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L'album "Desert"

Cultura e Spettacolo
26 gennaio 2018

La vita oltre il deserto

a cura della redazione
Il contrabbassista Felice Del Gaudio si propone al grande pubblico con un lavoro inedito, in cui vecchi brani ritrovano una nuova linfa
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Cultura e Spettacolo
26 gennaio 2018 della redazione

Felice Del Gaudio, bassista e contrabbassista nato a Lagonegro, vive a Bologna dal 1984. Da poco è uscito il suo nuovo album Desert, contenente dieci tracce dedicate al contrabbasso, di cui nove tratte dai suoi lavori discografici. Ne abbiamo parlato proprio con l’autore.

 

Felice Del Gaudio e Desert: come mai questo nome per il nuovo album?

«Provenendo dal sud a da una regione bellissima come la Lucania mi sono ispirato a dei paesaggi suggestivi che sono stati ripresi nel video clip relativo».

Al suo interno sono presenti 10 brani. Quali messaggi desiderano trasmettere?

«Ogni traccia ha un suo senso e significato profondo, vuole esprimere un mio sentimento da condividere con l’ascoltatore».

Protagonista assoluto dell’album è il contrabbasso: com’è il suo rapporto con questo strumento?

«Come tutti i rapporti è di odio e amore. A volte lui mi guarda e mi dice “Allora oggi si studia? Si suona oggi?” A volte ci assecondiamo a volte no».

Cosa rappresenta per lei il deserto?

«Ognuno di noi attraversa nel ciclo della vita dei periodi aridi, secchi, di solitudine soprattutto in questi tempi bui dove il deserto rappresenta per migliaia di persone uno scoglio vero da superare. Per me rappresenta una metafora della vita».

La sua passione per la musica quando è nata?

«Fin da adolescente ho coltivato la passione della musica e soprattutto la voglia di imparare uno strumento. A 14 anni la chitarra, a 16 anni il basso elettrico a 19 anni ho cominciato a studiare il contrabbasso».

Quando ha capito che la passione sarebbe diventata la sua professione?

«Sin dai primi anni della mia “carriera” ho cominciato a suonare nelle band di rock, nelle orchestre da ballo, ai matrimoni, e poi di lì con tanti altri gruppi e progetti musicali. I primi dischi registrati, le prime serate di jazz; tutto fa parte del proprio bagaglio artistico. Giorno dopo giorno».

Nella sua carriera ha collaborato con grandi artisti (Dalla, Gualazzi, Antonacci…): a chi di loro è maggiormente legato?

«Un po’ a tutti perché da grandi artisti si può ricevere tanto in termini di scambio emotivo e di esperienza. Da ognuno di loro ho carpito qualche segreto».

In questo album la sua è una musica che conduce alla riflessione e all’introspezione.

«Ho scelto un dialogo intimo col contrabbasso per trasmettere delle mie sensazioni in questa fase della mia vita. A volte ci si riesce a volte no».

In passato lei ha suonato in diversi festival in giro per il mondo: la sua musica è più apprezzata in Italia o all’estero?

«Direi che attraverso i miei viaggi e le collaborazioni, la mia musica, condivisa con altri, è stata sempre apprezzata, anche perché è importante “l’italianità” che uno si porta dietro quando suona in contesti internazionali. Questo piace molto al pubblico».

Dopo questo nuovo album, cosa riserva il futuro di Felice Del Gaudio?

«È presto dirlo; per ora mi dedico alla crescita di Desert appena venuto alla luce».

Info: www.felicedelgaudio.it

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