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	<title>pordenone &#8211; imagazine.it</title>
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		<title>Stefano Mancuso. Monotipi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:37:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="969" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/mancuso.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mancuso" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/mancuso.webp 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/mancuso-300x213.webp 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/mancuso-1024x726.webp 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/mancuso-768x545.webp 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Stefano Mancuso. Monotipi 1"> A Pordenone in mostra la produzione artistica del fondatore della neurobiologia vegetale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dell’edizione 2026 di <strong>Pordenonelegge</strong>, lo spazio espositivo <strong>Die Gelbe Wand</strong>, all’interno del nuovo spazio culturale <strong>Mercati Culturali di Pordenone e</strong><strong> inserito nel dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027</strong><strong>,</strong> presenta <strong>“Stefano Mancuso. Monotipi”</strong>, mostra personale dedicata alla produzione artistica di Stefano Mancuso, scienziato di fama internazionale, fondatore della neurobiologia vegetale e tra le voci più autorevoli della ricerca e della divulgazione sul mondo delle piante.</p>
<p>Curata da <strong>Marco Minuz</strong>, la mostra sarà aperta dal <strong>17 settembre al 25 ottobre 2026</strong> e presenterà <strong>25 opere su carta, monotipi realizzati da Mancuso</strong>, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere un aspetto meno noto ma ormai centrale della sua ricerca: una pratica artistica nella quale osservazione scientifica, materia vegetale e sensibilità espressiva entrano in relazione diretta. La grande parte di queste opere sono state realizzate specificatamente per questo progetto espositivo.</p>
<p>I monotipi di Stefano Mancuso nascono infatti dalle piante stesse. Foglie e altri elementi vegetali vengono utilizzati nel processo di stampa, imprimendone direttamente sulla carta forme, nervature e strutture attraverso l&#8217;impiego di inchiostri e differenti cromie. Mancuso riprende così l’antica tecnica del monotipo – procedimento che, per sua natura, genera un esemplare unico e non riproducibile – e la reinterpreta attraverso la propria esperienza di scienziato e studioso del mondo vegetale.</p>
<p>Ne risultano immagini nelle quali la pianta non è semplicemente rappresentata, ma ne diventa sostanza. Ogni monotipo diventa così l’esito irripetibile dell’incontro fra organismo vegetale, gesto, materia e colore.</p>
<p>La mostra assume un significato particolare all’interno del percorso di Mancuso. Se la sua attività scientifica ha contribuito a modificare profondamente il modo in cui rapportiamo alle piante, mettendone in evidenza capacità di adattamento, comunicazione, cooperazione e straordinaria complessità, la sua produzione artistica trasferisce questa stessa attenzione sul terreno della raffigurazione. Arte e scienza non costituiscono, in questo senso, due ambiti separati, ma differenti modalità di osservazione e conoscenza del vivente.</p>
<p>Questa ricerca ha ormai trovato spazio anche in importanti contesti espositivi internazionali. Negli ultimi anni Mancuso ha partecipato a progetti e mostre in istituzioni e manifestazioni internazionali quali <strong>Palazzo Strozzi a Firenze, la Triennale di Milano, la Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi, il NXT Museum nei Paesi Bassi, la Biennale Architettura e la Biennale Arte di Venezia, la Thailand Biennale, il Museum of Contemporary Art di Kanazawa e la Tokyo University of the Arts</strong>.</p>
<p>In concomitanza di Pordenonelegge la mostra sarà fruibile dal 17 al 20 di settembre, dalle ore 11 alle ore 19; successivamente sarà aperta solo nei fine settimana.</p>
<p>Nei prossimi giorni sarà annunciato un incontro pubblico con Stefano Mancuso in occasione della mostra a Mercati Culturali Pordenone.</p>
<p>Nel corso dell’esposizione si terranno degli eventi speciali che saranno aperti al pubblico.</p>
<p><strong>Stefano Mancuso</strong> è professore all’Università di Firenze, fondatore della neurobiologia vegetale e una delle principali autorità internazionali nello studio dei processi di segnalazione e comunicazione delle piante. Ha pubblicato oltre 300 articoli scientifici su riviste internazionali e i suoi libri, tradotti complessivamente in 27 lingue, hanno contribuito a diffondere presso un vastissimo pubblico una nuova comprensione dell’intelligenza e del comportamento vegetale. Una selezione in merito: <em>Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale</em>; <em>Plant Revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro</em> (Premio Galileo); <em>La nazione delle piante</em>; <em>L&#8217;incredibile viaggio delle piante</em>; <em>Tree Stories</em>; <em>Il Cantico della terra</em>.</p>
<p><strong>“Stefano Mancuso. Monotipi”</strong> è un progetto <strong>Die Gelbe Wand – Mercati Culturali</strong>, in collaborazione con <strong>Spazio Antiruggine</strong> e <strong>Suazes</strong>, con il contributo della <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong> e del <strong>Comune di Pordenone</strong>. L’esposizione si inserisce nel programma di iniziative legate al percorso <strong>di Pordenone</strong><strong> Verso Capitale italiana della Cultura 2027</strong></p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong></p>
<p><strong>Stefano Mancuso. Monotipi</strong><br />
a cura di Marco Minuz</p>
<p>17 settembre – 25 ottobre 2026<br />
Die Gelbe Wand<br />
Mercati Culturali, Pordenone, via delle Caserme 22</p>
<h3>Orari</h3>
<p>Giovedì e Venerdì 15-18; Sabato e Domenica 11-18</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://studioesseci.musvc3.net/e/tr?q=0%3dNZ5XOe%26p%3dX%26A%3dW8XQ%26J%3d5gWXCd%26H%3dCxQCN_vxpu_7h_EvWw_Ok_vxpu_6m00v0xOm0HGxRE6pFCJvA2IsK2.Dx_OnxT_YcDx%26A%3d0PwSzX.rBG%26Dw%3dZQ8x6eYD%26QF%3dWDYSeCXSV7aQZC%26E%3dRe0XRcgc1ejc1dC0Vc0f1dDYOd7c2Yeg1ViY3Vj9VafY2dB01Ai9xX8eQdDcT9DB&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://studioesseci.musvc3.net/e/tr?q%3D0%253dNZ5XOe%2526p%253dX%2526A%253dW8XQ%2526J%253d5gWXCd%2526H%253dCxQCN_vxpu_7h_EvWw_Ok_vxpu_6m00v0xOm0HGxRE6pFCJvA2IsK2.Dx_OnxT_YcDx%2526A%253d0PwSzX.rBG%2526Dw%253dZQ8x6eYD%2526QF%253dWDYSeCXSV7aQZC%2526E%253dRe0XRcgc1ejc1dC0Vc0f1dDYOd7c2Yeg1ViY3Vj9VafY2dB01Ai9xX8eQdDcT9DB%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1789652704758000&amp;usg=AOvVaw0ErAnrYzbmkpKZJtSAO9r7">https://<wbr />mercaticulturalipordenone.it/<wbr />it</a></span></p>
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		<title>Salman Rushdie per l&#8217;esordio di Pordenonelegge</title>
