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La storia di Rocky

Attualità
19 maggio 2014

Aiello, un cavallo per unire bambini e aziani

di Livio Nonis
Opera di cartapesta donata dagli ospiti della Casa di Riposo ai piccoli allievi della scuola dell'infanzia.
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I bambini della scuola dell'infanzia giocano con Rocky
Attualità
19 maggio 2014 di Livio Nonis Image

Questa è la storia di Rocky, un cavallo di cartapesta. Un cavallo che unisce due realtà di vita, due generazioni, due mondi; gli anziani della Casa di Riposo comunale “Casa Mafalda” e i bambini della Scuola dell’Infanzia “Bonaldo Stringher”, entrambe di Aiello del Friuli.

Rocky é nato nel laboratorio creativo della casa di riposo, dove i nonni hanno realizzato con le loro energie, entusiasmo e passione, coordinati da un animatore, questo personaggio di cartapesta. Per i bambini della scuola dell’infanzia durante le loro periodiche visite alla casa di riposo è stata una meravigliosa scoperta vedere quello che i nonni sono riusciti a realizzare. E così, dopo essere transitato nelle scuole del comune Rocky è giunto anche alla scuola dell’infanzia, dove si fermerà definitivamente per la gioia dei bambini che se ne prenderanno cura.

Questa esperienza è nata dal progetto di Cittadinanza attiva “Doniamo un sorriso”, incontro e scambio tra generazioni. Un progetto che mira a favorire la riscoperta di situazioni autentiche e l’essenza del creare insieme attraverso la semplicità dell’incontro e dello scambio tra diverse età, valorizzando il ruolo dell’anziano come bene prezioso per favorire il dialogo con i più piccoli. Per gli anziani, gli incontri con i bambini rappresentano un momento di festa, un evento straordinario nel loro vivere quotidiano, scandito da tempi e spazi mono-generazionali. Scambiarsi parole, sorrisi, gesti; giocare e parlare insieme sono attività in grado di restituire all’anziano un’estensione progettuale sul domani, ridandogli un ruolo da protagonista della propria vita.

Allo stesso tempo i bambini hanno l’opportunità di socializzare e allacciare relazioni significative con altri adulti al di fuori della propria famiglia, scoprendo esperienze e memorie di vita distanti dal loro mondo. Un’occasione formativa indispensabile per la loro crescita, che può diventare un modello educativo da adottare in altri contesti al fine di educare al rispetto e alla comprensione reciproca, favorendo la solidarietà tra generazioni.

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