, l’estate svanisce, i suoi colori forti e accesi iniziano piano piano a tingersi di nero e di grigio, si spengono e magicamente si avvolgono di mistero.

La natura non muore ma dona gli ultimi fiori, gli ultimi strascichi estivi prima di addormentarsi per rigenerarsi. L’autunno è una stagione calma che passa quasi inosservata ma che regala colori meravigliosi e sensazioni splendide: profumi di sottobosco, cioccolato caldo e torta di mele, aria più frizzante, nuvole che cambiano la forma, foglie che si tingono di rosso, giallo e arancio, balconi e finestre che si colorano di ciclamini, giornate che si accorciano.

Per le persone normali questo periodo è collegato al rientro dalle ferie estive e all’inizio delle scuole, ma non è proprio così. Anche in questo appuntamento vi invito a curiosare nel tempo e nelle tradizioni per ritrovare erbe, fiori e frutta che ci accompagneranno con la loro energia di guarigione fino all’inverno. Nel calendario agricolo poco o nulla è rimasto delle festività legate all’autunno, ma i popoli antichi che vivevano in simbiosi con il Regno

della Natura, in questo periodo si preparavano per celebrare due date molto importanti: Samhain, il nostro Ognissanti, e Mabon che incontriamo adesso in settembre.

Mabon è la festività dell’equinozio, giorno che si trova a metà fra i due solstizi: è un tempo di equilibrio quando giorno e notte sono uguali e astronomicamente si apre la porta all’autunno. Mabon era il dio della giovinezza e della luce, figlio della grande dea gallese Modron e, come tutte le divinità collegate al percorso del Sole e al concetto di rinascita, il suo destino ciclico era come quello di un fiore: nascere dalla Grande Madre, crescere, trasformarsi in frutto e tornare infine alla Terra per poi rinascere in primavera.

Nel tempo antico questo era un momento per fare il bilancio della stagione, si raccoglievano “i frutti del lavoro estivo” e si preparava la scorta in previsione dell’arrivo della stagione fredda: una tradizione di buon auspicio consisteva nel riempire delle grandi ceste con i prodotti raccolti e banchettare per ringraziare gli dei dell’abbondanza ricevuta.

La forma del grande cesto, che è anche il simbolo legato a Mabon, è la Cornucopia il cui significato dal latino cornu-corno e copia-abbondanza, è il seguente: “Vaso a forma di corno, riempito di frutti e coronato d’erbe e di fiori, simbolo della prosperità e della fertilità e attributo iconografico delle divinità ritenute dispensatrici dei beni della terra; in origine, uno dei corni della capra Amaltea, nutrice di Giove”.

La Cornucopia è anche una delle forme armoniose per eccellenza. Se la osservate con “occhi per vedere” noterete che è parte della spirale aurea: torniamo così al Fiore della Vita, al nautilus, alla galassia, alle nostre orecchie, ai nostri chakra… Torniamo alla Genesi. Benvenuto Autunno, dunque. Accogliamo con amore nelle nostre case questa stagione con la sua energia di trasformazione: in cucina la tavola preparata con tovaglia e tovaglioli di colori autunnali, decorata con un bellissimo cesto a forma di cornucopia riempito di noci, more, melograni, ciclamini, girasoli essiccati e foglie autunnali, accanto candele rosse e marroni al profumo di frutti di bosco e cannella: anche questo è riequilibrio energetico degli ambienti e delle persone. Un cesto da realizzare con la consapevolezza di quelli che saranno i doni di Madre Terra…

Melograno

Attributo della Grande Madre, nel suo duplice ruolo di colei che dona e che toglie la vita, la melagrana è simbolo sia di fecondità sia di morte, ne sono testimoni i frutti d’argilla trovati nelle tombe greche del sud Italia. Nell’antico testamento simboleggia la fecondità, la prosperità ma anche la femminilità. Con la sua energia, sia il fiore che il frutto rimettono in equilibrio le forze femminile e maschile, la creatività femminile e accrescono l’intuizione.

Il suo messaggio dice: “...aiuterò a equilibrare il tuo essere portando la longevità nella tua essenza...

Mora

Frutto antichissimo, la mora di rovo è una pianta spinosa appartenente alla famiglia delle rosaceae che cresce spontanea in quasi tutta l’Europa. Da sempre simbolo di convivialità e condivisione, viene annoverata fra i “frutti di bosco” insieme a mirtilli e lamponi. Con la sua energia aiuta a rafforzare la volontà di portare avanti i progetti e di concretizzare le idee; lavorando sul terzo occhio aiuta a “vedere oltre il velo e le maschere”.

Noce

Simbolo di trasformazione e rinnovamento è portatrice di tesori e portafortuna. Per la teoria delle segnature, il gheriglio viene associato al cervello. Con la sua energia aiuta a trovare la propria essenza e a creare intorno a sé

un vero e proprio scudo di protezione.

Girasole

Il nome Helianthus deriva da due parole helios-sole e anthos-fiore in riferimento alla tendenza di questa pianta a girare il capolino verso il sole; è un fiore cosiddetto eliotropico. Nel suo centro ritroviamo la spirale aurea e nel  numero dei suoi petali la meravigliosa serie di Fibonacci. Con la sua energia risolleva l’umore, aiuta a sorridere e a essere felici. Il suo messaggio dice: “...è ora di cambiare, sii felice di essere chi sei...

Ciclamino

Fiore magico per eccellenza, porta un’energia in grado di allontanare le negatività e di avvicinare l’amore e la bellezza. La forma rotondeggiante del fiore, inoltre, viene spesso associata alla fertilità e alla maternità.

Buona armonia

Commenti (0)
Comment