		<link>https://imagazine.it/events/salman-rushdie-per-lesordio-di-pordenonelegge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:46:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[pordenonelegge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="955" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Salman-Rushdie_Rachel-Eliza-Griffiths.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Salman Rushdie Rachel Eliza Griffiths" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Salman-Rushdie_Rachel-Eliza-Griffiths.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Salman-Rushdie_Rachel-Eliza-Griffiths-300x210.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Salman-Rushdie_Rachel-Eliza-Griffiths-1024x716.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Salman-Rushdie_Rachel-Eliza-Griffiths-768x537.jpg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Salman Rushdie per l&#039;esordio di Pordenonelegge 2"> Con l’editorialista Federico Rampini offrirà una testimonianza preziosa sul valore della libera espressione in un mondo scosso dai fondamentalismi</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Salman-Rushdie_Rachel-Eliza-Griffiths.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/salman-rushdie-per-lesordio-di-pordenonelegge/">Salman Rushdie per l&#8217;esordio di Pordenonelegge</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Salman Rushdie (© Rachel Eliza Griffiths)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si apre<strong> mercoledì 16 settembre </strong>la 27ª edizione di<strong> pordenonelegge, Festa del libro e della libertà</strong>.</p>
<p>L’urgenza di difendere l&#8217;indipendenza della parola scritta trova espressione nell’evento inaugurale: alle 20 salirà sul palco del<strong> Teatro Verdi di Pordenone </strong>il grande scrittore e saggista<strong> Salman Rushdie, </strong>icona planetaria della resistenza intellettuale e del coraggio di fronte a ogni forma di censura e fanatismo.</p>
<p>Con l’editorialista<strong> Federico Rampini </strong>sarà protagonista di un dialogo sul filo rosso<strong> <em>&#8220;Linguaggi della verità&#8221;</em></strong>. L&#8217;incontro offrirà una testimonianza preziosa sul valore della libera espressione in un mondo scosso dai fondamentalismi.</p>
<p>La presenza di Rushdie inaugura così una cinque giorni densa di riflessioni che si chiuderà<strong> domenica 20 settembre </strong>con l’intervento del Presidente della Repubblica Italiana<strong> Sergio Mattarella </strong>e che guiderà Pordenone e il Friuli Venezia Giulia verso il traguardo di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Salman-Rushdie_Rachel-Eliza-Griffiths.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/salman-rushdie-per-lesordio-di-pordenonelegge/">Salman Rushdie per l&#8217;esordio di Pordenonelegge</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pordenone si prepara alla Grande Tombola</title>
		<link>https://imagazine.it/events/pordenone-si-prepara-alla-grande-tombola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[eveti]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="873" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Tombola_SOMSI_PN_StudioProfili.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tombola SOMSI PN StudioProfili" decoding="async" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Tombola_SOMSI_PN_StudioProfili.jpeg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Tombola_SOMSI_PN_StudioProfili-300x192.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Tombola_SOMSI_PN_StudioProfili-1024x654.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Tombola_SOMSI_PN_StudioProfili-768x491.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Pordenone si prepara alla Grande Tombola 3"> Quest'anno sarà Parco Galvani a ospitare l'evento che dal 1873 strega i cittadini tra spettacoli, socialità e trepidazione</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Tombola_SOMSI_PN_StudioProfili.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/pordenone-si-prepara-alla-grande-tombola/">Pordenone si prepara alla Grande Tombola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>(ph. Studio Profili)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torna la grande<strong> Tombola di Pordenone </strong>promossa dalla<strong> Storica Società Operaia</strong>, manifestazione popolare dal 1873, come racconta l’archivio SOMSI che ne custodisce la prima locandina nota, risalente a soli pochi anni dopo la fondazione del Sodalizio nel 1866.</p>
<p>La data è sempre quella della festa cittadina della Madonna delle Grazie, ovvero <strong>martedì 8 settembre</strong>,<strong> </strong>ma la location quest’anno cambia: considerati i lavori in corso che coinvolgono l’area della Loggia del Municipio, tradizionale collocazione dell’evento, la<strong> Tombola </strong>si sposta in un altro dei luoghi-simbolo della città, ovvero a<strong> Parco Galvani</strong>, raccogliendo il testimone dall’altra grande kermesse d’inizio settembre, ovvero la Pordenone Pedala, che compare tra i partner dell’operazione.</p>
<p>Un appuntamento che riunisce, accanto alla SOMSI, le maggiori istituzioni cittadine: in primis il Comune di Pordenone – Verso Capitale Italiana della Cultura, Pordenone Fiere, ConfCommercio, Associazione Pordenone Pedala, Pro Loco Pordenone, Banca 360, IZC Costruzioni, Sincromia, Vicenzi, Beass e Claps.</p>
<p>Inizio dello spettacolo alle ore 17, con la comicità de<strong> I Papu</strong>, Andrea Appi e Ramiro Besa, ad animare come sempre il palcoscenico, tra fulminanti gag e improvvisazioni, insieme <strong>alla musica di Claire D. </strong>(ovvero Chiara Lo Presti) nel concerto<strong> “<em>Woman in black</em>”</strong>, accompagnata dalla band formata da Paolo Fenos alle tastiere, Marco Baldi alla chitarra, Alberto Fenos al sax e percussioni, Piero Cescut al basso, Oscar Varnier alla batteria.</p>
<p><strong>L’estrazione è prevista dalle ore 18.30</strong>, con i premi in palio per i più fortunati: Quaterna € 300, Cinquina € 500, Prima tombola € 1.200, Seconda tombola € 400.</p>
<p><strong>Per l’occasione nel Parco saranno allestiti due punti di ristoro</strong> e inoltre <strong>il Palazzo del Fumetto </strong>offrirà l’opportunità di visitare, con apertura straordinaria dalle 15 alle 19, le sale del Museo e le due mostre temporanee attualmente allestite: “<em>Li Orbi de Mozana</em>”, con le tavole della graphic novel di Gioele Filippo dedicata a uno degli episodi più tragici della storia friulana del Cinquecento, e “<em>Toppi – Le profondità verticali</em>” incentrata su Sergio Toppi, uno dei più influenti, geniali e rivoluzionari fumettisti italiani.</p>
<p>Ingresso ridotto per i possessori delle cartelle della Tombola, che sono già in vendita presso la sede della SOMSI a Palazzo Gregoris, la Cartoleria Ellero e il negozio L’Aquilone, tutti in Corso Vittorio Emanuele, e presso la Casetta della Pordenone Pedala. Saranno inoltre a disposizione dei partecipanti direttamente a Parco Galvani nel pomeriggio della manifestazione.</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Tombola_SOMSI_PN_StudioProfili.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/pordenone-si-prepara-alla-grande-tombola/">Pordenone si prepara alla Grande Tombola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guido Cecere. Wunderkammer</title>
