Sottufficiali da tutta Italia insieme a Cervignano
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Ospitata la Giornata Nazionale in Ricordo dei Sottufficiali Caduti in Servizio. Conclusione al Cimitero degli Eroi di Aquileia
CERVIGNANO DEL FRIULI – Cervignano del Friuli ha ospitato la XII Giornata Nazionale in Ricordo dei Sottufficiali Caduti in Servizio.
Promossa dall’UNSI (Unione Nazionale Sottufficiali Italiani), la manifestazione ha visto confluire nella cittadina friulana delegazioni giunte da ogni angolo d’Italia per rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere.
L’evento ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Difesa, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Cervignano e ha registrato la partecipazione di autorità civili, militari e religiose, oltre alle associazioni d’arma e ai cittadini.
Le celebrazioni sono iniziate alle 9 nel piazzale del Duomo.
Alle 9.30 si è tenuta la messa in suffragio, officiata da don Sinuhe Marotta e arricchita dai canti del Coro UTE, accompagnato all’organo da Gabriele Avian con i brani La Signora delle Cime e Stelutis Alpinis. Al termine è stata letta la Preghiera del Sottufficiale.
Alle ore 10.30 ha preso il via il corteo, aperto dal gonfalone comunale che ha sfilato lungo le vie cittadine con i labari delle delegazioni UNSI di tutta Italia delle molte associazioni combattentistiche locali e autorità, per confluire in Piazza Indipendenza.
Il momento centrale della giornata si è svolto alle ore 11 presso il Monumento ai Caduti. Dopo l’apertura affidata alla voce del soprano Francesca Bidut e l’esecuzione dell’Inno di Mameli, si è proceduto alla deposizione della corona d’alloro e agli onori ai caduti, accompagnati dal brano.
Poi ci sono stati i discorsi ufficiali al centro della riflessione vi è il ruolo insostituibile dei sottufficiali e dei quadri dirigenti, definiti come la vera “ossatura” dello Stato e delle forze armate. Nel corso della storia – come ricordato dal consigliere regionale Alberto Budai – la catena di comando italiana è stata spesso bersaglio di tentativi di destabilizzazione mirati a gettare la nazione nel caos, ma la dedizione e il sacrificio di questi uomini hanno permesso di tenere unito il Paese.
La memoria dei caduti non è un semplice esercizio di stile, ma un dovere etico e civico. Come sottolineato dal vicepresidente UNSI Domenico Balducci, custodire il ricordo significa impedire che i nomi scolpiti sulle lapidi svaniscano nel tempo, tramandando alle nuove generazioni il senso del dovere, l’onore della divisa e la consapevolezza che indossarla comporta una responsabilità verso l’intera comunità.
Il sindaco Andrea Balducci ha infine legato l’esperienza militare ai valori della Costituzione e della società civile, evidenziando come la gerarchia e il rispetto reciproco siano pilastri formativi per la vita di ogni cittadino.
Di fronte ai dibattiti attuali sulla difesa e sulla spesa militare, è stato ribadito che l’Italia ripudia fermamente la guerra come strumento di aggressione – distinguendosi da chi promuove azioni violente unilaterali –, ma rivendica il pieno diritto costituzionale alla difesa, auspicando che un eventuale rafforzamento del sistema di sicurezza avvenga nel più ampio e condiviso perimetro dell’Unione Europea.
È seguita la suggestiva accensione delle fiaccole dedicate ai diversi comparti della difesa, della sicurezza e del soccorso pubblico, ciascuna accompagnata da uno squillo di tromba e da una formula commemorativa.
Nel pomeriggio la deposizione di una corona d’alloro nel Cimitero degli Eroi ad Aquileia, dove sono sepolti i dieci militi ignoti e Maria Bergamas, la madre che scelse il feretro poi trasportato a Roma all’Altare della Patria (Vittoriano).


