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A Gorizia "Una stanza tutta per sé"

Attualità
24 febbraio 2017

Un nuovo spazio per donne e minori maltrattati

di Margherita Reguitti
Nella caserma provinciale dei Carabinieri la prima area in regione per accogliere coloro che denunciano i propri maltrattanti. Grazie alla collaborazione tra l'Arma e Soroptimist
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Da sinistra: Carboni, Lia, Franco e Picco
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24 febbraio 2017 di Margherita Reguitti Image

"Una stanza tutta per sè" è il nuovo spazio aperto a Gorizia, prima in regione, per accogliere donne e minori che denunciano i propri maltrattanti. Il progetto nasce grazie alla collaborazione fra il Soroptimist Club Italia e l'Arma dei Carabinieri, ed è già funzionante in 70 città italiane, da nord a sud, da Torino a Lecce. Il nome si rifà a un saggio di Virginia Woolf nel quale la scrittrice racconta di una stanza dove le donne possano raccogliere i propri pensieri ed esprimerli.

A Gorizia il luogo dove gli inquirenti dell'Arma o della procura della Repubblica possono svolgere le audizioni dei denuncianti è ora accogliente, riservato e confortevole. Si tratta di un'area composta da due stanze e un corridoio al piano terra della caserma del comando provinciale di corso Verdi, ex istituto magistrale dove insegnarono il poeta Biagio Marin e il pittore Tullio Crali. All'inaugurazione molte le autorità accanto alle presidenti nazionale e locale del sodalizio, Leila Picco e Antonella Franco Recchia.

"Dopo il lavoro di sensibilizzazione contro le violenze - ha ricordato la presidente Picco - siamo passate alla realizzazione di obiettivi precisi, come nel caso di queste strutture. Abbiamo iniziato nell'ottobre del 2015 da Torino e a oggi i risultati sono buoni. Le donne sanno di questa opportunità e chiedono espressamente di essere ascoltate dalle forze dell'ordine in queste stanze. A fine maggio l'esperienza e un primo bilancio saranno presentati in un convegno che si svolgerà a Roma nella sede del Senato".

Questa iniziativa per la presidente del Soroptimist goriziano, Antonella Franco Recchia, è solo una tappa delle molte messe in atto contro le violenze, soprattutto con la finalità di portare le donne alla consapevolezza che serve denunciare; attualmente infatti si ritiene che solo il 10% del fenomeno emerga.

“Ogni anno - ha dichiarato il procuratore capo, Massimo Lia - sono una cinquantina i casi che approdano all'attenzione degli inquirenti della Procura della Repubblica, oltre alle molte denuncie per stalking. La mancanza di strutture dove svolgere le audizioni protette è causa dell'allungarsi dei tempi delle indagini e del conseguente aumento del numero dei procedimenti aperti".

"La violenza contro donne e minori - ha ricordato il comandante provinciale dei carabinieri, Alessandro Carboni - è un fenomeno che non accenna a diminuire, anche se Gorizia e l'Isontino possono essere considerate zone più sicure rispetto ad altre nel Paese".

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