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		<title>Ordine nel caos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[archivi]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’archivista scava e legge il passato per consegnarlo al futuro. La monfalconese Marina Dorsi racconta come si dà vita alla memoria: «Mantenendo lo spirito da detective con quella curiosità che l’intelligenza artificiale rischia di far venire meno»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/open_phFotoNadia.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/ordine-nel-caos/">Ordine nel caos</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Marina Dorsi (ph. Foto Nadia)</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mettere ordine nel caos, interpretare documenti e dati e dare loro una logica per raccontare storie che hanno radici in tempi lontani.</p>
<p>La professione dell’archivista è intellettuale e fisica, serve una mente curiosa e a volte “indagatrice” per scoprire legami e nessi, ma richiede anche prestanza fisica per spostare tonnellate di carte, a volte fragili e delicate.</p>
<p>Non solo si tratta di una professione che negli ultimi anni si è evoluta soprattutto con la digitalizzazione di documenti, immagini e testi ma ha trovato anche nuove modalità di conservazione.</p>
<p>L’archivista scava e legge il passato per consegnarlo al futuro. <strong>Marina Dorsi</strong>, monfalconese con radici istriane, attiva in numerosi istituti culturali e non solo, fra i quali la Banca BCC Venezia Giulia, ci racconta come si dà vita alla memoria.</p>
<p><strong>Come è nata la scelta di fare l’archivista?</strong></p>
<p>«È stato il risultato di una serie di eventi. Mentre sceglievo di laurearmi in Lingue straniere venni a conoscenza della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica a Trieste, all’Archivio di Stato, della durata di due anni, che permetteva di studiare materie che mi incuriosivano. Concluso il biennio colsi la proposta di lavorare per la Soprintendenza, con contratti a termine, nel riordino degli archivi dei Comuni danneggiati dal terremoto del 1976».</p>
<p><strong>Quali i primi incarichi?</strong></p>
<p>«Nel 1982 l’archivio della parrocchia di Tarcento, ricoverato dopo il terremoto nei locali della biblioteca del Seminario teologico di Udine. Con alcune diplomate nel 1985 si costituì la Cooperativa degli Archivisti e Paleografi, con sede a Trieste. Vi ho lavorato fino alla fine del 2020, vivendo la trasformazione epocale degli strumenti di supporto a un lavoro che è intellettuale e fisico, data la movimentazione di tonnellate di carte. Nei primi anni ’80 gli inventari erano unicamente cartacei e dattiloscritti, ora disponiamo di supporti digitali consultabili a distanza».</p>
<p><strong>Un’attività in continua evoluzione?</strong></p>
<p>«Costantemente, con la responsabilità di preservare e mantenere nel tempo il documento intangibile. Oltre alle Università, la Scuola degli Archivi di Stato è stata riformata e vi si accede se in possesso di una laurea specialistica o magistrale. Continuo è l’aggiornamento da parte dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI), della quale a Trieste ha sede la Sezione Friuli Venezia Giulia, che nel corso degli anni ha realizzato convegni e incontri. Su <em>YouTube </em>tutto il materiale per approfondire questo mondo».</p>
<p><strong>Quali sono i settori di lavoro?</strong></p>
<p>«Archivi comunali, di curia e parrocchiali, teatrali, sindacali, di consorzi di bonifica, di associazioni e consorzi culturali, di persona e d’artista, per conto della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia, per gli Archivi di Stato di Trieste, Gorizia e Pordenone».</p>
<p><strong>Come si svolge l’attività?</strong></p>
<p>«Non è semplice spiegare un lavoro che partendo da una situazione di disordine, per essere diplomatica, ridà logica e dignità a quanto, per legge, deve essere conservato e gestito secondo i dettami in materia. Importante, per me, è stato il lavoro di gruppo, poiché il confronto è fondamentale per riuscire a districare situazioni a volte veramente complicate. Alla base del riordino c’è la logica della sequenzialità per argomento e cronologia dei documenti che si vanno a conservare, individuati dopo un’attenta analisi di quanto è però possibile scartare in base a criteri definiti a livello ministeriale. Terminato il riordino fisico delle carte, si stila un inventario, strumento che ne permette la consultabilità. Diverso il mondo degli archivi ibridi e digitali per i quali le dinamiche operative sono complesse, anche se alla base dei ragionamenti sta sempre l’applicazione delle scienze antiche, fondamentale la diplomatica, che dialogano con le nuove».</p>
<p><strong>Che cosa sono in grado di raccontare le carte?</strong></p>
<p>«Le carte raccontano tanto e sono testimoni oggettive di eventi, ne fanno fede. Se penso a quanto ho conosciuto e imparato proprio grazie agli archivi che “ho vissuto”, ai convegni nazionali e regionali a cui ho partecipato. La sezione Friuli Venezia Giulia dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI) a partire dal 1995 ha organizzato vari tipi di convegni dagli archivi delle banche alle assicurazioni, dalle imprese alla sanità regionale. La manifestazione “<em>Carte future</em>” ha approfondito la sicurezza dei documenti a trent’anni dal terremoto in Friuli, i cui atti, curati dalla dottoressa Grazia Tatò, già direttore degli Archivi di Stato di Trieste e Gorizia, ancora oggi sono validi testimoni del lavoro archivistico».</p>
<p><strong>L’arrivo dell’intelligenza artificiale (IA) che cosa cambia nella circolazione delle informazioni, mancando l’interpretazione e lettura della componente umana?</strong></p>
<p>«Sia positività, sia negatività. Questa seconda temo possa portate alla perdita della capacità critica, di discernere tra vero e falso, di accettare incondizionatamente ciò che si legge senza chiedersi da dove provenga l’informazione, quale la fonte primaria. Il tema delle fonti per me è fondamentale prima dell’avvento preponderante di IA. Ciò che mi preoccupa è la perdita della “curiosità”, il non fare i detective della conoscenza, l’appiattirsi sulla narrazione fatta da qualcuno o qualcosa. La lettura dell’Enciclica emanata da Papa Leone XIV può farci ulteriormente riflettere, anche rilevando l’analogia con la Rerum Novarum di Papa Leone XIII, emanata nel 1891, nel momento in cui la rivoluzione industriale trasformò il sistema produttivo e sociale. Ora stiamo vivendo la rivoluzione digitale».</p>