		<link>https://imagazine.it/events/guido-cecere-wunderkammer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="981" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Sovrimpressioni-R-11.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sovrimpressioni R 11" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Sovrimpressioni-R-11.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Sovrimpressioni-R-11-300x215.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Sovrimpressioni-R-11-1024x735.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Sovrimpressioni-R-11-768x552.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Guido Cecere. Wunderkammer 4"> Pordenone celebra l'eredità visiva del fotografo e art director: un focus espositivo di rilievo nazionale sui celebri Calendari d'autore stampati in scala reale 1:1 e sul ribaltamento zenitale del banco ottico</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Sovrimpressioni-R-11.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/guido-cecere-wunderkammer/">Guido Cecere. Wunderkammer</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Un <strong>grande evento espositivo</strong>, capace di <strong>ridefinire i confini tra fotografia commerciale, linguaggi storici della Pop Art, erudizione visiva contemporanea</strong>. Al tempo stesso, <strong>l’omaggio all&#8217;intuizione pionieristica di Guido Cecere</strong>, un intellettuale visivo che ha saputo fondere il rigore geometrico della grande grafica editoriale all&#8217;immediatezza “democratica” dell&#8217;immaginario di massa: <strong>da venerdì 12 settembre e fino al 28 novembre 2026, la Galleria Sagittaria di Pordenone</strong>, sede espositiva di <strong>Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone</strong>, ospita <strong><em>Guido Cecere. Wunderkammer</em></strong>, la 517ª mostra promossa dal <strong>Centro Iniziative Culturali Pordenone</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Curata a sei mani da <strong>Angelo Bertani, Walter Criscuoli e Fulvio Dell’Agnese</strong>, la mostra è realizzata in collaborazione con il <strong>Comune di Pordenone, </strong><strong>ed è tra i progetti selezionati dal Comune di Pordenone nell’ambito dell’Avviso pubblico “Verso Pordenone 2027”, </strong>dedicato alle iniziative che contribuiscono a sviluppare i temi e le progettualità delineati nel dossier di candidatura di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027. Sostengono l’iniziativa anche la <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli</strong> e <strong>Unione Artigiani della provincia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il percorso espositivo si focalizza </strong><strong>sulle originali modalità di costruzione dello scatto fotografico che valsero a Cecere anche il Premio per il miglior Calendario fotografico europeo, alla Fiera del Libro di Francoforte del 199</strong>4: ovvero, <strong>quell’attenta regia visiva simile a una camera delle meraviglie, la <em>Wunderkammer</em></strong> appunto. Ma la personalità dell’artista è sempre strettamente connessa anche al suo <strong>inesauribile spirito di collezionista</strong>: e la mostra permette di apprezzare questa cifra identitaria, nella consapevolezza che la catalogica narrazione della realtà &#8211; orchestrata da miriadi di cartoline e materiali pubblicitari, insegne e pupazzi con fotocamera sul treppiede o a tracolla – abbia costantemente nutrito la creatività di Guido Cecere.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A sette anni dalla scomparsa del Maestro, avvenuta nel 2019, la mostra scavalca la dimensione del mero “tributo”,</strong> per imporsi all&#8217;attenzione della critica e della stampa nazionale <strong>analizzando, per la prima volta in modo sistematico, il genio teorico e pratico dell’autore</strong>, titolare della cattedra di fotografia all&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia, stimato docente a Urbino e Roma, <strong>capace di trasformare la fotografia promozionale e industriale in un sofisticato territorio di indagine filosofica, meta-iconografica e di pura sperimentazione formale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Formatosi al celebre Corso Superiore di Arte Grafica di Urbino <strong>sotto la guida di giganti della comunicazione del Novecento come Albe Steiner e Michele Provinciali</strong>, e successivamente <strong>specializzatosi in fotografia creativa al London College of Printing con Jorge Lewinsk</strong>i, Guido Cecere ha attinto la lezione dirompente della <strong>Pop Art britannica</strong> direttamente sul campo, frequentando nei primi anni Settanta i mercati storici di Camden e Portobello. <strong>È in quell&#8217;humus culturale che l&#8217;autore ha compreso come l’oggetto di consumo e il frammento della civiltà industriale potessero farsi veicolo di una comunicazione universale e transgenerazionale</strong>. Il percorso espositivo della Galleria Sagittaria evidenzia come la sua intera produzione abbia sistematicamente e ironicamente scardinato la rigida distinzione accademica tra cultura elitaria e sottocultura pop.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Come sottolinea Fulvio Dell’Agnese, storico dell&#8217;arte e Presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone, Guido Cecere ha orchestrato un &#8220;sorridente catalogo del visibile&#8221;,</strong> una vera e propria <strong>archeologia narrativa</strong> in cui l&#8217;inquadratura non consuma né sciupa la realtà, ma la eleva a un grado superiore di meraviglia. Nei cassetti del suo studio e della sua abitazione, trasformata in una vera e propria camera delle meraviglie che dà il titolo alla mostra, Cecere ha accumulato e catalogato con amorevole precisione migliaia di cartoline analogiche, insegne d&#8217;epoca e giocattoli iconici a tema fotografico. Questa imponente collezione di modernariato pop, che spazia dalle preziose ceramiche di Limoges ai gadget degli ovetti Kinder, non costituiva un semplice accumulo collezionistico, bensì la linfa vitale e il repertorio iconografico da cui il fotografo attingeva per reinventare la sintassi delle immagini.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La sezione centrale della mostra documenta la straordinaria rivoluzione applicata da Cecere al mondo della committenza aziendale</strong>, con un focus approfondito sui celebri <strong>Calendari d&#8217;autore</strong> <strong>realizzati a partire dagli anni Ottanta</strong>, tra cui spicca lo storico, fecondo e quarantennale sodalizio con Ceramica Dolomite che gli valse il Premio per il miglior calendario fotografico europeo alla Fiera del Libro di Francoforte del 1994.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il critico d&#8217;arte Aldo Iori analizza «lo specifico <em>modus imaginis</em> codificato da Cecere per questi supporti di larga diffusione, trasformati da semplici oggetti promozionali in opere d&#8217;arte autonome</strong> attraverso una straordinaria intuizione tecnica e concettuale: la stampa in rapporto uno a uno. Sfidando la tradizionale e didascalica fotografia industriale del tempo, <strong>Cecere sceglieva di riprodurre gli elementi vegetali, le sezioni macroscopiche di frutti o gli oggetti di modernariato nelle loro esatte dimensioni reali, annullando ogni mediazione di scala e generando un potente effetto <em>trompe l&#8217;oeil</em></strong> che instaurava un legame empatico e immediato con lo spettatore sulla parete di casa o dell&#8217;ufficio».</p>
