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Ornella Panciera commuove Monfalcone

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Successo per la mostra "Un cavalluccio viaggiatore"

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Grandi emozioni hanno contaminato lo spazio espositivo dello Storico Caffè Carducci di Monfalcone, che ospita i tredici pannelli fotografici che compongono la mostra intitolata “Un cavalluccio viaggiatore”, dell'artista gradese Ornella Panciera. All'inaugurazione della mostra, curata dall'architetto Carla Pangrazio e presentata da Gabriella Machne, è stata accolta da un numeroso pubblico e dalla presenza dell'assessore alla Cultura del Comune di Monfalcone Michele Luise e dell'assessore alle Pari Opportunità del Comune di Grado Federica Lauto.

Ornella Panciera nasce a Conegliano e si trasferisce a Grado da bambina: si avvicina alla pittura negli anni Ottanta, pervasa dalla predisposizione al mondo fantasioso dell’infanzia, dall’amore per il figlio. Lo scorrere degli episodi della vita della Panciera forma opere che passano dal carboncino all’acrilico, con caratteristiche dolci, armoniose e gentili, indirizzando i critici ad affermare la corrente naif della pittrice, ma prevaricando le sue reali ispirazioni che usano pennellate di colori accesi ed eccessivi. L’anima stravolta si rifugia nella pittura trovando la salvezza dai tremendi turbamenti rilevanti: gli incubi diventano quadri coloratissimi, freschi e gioiosi che agiscono su di lei come una benda medicamentosa su una ferita. Trovano anima colori come gli arancioni, rossi e gialli predominano alle pareti, escono dal cuore ucciso dagli eventi, e il dolore si trasforma in vita. La luce è espressa nelle opere, quando l’oscurità entra nella sua vita, è sconfitta dalla serenità e pace.

La leggenda del cavalluccio marino si forma già negli anni antichi, quando era considerato un potente portafortuna: l’abbinamento iconoclastico del cavalluccio marino si basa sul movimento che porta al di fuori dei momenti peggiori, trovando episodi più belli.

Il ritrovamento casuale della conchiglia risplende nel cuore dell’artista, portando la serenità che manca nella sua vita. Ornella Panciera cammina per le calli di Grado e nella tasca della giacca ha sempre una macchina fotografica: ogni giorno, la luce è diversa e la città vecchia offrono immagini uniche. La luce di una lampadina, il riflesso di un tramonto, il taglio del sole su una parete, l’ombra in movimento nelle calli e la brezza che muove la natura, sono sorgente di fermi immagini attratti su una lente morbida.

La mostra è  visitabile fino a giovedì 27 aprile tutti i giorni dalle 7.30 alle 22 (escluso il lunedì).