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CarniaMusei

Turismo
24 marzo 2017

Patrimonio senza tempo

di Margherita Reguitti
Un progetto transfrontaliero avviato nel 1998 per valorizzare la cultura del territorio carnico. I 5 musei di partenza sono diventati oggi 32: da collezioni private a esposizioni permanenti
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Museo Geologico della Carnia (ph. Archivio CarniaMusei)
Turismo
24 marzo 2017 di Margherita Reguitti Image

La Carnia è un territorio misterioso e affascinante; una terra scevra di vanità ma ricca di tesori di cultura con radici nel passato, di vivacità di tradizioni vissute nel presente, di un patrimonio di valori radicati nella sua gente. Il modo migliore per imparare a conoscerla è a piccole tappe, senza fretta, con il desiderio di lasciarsi affascinare dalla bellezza e dall’atmosfera ora malinconica ora gaia. Il viaggiatore amante del passo lento e rispettoso incontrerà così una passione vera e ricambiata.

Vi sono vari modi per scoprirla; attraverso i percorsi naturalistici e sportivi, ma anche percorrendo le valli in cerca delle città e delle piccole comunità dove è conservato con cura un patrimonio storico-artistico e di sapienza di mestieri. Non vi sono punti di partenza obbligati; in questo possibile viaggio le indicazioni vengono fornite da CarniaMusei, un progetto avviato dalla Comunità Montana, oggi Unione Territoriale Intercomunale – UTI –, che raggruppa, gestisce e valorizza 32 realtà museali, organizzando anche laboratori e attività didattiche.

Conca Tolmezzina

A Tolmezzo incontriamo due strutture espositive: il Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” e la Pinacoteca dedicata alla pittrice Cornelia Corbellini. Il primo propone un allestimento dedicato agli arredi di antiche case padronali e di botteghe artigianali, collezioni di dipinti, di maschere carnevalesche, di strumenti musicali e di ex-voto. Una sezione è dedicata a Jacopo Linussio, imprenditore tessile della prima metà del ‘700 che seppe imporsi a livello internazionale. Palazzo Frisacco ospita invece la collezione di Cornelia Corbellini (1919-2014) pittrice tolmezzina formatasi all’Accademia di Belle arti di Venezia che scelse la Carnia e la sua gente quale tema della propria arte.

L’arte contemporanea è protagonista all’Art Park di Verzegnis, esposizione all’aperto di artisti internazionali di arte povera, land art e minimalismo. A Illegio è ancora in funzione il settecentesco Mulin dal Flec dove trovano spazio gli strumenti degli antichi mestieri, mentre a Cavazzo Carnico gli appassionati di vicende belliche della Grande Guerra incontreranno la mostra dedicata al Monte Festa.

Val Tagliamento

A Lauco il viaggiatore può conoscere l’antica tradizione delle latterie turnarie dell’altipiano, mentre nella vicina Preone, nel Palazzo Lupieri, esempio di stile carnico a loggioni sovrapposti, si trova “Preone 200 milioni di Anni”, esposizione naturalistica collegata al vicino sentiero attrezzato “Stavoli Lunas”, percorribile in un’ora.

Ampezzo ospita il Museo Geologico della Carnia e la Pinacoteca Davanzo. Il primo è un viaggio a ritroso di 450 milioni di anni attraverso la storia geologica della regione, raccontata dalla collezione scientifica, con la possibilità di sperimentare nello spazio multimediale pensato per bambini e adulti.

Marco Davanzo (1872-1953) fu pittore espressionista e personalità artistica di spicco nel panorama internazionale. Nella galleria a lui intitolata sono esposte le opere più significative della sua produzione accanto alla fedele ricostruzione dello studio.

A Sauris il Centro etnografico “Haus van der Zahre” organizza mostre temporanee mentre il Centro Storiografico presenta reperti legati alla religiosità locale. A Forni di Sopra nella latteria Casina di Vico trovano spazio gli attrezzi dei tipici mestieri di borgata alpina.

Val Degano e Val Pesarina

A Cludinico di Ovaro in Val Degano si penetra nelle viscere della terra in un tratto di miniera di carbone ora sede museale, mentre a Ovaro, in località Aplis, è aperto il Museo del legno e della segheria veneziana. Le ceramiche Planelas e Scugjelas sono invece protagoniste a Cella, accanto al Museo della Pieve di Gorto.

Dalla Val Degano si passa in Val Pesarina. A Pesariis, accanto alla chiesa, è visitabile Casa Bruseschi, museo etnografico con mobili e suppellettili originali di una ricca famiglia settecentesca. Raccontano trecento anni di storia gli orologi da parete e da torre esposti nel vicino Museo dell’Orologeria Pesarina.

Proseguendo in direzione di Sappada, a Forni Avoltri viene proposta la visita alla collezione etnografica “Cemu’ot chi erin” e alla mostra dedicata alla Prima guerra mondiale.

Val But

L’archeologia è ben rappresentata a Zuglio, nel Civico Museo Archeologico “Iulium Carnicum”, dedicato all’organizzazione urbana, sociale ed economica della città romana più settentrionale d’Italia, mentre nell’orto botanico Giardino dei Semplici sono coltivate varietà velenose, mangerecce e officinali.

Ad Arta Terme, grazie a una donazione privata, è allestita la Mostra Permanente del Fossile. Lungo la Val Chiarsò si raggiunge Paularo, sede della Mozartina, esposizione di preziosi e antichi strumenti musicali; dall’organo al clavicembalo e al pianoforte.

Ritornando a Sutrio, in Val But, è permanente l’allestimento del Presepio di Teno, animato meccanicamente sullo sfondo del paesaggio carnico. A Cercivento la Farie di Checo è una fucina di fabbro del ‘400; a Paluzza la Siê da Fuce propone una segheria veneziana. Attività sulle quali svetta la Torre di guardia Moscarda.

A Timau le vicende drammatiche del fronte durante il primo conflitto mondiale sono testimoniate dai reperti, documenti, fotografie e armamenti allestiti nel Museo Storico “La Zona Carnia nella Grande Guerra”. Nella vicina località Laghetti di Timau, si può visitare il Centro Visite del Geoparco della Carnia, punto informativo multimediale di lettura geologica delle Alpi Carniche, mentre a Cleulis rivive l’antica Latteria turnaria del paese.

Il nostro viaggio tra arte, storia, tradizioni e bellezze naturali si conclude a Treppo Carnico nella Galleria d’arte moderna “Enrico De Cillia”, artista e collezionista. Gli spazi ospitano sia la collezione permanente, con opere di artisti internazionali, da Zigaina a Pittino e Sironi, sia mostre a termine, come la recente antologica dedicata al pittore goriziano Cesare Mocchiutti.

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