<p style="font-weight: 400;">Per ottenere questa assoluta precisione geometrica, l&#8217;autore utilizzava magistralmente il banco ottico operando complessi scatti zenitali: posizionava gli oggetti in orizzontale sul piano di lavoro e compieva poi un radicale ribaltamento prospettico nel momento in cui l&#8217;immagine veniva presentata in modo frontale e verticale sulla parete del calendario. Questi &#8220;<strong>Wunderquadrate</strong>&#8221; (quadrati delle meraviglie) si configurano come raffinati dispositivi spaziotemporali di straordinaria efficacia visuale, dove la rigorosa composizione geometrica e l&#8217;intenzionalità dell&#8217;inquadratura isolano la forma dal caos della società dei consumi, elevando il banale quotidiano a dignità artistica assoluta.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il genio di Cecere risiede anche nella sua capacità di inserire complessi contenuti ontologici e riflessioni sulla temporalità sotto la superficie di immagini apparentemente leggere</strong>, solari e commerciali. Il co-curatore della mostra <strong>Angelo Bertani evidenzia come l&#8217;approccio scientifico di Cecere fosse profondamente influenzato dal metodo stratigrafico del nonno materno Michele Gervasio</strong>, celebre archeologo e storico direttore del Museo Archeologico di Bari.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Applicando l&#8217;archeologia al mondo moderno, <strong>Cecere ha saputo raccogliere i reperti visuali del territorio dei consumi, trasformando gli oggetti d&#8217;uso comune in &#8220;cose&#8221; cariche di echi emotivi e soggettivi,</strong> secondo la celebre teorizzazione filosofica di Remo Bodei. Nelle serie delle sovrimpressioni e nelle indagini visive dedicate alla <strong>costruzione mitologica del simulacro di Marilyn Monroe</strong>, Cecere <strong>esplora con lucidità la fragilità, l&#8217;ambiguità e la precarietà della bellezza massificata</strong>».</p>
<p style="font-weight: 400;">Si tratta di <strong>una fotografia profondamente umanistica</strong> e legata al controllo fisico e intellettuale delle tecniche analogiche, che oggi si pone <strong>in aperta e lucida antitesi rispetto alle contemporanee derive algoritmiche della creatività generata dall&#8217;intelligenza artificiale</strong>. <strong>Come ricorda il giornalista e critico Michele Smargiassi, Guido Cecere concepiva l&#8217;arte principalmente come relazione e scambio tra esseri umani, rifiutando la noia accademica per abbracciare una storia della fotografia non convenzionale</strong>, &#8220;non vasariana&#8221;, intesa come una parata festosa ed entusiastica del saper vedere. Le sue composizioni erano <strong>sofisticate sfide all&#8217;entropia del mondo</strong>, esperimenti di arte combinatoria in cui ogni frammento trovava una propria nicchia spaziale armonica, <strong>ricordandoci che l&#8217;immagine è fatta della stessa materia dei giochi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad arricchire la portata del progetto espositivo, <strong>il Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia (CRAF) di Spilimbergo, in stretta sinergia con il Centro Iniziative Culturali Pordenone, firma un cartellone di quattro eventi culturali</strong> ospiti della Sala Appi di Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone (alle ore 18). Il programma si aprirà <strong>venerdì 18 settembre nell’ambito del festival pordenonelegge</strong>, con un focus intitolato &#8220;<strong>Guido Cecere. Wunderkammer</strong>&#8220;, protagonista Michele <strong>Smargiassi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli approfondimenti critici proseguiranno nel mese di <strong>ottobre: giovedì 15</strong>, i curatori <strong>Angelo Bertani</strong> e <strong>Walter Criscuoli</strong> presenteranno l&#8217;intervento &#8220;<strong>Sulle tracce di Guido</strong>&#8220;, analizzando il legame tra l&#8217;oggetto ritrovato e il pensiero critico; <strong>giovedì 22</strong> i grandi maestri della fotografia <strong>Elio Ciol</strong> e <strong>Stefano Ciol</strong> <strong>dialogheranno</strong> con <strong>Alvise Rampini</strong> nell&#8217;appuntamento &#8220;<strong>Firmato Ciol</strong>&#8220;, che connetterà la memoria degli scambi dei due fotografi con Cecere ai <strong>futuri progetti dei Ciol </strong>nel contesto <strong>di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.</strong> infine, <strong>giovedì 29 ottobre</strong>, <strong>Leonardo Fabris</strong> condurrà l&#8217;incontro &#8220;<strong>Un giovane fotografo e l’importanza di un maestro</strong>&#8220;, incentrato sul fondamentale ruolo didattico svolto da Cecere nelle accademie italiane.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra &#8220;<strong>Guido Cecere. Wunderkammer</strong>&#8221; resterà <strong>aperta al pubblico con ingresso libero</strong> dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle ore 19:00, offrendo ai media nazionali e al pubblico internazionale l&#8217;occasione irripetibile di riscoprire un pioniere assoluto della cultura visuale contemporanea.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sede della mostra: Galleria Sagittaria, Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone, Via Concordia 7, Pordenone / <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.centroculturapordenone.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.centroculturapordenone.it&amp;source=gmail&amp;ust=1788250237168000&amp;usg=AOvVaw35D6BipYWQ7D2im7VztB0z" target="_blank" rel="noopener">www.centroculturapordenone.it</a></span> / <a href="mailto:cicp@centroculturapordenone.it">cicp@centroculturapordenone.it</a> / tel 04341751570</p>
<p style="font-weight: 400;">Periodo di apertura: 12 settembre – 28 novembre 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">Orari di apertura: Da lunedì a sabato, ore 10:00 &#8211; 19:00 (Ingresso gratuito)</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Sovrimpressioni-R-11.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/guido-cecere-wunderkammer/">Guido Cecere. Wunderkammer</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Gustav Mahler Jugendorchester</title>