<p><strong>Quali sono stati gli interventi</strong> <strong>più interessanti, più complessi?</strong></p>
<p>«Molti ma ne cito tre, molto complessi per le carte che li compongono, ma per me affascinanti: l’archivio dei conti Strassoldo Villanova Farra, quello dei marchesi Polesini, e l’archivio storico del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia. I primi due testimoni sia delle intricate vicende familiari, sia delle relazioni intessute dai membri della casata dei marchesi Polesini in Istria, il terzo fondamentale per la storia della bonifica integrale e regimazione idraulica nel Monfalconese, della seconda metà del XIX secolo».</p>
<figure id="attachment_75558" aria-describedby="caption-attachment-75558" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-75558" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_1911-ALBERTO-LETTIS-con-Bleriot.recto_.jpg" alt="low 1911 ALBERTO LETTIS con Bleriot.recto" width="800" height="498" title="Ordine nel caos 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_1911-ALBERTO-LETTIS-con-Bleriot.recto_.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_1911-ALBERTO-LETTIS-con-Bleriot.recto_-300x187.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/07/low_1911-ALBERTO-LETTIS-con-Bleriot.recto_-768x478.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-75558" class="wp-caption-text">Un’immagine del bisnonno di Marina Dorsi, primo pilota istriano</figcaption></figure>
<p><strong>Recente il suo libro “<em>Una Promessa</em>”, un lavoro di ricostruzione di storia famigliare centrata sulla storia del bisnonno primo pilota istriano…</strong></p>
<p>«Dopo tanti anni passati a recuperare e conservare la memoria “altrui”, mi sono decisa a mantenere una promessa fatta alla mia nonna materna, anche per dare un senso a certi ricordi legati a poche foto di famiglia, testimoni di una realtà spazzata via dagli eventi delle due guerre mondiali, in particolar modo dall’esodo istriano nel febbraio del 1947. Non ho scritto con lo scopo di pubblicare, ma per comprendere certe vicende lasciandone testimonianza ai miei figli. La ricerca in questo romanzo-documento è stato un viaggio nei primi anni del ’900 ma anche in luoghi da Pola a Milano, dalla Comina a Wiener-Neustadt, scoprendo il fascino della meccanica tra treni e aerei leggeri come libellule».</p>
<p><strong>Come è andata a Roma ricevuta in udienza papale?</strong></p>
<p>«Parlando della IA ho accennato all’Enciclica <em>Rerum Novarum</em>, e non a caso, perché proprio la ricorrenza dei 135 anni dalla sua emanazione è stata l’occasione, per noi rappresentanti del mondo del credito cooperativo, grazie a Federcasse, di essere ricevuti da Papa Leone XIV lo scorso 16 maggio. Le parole del Santo Padre sono state un monito, dietro i numeri ci sono persone che non devono essere abbandonate agli algoritmi».</p>
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		<title>Le dimore storiche del FVG aprono i loro archivi</title>
		<link>https://imagazine.it/le-dimore-storiche-del-fvg-aprono-i-loro-archivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 09:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[archivi]]></category>
		<category><![CDATA[codroipo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[villa manin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato la quarta edizione dell'evento. Per la prima volta coinvolto l ‘Archivio della Fondazione Roberto Capucci di Villa Manin</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Villa Manin (© Simone Di Luca)</em></span></p>
<p>Sabato 11 ottobre si rinnova l’appuntamento con <strong>“<em>Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro</em>”</strong>, l’iniziativa promossa dall’<strong>Associazione</strong> <strong>Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.)</strong> che apre gratuitamente al pubblico biblioteche e archivi privati delle famiglie e delle imprese famigliari italiane.</p>
<p>Un vasto patrimonio di documenti, mappe, pergamene, foto, disegni d’artista e di stilisti, libri contabili di aziende vinicole, raccolte librarie e molto altro che tramandano le tracce del passato.</p>
<p>In Friuli Venezia Giulia sono <strong>cinque le dimore</strong> che mettono a disposizione i loro scaffali: Casa Asquini e La Brunelde &#8211; Casaforte d&#8217;Arcano a <strong>Fagagna</strong>, Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di <strong>Moimacco</strong>, Villa Marchese de’ Fabris a <strong>San Canzian d’Isonzo</strong> e, per la prima volta, <strong>Villa Manin a Passariano</strong> con l ‘Archivio della Fondazione <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/la-moda-e-lo-stile/">Roberto Capucci</a></span>.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni delle visite alle dimore prescelte consultare il sito: <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/carteindimora2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/carteindimora2025/</strong></a></span></p>
<p>L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, ha ricevuto il patrocinio della <strong>Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO</strong> e <strong>dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani</strong>.</p>
<p>L’evento si svolge in condivisione con la Direzione Generale Archivi e con la Direzione Generale Biblioteche e diritto d&#8217;autore del Ministero della Cultura, affiancando e arricchendo l’iniziativa <strong>“Domenica di carta”</strong>, promossa dal MiC e in programma domenica 12 ottobre.</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/10/VillaManin1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/le-dimore-storiche-del-fvg-aprono-i-loro-archivi/">Le dimore storiche del FVG aprono i loro archivi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it">imagazine.it</a>.</p>
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