		<link>https://imagazine.it/events/gustav-mahler-jugendorchester/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 10:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="696" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/GMJO_Teatro-Verdi1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="GMJO Teatro Verdi1" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/GMJO_Teatro-Verdi1.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/GMJO_Teatro-Verdi1-300x153.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/GMJO_Teatro-Verdi1-1024x522.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/GMJO_Teatro-Verdi1-768x391.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Gustav Mahler Jugendorchester 5"> A Pordenone i 112 giovani musicisti da 22 Paesi della più prestigiosa orchestra giovanile europea. Sul podio il direttore e pianista svizzero Philippe Jordan</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/GMJO_Teatro-Verdi1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/gustav-mahler-jugendorchester/">Gustav Mahler Jugendorchester</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>La Gustav Mahler Jugendorchester</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni estate oltre cento fra i migliori giovani musicisti d&#8217;Europa arrivano a<b> Pordenone </b>e per alcune settimane il<b> Teatro Verdi </b>diventa la loro casa.</p>
<p>Qui studiano, provano, lavorano con tutor provenienti dalle maggiori orchestre internazionali e preparano i programmi destinati ai grandi palcoscenici europei.</p>
<p>Da oltre dieci anni la <b>Gmjo</b>&#8211;<b>Gustav Mahler Jugendorchester</b>, fondata da <b>Claudio Abbado</b> e considerata <b>la più prestigiosa orchestra giovanile del continente,</b> rinnova un sodalizio che ha trasformato <b>Pordenone</b> in uno dei luoghi di riferimento della sua attività e la <b>Gmjo</b> nell&#8217;<b>Orchestra internazionale residente del Verdi</b>, grazie al sostegno della <b>Regione FVG </b>e la collaborazione del <b>Comune di Pordenone</b>.</p>
<p>Sono <b>112, provenienti da 22 Paesi</b>, <b>i musicisti </b>selezionati quest’anno tra oltre 2500 aspiranti: una straordinaria geografia di talenti che ad agosto si ricompone al Verdi per un&#8217;esperienza di alta formazione musicale, unica nel panorama nazionale.</p>
<p>Dopo aver toccato le più prestigiose capitali della musica sinfonica europea, la <b>Gmjo</b> torna a Pordenone sotto la direzione di <b>Philippe Jordan</b>, direttore d’orchestra e pianista svizzero fra i più stimati e richiesti della scena musicale internazionale, per i due grandi concerti conclusivi del Summer Tour,<b> lunedì 31 agosto e martedì 1° settembre alle 20.30</b>.</p>
<p>Due attese serate, con programmi di ampio respiro sinfonico, che <b>suggellano la tournée estiva</b> e restituiscono al pubblico l’esito del percorso artistico avviato proprio a Pordenone durante le settimane di residenza.</p>
<p><b>Lunedì 31 </b>il concerto si aprirà con la <b>Musica per archi, percussione e celesta di Béla Bartók</b>, uno dei capolavori più originali e visionari del Novecento, pagina in cui gli strumenti costruiscono una straordinaria architettura di timbri e tensioni, tra ritmi ossessivi e un’inquietudine che non lascia scampo. A seguire, la <b>Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore &#8220;Romantica&#8221; di Anton Bruckner</b>, fra le opere più amate del compositore austriaco, apre un paesaggio completamente diverso, vasto, luminoso, sospeso tra natura e trascendenza, offrendo due visioni del mondo a confronto, in una sola serata.</p>
<p><b>Martedì 1° settembre, sempre alle 20.30</b>, il concerto sarà interamente dedicato a <b>Gustav Mahler</b>, il compositore che dà il nome all&#8217;Orchestra: in programma la <b>Sinfonia n. 7 in mi minore</b>, una delle sue partiture più complesse, enigmatiche e affascinanti: cinque movimenti che attraversano il notturno, il grottesco e l’ironia prima di esplodere nel finale trionfante. Una prova orchestrale imponente e, insieme, un omaggio ideale all&#8217;identità stessa dell’Orchestra.</p>
<p>I due concerti chiudono, dunque, l&#8217;estate ma non il rapporto tra la<b> Gmjo e Pordenone</b>. L&#8217;Orchestra sarà infatti protagonista anche della programmazione <b>2026/2027</b> a partire dal concerto del prossimo <b>8 novembre</b>, con oltre cento orchestrali diretti da <b>Cristian Măcelaru,</b> seguito da uno dei momenti più attesi dell&#8217;intero cartellone: il <b>13 giugno 2027</b> farà ritorno sul podio del Verdi <b>Kirill Petrenko</b>, oggi fra i direttori più celebrati al mondo, che afrronterà con l’orchestra uno dei vertici assoluti del repertorio, la <b>Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler</b>.</p>
<p>Dalla formazione dei talenti di domani all&#8217;incontro con i più grandi direttori del nostro tempo, la presenza della <b>Gmjo</b> <b>disegna così a Pordenone un percorso che attraversa l&#8217;intero anno</b> e guarda ben oltre i confini regionali.</p>
<p><b>Una grande orchestra europea che ogni estate parte da Pordenone per i palcoscenici internazionali e a Pordenone continua a tornare</b>, facendo del Teatro Verdi non semplicemente una tappa delle proprie tournée, ma una delle proprie case artistiche.</p>
<p><b>Info e biglietti: <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.teatroverdipordenone.it&amp;e=d1becced&amp;h=3c840049&amp;f=y&amp;p=y&amp;m=4hWXHY1wfszDv2R" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer nofollow noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://urlsand.esvalabs.com/?u%3Dhttp%253A%252F%252Fwww.teatroverdipordenone.it%26e%3Dd1becced%26h%3D3c840049%26f%3Dy%26p%3Dy%26m%3D4hWXHY1wfszDv2R&amp;source=gmail&amp;ust=1787994524726000&amp;usg=AOvVaw0o6fy3fbmZYOjfXpjx7jkB">www.teatroverdipordenone.it</a></span></b></p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/GMJO_Teatro-Verdi1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/gustav-mahler-jugendorchester/">Gustav Mahler Jugendorchester</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Quando morì mio padre</title>
		<link>https://imagazine.it/events/quando-mori-mio-padre-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 09:39:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="1132" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/quando-mio-padre.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="quando mio padre" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/quando-mio-padre.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/quando-mio-padre-212x300.jpg 212w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/quando-mio-padre-724x1024.jpg 724w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/quando-mio-padre-768x1087.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" title="Quando morì mio padre 6"> Disegni e testimonianze di bambini dai campi di concentramento italiani del confine orientale (1942-1943)</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/quando-mio-padre.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/quando-mori-mio-padre-2/">Quando morì mio padre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Collettivo degli storici del Friuli Occidentale ei Il Centro &#8220;Leopoldo Gasparini&#8221;, in collaborazione con la CGIL di Pordenone, presentano la mostra “<strong><em>Quando morì mio padre. Disegni e testimonianze di bambini dai campi di concentramento italiani del confine orientale (1942-1943)</em></strong>”, realizzata dal Centro Gasparini.</p>
<p>L’inaugurazione della mostra, allestita nella sede della CGIL, in via San Valentino 30, a <strong>Pordenone</strong>, avverrà il giorno martedì 1° settembre 2026, alle ore 17.</p>
<p>Interverranno il segretario della CGIL di Pordenone <strong>Maurizio Marcon</strong> e il curatore <strong>Dario Mattiussi</strong> mentre <strong>Lucia German</strong> leggerà alcuni passi delle testimonianze raccolte nella mostra.</p>
<p>La mostra, già presentata anche a Roma, Lubiana, Vienna e Venezia è strutturata su ventisei grandi pannelli a colori, che riproducono scritti e disegni di bambini sloveni sopravvissuti alla deportazione nei campi di concentramento italiani del confine orientale. Realizzata in forma bilingue, indaga in particolare l’odissea dei bambini deportati nei campi di Gonars, Visco, Arbe-Rab e Monigo (Treviso) tra il 1942 ed il 1943.</p>
<p>L’esposizione, curata da <strong>Metka Gombač</strong>, <strong>Boris M. Gombač</strong> e <strong>Dario Mattiussi</strong> ripercorre le vicende storiche che portarono alla deportazione dei civili sloveni nei campi di concentramento italiani, posti a ridosso del confine orientale, ed in particolare ricostruisce la storia dei bambini sloveni deportati in questi campi tra il 1942 ed il 1943.</p>
<p>Disegni e scritti vennero composti durante i corsi di terapia post traumatica avviati in strutture mediche partigiane dopo la liberazione dai campi, successiva all’8 settembre 1943.</p>
<p>Ai tentativi di terapia, attuati stimolando i bambini, quasi tutti orfani, a far riemergere la memoria delle sofferenze patite per poterle elaborare, dobbiamo la conservazione di questi materiali che costituiscono oggi una delle testimonianze più preziose e drammatiche di una delle pagine più buie della nostra storia.</p>
<p>Alcuni di questi bambini sono poi stati rintracciati ormai anziani e hanno potuto rivedere per la prima volta i loro disegni e pensieri prima di rilasciare le loro ultime testimonianze, raccolte nel volume “<em>Dietro il cortile</em>”, rielaborando questa volta da adulti lutti e sofferenze che avevano colpito le loro famiglie.</p>
<p>L’esposizione sarà visitabile <strong>fino al 2 ottobre</strong> 2026. Ingresso libero dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.30 <strong>dal lunedì al giovedì e il venerdì</strong> dalle 8.30 alle 14.30.</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/quando-mio-padre.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/quando-mori-mio-padre-2/">Quando morì mio padre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Pordenonelegge: gran finale con Mattarella e Il Volo</title>
		<link>https://imagazine.it/pordenonelegge-gran-finale-con-mattarella-e-il-volo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 13:29:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[pordenonelegge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Repubblica in città domenica 20 settembre. Dopo il suo intervento il Concerto per l'Italia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/MATTARELLA-vidomessaggio.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/pordenonelegge-gran-finale-con-mattarella-e-il-volo/">Pordenonelegge: gran finale con Mattarella e Il Volo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Mattarella atteso quest&#8217;anno in presenza a pordenonelegge</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>PORDENONE – Sarà il trio <strong>Il Volo</strong> a siglare l’evento conclusivo della <strong>27ª edizione di pordenonelegge</strong> con il <strong><em>Concerto per l’Italia</em></strong>, organizzato per celebrare la presenza del <strong>presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella</strong>, atteso a Pordenone <strong>domenica 20 settembre</strong> (ore 19, Teatro Verdi).</p>
<p>Lo ha annunciato stamane il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it, <strong>Michelangelo Agrusti</strong>, sottolineando che «il festival, le autorità istituzionali e tutta la città si apprestano ad accogliere il Capo dello Stato, grati e onorati della sua partecipazione in presenza, che fa seguito ai video messaggi di saluto annualmente inviati in occasione delle passate edizioni di pordenonelegge. La straordinaria partecipazione del presidente della Repubblica testimonia il valore profondo di questa 27 ª edizione della Festa del Libro e della Libertà: il Concerto per l&#8217;Italia sarà così viva prefigurazione del 2027 di Pordenone Capitale Italiana della Cultura».</p>
<p>Il Concerto per l’Italia affidato alle voci del Volo – i due tenori <strong>Piero Barone</strong> e <strong>Ignazio Boschetto</strong> e il baritono <strong>Gianluca Ginoble</strong> – è un progetto a cura di Fondazione Pordenonelegge.it, promosso con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia in vista di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, con la collaborazione tecnica di Zenit srl Latisana.</p>
<p>La fruizione dell’evento si aprirà alla città, trasformando il centro storico cittadino in una “agorà diffusa”, nella quale si potrà seguire l’evento in presa diretta.</p>
<p>L’intervento del presidente della Repubblica sarà seguito dal Concerto per l’Italia negli spazi allestiti con centinaia di sedute in Piazza XX Settembre, con proiezione sulla facciata del Teatro Verdi, e inoltre in Via Mazzini, Largo San Giorgio e Piazza della Motta, dove saranno predisposti maxi schermi con impianti audio e video ad altissima definizione, connessi via satellite.</p>
<figure id="attachment_75990" aria-describedby="caption-attachment-75990" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-75990" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/il-volo_Centaro.jpg" alt="il volo Centaro" width="800" height="533" title="Pordenonelegge: gran finale con Mattarella e Il Volo 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/il-volo_Centaro.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/il-volo_Centaro-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/il-volo_Centaro-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/il-volo_Centaro-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/il-volo_Centaro-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75990" class="wp-caption-text">Il Volo (© Centaro)</figcaption></figure>
<p>Un’imponente infrastruttura tecnologica per consentire a chiunque di vivere, in tempo reale nel cuore della città, l&#8217;emozione e la qualità dell&#8217;esibizione, abbattendo ogni barriera fisica e trasformando il centro urbano in un grande teatro a cielo aperto.</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/MATTARELLA-vidomessaggio.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/pordenonelegge-gran-finale-con-mattarella-e-il-volo/">Pordenonelegge: gran finale con Mattarella e Il Volo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giusto</title>
		<link>https://imagazine.it/events/giusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 13:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="805" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Rosario-Lisma-GIUSTO1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rosario Lisma GIUSTO1" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Rosario-Lisma-GIUSTO1.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Rosario-Lisma-GIUSTO1-300x177.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Rosario-Lisma-GIUSTO1-1024x603.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/Rosario-Lisma-GIUSTO1-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Giusto 8"> Il one man show di Rosario Lisma inaugura il cartellone di spettacoli estivi del Teatro Verdi di Pordenone</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Rosario Lisma</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ai nastri di partenza il <strong>cartellone Estate del Teatro Verdi di Pordenone</strong>, che fino a settembre porterà <strong>spettacoli, musica e parole dal cuore della città alle vallate</strong> pordenonesi.</p>
<p>Il <strong>palcoscenico di via Roma</strong> accende i riflettori sui <strong>“Mercoledì a Teatro”</strong>, <strong>quattro appuntamenti</strong> pensati per accompagnare il pubblico nelle sere d’estate al fresco della <strong>sala Palco</strong> con proposte godibili e originali che intrecciano teatro, musica e danza.</p>
<p>A inaugurare il programma, <strong>mercoledì 1 luglio alle 21</strong>, sarà <strong>“<em>Giusto</em>”</strong>, intenso e acclamato <em>one-man-show</em> scritto, diretto e interpretato da <strong>Rosario Lisma</strong>, tra gli attori, autori e registi più apprezzati della scena italiana contemporanea.</p>
<p>Nato nel 2020, il testo si è imposto per la sua capacità di raccontare con ironia, poesia e profonda umanità il tema della diversità e dell’inadeguatezza nel mondo contemporaneo.</p>
<p>Protagonista della vicenda è <strong>Giusto</strong>, impiegato dell’Inps di Milano, uomo intelligente, gentile e fin troppo educato, che si muove spaesato all’interno di un universo popolato da personaggi grotteschi e cinici.</p>
<p>Nato su uno scoglio in mezzo al mare, si sente straniero in ogni luogo e vive in un appartamento condiviso con un coinquilino decisamente fuori dal comune: Salvatore, un gigantesco calabrone che trascorre le giornate dipingendo finestre sui muri nel tentativo di attraversarle.</p>
<p>In questo mondo surreale, sospeso tra fiaba contemporanea, comicità e malinconia, Giusto coltiva un sogno apparentemente impossibile: conquistare Sofia, la figlia del suo potentissimo capo.</p>
<p>Con il suo sguardo insieme tenero e tagliente, Lisma costruisce un racconto che diverte e commuove, trasformando la fragilità in una forma di resistenza e la gentilezza in un atto rivoluzionario.</p>
<p>“Giusto” diventa così una riflessione sul valore dell’anticonformismo, sulla capacità di restare fedeli a sé stessi e sul coraggio di oltrepassare quei limiti che spesso siamo noi stessi a imporci.</p>
<p>Originario della Sicilia e milanese d’adozione, <strong>Rosario Lisma</strong> è una figura particolarmente originale del panorama teatrale italiano. Formatosi con maestri come <strong>Massimo Castri</strong> e diretto da protagonisti assoluti della scena europea come <strong>Peter Stein</strong>, ha saputo affermarsi come autore, regista e interprete capace di unire <strong>profondità drammatica e straordinaria sensibilità comica</strong>.</p>
<p>Parallelamente al teatro ha costruito una <strong>significativa carriera nel cinema e nella televisione</strong>, prendendo parte a film di successo come “La mafia uccide solo d’estate” di Pif, “<em>Smetto quando voglio – Ad honorem</em>” di Sydney Sibilia e “La stranezza” di Roberto Andò, oltre a numerose produzioni televisive tra cui “Il nostro Generale”, “Romanzo Siciliano” e “Il Commissario Montalbano”.</p>
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		<item>
		<title>Pordenone capitale mondiale del Rugby a 7</title>
		<link>https://imagazine.it/events/pordenone-capitale-mondiale-del-rugby-a-7/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:25:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="811" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/gogo7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gogo7" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/gogo7.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/gogo7-300x178.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/gogo7-1024x608.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/gogo7-768x456.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Pordenone capitale mondiale del Rugby a 7 9"> Nel fine settimana il GoGo 7s: torneo internazionale con  squadre provenienti da diversi Paesi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pordenone è pronta ad accogliere il <strong><em>GoGo 7s</em></strong> (6/7 giugno), il <strong>torneo internazionale di rugby a sette</strong> che nel weekend trasformerà la città friulana in un punto di riferimento per il <em>rugby seven</em> europeo.</p>
<p>L&#8217;evento, organizzato dal Comitato Regionale FIR Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Federazione Italiana Rugby e il Rugby Pordenone, vedrà la partecipazione di squadre provenienti da diversi Paesi e offrirà due giornate all&#8217;insegna dello sport, dello spettacolo e della condivisione dei valori rugbistici.</p>
<p>Le gare prenderanno il via sabato 6 giugno alle ore 16 e termineranno attorno alle ore 20, mentre domenica il torneo si svilupperà dalle 10 del mattino fino alle 13.</p>
<p>In campo scenderanno l&#8217;Italseven, i New Zealand Cavaliers, i Pretoriani, i Dogi e l&#8217;Italia Emerging a livello seniores.</p>
<p>Tutte le formazioni sono pronte a confrontarsi in una delle discipline più spettacolari del rugby mondiale, caratterizzata da ritmo elevato, velocità e continui cambi di fronte.</p>
<p>Accanto al <strong>torneo senior</strong> troverà spazio anche il <strong>torneo Under 18</strong>, che vedrà protagoniste alcune delle più interessanti realtà giovanili del panorama rugbistico nazionale e internazionale.</p>
<p>Saranno presenti Pretoriani, Benetton Rugby, FVG Rugby e Slovenia Rugby, in una competizione che rappresenta un&#8217;importante occasione di crescita e confronto per i giovani atleti.</p>
<p>Il GoGo 7s sarà inoltre il momento culminante di una settimana dedicata al rugby e alla promozione sportiva.</p>
<p>Il centro cittadino, infatti, ospita in Piazza XX Settembre a Pordenone il &#8220;<strong><em>Rugby in Piazza</em></strong>&#8220;, che coinvolge bambini e ragazzi delle scuole del territorio, mentre la mostra delle maglie storiche del Museo del Rugby permetterà ai cittadini e appassionati di ripercorrere la storia di questo sport attraverso alcuni dei suoi simboli più rappresentativi.</p>
<p>«Il GoGo 7s – dichiara <strong>Emanuele Stefanelli</strong>, presidente del Comitato FIR Friuli Venezia Giulia e team manager della Nazionale Italiana Seven – rappresenta molto più di un semplice torneo. Vogliamo offrire un evento capace di unire alto livello sportivo, promozione del territorio e cultura rugbistica. La presenza di squadre provenienti da realtà diverse conferma la crescita internazionale della manifestazione e la capacità di Pordenone di diventare un punto di riferimento per il rugby a sette. Sarà un weekend di grande spettacolo, ma anche un&#8217;occasione per trasmettere ai più giovani i valori che rendono unico il nostro sport».</p>
<p>L&#8217;ingresso all&#8217;evento sarà aperto al pubblico, che potrà assistere gratuitamente a una due giorni di rugby internazionale (6/7 giugno in Via Mantegna a Pordenone) nel segno della passione, del <em>fair play</em> e della festa sportiva.</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/gogo7.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/pordenone-capitale-mondiale-del-rugby-a-7/">Pordenone capitale mondiale del Rugby a 7</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>Tra Mozart e Rossini: Figaro protagonista a Pordenone</title>
		<link>https://imagazine.it/events/tra-mozart-e-rossini-figaro-protagonista-a-pordenone-875/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 15:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="820" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/FIGARO.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="FIGARO" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/FIGARO.jpeg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/FIGARO-300x180.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/FIGARO-1024x615.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/FIGARO-768x461.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Tra Mozart e Rossini: Figaro protagonista a Pordenone 10"> In scena al Verdi due capolavori della grande lirica con protagonista la figura simbolo di intelligenza, libertà e riscatto sociale</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/FIGARO.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/tra-mozart-e-rossini-figaro-protagonista-a-pordenone-875/">Tra Mozart e Rossini: Figaro protagonista a Pordenone</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Le Nozze di Figaro</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con uno dei personaggi più amati e rivoluzionari della storia del teatro musicale, il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> si prepara a congedare la programmazione 2025/2026 prima dell’avvio del ricco cartellone estivo.</p>
<p>Sarà infatti <strong>la figura di Figaro, simbolo di intelligenza, libertà e riscatto sociale, a suggellare il cartellone</strong> attraverso <strong>due capolavori</strong> assoluti del <strong>repertorio operistico</strong>: <strong><em>Le Nozze di Figaro</em></strong> di Wolfgang Amadeus <strong>Mozart</strong> (libretto di Lorenzo da Ponte), in scena<strong> venerdì 29 maggio</strong> (ore 20.15), e <strong><em>Il Barbiere di Siviglia</em></strong> di Gioachino <strong>Rossini</strong> (libretto di Cesare Sterbini) sul palco <strong>giovedì 4 giugno</strong>, sempre alle 20.15.</p>
<p>Al centro del dittico si trova proprio <strong>Figaro</strong>, il personaggio nato dalla penna di <strong>Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais</strong> e divenuto emblema di un’epoca in trasformazione. Arguto, brillante, capace di sfidare privilegi e convenzioni, Figaro rappresenta quella tensione verso la libertà e l’uguaglianza che avrebbe trovato compimento nella Rivoluzione Francese.</p>
<p>Attraverso <strong><em>Le Nozze di Figaro</em></strong> e <strong><em>Il Barbiere di Siviglia</em></strong>, due opere che appartengono a momenti diversi della sua vicenda teatrale, il pubblico potrà seguire un affascinante percorso musicale e drammaturgico che attraversa la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, osservando l’evoluzione di personaggi, relazioni e sentimenti.</p>
<p>A firmare l’ambizioso dittico è <strong>Pier Luigi Pizzi</strong>, autentico <strong>maestro della scena internazionale</strong>, protagonista da oltre settant’anni della vita teatrale europea e tra le figure più autorevoli della <strong>regia d’opera contemporanea</strong>. Per la prima volta il grande regista affronta questi due titoli in un disegno unitario, costruendo due spettacoli autonomi ma profondamente collegati tra loro.</p>
<p><strong>Scene e costumi, </strong>caratterizzati da un elegante classicismo stilizzato e da ambienti dominati dal bianco e da tonalità luminose e diafane, <strong>diventano il filo conduttore di un racconto </strong>che attraversa il tempo e mette in luce la trasformazione dei caratteri e delle passioni umane.</p>
<p>Sul podio atteso <strong>Enrico Calesso</strong>, direttore stabile del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, alla guida dell’<strong>Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste</strong>, prestigiosa realtà musicale, protagonista di una <strong>lunga storia artistica</strong> che l’ha vista collaborare con alcune delle più grandi personalità della direzione d’orchestra internazionale e portare la propria attività nei maggiori teatri e festival europei e mondiali.</p>
<p>A dirigere il Coro del Verdi di Trieste il Maestro <strong>Paolo Longo</strong>.</p>
<p>Per <strong><em>Le Nozze di Figaro</em></strong>, venerdì 29 maggio, il pubblico potrà apprezzare un <strong>cast di rilievo internazionale </strong>guidato da <strong>Simone Alberghini</strong> nel ruolo del protagonista, accanto a <strong>Carolina Lippo, Ekaterina Bakanova, Giorgio Caoduro e Andrea Concetti</strong>.</p>
<p>Una lettura raffinata e intensa del <strong>capolavoro mozartiano</strong>, capace di svelarne ancora oggi tutta la profondità psicologica e l’inesauribile modernità.</p>
<figure id="attachment_74549" aria-describedby="caption-attachment-74549" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-74549" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/BARBIERE.jpeg" alt="BARBIERE" width="800" height="480" title="Tra Mozart e Rossini: Figaro protagonista a Pordenone 11" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/BARBIERE.jpeg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/BARBIERE-300x180.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/BARBIERE-768x461.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-74549" class="wp-caption-text">Il Barbiere di Siviglia</figcaption></figure>
<p>Il 4 giugno sarà invece la volta de <strong><em>Il Barbiere di Siviglia</em></strong>, con <strong>Alessandro Luongo</strong> nei panni di Figaro e un cast che comprende, tra gli altri, <strong>Annalisa Stroppa, Marco Ciaponi e Marco Filippo Romano</strong>.</p>
<p>Un’opera che continua a conquistare il pubblico per la sua <strong>irresistibile energia teatrale</strong>, per l’invenzione musicale di Rossini e per quella miscela di ironia, leggerezza e sottile malinconia che ne fa uno dei vertici assoluti del teatro musicale di ogni tempo.</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/FIGARO.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/events/tra-mozart-e-rossini-figaro-protagonista-a-pordenone-875/">Tra Mozart e Rossini: Figaro protagonista a Pordenone</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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